<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982</id><updated>2012-01-18T22:56:28.970+01:00</updated><category term='solare'/><category term='capitalismo'/><category term='ecologisti'/><category term='personaggi'/><category term='equilibrio idrogeologico'/><category term='mare'/><category term='consumatori'/><category term='riscaldamento globale'/><category term='leggi'/><category term='geotermica'/><category term='politica'/><category term='consumi'/><category term='tecnologia'/><category term='ogm'/><category term='eolico'/><category term='discariche'/><category term='urbanistica'/><category term='ricorrenze'/><category term='ricerca'/><category term='termovalorizzatori'/><category term='spettacolo'/><category term='energia'/><category term='alberi'/><category term='acqua'/><category term='inceneritori'/><category term='cultura'/><category term='gas'/><category term='disastri naturali'/><category term='bio-carburanti'/><category term='anticonsumismo'/><category term='crisi energetica'/><category term='liberalismo'/><category term='sicurezza'/><category term='agricoltura biologica'/><category term='trasporti'/><category term='efficienza energetica'/><category term='catastrofi naturali'/><category term='demografia'/><category term='energie alternative'/><category term='fauna protetta'/><category term='rifiuti'/><category term='parchi nazionali'/><category term='educazione'/><category term='abitazioni'/><category term='inquinamento'/><category term='effetto serra'/><category term='amministratori'/><category term='scuola'/><category term='documentari'/><category term='nucleare'/><category term='pesce'/><category term='fognature'/><category term='costume'/><category term='oceani'/><category term='mercurio'/><category term='città'/><category term='convegni'/><category term='agricoltura'/><category term='diversità biologica'/><category term='sprechi'/><category term='ghiacci polari'/><category term='precipitazioni'/><category term='aree protette'/><category term='manutenzione'/><category term='economia'/><category term='automobile'/><category term='ambientalisti'/><category term='alluvioni'/><category term='mediterraneo'/><category term='sovrappopolazione'/><category term='risorse'/><category term='alimentazione'/><category term='crisi economica'/><category term='paesaggio'/><category term='animali'/><category term='naturismo'/><category term='clima'/><category term='lobbies'/><category term='aflatossine'/><category term='epidemiologia'/><category term='mercato'/><category term='caccia'/><category term='patrimonio genetico'/><category term='deforestazione'/><category term='autosufficienza energetica'/><category term='risparmio energetico'/><category term='edilizia'/><title type='text'>Ecologia liberale</title><subtitle type='html'>NATURA, AMBIENTE E PAESAGGIO COME DIRITTI DI LIBERTA' E SCIENZA</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>121</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-5493866276096501527</id><published>2012-01-14T00:15:00.001+01:00</published><updated>2012-01-14T16:16:18.237+01:00</updated><title type='text'>DOOMSDAY (Giudizio Universale). Scienziati atomici pazzi? No, ma se avessero più giudizio…</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/-BZMwH6dmoJw/TxC7E1QWvbI/AAAAAAAADWk/_B5GF5zGQzE/s1600-h/Fine%252520del%252520mondo%252520New%252520York%25255B5%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 15px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Fine del mondo New York" border="0" alt="Fine del mondo New York" align="left" src="http://lh5.ggpht.com/-QbnKlC8zWsY/TxC7FQB3BbI/AAAAAAAADWo/WqvzJPPaQ2c/Fine%252520del%252520mondo%252520New%252520York_thumb%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800" width="340" height="234"&gt;&lt;/a&gt; “Anche gli scienziati atomici ragionano in modo peculiare”, intitola una sua nota Roberto Vacca. Tipico, voleva dire. Ma l’etimologia è irresistibile: peculiare deriva dal latino &lt;em&gt;peculium&lt;/em&gt;, cioè il patrimonio, che all’origine della nostra Storia era costituito (tutte le nostre civiltà erano di pastori, non dimentichiamolo) dal gregge di pecore. Ecco, appunto, qui vogliamo arrivare, come si vedrà in fondo a questo commento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perché gli scienziati atomici o nucleari (c’è tra i due termini qualche minima, impercettibile, ma comunque inquietante differenza semantica) sembrano comportarsi nei loro blog e siti come goliardi con la testa tra le nuvole e l’ironia facile? Ma non sanno di maneggiare roba che è peggio del tritolo? Da che cosa gli deriva tutta questa ironia leggera, tutto questo sense of humour?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Niente a che fare col dr. Stranamore del cinema, però lascia un po’ interdetti il loro gioco catastrofista, molto anglosassone e molto “IgNobel”, per rifare il verso al divertente anti-premio Nobel della scienza goliardica, che consiste nel prevedere l’ipotetico “ultimo giorno” di vita sulla Terra, una sorta di giorno del biblico Giudizio Universale (e poi dicono che gli scienziati sono atei: nelle barzellette sono credenti, eccome…). Possibile? Ma si.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“Perché, si sa, signora mia, con tutte queste guerre, questi dittatori islamici, e ora anche – Dio non voglia – con i cibi Ogm, tutte ‘ste malattie che girano oggigiorno, e ora pure il cambiamento climatico, davvero non si sa dove andremo a finire… La fine del Mondo, davvero!”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco, se queste sparate, in cui viene mescolato un po’ di tutto in un&amp;nbsp; tipico minestrone da brava casalinga, le dice la sciura Cesira o la sora Barbara del terzo piano, può andar bene: farà parte del colore, diciamo così, ambientale di un tipico condominio di periferia. Ma che le dicano, facendo finta di scherzare, degli scienziati, e per di più atomici, non si sa se fa più pena o paura.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E se poi questi scienziati atomici sono o “fanno” gli Americani, sono dolori. Ecco il mito tutto United States e goliardico del Doomsday, come adattamento nuclear-ecologico della passione morbosa che i più infantili degli anglosassoni hanno per i disastri, le auto-scontro, le esplosioni, le grandi sparatorie e stragi da film.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Così – perché nelle cavolate sono precisi e minuziosi – è nato addirittura il Doomsday Clock, un vero e proprio indicatore a tempo della autodistruzione dell’umanità “calcolato” (si fa per dire) dal Bullettin of Atomic Scientists, come se fosse uno studio serio. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli scienziati atomici hanno messo nello stesso mazzo dati sulla proliferazione nucleare, il cambiamento del clima (e il pericolo paventato del riscaldamento globale), i dati delle scienze biologiche sugli alimenti, le grandi malattie, compresi virus ed epidemie, farmaci, bio-diversità, e anche la bio-sicurezza, cioè le difese organizzate dalla scienza contro questi nuovi “flagelli” medievali del XXI secolo. Ne è venuta fuori una sorta di equazione ipotetica folle che vorrebbe dirci, per la felicità morbosa dei tanti masochisti, quanto manca alla “autodistruzione globale”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Insomma, uno studio (e un pensiero) “peculiare” – gli scappa detto al nostro Vacca – infatti hanno mescolato pecore e cavoli, facendo solo un gioco goliardico, un’astrazione di fantasia degna dei vari film apocalittici di Hollywood, non per caso con lo stesso nome: Doomsday (Nido d'amore), film del 1928, Superman Doomsday, film d'animazione del 2007, Doomsday (Il giorno del giudizio), film del 2008, 2012 Doomsday, altro film del 2008.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fatto sta che con questa fissazione della spettacolarizzazione della scienza come nel cinema per palati adolescenziali di bocca buona si danneggia, non si facilita la divulgazione scientifica, e non si corregge neanche la tendenza ecologica. E a nulla servono gli scienziati goliardici, spesso più dannosi degli scienziati pazzi.&lt;br&gt;Ecco sull’imbarazzante argomento, una breve nota-commento, perfino troppo moderata, di Roberto Vacca.&lt;br&gt;&lt;font size="3"&gt;NICO VALERIO &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font color="#ffffff" size="3"&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“Il Bulletin of Atomic Scientists pubblica da decenni l'ora segnata dal Doomsday Clock, orologio del giorno del giudizio. Questo disastro finale fu fissato immaginosamente a mezzanotte. Le lancette di questo orologio virtuale venivano avvicinate alle 24 tanto più quanto più numerose e distruttive erano le armi nucleari e quanto più tesa era la situazione internazionale, aumentando la probabilità di un olocausto nucleare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Due giorni fa il &lt;a href="http://www.thebulletin.org/content/media-center/announcements/2012/01/10/doo"&gt;Bulletin&lt;/a&gt; ha avanzato le lancette da 6 a 5 minuti prima della mezzanotte per i seguenti sintomi: "clear and present dangers of nuclear proliferation and climate change, and the need to find sustainable and safe sources of energy, world leads are failing to change business as usual. Inaction on key issues including climate change, and rising international tensions motivate the movement of the clock."&lt;/p&gt; &lt;p&gt;"L'inazione su problemi chiave incluso il cambiamento climatico"&amp;nbsp; non ha&lt;br&gt;ovviamente alcun rapporto con un conflitto nucleare generalizzato [che&lt;br&gt;potrebbe far esplodere l'equivalente di 700 kg di TNT per ogni essere umano]. Triste confusione.&lt;br&gt;&lt;font size="3"&gt;ROBERTO VACCA&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-5493866276096501527?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/5493866276096501527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=5493866276096501527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5493866276096501527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5493866276096501527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2012/01/doomsday-giudizio-universale-scienziati.html' title='DOOMSDAY (Giudizio Universale). Scienziati atomici pazzi? No, ma se avessero più giudizio…'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/-QbnKlC8zWsY/TxC7FQB3BbI/AAAAAAAADWo/WqvzJPPaQ2c/s72-c/Fine%252520del%252520mondo%252520New%252520York_thumb%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-8410334345845770813</id><published>2011-12-19T16:46:00.001+01:00</published><updated>2011-12-26T01:02:47.610+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alberi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='parchi nazionali'/><title type='text'>Faggi di 500 anni sull’Appennino. E il freddo fa bene agli alberi: li spinge alla longevità</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/-Vy396dakhPw/Tu9qDhTo4AI/AAAAAAAADQY/P7AztJil9B8/s1600-h/Grande%252520esemplare%252520faggio%252520secolare%252520Lucretili%25255B9%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 15px 5px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Grande esemplare faggio secolare Lucretili" border="0" alt="Grande esemplare faggio secolare Lucretili" align="left" src="http://lh5.ggpht.com/-RXzV6aAqwsE/Tu9qEa-Y86I/AAAAAAAADQg/oSCPfgaUEBs/Grande%252520esemplare%252520faggio%252520secolare%252520Lucretili_thumb%25255B7%25255D.jpg?imgmax=800" width="300" height="361"&gt;&lt;/a&gt; Che molti vecchi alberi delle nostre foreste più antiche avessero visto il passaggio delle truppe napoleoniche, nel primo 800, e anche la fuga dei briganti verso qualche grotta, e già nel ‘700, e forse ancor prima, l’andirivieni sulle sassose mulattiere delle carovane di muli che ogni giorno passavano le selle montane, da valle a valle, carichi di acciughe sottosale, aringhe, olio e verdure conservate, e al ritorno di lardo e strutto di maiale, salsicce, formaggio e castagne, era risaputo, e personalmente usavo ripetere questi particolari coloriti ad ogni escursione in cui ci si imbatteva in una vecchia mulattiera.  &lt;p&gt;Ma era poco credibile che nel Parco dei Lucretili, una bellissima e misteriosa zona selvaggia vicino a Tivoli (solo 30 km in linea d’aria da Roma), che ha anfratti così complicati che molti vi si perdono non appena escono dal sentiero, si fossero conservati i faggi che videro nel Seicento le escursioni con cui Federico Cesi e, sembra, anche il suo amico Galileo Galilei, i primi Lincei (la lince doveva essere di casa nelle foreste attorno ai pratoni del monte Gennaro, e così dette nome nel 1603 alla Accademia dei Lincei), partendo da S.Polo dei Cavalieri andavano ad “erborizzare”, cioè a cercare erbe e fiori da identificare, classificare e conservare in erbari, secondo le nuove tendenze scientifiche.  &lt;p&gt;E invece è altamente plausibile. Il bellissimo faggio (&lt;em&gt;Fagus sylvatica&lt;/em&gt;: non ho mai capito perché il primo classificatore, Linneo, non l’ha denominato &lt;em&gt;sylvestris&lt;/em&gt;…), certamente l’albero simbolo della Natura spontanea in Italia peninsulare, che copre gran parte dei pendii montani degli Appennini, fornendo d’estate un’ombra così fitta da rendere difficile in alcuni casi la lettura di un giornale, è stato studiato da scienziati dendrologi (&lt;em&gt;dendron&lt;/em&gt; è il nome greco antico di pianta) che hanno confermato che può arrivare fino a 400-500 anni di vita. Ma, ecco la novità, il caldo ne abbrevia la vita, mentre il freddo l’allunga. Perciò quei faggi contorti e più piccoli verso i 1800 metri di altitudine – i limite per le piante superiori – che durante le escursioni, con drammatizzazione eccessiva (ora me ne rendo conto), descrivo “in evidenti difficoltà, a causa del vento, delle rigide temperature o dell’escursione termica giorno-notte”, sollevando moti di compassione tra le fanciulle presenti, in realtà non dico che se la godano allegramente, ma pur rattrappiti come sono, spesso più legno che foglie, arrivano proprio grazie a quelle difficoltà a diversi secoli di vita. Nel Parco d’Abruzzo, in alcuni valloni solitari, sono stati censiti diversi faggi di 500 anni. E altro che Federico Cesi e Galileo, Cavour e Napoleone: quelli avrebbero potuto vedere perfino Leonardo, Raffaello e Michelangelo.  &lt;p&gt;Insomma, che alberi più grandi non fossero anche i più vecchi era noto tra gli studiosi e gli esperti, anche se la gente comune, perfino quelli che frequentano boschi e montagne, si ostina ancora a crederlo. Ma che il freddo facesse bene agli alberi, tanto da aiutarli ad essere più longevi, non era noto, o almeno non era stato ancora provato.  &lt;p&gt;Ora c’è una bella ricerca italiana condotta dalle Alpi all’Appennino che lo dimostra con ricchezza di dati e molte novità anche per gli studiosi, come riferisce Massimo Spampani sul &lt;em&gt;Corriere&lt;/em&gt; nella pagina dell’ambiente.&lt;br&gt;NICO VALERIO  &lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-vsZBzZv8vkI/Tve5og_vpfI/AAAAAAAADRU/D8oC5A_7Yjo/s1600-h/Inizio%252520di%252520fitta%252520faggeta%252520in%252520periodo%252520estivo%25255B9%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 20px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Inizio di fitta faggeta in periodo estivo" border="0" alt="Inizio di fitta faggeta in periodo estivo" src="http://lh6.ggpht.com/-P4eLOCjDYIM/Tve5pS41QiI/AAAAAAAADRc/6UPQqd6MUuE/Inizio%252520di%252520fitta%252520faggeta%252520in%252520periodo%252520estivo_thumb%25255B7%25255D.jpg?imgmax=800" width="550" height="309"&gt;&lt;/a&gt; Se fa più caldo la longevità diminuisce di 23 anni ogni grado in più &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="4"&gt;GLI ALBERI PIU’ VECCHI SONO QUELLI CHE VIVONO IN CONDIZIONI PIU’ DURE &lt;br&gt;&lt;/font&gt;I più antichi non sono quelli più grandi, ma quelli che vivono in ambienti difficili. Ora una ricerca lo ha dimostrato &lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;p&gt;“Una ricerca tutta italiana ha dimostrato per la prima volta che gli alberi più vecchi non solo continuano a crescere anche in età avanzata (e la produzione di legno, foglie, radici non declina con l’età una volta arrivati alla maturità, come si pensava), ma anche che la loro veneranda età è stata raggiunta paradossalmente perché hanno incontrato difficoltà ambientali. Come a dire: se la vita per gli alberi è troppo facile ha più probabilità di essere anche più breve. Era noto da tempo che gli alberi più antichi non sono quelli più grandi, ma quelli che vivono in condizioni difficili, però mancava fino a oggi una ricerca che dimostrasse in modo sistematico come nel mondo delle foreste la crescita e la longevità siano inversamente correlate al variare di un importante fattore ambientale quale la temperatura: più è alta meno vivono.  &lt;p&gt;FREDDO - In particolare lo studio guidato da Gianluca Piovesan, professore di selvicoltura dell’Università della Tuscia, insieme ad Alfredo Di Filippo e Maurizio Maugeri, climatologo dell’Università di Milano, oltre ad altri ricercatori, è basato su numerose faggete vetuste distribuite sia sulle Alpi che sull’Appennino. I faggi più longevi infatti (di circa 400 anni sulle Alpi e di oltre 500 sull’Appennino) vivono in aree remote di alta montagna (per esempio a Lateis sulle Alpi Carniche e a Coppo del Morto nel Parco d’Abruzzo). La ricerca ha evidenziato che per ogni grado di aumento della temperatura, la longevità diminuisce di 23 anni, per cui sull’Appennino nella fascia bioclimatica delle faggete, passando da 900 a 1.800 metri di quota (dove fa più freddo) la longevità raddoppia: da circa 200 anni a 400-450 anni. «Se ci riferiamo ai cambiamenti climatici degli ultimi decenni, l’impatto ha sfaccettature diverse», spiega Piovesan. «Infatti sulle Alpi il riscaldamento sta producendo una accelerazione di crescita che si tradurrà in una minore longevità. Sull’Appennino invece, dove piove meno che sulle Alpi, entrano in gioco anche gli stress idrici che potrebbero portare a una morte più precoce degli alberi vetusti». &lt;/p&gt; &lt;p&gt;IN CRESCITA ANCHE DA VECCHI - Questo studio ha inoltre evidenziato che gli alberi più vecchi si sviluppano incrementando la crescita per quasi tutta la vita e non seguendo invece il consueto modello sigmoidale per cui dopo la maturità l’incremento di biomassa dovrebbe declinare. Recentemente altri studiosi americani hanno dimostrato le stesse relazioni di questa «nuova legge» in alberi vetusti di quercia decidua, tsuga e nyssa (Nyssa selvatica) che vivono nelle foreste dell’est degli Usa. È questo un primo punto di partenza poiché ora gli scienziati vogliono capire se l’effetto della temperatura sulla longevità sia da collegare al metabolismo, ossia se un rallentamento del metabolismo allunghi la vita come sembra essere il caso di tutti gli organismi viventi, o se invece nel caso degli alberi vi sia anche un importante ruolo dei fattori esterni, per cui alberi che si accrescono più velocemente risultano più suscettibili a fattori di disturbo ambientale, quali il vento, e quindi vivano meno. Più in generale la rete di faggete vetuste europee potrà divenire un modello per comprendere a scala continentale l’impatto dell’uso delle risorse naturali da parte dell’uomo anche in relazione ai cambiamenti climatici”. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font color="#800000" size="2" face="Verdana"&gt;IMMAGINI. 1.Un faggio plurisecolare del parco regionale dei monti Lucretili (Roma), in veste invernale. 2. Il fronte di una estesa faggeta dell’Appennino centrale, in periodo estivo. Si notino le due caratteristiche più appariscenti del faggio e delle faggete in periodo estivo: l’ombra impenetrabile e la rigorosa equidistanza (che ricorda la regolarità di una potatura) dei primi rami dal terreno, quale che sia la sua ondulazione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-8410334345845770813?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/8410334345845770813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=8410334345845770813' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/8410334345845770813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/8410334345845770813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/12/faggi-di-500-anni-sullappennino-e-il.html' title='Faggi di 500 anni sull’Appennino. E il freddo fa bene agli alberi: li spinge alla longevità'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/-RXzV6aAqwsE/Tu9qEa-Y86I/AAAAAAAADQg/oSCPfgaUEBs/s72-c/Grande%252520esemplare%252520faggio%252520secolare%252520Lucretili_thumb%25255B7%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-1006743471980900039</id><published>2011-12-02T00:35:00.001+01:00</published><updated>2011-12-02T16:16:07.292+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumatori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rifiuti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='automobile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Imposte “ambientali”? Ma solo l’1 per cento del gettito va a tutela dell’ambiente</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/-gekECE7RXqU/TtgPDsJnhUI/AAAAAAAADOA/eiAK8a3c9rc/s1600-h/Tassa%252520verde%252520%252528vignetta%252520stilizzata%252529%25255B4%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 15px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Tassa verde (vignetta stilizzata)" border="0" alt="Tassa verde (vignetta stilizzata)" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/-dfykCYWKAOw/TtgPEGIlUuI/AAAAAAAADOI/bvz3laMy1Oo/Tassa%252520verde%252520%252528vignetta%252520stilizzata%252529_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" width="240" height="239"&gt;&lt;/a&gt; Quante e quali sono le imposte che gravano in qualche modo su materie di ambito ambientale? Non sono poche, se calcoliamo carburanti, energia, rifiuti, veicoli a motore, pesticidi e altre sostanze inquinanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“Secondo la recente elaborazione realizzata dalla &lt;a href="http://www.cgiamestre.com/2011/11/solo-l%E2%80%991-del-gettito-delle-imposte-%E2%80%9Cecologiche%E2%80%9D-va-a-tutela-dell%E2%80%99ambiente/"&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;CGIA di Mestre&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;, solo l’1,1% delle imposte ambientali pagate dai cittadini e dalle imprese italiane all’Erario e agli Enti locali è destinato alla protezione dell’ambiente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il restante 98,9%, purtroppo,&amp;nbsp; va a coprire altre voci di spesa. Infatti, a fronte di 41,29 miliardi di euro di gettito incassati&amp;nbsp; nel 2009 (ultimo dato disponibile) dall’applicazione delle cosiddette imposte “ecologiche” sull’ energia, sui trasporti e sulle attività&amp;nbsp; inquinanti, solo 459 milioni di euro&amp;nbsp; vanno a finanziare le spese per la protezione ambientale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Insomma, tutta quella sequenza di imposte spesso sconosciute che paghiamo quando facciamo il pieno alla nostra autovettura, quando paghiamo la bolletta della luce o del gas/metano, il bollo dell’auto o l’assicurazione della nostra auto non vanno&amp;nbsp; a sostenere le attività di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-c67_0A1QFMM/TtgPGEcoKgI/AAAAAAAADOg/82_OuxPMV44/s1600-h/Imposte%252520ambientali%252520in%252520Italia%25252C%252520non%252520utilizzate%252520per%252520l%252527ambiente%252520%252528CGIA%252520Mestre%2525202011%252529%25255B7%25255D.gif"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 15px 5px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Imposte ambientali in Italia, non utilizzate per l'ambiente (CGIA Mestre 2011)" border="0" alt="Imposte ambientali in Italia, non utilizzate per l'ambiente (CGIA Mestre 2011)" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/-oD4vvDCe770/TtgPJYuBUHI/AAAAAAAADOk/DtNcCR34IuQ/Imposte%252520ambientali%252520in%252520Italia%25252C%252520non%252520utilizzate%252520per%252520l%252527ambiente%252520%252528CGIA%252520Mestre%2525202011%252529_thumb%25255B5%25255D.gif?imgmax=800" width="400" height="392"&gt;&lt;/a&gt;“Questa anomalia tutta italiana – commenta il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi – è l’ennesima dimostrazione che il nostro sistema fiscale va completamente&amp;nbsp; rivisto. In queste settimane abbiamo assistito a vere e proprie catastrofi ambientali in parte causate dalla mancanza di attività manutentive e di messa in sicurezza del nostro territorio. Se a fronte di poco più di 41 miliardi di euro che vengono incassati ogni anno, il 99% finisce a coprire altre voci di spesa, non possiamo più denunciare che questi disastri avvengono anche perché non ci sono le risorse finanziarie disponibili per la tutela del nostro territorio. I soldi ci sono, peccato che ormai da quasi un ventennio finiscono altrove. Con la beffa che ogni qual volta subiamo un’alluvione ci ritroviamo a subire l’ennesimo aumento delle accise sulla benzina od una nuova tassa di scopo”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CGIA sottolinea che la selva di tasse ed imposte ambientali che grava sugli italiani è lunghissima. I tre grandi capitoli su cui insistono le imposte “verdi” sono: energia, trasporti ed inquinamento. