aprile 29, 2008
Una meritata lezione per i rossi travestiti da verdi. E ora, noi veri ambientalisti?
Sull’inevitabile fine politica dei Verdi italiani, ecco la testimonianza dell’amico Ennio La Malfa, ambientalista laico fondatore di Kronos 1991 nei lontani anni 70, un lucido precursore con 10 anni di anticipo, in tempi in cui quasi nessuno sapeva di ecologia, e quei pochi che sapevano erano contrari. "L’ambiente? Un lusso che non possiamo permetterci" intitolava il Corriere della Sera riportando la Cgil. "Il lupo? Macché, è l’uomo l’animale più braccato del Parco d’Abruzzo", urlava il Pci. Del resto, anni dopo, alla protesta contro la centrale di Pian de Cangani a Civitavecchia, gli operai comunisti avrebbero aggredito i manifestanti ecologisti, tra cui Nicola Caracciolo. Già allora si credeva allo stereotipo sbagliato e reazionario che la difesa dell’ambiente vuol dire mancanza di occupazione. Che tempi. Quando fondai durante il Congresso del Partito Radicale la Lega Naturista (Bologna, giugno 1975) con l’intento di riunire finalmente tutti i temi della filosofia e scienza naturista (la famosa "vita secondo Natura"), dall’alimentazione alle medicine naturali, dal risparmio e riutilizzo di oggetti e materie prime all’autoproduzione di energia, dal no alla caccia e alla vivisezione all’escursionismo naturalistico, a Roma dove la LeNa operava trovammo soltanto Ennio La Malfa, col suo idealistico club, a capire, a entusiasmarsi, a darci una mano con la tipica generosità degli innovatori, che in fondo sono eterni diciottenni. Fu lui, altro che furbi assessori alla moda degli anni 90 in cerca di consensi snob, a organizzare il primo raduno di biciclette in funzione anti-auto, le dimostrazioni sulle tecniche di compostaggio e i corsi anti-incendio, risparmio, autosufficienza e produzione di energie alternative, tra cui il solare.
E fu nella sede che i nostri club (Kronos e Lega Naturista) condividevano in via Magenta, a Roma, che un bel giorno dell''84 io ed Ennio vedemmo arrivare strane facce mai viste prima, giovani politici dell'ultra-sinistra come Cento, o attivisti noti che mai si erano occupati di ambiente, come gli amici Rutelli e Filippini. Volevano fondare, nientemeno, e proprio loro, il partito dei Verdi. E non su posizioni di protezionismo scientifico ed educativo come volevamo noi, ma come un gruppuscolo di estrema Sinistra ad imitazione dei Gruenen tedeschi. Io e La Malfa, come tutti i protezionisti presenti, eravamo contrari . Ricordo che prima di votare contro chiesi provocatoriamente se avrebbero difeso anche la tipica signora anziana "di destra" amante dei gatti, e se per loro la distruzione d'un albero secolare sarebbe stata meno grave d'una mozione sulla spartizione dei posti al Consiglio Comunale. Non mi risposero, e votai contro (Nico Valerio).
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"Avevamo previsto questo disastroso evento per gli amici Verdi. Alcuni dirigenti del partito ci avevano telefonato contestandoci duramente le previsioni. Ora qualcuno di loro, rileggendo quanto avevamo scritto a febbraio, ha dovuto riconoscere la validità di quell’esame.
Noi tutti, comunque, non avremmo mai pensato che nel crollo della "torre verde" cadessero anche gli altri partiti della Sinistra "arcobaleno". Una catastrofe senza precedenti, un evento di cui parlerà la Storia. Nel nuovo parlamento non ci sarà più un deputato o senatore che rappresenti la Sinistra storica, il comunismo.
A decretare la fine del comunismo è stato il popolo, esasperato da un Governo che ha peggiorato la qualità della vita, un Governo di sinistra che invece di dare fiducia nel futuro e serenità, ha saputo trasmettere angoscia e rabbia. Un Governo indeciso su tutto, in continua lotta al suo interno per ogni questione di utilità pubblica. La gente, anche quella di sinistra, ha preso in mano le redini della situazione e con il voto ha mandato a casa Prodi insieme ai suoi accoliti. In particolare gli elettori hanno punito duramente i partiti del no, quelli che ancora credevano agli operai della Fiat degli anni ’70, quelli che ancora gridavano di "togliere ai ricchi per dare ai poveri". Partiti, questi ultimi, ancorati ad un passato ormai finito in soffitta, nostalgici del ritorno del comunismo sovietico, ormai bandito dalla stessa Russia, partiti che non hanno capito l’evoluzione dei tempi, né il fenomeno della globalizzazione. E’ stato per un certo verso una lezione di maturità della gente, stanca di essere presa in giro. Se poi questa svolta sarà peggio di prima, si vedrà! L’importante per tutti è stato uscire da una pastoia angosciante e in alcuni casi patetica creata dal governo Prodi.
Ora per tante persone che operavano nei quattro partiti della Sinistra Arcobaleno sarà un problema, e per alcuni un dramma: trovarsi un lavoro! Soprattutto per i parlamentari che non hanno potuto superare la soglia dei 30 mesi per avere a vita la pensione. Molti dovranno cercarsi un lavoro, uno vero, e così forse capiranno cosa vuol dire guadagnarsi da vivere ogni giorno con rinunce e sacrifici. Sarà un dramma anche per centinaia di giovani che lavoravano nelle segreterie dei partiti e che ora non hanno più una casa dove "mangiare".
Non sarà facile risorgere, soprattutto per i Verdi, che dopo i no a tutto, dopo la "monnezza" di Napoli e dopo le indagini della magistratura sul ministro Pecoraro, per molti anni dovranno subire l’inevitabile ghettizzazione politica e sociale.
Un danno, comunque, a tutto il mondo ambientalista, che in futuro dovrà stare più accorto nelle proprie battaglie, per non correre anche lui il rischio dell’onda lunga dell’isolamento sociale.
Qualcuno potrebbe dire che siamo stati duri nei giudizi verso i Verdi italiani. Sì, è vero, siamo volutamente stati duri! E questo perché, "grazie" ai loro errori, ora l’ambientalismo sano, quello vero, è visto con sospetto dalla stessa gente che fino qualche tempo fa ci sosteneva. Anche noi, inevitabilmente, subiremo gli effetti di questa sonora sconfitta e, quindi, tutti i veri ambientalisti italiani dovranno rivedere le strategie future, non solo di intervento sull’ambiente e sulla qualità della vita, ma soprattutto sulla propria sopravvivenza. Per questo motivo non possiamo essere teneri di giudizio su tutta quella che fu la Sinistra Arcobaleno.
ENNIO LA MALFA, Fondatore e Presidente di Kronos