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le imposte sull’energia sono:  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Sovrimposta di confine sul GPL&lt;br&gt;Sovrimposta di confine sugli oli minerali&lt;br&gt;Imposta sugli oli minerali e derivati&lt;br&gt;Imposta sui gas incondensabili&lt;br&gt;Imposta addizionale sull’energia elettrica di comuni e province&lt;br&gt;Imposta sull’energia elettrica&lt;br&gt;Imposta sul gas metano&lt;br&gt;Imposta consumi di carbone &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le imposte sui trasporti sono:  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblico registro automobilistico (PRA)&lt;br&gt;Imposta sulle assicurazioni Rc auto&lt;br&gt;Tasse automobilistiche a carico delle imprese&lt;br&gt;Tasse automobilistiche a carico delle famiglie &lt;/em&gt; &lt;p&gt;Le imposte sulle attività inquinanti  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Tributo speciale discarica&lt;br&gt;Tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di zolfo&lt;br&gt;Tributo provinciale per la tutela ambientale&lt;br&gt;Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili&lt;br&gt;Contributo sui prodotti fitosanitari e pesticidi pericolosi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-1006743471980900039?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/1006743471980900039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=1006743471980900039' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1006743471980900039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1006743471980900039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/12/imposte-ambientali-la-truffa-solo-l1.html' title='Imposte “ambientali”? Ma solo l’1 per cento del gettito va a tutela dell’ambiente'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/-dfykCYWKAOw/TtgPEGIlUuI/AAAAAAAADOI/bvz3laMy1Oo/s72-c/Tassa%252520verde%252520%252528vignetta%252520stilizzata%252529_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-2818562046616716630</id><published>2011-11-07T01:37:00.001+01:00</published><updated>2011-11-07T13:33:01.817+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumatori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='catastrofi naturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alluvioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='automobile'/><title type='text'>Alluvioni. Imprevidenza e fatalismo dei politici, ma anche cattive idee dei cittadini</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="wlWriterEditableSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:c99e4900-d83d-4848-834b-78bfc10506a9" style="padding-right: 15px; display: inline; padding-left: 0px; float: left; padding-bottom: 5px; margin: 0px; width: 416px; padding-top: 10px"&gt;&lt;div id="11fd606e-c9df-47a8-8017-abc4f30f947a" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=OvKlKkvZRTc" target="_new"&gt;&lt;img src="http://lh3.ggpht.com/-bjVpYviruOk/TrfP_M3vrhI/AAAAAAAADDo/pFi0gyMk6WM/videoc35f410ab728%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('11fd606e-c9df-47a8-8017-abc4f30f947a'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;416\&amp;quot; height=\&amp;quot;312\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/OvKlKkvZRTc&amp;amp;hl=en\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/OvKlKkvZRTc&amp;amp;hl=en\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;416\&amp;quot; height=\&amp;quot;312\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Genova. Dopo la solita, annuale, alluvione e le ipocrite lacrime di cordoglio, è l’ora della Ragione. Una inchiesta giudiziaria – al solito, tocca ai magistrati gestire la Polis, neanche fossimo alla Città ideale di Platone! – &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_07/Ecco-il-ponte-tappo-che-ha-sommerso-Genova_ddb6c7b8-0918-11e1-a272-24f31f5e1b69.shtml"&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;scopre&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;che il torrente Bisagno, interrato e coperto di cemento e costruzioni, ha un inghiottitoio troppo piccolo in caso di piene e forti piogge. Grazie tante: lo sapevamo già. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma un filmato &lt;em&gt;(v. qui sopra)&lt;/em&gt; ricorda agli smemorati che il rio Fereggiano, un torrente immissario del Bisagno che nei giorni scorsi si è ingrossato ed ha straripato allagando le vie e piazze più basse di Genova, inondando cantine e negozi, ammassando e schiacciando automobili, e perfino uccidendo qualche ignaro cittadino, era stato coperto, a grandissima richiesta di pubblico, "per avere più posti per i parcheggi di auto". Un "bene prezioso di questi tempi", aveva detto – giustamente, secondo il suo punto di vista “politico” – il presidente Burlando, come si vede nel video ad inizio articolo, ricavato dal sito della Regione Liguria, forse dello scorso anno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora non diamogli la croce addosso: chissà quante migliaia di cittadini lo avranno assediato perché non trovavano posto per le loro scatole di lamiera a quattro e a due ruote. Le stesse, in alcuni casi, che ora giacciono accartocciate dalla furia del Fereggiano e del Bisagno, stanchi di essere trattati come fognature. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Insomma, abbiamo ragione o no? Lo squilibrio in cui vivono i moderni agglomerati urbani, soprattutto in Italia, verte su due caposaldi: la mancata accettazione delle esigenze della Natura circostante, che si vendica riacquistando all’improvviso le sue dimensioni vitali e “penetrando” in città, e lo spazio eccessivo, psicologico e materiale, che si dà alle auto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gira e rigira, è sempre l’automobile, il moderno feticcio davanti al quale tutto si piega e col quale tutto si spiega, all’origine di molti problemi della città e del territorio. Togli l’auto e diminuisce perfino la criminalità, come a Venezia. Ve l’immaginate un rapinatore che fugge in gondola? Togli l’auto e spariscono le temibili polveri sottili (purché si… lavino periodicamente le strade: in caso contrario si risollevano dall’asfalto anche al passaggio di un’auto isolata, a ferragosto!).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I politici e gli amministratori anche in questo non sono altro che gli interpreti dei cittadini che li hanno eletti. E, a parte che come idee e cultura sono proprio uguali in tutto all’uomo della strada, non hanno quasi mai il coraggio di dar loro torto e magari di cercare di educarli ad un’altra visione delle cose, il che vorrebbe dire avere altre idee, altri valori. Anzi, se facessero così, potrebbero essere accusati di “autoritarismo illuminista”. Per fortuna i politici non hanno idee, tantomeno difformi da quelle del resto della popolazione da cui provengono, e quindi vengono accusati solo di peculato e altri simili reati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci dovremmo pensare noi ecologisti, o almeno i più coerenti e severi di noi, cioè paradossalmente gli ecologisti liberali. Noi soli sappiamo per la nostra formazione culturale che meriti e demeriti di una società appartengono ai cittadini, più che al Potere, perché la Storia è storia degli uomini, e di ogni singolo uomo, più che degli Stati, delle municipalità o delle istituzioni. E che la Politica non è una “tecnica”, ma è soprattutto cultura, idee, intelligenza, psicologia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco perché l'ecologista liberale (quello vero, non il conservatore finto-liberale che si occupa di ecologia solo per negarla o svuotarla dal di dentro) è più duro, non meno duro, di un ecologista di origine cattolica o marxista. Perché è razionale, e riporta tutto ai cittadini, ai loro diritti, certo, ma anche alle loro idee e alla loro “cultura”. Quindi sa che le soluzioni sono più lunghe e difficili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mettere ecologicamente le cose a posto, specialmente in Italia, Paese di secolare ignoranza popolare perché di secolare servitù, ma in minor misura anche in tutto l’Occidente democratico-liberale, è per paradosso più difficile che in uno Stato assolutista, fascista, teocratico o comunista. Perché si scontra contro il volere pratico, contro la scala dei valori dei cittadini, che spesso non sono né informati, né intelligenti. Altro che un cambio di Governo! Perfino se il più illuminato ecologista del Mondo fosse ministro dell'Ambiente, non risolverebbe, se non con enormi, inenarrabili difficoltà. Non potrebbe certro instaurare uno Stato di polizia! &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Insomma, ci vuole una profonda e vasta e precoce educazione dei cittadini per poter fare o vietare senza autoritarismi qualcosa che ha a che fare con l’ambiente, una materia complessa fatta di conoscenze scientifiche. Questo il punto di filosofia politica a cui nessun ecologista tradizionale risponde mai. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per "fortuna" nella sfortuna le disgrazie qualcosa insegnano anche all'impiegato, alla casalinga o al pensionato medio...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perché, dunque, il povero e inadeguato Burlando, come tanti altri presidenti di Regione, sindaci o ministri di Destra, Centro o Sinistra, dovrebbe essere migliore, anzi eroico, rispetto ai suoi concittadini? La gente gli chiede posti-macchina, non la salvaguardia del torrente o la pulizia degli alvei nei boschi, tantomeno i fossi di scarico in piena città. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E allora? Cerchiamo di rieducare al meglio i cittadini italiani, che come ex-contadini recenti hanno acquisito ormai più odio che amore per la Natura, per troppi secoli madre e matrigna. Altro che fossi, ruscelli e torrenti, men che mai in piena città! Li vedono come fogne a cielo aperto (e infatti vi gettano di tutto, specialmente a Sud). Anzi in Campania, Calabria e Sicilia nel letto secco delle “fiumare” o dei torrenti addirittura costruiscono case. La gente, i tanto osannati cittadini, non vuole (o non voleva, perché poi oggi si sta instaurando anche una strana e romantica nostalgia snob…) torrenti, canali e scoli di acque tra le case. Perfino se e quando sono esteticamente gradevoli: basta ricordare che fine hanno fatto i Navigli a Milano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Facciamogli capire, invece, e fin da piccoli scolari delle elementari, che i torrenti devono sempre avere uno sfogo verso i fiumi o il mare, e che anzi vanno mantenuti sgombri dai tronchi e rami. E che sono “belli”, non brutti, anche quando scorrono lungo i palazzi. E insegniamogli che la Natura ha le sue esigenze, che per l’uomo sono primarie, fondamentali, insopprimibili. Mettiamogli in testa anche che l’automobile sempre “al guinzaglio” è una sciocchezza sottoculturale, una specie di rassicurante “coperta di Linus”, da poveri cafoni di campagna diventati ricchi troppo presto. Non è quasi mai un bene davvero indispensabile, specialmente se si vive in città antiche, dalle strade strette. Spesso conviene affittarla, un’auto, magari in occasione di un viaggio, piuttosto che averla in proprietà. Ma chi le dice alla gente queste cose? Nessuno, neanche i Verdi. Speriamo che gliele dicano, coraggiosamente, i nuovi Ecologisti.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-2818562046616716630?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/2818562046616716630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=2818562046616716630' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2818562046616716630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2818562046616716630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/11/alluvioni-imprevidenza-e-fatalismo-dei.html' title='Alluvioni. Imprevidenza e fatalismo dei politici, ma anche cattive idee dei cittadini'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-bjVpYviruOk/TrfP_M3vrhI/AAAAAAAADDo/pFi0gyMk6WM/s72-c/videoc35f410ab728%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-9147301919361892866</id><published>2011-10-28T13:38:00.001+02:00</published><updated>2011-11-03T17:22:44.365+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumatori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='agricoltura biologica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='agricoltura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumi'/><title type='text'>Agricoltura biologica. Italia prima per superficie e produttori, ma pochi acquistano</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-xRR8MN643OY/TrK-WPrurYI/AAAAAAAADB8/1lHDKsTFq1o/s1600-h/Vendite%252520bio%252520in%252520Europa%252520%252528tabella%252529%25255B5%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 20px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Vendite bio in Europa (tabella)" border="0" alt="Vendite bio in Europa (tabella)" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/-seesflahFS0/TrK-WvLSL8I/AAAAAAAADCE/R2QqLnSg-5c/Vendite%252520bio%252520in%252520Europa%252520%252528tabella%252529_thumb%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800" width="345" height="480"&gt;&lt;/a&gt; Quali sono i dati complessivi dell’agricoltura biologica in Italia? Il travolgente aumento, in pochi anni, delle aree destinate all’agricoltura biologica (“organic” nei Paesi anglosassoni, “ecologica” in quelli ispanici) in un Paese di solito lento nell’adeguarsi alle nuove esigenze del mercato e con un’agricoltura tradizionalmente frammentata in una miriade di piccole proprietà, con produzioni ad alti costi e perciò poco redditizia, appare a molti incredibile (qualcuno, malevolo, dice “sospetto”), anche perché di colpo siamo diventati il primo grande produttore in Europa e tra i primi nel Mondo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma per alcuni aspetti è una naturale conseguenza delle caratteristiche dell’agricoltura italiana, perché fa di necessità virtù, trasformando abilmente un antico difetto dell’agricoltura italiana in un pregio. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Infatti, dai prodotti convenzionali e indifferenziati, ad alto costo di produzione e a basso prezzo, tipici di molte zone d’Italia, la conversione biologica porta a prodotti altamente differenziati, di qualità e alto valore aggiunto, che finalmente giustificano, almeno in parte, costi e prezzi maggiori sul mercato. Il che è un altro modo, intelligente, per reagire alla crisi economica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel complesso il fenomeno è altamente positivo, un fattore che fa ben sperare in un ritrovato equilibrio ecologico tra Uomo e Natura, in un Paese in cui ambiente e antropizzazione sono sempre in collisione. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La prima conseguenza dell’estendersi dell’agricoltura biologica, infatti, è che campi agricoli coltivati in modo naturale si risolvono poi in humus, fossi e ruscelli, falde idriche, piantagioni, allevamenti circostanti, insetti e animali selvatici, molto più sani. Ancor più della già utile “agricoltura integrata” (che razionalizza e riduce l’uso di pesticidi, utilizza la lotta biologica tra insetti predatori e parassiti ecc), l’agricoltura biologica è fondamentale per la riconversione del territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Certo, a spulciare tabelle e dati del rapporto sull’agricoltura biologica e la zootecnia biologica in Italia (“Bioreport 2011”) realizzato dal collegamento tra i più diversi enti e uffici specializzati pubblici e privati (“Rete rurale nazionale”) che va dal Ministero per le politiche agricole all’Istituto di economia agricola (INEA), all’Istituto di servizi per il mercato agricolo (ISMEA), all’associazione dei produttori (AIAB), si fanno interessanti scoperte. &lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-ZIlSUKfif9M/TrK_0D3mQvI/AAAAAAAADCM/juk1Gbrse5w/s1600-h/Superficie%252520Agricoltura%252520Biologica%252520Italia%252520Germania%252520Spagna%252520Francia%252520%252528BioReport%2525202011%252529%25255B7%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 15px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Superficie Agricoltura Biologica Italia Germania Spagna Francia (BioReport 2011)" border="0" alt="Superficie Agricoltura Biologica Italia Germania Spagna Francia (BioReport 2011)" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/-29hGiTdeYpQ/TrK_0peWqKI/AAAAAAAADCU/a3kiNFRtB9E/Superficie%252520Agricoltura%252520Biologica%252520Italia%252520Germania%252520Spagna%252520Francia%252520%252528BioReport%2525202011%252529_thumb%25255B5%25255D.jpg?imgmax=800" width="340" height="296"&gt;&lt;/a&gt; L’Italia, tra i Paesi europei a maggiore estensione, è ora prima per rapporto tra superficie agricola convenzionale e biologica (v. tabella ad inizio articolo). Il che meraviglia coloro che ricordano bene come negli anni 80 e 90 fosse l’ultima in Europa.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;Colpiscono le improvvise riconversioni di massa di produttori talvolta in difficoltà o marginali, anche nell’intento pienamente legittimo in economia di lucrare prezzi maggiori per prodotto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo fenomeno economico è reso possibile dalla sempre più rapida e ampia diffusione dell’informazione alimentare e agricola (il problema dell’inquinamento del cibo è molto sentito in tutti gli strati della popolazione europea e italiana), il che ha determinato – inizia così il Rapporto – un “elevato ritmo di crescita” dell’agricoltura biologica in tutto il Mondo, e specialmente in Europa e in Italia, Paese che – è una nostra supposizione – avendo ereditato una agricoltura “povera”, cioè da coltivatori diretti, si è trovato paradossalmente più avvantaggiato nella conversione. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma che questa conversione sia fatta bene. Al riguardo, sarebbe auspicabile, per garantire una sicura depurazione ad opera dei fattori organici e inorganici operanti sul terreno, che il periodo di passaggio al biologico per convertire un campo agricolo convenzionale fosse portato ad almeno cinque anni, con vantaggio di tutti, consumatori e produttori. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Stupisce, poi, o forse non stupisce, che la maggior parte delle massicce conversioni abbia avuto luogo in Sicilia, ormai regione capofila in Italia, come si vede da un’apposita tabella. Tutto merito del clima e del terreno? &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fatto sta che il prezioso volumetto ricco di tabelle e statistiche molto leggibili del Bioreport 2011, presentato al SANA di Bologna il 9 settembre scorso e ora visibile e scaricabile anche sul &lt;a href="http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5859 "&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;sito&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; web della Rete Rurale Nazionale (“rurale”? non potevano scegliere un termine meno desueto e… mussoliniano?) costituisce ora un punto di partenza obbligato per tutte le future valutazioni e per gli eventuali interventi sul fenomeno “bio” in Italia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un ottimo lavoro, insomma, sintetico come una ricerca anglosassone, presentato a nome del comitato della Rete che ha materialmente organizzato e prodotto il volume (Francesca Marras, Carla Abitabile e Laura Viganò, tutte e tre dell’INEA) dalla coordinatrice Marras. La ricerca del Bioreport 2011 – ha detto Francesca Marras – ha “l'obiettivo di tracciare un quadro conoscitivo della situazione del settore,&amp;nbsp; mettendo a sistema tutte le informazioni e i dati esistenti sul settore biologico, e approfondendo, tramite indagini qualitative, aspetti rilevanti non monitorati dalle fonti ufficiali. Consta di tre parti fondamentali che si dividono in numerosi capitoli molto interessanti che toccano tutti i principali aspetti della produzione e del mercato del biologico: &lt;/p&gt; &lt;p&gt;1. Dati complessivi dell’agricoltura biologica (&lt;strong&gt;Situazione strutturale delle aziende, Situazione economica delle aziende, Mercato, Mezzi tecnici, Zootecnia biologica&lt;/strong&gt;).&lt;br&gt;2. Politiche per l’agricoltura biologica (&lt;strong&gt;Normativa del settore, Piano di azione nazionale, Agricoltura nei piani di sviluppo rurale delle Regioni, Ricerca&lt;/strong&gt;).&lt;br&gt;3. Organizzazione e caratteristiche del settore (&lt;strong&gt;Controllo e certificazione, Etichettatura, Indicatori di sostenibilità, Commercio internazionale, Agricoltura biologica sociale&lt;/strong&gt;). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riguardo ai dati più salienti che si ricavano dal volume segnaliamo le tendenze dell’offerta e della domanda, i risultati economici delle aziende biologiche, un’analisi dei commercio internazionale, l’entità e le caratteristiche dell’agricoltura sociale svolta dalle aziende biologiche”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ confermato che la superficie agricola destinata al biologico è in Italia in forte crescita, ormai stabilizzata (+10% nel 2009 e + 0,6% nel 2010), per un totale di 1,1 milioni di ettari coltivati. Nell’UE-15, l’Italia è prima per numero di aziende, la cui superficie agricola (SAU) media è in crescita (26ha contro 8ha dell’universo aziende). L’incidenza della SAU biologica sulla totale SAU è dell’8,6% secondo il 6° censimento dell’agricoltura ISTAT. Le aziende, pari a 47.663 nel 2010, rappresentano il 2,6% del totale aziende.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sulla situazione economica delle aziende del settore – ha sintetizzato la Marras – i&amp;nbsp; risultati riportati si riferiscono alle aziende biologiche appartenenti al campione RICA (396 aziende su 11.036). Tali aziende sono fortemente orientate al mercato. Hanno una SAU media di 50 ha e presentano risultati produttivi e reddituali superiori a quelli delle aziende convenzionali. In particolare risultano superiori il fatturato, il valore aggiunto e il reddito netto. In quest’ultimo influisce la maggiore entità di contributi comunitari in favore del settore biologico, che incidono in misura pari al 40% contro il 36% di quello delle convenzionali. Maggiore risulta il costo del lavoro, perché le aziende biologiche sono ad alta intensità di lavoro. I risultati migliori si hanno negli orientamenti produttivi meno intensivi (seminativi e indirizzi misti). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dati positivi – continua la relazione della coordinatrice del Bioreport 2011 – provengono dall’andamento del mercato bio negli ultimi anni. L’Italia si colloca al quarto posto in Europa per il fatturato al consumo con un valore complessivo di 1.500 milioni di euro. Ma permane nel nostro paese una bassa spesa pro capite (25 euro per anno). Il trend positivo dei consumi è stato di gran lunga più favorevole rispetto ai consumi alimentari complessivi. La crescita nel 2010 dei consumi dei prodotti confezionati nei canali non specializzati è pari a quasi il 12%, anche favorita da un calo dei prezzi del 4%. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dai dati ISMEA si rileva anche il consumatore tipo dei prodotti biologici confezionati. Il biologico acquistato nella grande distribuzione si consuma maggiormente nelle famiglie poco numerose (70% dei consumi in famiglie con max 3 componenti), si tratta di consumatori non abituali dei prodotti bio, con responsabile degli acquisti di età giovane (34-44 anni), con reddito medio più elevato. Ai negozi specializzati fanno riferimento consumatori abituali, meno giovani, con famiglie più numerose (fonte: BioBank). Pur non essendoci dati ufficiali sulle vendite di canali specializzati, da alcune indagini qualitative emerge una tendenza alla crescita degli acquisti anche in questo canale. Crescono in modo rilevante i canali alternativi di vendita e quelli della filiera corta, soprattutto quella effettuata tramite i gruppi di acquisto solidale e la vendita diretta delle aziende.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Stupisce soltanto che gli Italiani acquistino ancora poco cibo biologico, come si vede in una apposita tabella. Rispetto alla Danimarca, il primo Paese per spesa biologica pro capite (euro 139 all’anno), la spesa in Italia è al 12.o posto: appena 25 euro all’anno per persona (2009). Il totale delle vendite “bio” vede prima la Germania, con 5800 milioni di euro all’anno. L’Italia è quarta, cioè l’ultima tra i quattro grandi Paesi, ma con un enorme distacco: solo 1500 milioni di euro (2009). Circa la metà di Francia e Regno Unito, un quarto della Germania. Le cifre dell’Italia, però, non comprendono le esportazioni – che sono importanti – ed il catering (fonte: FIBL-IFOAM).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ne consegue, in carenza di un grande mercato interno, che il grosso della nostra produzione se ne va all’estero, soprattutto Germania, appunto, e Nord-Europa. Un’altra curiosità è nelle importazioni in Italia di prodotti “bio” dall’estero. Pochi avrebbero scommesso che il 61% dell’olio d’oliva biologico è importato dalla Svizzera, evidentemente Paese a sua volta importatore e commercializzatore. L’Italia, poi, è deficitaria di cereali biologici: ne importiamo per 6.651 tonnellate (Canada, Kazakistan, Thailandia, Olanda). Importiamo anche ortaggi e frutta in contro-stagione soprattutto dal Sud Africa, Nord Africa e Sud America. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma moltissime altre sono le scoperte e le notizia interessanti, non solo per gli operatori, ma anche per il comune cittadino-consumatore, contenute in questo Rapporto sulla bio-agricoltura.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-9147301919361892866?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/9147301919361892866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=9147301919361892866' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/9147301919361892866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/9147301919361892866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/10/agricoltura-biologica-italia-prima-per.html' title='Agricoltura biologica. Italia prima per superficie e produttori, ma pochi acquistano'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-seesflahFS0/TrK-WvLSL8I/AAAAAAAADCE/R2QqLnSg-5c/s72-c/Vendite%252520bio%252520in%252520Europa%252520%252528tabella%252529_thumb%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-1360025249892494096</id><published>2011-07-13T22:33:00.001+02:00</published><updated>2011-10-10T00:01:17.336+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mercato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='equilibrio idrogeologico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Eco-affari. Distrugge la natura il boom della energia “verde” finanziata dallo Stato</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-zPG2QpFoLRA/Th4IKaWwxlI/AAAAAAAAC3g/EVnFa1Xz4YA/s1600-h/Fotovoltaico.%252520Densit%2525C3%2525A0%252520in%252520Lombardia%25255B5%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 20px 5px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Fotovoltaico. Densit&amp;agrave; in Lombardia" border="0" alt="Fotovoltaico. Densit&amp;agrave; in Lombardia" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/-ddgsqT3J-ec/Th4ILPm3srI/AAAAAAAAC3k/Q5yoUz5O5AQ/Fotovoltaico.%252520Densit%2525C3%2525A0%252520in%252520Lombardia_thumb%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800" width="329" height="274"&gt;&lt;/a&gt;L’energia pulita sporca? E’ un paradosso. E’ quello che sta accadendo in Lombardia, e anche nel resto dell’Italia, specie al Sud, dove la speculazione e la criminalità dominano, e certamente non aspettavano altro per riciclarsi in qualcosa di legalmente ed ecologicamente “pulito”. Anche se, ora si vede chiaramente, “sporca” paesaggio e ambiente.&lt;br&gt;Ma come, si è lamentato un lettore del &lt;em&gt;Corriere&lt;/em&gt;, prima gli ecologisti propagandano le energie rinnovabili e poi si accorgono che rovinano l’ambiente? Siete incontentabili. “Eh, ma che potevamo immaginare – rispondono quelli – che ne avrebbero approfittato cani e porci, anche quelli che dispongono di fonti energetiche modeste o addirittura inadeguate?” &lt;br&gt;Insomma, il solito caso di furbizia all’italiana, oppure una normale speculazione di mercato che sarebbe accaduta ovunque? Eppure, il caso delle altissime e invasive torri eoliche che hanno distrutto il paesaggio da cartolina di tanti crinali montuosi del Centro-Sud avrebbe dovuto mettere sull’avviso. E invece, niente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Diciamo subito che l’autoproduzione di energia da parte dello stesso consumatore (che può diventare anche piccolo produttore) è un antico concetto della filosofia di vita naturista, bello e utile, anche all’ambiente. Ma il boom dell’autoproduzione con ogni mezzo, anche il più inadeguato, solo in vista dell’alto prezzo, fuori mercato, pagato indirettamente dallo Stato, cioè da tutti noi, sta ponendo problemi gravi, e non è certo né ecologico, né liberale, come invece alcuni sprovveduti o furbi lasciano intendere. Dopo aver promesso di ridurli, infatti, il Governo ha alla fine mantenuto gli attuali alti, troppo alti, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ecovideoblog.it/rinnovabili/energie-rinnovabili-2011-nessun-taglio-gli-incentivi-nella-manovra-firmata-dal-presidente-napolitano.html"&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;incentivi&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;alle energie rinnovabili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La cosa ricorda molto un altro boom tipicamente italiano, cioè furbo: quello dell’agricoltura bio: solo che qui non ci sono le speranze di maggiori profitti da prezzi di vendita più alti, ma solo la certezza delle provvidenze di Stato. Che ci sono dappertutto, si badi, solo che in Italia sono più alte, troppo più alte, considerando che l’Italia, almeno quella del Centro-Sud, gode di una insolazione record. Come ripete da tempo Giovanni De Pascalis, secondo scienza metereologica e mercato, il sole al Sud andrebbe pagato molto meno che al Nord. E invece non è così.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma non è così che di diversificano le fonti e si auto-produce elettricità in modo da ridurre la dipendenza dal petrolio e ridurre l’emissione di anidride carbonica. &lt;br&gt;L’ambiente e l’economia liberale, anzi, ne sono colpiti duramente, visto che è un sistema inefficiente che, in realtà, nonostante i numeroni, andando a dividere per abitanti, produce pochissima energia pro-capite, pur coprendo o distruggendo gran parte dell’ambiente, quindi attentando a due ordini di veri e propri diritti di libertà dei cittadini: un mercato libero e un ambiente naturale. E’ solo la solita furbizia degli uomini favorita da leggi sbagliate fatte da parlamentari di nessuna intelligenza. Speriamo solo che gli incentivi siano abbassati e meglio regolamentati fino a livelli europei, e diversificati – nel solare – per quantità di insolazione annuale. E speriamo anche che gli ecologisti di oggi, specialmente in vista della rifondazione di novembre in un nuovo soggetto politico, sia pure metapartitico, capiscono il problema e prendano le contromisure per proposte alternative. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In ogni caso, attenti agli eco-affari, cioè al business verde. Ricordiamolo ai deboli di memoria. Per non aver capito che gli affari con l’ambiente e sull’ambiente sono pericolosi, pericolosissimi, anzi sono spesso il vero problema, sia per la Natura, sia per la privata e pubblica moralità, i Verdi si sono giocati la loro credibilità negli anni ’80 e ‘90. Altro che sacralità della Natura, che in Italia è bellissima e “poca”, cioè ristretta da città e attività antropiche come in nessun Paese al mondo, a causa dell’antica civiltà. Perfino tra i Verdi, si rischia di essere considerati “fondamentalisti” a ricordare l’abc ambientalista. Moltissimi, troppi, politici Verdi si sono dichiarati in passato disposti, dispostissimi, a fare in modo che con la Natura si possano fare soldi, tanti soldi.&lt;br&gt;“Ecologia liberale”? Macché, spesso si è visto che non era né “ecologia”, dato che paradossalmente deturpava il territorio, né “liberale”, se è vero che contravveniva a diritti di libertà e sbilanciava il mercato libero a vantaggio solo di alcuni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un effetto paradosso, analogo a quelli manifestati in passato dalle speculazioni (legali o illegali) dell’industria eolica e dell’agricoltura biologica, messo in luce da un &lt;strong&gt;&lt;a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_luglio_11/del-frate-energie-rinnovabili-1901064902891.shtml "&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;articolo&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, purtroppo generico e non particolareggiato, di Claudio Del Frate sul Corriere della Sera, riportato qui di seguito.&lt;br&gt;&lt;font size="3"&gt;NICO VALERIO &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;Cresce la protesta contro lo sfruttamento intensivo&lt;br&gt;CONTADINI E IMPRENDITORI: TUTTI STREGATI DAL BUSINESS DEI KILOWATT «VERDI»&lt;br&gt;Ma in Lombardia il mercato delle energie rinnovabili è quasi saturo. Pesante l'impatto sull’ambiente &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non c’è più spazio per centrali idroelettriche, quelle a biogas stanno stravolgendo il mercato dell’agricoltura e anche i pannelli solari devono ormai farsi spazio tra mille difficoltà. Il paradosso delle energie rinnovabili trova la sua plastica rappresentazione in Lombardia: nati per bilanciare i consumi di combustibili fossili, spinti dalla generosa erogazione di incentivi statali senza pari in Europa, i kilowatt «verdi» fanno i conti con la sostenibilità e l’impatto determinato sull’ambiente. Non sempre facile da trovare, stando almeno a una serie di casi emersi proprio nella regione più energivora d’Italia. La protesta contro lo sfruttamento intensivo delle risorse rinnovabili ha radunato un fronte molto composito, che va dalle organizzazioni degli agricoltori fino ad associazioni green come Slowfood per arrivare in campo politico alla Lega Nord, favorevole come è noto al taglio in finanziaria dei fondi per le rinnovabili. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;ALL’ASCIUTTO – Il primo effetto indotto dagli incentivi sulle fonti alternative lo si vede nelle province dell’arco alpino: nella sola Lombardia sono state depositate domande per costruire ben 299 nuove centrali idroelettriche di piccole e medie dimensioni tra Como, Lecco, Bergamo e Brescia. Dal conto è esclusa Sondrio ma perché qui l’amministrazione provinciale ha strappato una moratoria dal momento che quasi il 90% dei corsi d’acqua è già imbrigliato per produrre elettricità. «Occorre ridiscutere subito le regole – denuncia Dario Bianchi, consigliere regionale della Lega Nord – altrimenti per l’ambiente montano sarà un vero e proprio scempio: fiume e torrenti rischiano di rimanere asciutti con gravi danni idrogeologici perché sfruttati da aziende private sostenute dagli incentivi statali». Dopo l’estate la questione finirà sui tavoli della Regione Lombardia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;ENERGY FARMERS – Molti dei contadini che fino a pochi anni fa si dedicavano ad allevare suini, a seminare mais e foraggio adesso si sono chiamati fuori dalla catena alimentare. Molto più redditizio, sempre per il meccanismo degli incentivi, trasformarsi in produttori di energia. La sezione dello Slowfood di Cremona, una delle città gioiello dell’agroalimentare italiano, ha chiesto alla Provincia di introdurre una moratoria sulla costruzione di centrali biogas che stanno nascendo in tutta la campagna padana: solo nel Cremonese sono già 125 gli impianti funzionanti o in procinto di essere accesi. Secondo stime dello Slowfood, in buona sostanza confermate dal consorzio dei produttori del biogas, il 25% dei suoli destinati al mais oggi serve solo ad alimentare le centrali a biogas. «E’ un danno enorme alla filiera agroalimentare» denuncia Claudio Rambelli di Slowfood. Una stima di Coldiretti sostiene che per produrre un solo megawatt di biogas è necessaria la produzione di 200 – 300 ettari di mais. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;PER UNA LAMPADINA – Il terzo caso manifestatosi in Lombardia riguarda i pannelli solari. Stavolta è Confagricoltura a denunciare le storture di questo boom: in un anno la presenza nella regione è passata da 10.800 a oltre 25mila impianti. Sembrano molti, in realtà in base a un calcolo di Regione Lombardia questa «foresta» di pannelli produce all’incirca 348 megawatt di potenza: l’equivalente del consumo di una piccola lampadina per ogni lombardo. A che prezzo? Al prezzo che l’affitto dei terreni è balzato da 600 euro a 2mila euro per ettaro, denuncia Confagricoltura, al punto che molti proprietari smettono anche in questo caso di produrre cibo per dedicarsi all’energia. «E’ necessario introdurre criteri di salvaguardia - aveva annunciato l’assessore regionale Marcello Raimondi – almeno per le zone dedicate a produzioni agricole di pregio». &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font color="#0000ff" size="2" face="Verdana"&gt;IMMAGINE. Densità di impianti fotovoltaici per 1000 abitanti in Lombardia nel 2010 (Elaboraz. di G. Carrosio per &lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.energiafelice.it"&gt;&lt;font color="#0000ff" size="2" face="Verdana"&gt;www.energiafelice.it&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font color="#0000ff" size="2" face="Verdana"&gt;).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-1360025249892494096?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/1360025249892494096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=1360025249892494096' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1360025249892494096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1360025249892494096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/07/eco-affari-distrugge-la-natura-il-boom.html' title='Eco-affari. Distrugge la natura il boom della energia “verde” finanziata dallo Stato'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/-ddgsqT3J-ec/Th4ILPm3srI/AAAAAAAAC3k/Q5yoUz5O5AQ/s72-c/Fotovoltaico.%252520Densit%2525C3%2525A0%252520in%252520Lombardia_thumb%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-3714778420573829080</id><published>2011-07-06T12:31:00.001+02:00</published><updated>2011-12-12T23:39:44.016+01:00</updated><title type='text'>Evviva il treno. Ma dappertutto, non solo in val di Susa. E lì, poi, vale davvero la pena?</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-6cLlm8Kym84/ThQ5dH1bB8I/AAAAAAAAC3I/eI0wgWdn-ZA/s1600-h/Locomotivaavaporeveloce691anni303015%25255B1%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 15px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Locomotiva a vapore veloce 691 anni 30-30 (150 km)" border="0" alt="Locomotiva a vapore veloce 691 anni 30-30 (150 km)" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/-hizRdQYZ7-0/ThQ5dtu4YUI/AAAAAAAAC3M/ElJQgYpQEoY/Locomotivaavaporeveloce691anni303015%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" width="260" height="197"&gt;&lt;/a&gt; Ma noi ecologisti non eravamo per il treno? Lo abbiamo sempre difeso e proposto, contro i Tir e le auto, perché molto più ecologico ed economico sia per il trasporto dei passeggeri che delle merci. E’ meno invasivo, meno stressante. Basta dire che non crea ingorghi. Tutti sanno che un viaggio in ferrovia è di gran lunga il più comodo: ci permette la lettura, lo studio, perfino il lavoro, la conversazione piacevole, ma anche di fare quattro passi per sgranchirci le gambe, mentre intanto il treno corre. A differenza dell'auto. Un commerciante può perfino portarsi un voluminoso campionario nel bagagliaio, e viaggiare comodamente in poltrona scrivendo lettere al computer o cercando gli ultimi prezzi su un sito. E non siamo ancora arrivati al minor impatto sull’ambiente. Il treno è molto meno inquinante, sia nella costruzione della strada ferrata, sia nel funzionamento della macchina. Se guardiamo sul retro di un biglietto delle FS troviamo quanta CO2 abbiamo risparmiato e fatto risparmiare a persona. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma allora, la protesta in val di Susa? Eppure anche quello della TAV, il treno ad alta velocità, è un treno. Sì, ma è un treno che vuole tutta per sé una linea, anzi un intero ambiente tecnologico speciale, avanzatissimo. “Questo” treno, dunque, non è proprio come gli altri treni: ha in sé molto di buono, ma anche qualcosa di cattivo. E pretende, perciò, non una predica religiosa, da fanatici, ma un discorso razionale, dubbioso, fatto di qualche sì, qualche no, e tanti ma… Il problema è farlo capire ad entrambi i contendenti: sia ai politici industrialisti del sì per principio, sia ai nuovi ecologisti, tutti schierati senza pensarci troppo per un no aprioristico, entrambi schierati per motivi politici o comunque extra-economici ed extra-ambientali. Speriamo solo che il no al treno TAV sia solo in val di Susa, solo per “quel” progetto. Perché? &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perché non si tratta solo di una nuova linea ferroviaria, ma di una costosissima nuova "Grande Opera", probabilmente inutile quando sarà finita (tra 20 anni), molto complessa, tanto da basarsi sulla perforazione d’un nuovo lunghissimo traforo attraverso le Alpi. Lunghissimo proprio perché i capitolati dell’alta velocità vogliono che l’intera linea sia in pianura, al “piano campagna”, senza salite, e quindi sia servita da un nuovo tunnel che corra molto più in basso di quelli esistenti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E poi perché questo TAV è stata pensato contro la volontà dei locali. Ma se quest’ultima è l’obiezione principale, è sbagliata. La linea Torino-Lione non è locale, bensì super-internazionale: dovrebbe collegare il Portogallo all'Ucraina. E i francesi hanno già iniziato le procedure. L’Italia potrebbe fare una figuraccia a livello europeo. Se ogni villaggio attraversato dovesse avere l'ultima parola, staremmo freschi. E' come se il Codice della strada dovesse avere il beneplacito preliminare di tutti gli automobilisti interessati. Oltretutto i cittadini non hanno già delegato una volta ogni cinque anni i loro rappresentanti? In democrazia liberale non è lecito riprendersi la delega in ogni momento o quando fa comodo. E poi trovare a chi giova realmente e chi ha il diritto d’interdizione non è facile. In democrazia liberale sono veri entrambi i princìpi: le libertà di pochi sono importanti come quelle di molti, ma l’interesse di pochi non può imporsi sull’interesse generale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fastidi, rumore? Non tutti dicono che la ferrovia in progetto sarà sotterranea (in tunnel). Una volta in esercizio non si sentirà o vedrà nulla, o quasi, tranne i raccordi. Del resto, sul medesimo tratto oggi è già in funzione, ma all'aperto, rumorosissima e visibilissima, una linea ferroviaria tradizionale a doppio binario Italia-Francia. Di quale impatto paesaggistico permanente, dunque, si parla? Solo quello durante i lavori? Sembra di no, vista la perforazione di una montagna a bassa quota. Ma per completezza bisogna specificare che i lavori dureranno ben oltre 10 anni. Immaginate centinaia di grandi camion carichi di detriti che passano di continuo lungo la sola strada di fondovalle, per molti anni: polvere, rumore, inquinamento da gas di scarico. Per un treno che non servirà minimamente ai passeggeri locali. L’ambiente dei paesi sarà stravolto. I valligiani costretti a cambiare vita. Forse anche le loro case potranno deprezzarsi. In una democrazia liberale è doveroso fare sacrifici per il bene comune: ma è o non è lecito ai cittadini appurare se davvero stanno soffrendo per un bene comune, o invece per&amp;nbsp; la speculazione affaristica di pochissimi, oppure per qualcosa che non è neanche un bene perché è un pessimo investimento?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma soprattutto preoccupa gli ambientalisti lo scavo in profondità di una grande montagna che, come già è accaduto con l’escavazione del Laboratorio dell’Istituto di fisica nucleare sotto il Gran Sasso, è capace da solo di distruggere il complesso equilibro idro-geologico, col rischio reale di depauperare d’acqua gli acquedotti locali, o deviare sorgenti e corsi d’acqua dell’intera valle.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/-YYXR4RNEX2s/ThQ5eTD9bAI/AAAAAAAAC3Q/5rlPlhEJSZM/s1600-h/treno_altavelocita20.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 0px 10px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="treno_alta-velocita" border="0" alt="treno_alta-velocita" align="right" src="http://lh4.ggpht.com/-Zf4YmcXuHAc/ThQ5egD1QSI/AAAAAAAAC3U/vWVZ_je4Lkw/treno_altavelocita_thumb18.jpg?imgmax=800" width="260" height="163"&gt;&lt;/a&gt;E noi liberali? Di solito, liberali, repubblicani, radicali, sono per la scienza, per le novità tecnologiche, per l’aggiornamento. Niente remore conservatrici. Nell’Ottocento noi liberali eravamo per il “Progresso”, vedevamo tutto in anticipo sugli altri: avevamo davvero lo “sguardo lungo”. Anche i socialisti, per la verità, però dimenticando il rovescio della medaglia: l’attenuazione del fattore “libertà”. E il satirico Trilussa li sfotte in rima: “Quant’è amaro l’espresso al Caffé del Progresso!”&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E poi, dobbiamo ricordare Cavour, letteralmente fissato sulle ferrovie, che andava a studiare le prime locomotive in Inghilterra – dove, incredibile, c’erano città che non volevano il treno, salvo poi pentirsene amaramente dieci anni dopo – e che si adoperò in ogni modo per introdurle in Piemonte. Anche in Italia, allora, ci furono proteste. A Genova, la lobby dei carrettieri pose il veto, e pagò alcuni medici per dire che il treno era pericoloso per la vista umana, non abituata ad un movimento così veloce… Un altro liberale, dopo l’Unità d’Italia, lo Zanardelli, creò le Ferrovie dello Stato, eliminando i tanti monopoli locali parassitari, e con grandi vantaggi per i cittadini, sia di costi che di efficienza. D'accordo, altri tempi, ma resta la simpatia liberale per i treni. A cui si aggiunge la grande simpatia dell’ecologista della prima ora per le ferrovie e perfino per le navi, e l’antipatia viscerale per strade e autostrade.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma a questo punto che deve pensare, che fa, un super ecologista liberale? Intanto segue il parere di esperti economisti specializzati. Dopo un suo anticonformistico articolo apparso sul giornale &lt;em&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/em&gt;, Marco Ponti, docente di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano, è stato intervistato da Radio Radicale il 5 luglio. E all’intervistatore, che non nascondeva la sua simpatia per le ferrovie in generale e l’alta velocità in particolare, l’universitario ha confermato di essere contrario per motivi economici alla linea ad alta velocità che dovrebbe passare per la val di Susa, perché più che inutile sarebbe non conveniente, non prioritaria, efficace tutt’al più solo dopo 20 anni, costosissima, e sottrarrebbe all’Italia risorse finanziarie preziose, utili per altre priorità urgenti e impieghi sociali di cui l’Italia ha grande bisogno. Pochi sanno – ha detto – che la quota data dall’Europa sarebbe minima rispetto all’investimento globale. Anche 150 anni fa, ricorda un dettagliato e serio &lt;a href="http://eddyburg.it/article/articleview/5461/0/162/"&gt;&lt;strong&gt;articolo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; dello studioso Virginio Bettini sul sito di urbanistica Eddyburg, nella val di Susa si fecero analoghi errori per ferrovie in pura perdita. Insomma i cittadini italiani, non solo quelli della val di Susa, non hanno nessun bisogno di questa opera mastodontica. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In conclusione, la questione, come si vede, è troppo sfaccettata e complessa (scienza, tecnologia, economia, ecologia, libertà, etica, rapporti internazionali ecc) per poterla affrontare da un solo punto di vista, e qualunque scelta si faccia, dal no deciso al sì deciso, resteranno sempre fuori diversi argomenti dissonanti. E’ difficile scrivere un articolo con così tanti dubbi, se e ma, in un ambiente totalmente sicuro di sé. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli uni – tanti – i giovani, i blogger, gli impegnati in politica, sicuri che la TAV sia oggi quasi l’unico male assoluto in Italia, almeno, stando alla singolare tenacia e durata della “campagna” di opinione, e all’eccessivo vigore delle polemiche, compresi gli atti di violenza preordinati in stile “guerriglia”. A proposito, chi ha chiamato i black-bloc dall’estero? Sono gli stessi protestatari “non-violenti” che dicono di interpretare la volontà dei pacifici valligiani?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli altri – pochi – in genere addetti ai lavori, uomini politici di Governo, affaristi del sottobosco politico-industriale delle commesse di Stato e relative mazzette, ma anche parecchi puri, favorevoli per “ideologia” industrialista o liberista, come molti liberali, repubblicani e radicali, sono sicuri che il livello industriale di un Paese si misuri con le grandi infrastrutture per poter competere con l’Europa (perché qui – è chiaro – non della val di Susa si tratta, ma del livello delle infrastrutture, il biglietto da visita dell’Italia, anzi, dell’Europa), qualunque sia il loro impatto col territorio e la Natura, che la tecnologia e i grandi lavori abbiano una loro intrinseca necessità, siano insomma il nuovo Moloch, che i soldi devono comunque “girare”, al limite anche a vuoto, anche se vanno sempre alle solite grandi imprese monopolistiche, per produrre altri soldi, insomma che il fare, qualunque cosa, sia sempre meglio del non fare. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’ideologia – perché di ideologia si tratta – è che sia possibile sulla Terra uno sviluppo infinito, inteso come mero accrescimento numerico, non qualitativo. Questo è un errore grossolano in un ambiente finito e molto delicato. E il Liberalismo non c’entra nulla, non dovrebbe entrarci, con questa pretenziosa concezione. Il liberale Livio Ghersi, opportunamente, ricorda che c’è un nesso di luogo e di argomento fra il tratto Lione-Torino della TAV, che dovrebbe bucare le Alpi e avere come prima fermata Torino, e il “futurologo” (ricordo io, termine allora in uso) torinese Aurelio Peccei (1908-1984). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Peccei era dirigente della Fiat, quindi non poteva essere accusato di anti-industrialismo. Ebbene, fu nientemeno uno dei fondatori del movimento ecologico italiano ed europeo. Nel 1968, insieme con studiosi italiani e americani, fu uno dei creatori del Club of Rome, più noto all’estero che in Italia. Nel 1972 il Club di Roma fece uscire il rapporto rivoluzionario "I limiti dello sviluppo", realizzato in collaborazione col prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Technology). In quel libro, che ebbe vasta eco, si teorizzavano e provavano per la prima volta i concetti e le modalità dei limiti intrinseci dello sviluppo industriale, urbanistico ed economico. Bisognava, perciò, che l’industria, la politica, la stessa scienza economica, le scienze sociali, prendessero atto della necessità di un nuovo approccio alla politica economica: non era più possibile perseguire lo sviluppo economico come obiettivo fine a sé stesso, perché bisognava iniziare a fare seriamente i conti con “i limiti dello sviluppo”, cioè la limitata disponibilità delle risorse naturali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un’ulteriore prova, tra tante, che sono stati non gli anti-liberali, gli anti-liberisti, gli anti-capitalisti, i “socialisti”, i “comunisti”, a pensare per primi all’ecologia e all’ecologismo, ma proprio i liberali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco, alla luce di tutte queste contrastanti considerazioni, questo blog e il suo autore non ci stanno ad appiattirsi in modo banale su una delle due visioni estremistiche e pre-confezionate che si fronteggiano sulla TAV in val di Susa. Anche a costo di essere sommersi da improperi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ indubbio che il buonsenso, il &lt;em&gt;neu nimis&lt;/em&gt;, il mai troppo, che ci distingue, siano duramente colpiti dall’asprezza delle rispettive posizioni. Da una parte, certamente, meraviglia che per un treno si faccia una vera e propria guerriglia, anche dando per scontata la sua scarsa o nulla utilità economica, i soliti favori alle aziende amiche, la corruzione politico-industriale, le scarse ricadute sulla utilità reale del cittadino, sia della val di Susa, sia italiano in genere, e perfino europeo. Se quello che scandalizza i comitati valsusini è lo spreco di risorse e la non redditività dell’investimento (oddio, che siano diventati all’improvviso tutti “liberali”?), allora perché una simile aggressività non viene manifestata contro inefficienze più gravi, problemi molto più seri e mali diffusi? Per dirne una, sulla scarsa utilità economica degli impiegati pubblici voi vedreste lo stesso assembramento da "linea del Piave" che c'è in val di Susa? Come mai non ci si mobilita così duramente sulle altre Grandi Opere, o su temi ancora più devastanti e drammatici, come il traffico automobilistico? Insomma, è davvero tutto eccessivo, iperbolicamente eccessivo e strumentale. Gatta ci cova. E che cosa stia covando non è difficile capirlo: si tratta probabilmente di prove tecniche di un ribellismo localistico di stampo anarcoide, fenomeno già ben noto in Italia. E’ questo il dato preoccupante, oltre al fatto insopportabile che i valligiani si considerino gli unici “proprietari” della valle, che ha fatto propendere alcuni, per contrasto, a favore della TAV (v. una nostra &lt;a href="http://salon-voltaire.blogspot.com/2005/12/il-treno-ecologico-e-conviene-e-la.html"&gt;nota&lt;/a&gt; del lontano 2005). Un errore uguale e contrario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Certo, viva il treno, come no, anzi, che si aprano nuove linee ferroviarie e si rimettano in funzione le tante linee antiche e secondarie ottusamente dismesse. Ma non solo in val di Susa, in tutta l’Italia. Non è possibile che come in Sud-America o nei Paesi arabi il grosso della nostra economia dei trasporti viaggi su strade e autostrade, oltretutto con inquinamento, costi e pericoli altissimi per i comuni cittadini. Ma ostinarsi, in una Italia in cui non si riesce a far viaggiare in orario i treni normali, nei quali perfino i gabinetti e gli impianti elettrici spesso non funzionano, a pretendere 70 chilometri di “eccellenza” internazionale a carissimo prezzo, ci sembra da stolti. O da furbi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La linea ferroviaria Torino-Lione c’è già, come ricorda il sindaco di Venaus, Nilo Durbiano. Solo che è poco richiesta, sia nel traffico merci che passeggeri (questi ultimi, solo due treni al giorno). In totale circa 200 treni. Perciò, l’idea di un nuovo devastante e costosissimo traforo in un’area naturalistica bellissima per dare sbocco solo ad una linea ferroviaria tra 20 anni, mentre già oggi non si prevede nessun aumento nei traffici merci tra Italia e Francia, con la certezza di non poter mai ammortizzare in futuro quei milioni di euro (italiani, perché l’Europa ci metterà solo una piccola parte) di spesa, e senza sapere oltretutto quello che il mercato e la tecnologia dei trasporti richiederanno nel 2030 (potremmo scoprire che è del tutto inutile, sovra o sotto-dimensionata), a rischio di nutrire solo le ditte monopolistiche amiche e il sottobosco dei profittatori affaristi che vivono come parassiti della politica, è una argomentazione plurima ecologica-economica-etica capace di colpire duramente sia l’ecologista che il liberale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“In tempi di crisi economica – ha aggiunto Livio Ghersi – qualcuno osserva timidamente che si potrebbero recuperare importanti risorse tagliando proprio gli stanziamenti per quest'opera. Lasciando tranquilli gli abitanti della Valle. Preservando una bellezza del Creato. Non si potrà accorciare di due ore la durata della percorrenza del tragitto ferroviario Torino-Parigi? Pazienza, ce ne faremo una ragione. Potremo sempre prendere un aereo, se proprio abbiamo fretta. Che poi l'alta velocità serva al trasporto merci è una favola che non sta in piedi. E' un business, in primo luogo per i politici che la vogliono, per i progettisti e per i tecnici che devono definirla, per le grandi imprese che devono realizzarla. L'utilità generale è tutta da dimostrare”.  &lt;p&gt;Niente ideologia, quindi, o inopportune “questioni di principio”, è il buonsenso stesso, che ci spinge, tutto considerato, incrociando i mille dati, e solo in questo caso, pur con la simpatia che abbiamo per il treno, un po' più verso il no che verso il sì. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size="3"&gt;Ho volutamente lasciato intatte le giravolte, le contraddizioni e le acrobazie del mio pensiero, affollato caoticamente di considerazioni contrastanti, per accompagnare il lettore in un cammino logico o ideale. Il tifo da bar Sport non ci appartiene. Ma è difficile prendere posizione, senza riserve, sull’argomento. Ed è sempre bene pragmaticamente e laicamente mostrare come nascono o si sviluppano le idee, di contraddizione in approssimazione, anziché darle come ipse dixit.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font color="#800000" size="2" face="Verdana"&gt;IMMAGINI. &lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;. La velocissima locomotiva a vapore 691, che sviluppava la velocità massima di ben 150 km all’ora sulla Milano-Venezia già negli anni ‘20 e ‘30, una performance commerciale non sempre raggiunta oggi: ne sanno qualcosa i pendolari. Nonostante che andasse a carbone, dividendo l’inquinamento prodotto per il gran numero di passeggeri oggi scopriremmo che l’emissione di CO2 pro-capite doveva essere modesta. &lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt;. Un modernissimo treno ad alta velocità con ridotto attrito sui binari ideato dall’Università dell’Aquila.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-3714778420573829080?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/3714778420573829080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=3714778420573829080' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3714778420573829080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3714778420573829080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/07/evviva-il-treno-ma-dappertutto-non-solo.html' title='Evviva il treno. Ma dappertutto, non solo in val di Susa. E lì, poi, vale davvero la pena?'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-hizRdQYZ7-0/ThQ5dtu4YUI/AAAAAAAAC3M/ElJQgYpQEoY/s72-c/Locomotivaavaporeveloce691anni303015%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-7727771221951311445</id><published>2011-06-17T16:05:00.001+02:00</published><updated>2011-06-19T01:17:10.844+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='catastrofi naturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Rifkin, risponde al filonucleare Sarkozy: “Ma il nucleare è finito, e non risolutivo”</title><content type='html'>&lt;iframe height="349" src="http://www.youtube.com/embed/j_EbrOjIGkQ" frameborder="0" width="560" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;p&gt;Non solo il disastro di Fukushima, che ha seminato il panico proprio per la competenza tecnologica e la previdenza di un Paese progredito come il Giappone, già colpito in passato dalla tragedia atomica. Ora anche l’esito vittorioso del referendum anti-nucleare in Italia, con oltre il 57 per cento di cittadini votanti, tra i quali il 95 per cento di sì, un evento elettorale-politico unico al Mondo, che ha fatto rumore nell’ambiente dell’energia e perfino nelle Borse. Insomma, sembra che davvero sia caduta una pesante pietra tombale sugli sviluppi ulteriori dell’energia nucleare, almeno allo stato delle attuali tecnologie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma non ci illudiamo che politici e affaristi si siano messi davvero l’anima in pace. Erano proprio gli altissimi costi delle centrali, con tutto il probabile vorticoso giro di percentuali, parcelle e “mazzette”, insomma un vero e proprio “moto perpetuo” di corruzione (l’unica energia prodotta da una centrale nucleare negli oltre 10 anni che intercorrono tra la decisione di costruirla e la data dell’inaugurazione…), ad attirare così tanti accalorati sostenuitori tra avvocati e commercialisti, laureati in scienze politiche e insegnanti, ragionieri e geometri, ovvero le specializzazioni più comuni tra i politici di professione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sarebbe grave, però, se anche la ricerca ne fosse toccata. Poiché crediamo nella scienza e nel progresso della tecnologia, siamo con Margherita Hack nel dire che non ci piacerebbe affatto che a tirare i remi in barca fossero, invece, i soli scienziati, ai quali spetta il compito – se possibile – di inventare finalmente sistemi diversi e molto più sicuri di produzione di energia nucleare, che eliminino anche il problema della collocazione delle scorie radioattive per migliaia di anni. Fantascienza? Non lo crediamo. La storia della scienza ci ha abituato ad accelerazioni sorprendenti negli ultimi decenni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel frattempo, però, con questi costi pazzeschi, con questi lunghissimi tempi di costruzione e avviamento, con questa obsolescenza rapidissima (dopo Fukushima, appunto) e con questi incidenti, rari ma vissuti come apocalittici ogni volta che si verificano, tanto più in un Paese in cui illegalità, corruzione e faciloneria rendono insicure perfino costruzioni modeste in caso di modesti terremoti (v. la Casa dello Studente all’Aquila), troviamo giusto, logico e razionale il voto “emotivo” espresso dagli Italiani. Perché, esiste forse un voto non emotivo?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Intanto, vogliamo ospitare il parere dato in un’intervista, ben prima del referendum italiano, dal celebre economista e ambientalista Jeremy Rifkin, docente universitario e presidente della Fondazione per le Tendenze Economiche, che nel montaggio del breve filmato sembra rispondere al presidente francese Sarkozy, fautore delle centrali nucleari, per niente scalfito dalla tragedia di Fukushina. E, ai nuclearisti che chiedono polemicamente “di che cosa è esperto Rifkin” per poter parlare di centrali nucleari, come se solo i fisici o gli ingegneri nucleari fossero abilitati a farlo, si può rispondere: e allora, ancor meno possono parlare politici incompetenti su tutto, come Sarkozy. E ad ogni modo, come sarebbe impensabile che i generali potessero decidere se fare una guerra o no, così sarebbe grave che i fisici nucleari potessero decidere di costruire centrali nucleari a volontà. Sono scelte politiche, è vero, ma che travalicano le opinioni personali dei singoli politici e, per le conseguenze che possono avere queste decisioni, devono essere demandate ai cittadini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il nucleare è ormai finito, sepolto, dice in sostanza Rifkin nell’&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=j_EbrOjIGkQ"&gt;intervista&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, perché troppo costoso e pericoloso. Ma, comunque, il problema vero – aggiunge – è che di fatto si rivela energeticamente ininfluente. L’energia prodotta dalle centrali nucleari in tutto il Mondo è poca, pochissima. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La trascrizione schematica della prima parte del video di Rifkin è questa:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“L’energia nucleare si era fermata durante 25 anni, dopo le catastrofi di Three Mile Island e Chernobil. Poi ha avuto una rinascita di interesse a causa del problema del cambiamento climatico. Noi siamo la soluzione – dicevano i nuclearisti – noi siamo ecologici, non emettiamo CO2, la tecnologia nucleare “è pulita”. Ma vi dirò quale è la ragione commerciale per cui l’energia nucleare non serve più a nulla. Non tornerà mai. E’ morta e sepolta. Alcuni vorranno ancora dibattere sul lato ideologico. Ma io presiedo un gruppo di 120 società le più importanti del mondo, di informatica, logistica, trasporti, energia, costruzioni. Le nostre società sanno che il nucleare è terminato. Ecco i primi argomenti elencati dall’interessantissima intervista di Rifkin:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1. Oggi esistono nel mondo 443 centrali nucleari, e sono ormai tutte vecchie. Danno soltanto il 6% dell’energia prodotta, mentre secondo il gruppo di esperti del cambiamento climatico dell’ONU dovrebbero dare almeno il 20% dell’energia, per avere un minimo impatto sul cambiamento del clima. Il che è irrazionale per la rinascita di quel settore. Cioè dovremmo rimpiazzare le vecchie 443 e costruire in più 1000 nuove centrali, e dunque avere 1500 nuove ed efficienti nei prossimi 25 anni. Miliardi e miliardi di dollari. Qualcuno pensa che tutto ciò sia possibile? &lt;br&gt;2. Non sappiamo ancora che cosa fare dei rifiuti nucleari. Sono 60 anni che si usa questa tecnologia, e da 60 anni l’industria nucleare dichiara che troverà un mezzo per stoccare le scorie. Non si sa tuttora che cosa farne. Nel mio Paese [USA, ndr] si spendono 8 miliardi di dollari di tasse e 18 anni per costruire una caverna dentro la montagna Yucca per le scorie nucleari, che saranno senza pericolo tra 10 mila anni. Ma ecco il problema, terminato di costruire la grotta e prima ancora di metterci i rifiuti, si sono avuti problemi di fondamenta, perché la Terra è in movimento a causa delle placche tettoniche, insomma, non li possiamo immagazzinare da nessuna parte. Quando Fukushima è scoppiata so che la Francia non ha neanche parlato della tragedia. La cosa dava fastidio, i giornali si sono censurati&lt;br&gt;3. In quanto all’uranio….”&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Be’ il resto lo trovate nell’intervista visualizzata nel video in collegamento.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-7727771221951311445?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/7727771221951311445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=7727771221951311445' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7727771221951311445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7727771221951311445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/06/rifkin-risponde-sarkozy-filonucleare-ma.html' title='Rifkin, risponde al filonucleare Sarkozy: “Ma il nucleare è finito, e non risolutivo”'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/j_EbrOjIGkQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-6901471478363340197</id><published>2011-06-11T00:30:00.001+02:00</published><updated>2011-06-11T00:42:48.998+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='geotermica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Premio Nobel Rubbia: "Nucleare? No, costa troppo: meglio geotermia e gas"</title><content type='html'>&lt;p&gt;Anche l’Italia ha avuto lo tsunami, non lo ricorda mai nessuno. Ed ha causato, con un disastroso terremoto, ben 100 mila morti a Messina e Reggio Calabria (1908). Un secolo dopo, il recente terremoto dell’Aquila, pur di grado modesto, ha tuttavia distrutto tante case antiche e fatto non pochi morti, rivelando errori di progettazione ed esecuzione perfino in palazzi nuovi, crollati anch’essi, e una disorganizzazione e corruzione amministrativa ancora più preoccupanti dello stesso evento sismico. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Figuriamoci se l’Italia, questa Italia, può permettersi delle centrali nucleari. E il fatto che sia circondata da centrali nucleari nei Paesi confinanti, a cui paghiamo l’energia importata, non è una buona argomentazione per costruire anche noi impianti nucleari. Intanto la catena delle Alpi è una buona protezione in caso di eventi castastrofici, e poi le somme spese oggi per l’elettricità importata – una parte è addirittura rivenduta con guadagno - sono nulla rispetto a quelle che dovremmo investire, senza alcuna speranza di ammortizzarle mai, per centrali sul nostro territorio. La costruzione durerebbe oltre 10 anni e la loro vita media, specie dopo la tragedia di Fukushima che ha accoprciato la vita di tutte le centrali, sarebbe di 10 anni, tutt’al più. Quindi sarebbero costosissime: una vera pazzia economica e ambientale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo hanno capito anche gli scienziati. Alla vigilia del referendum sull'atomo in Italia, il premio Nobel 1984 per la fisica, Carlo Rubbia, ha concesso una &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/06/10/news/rubbia_intervista_nucleare-17475151/"&gt;intervista&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; ad Antonio Cianciullo sulla Repubblica di oggi. "Guai a ignorare la lezione di Fukushima", ha detto Rubbia. Piuttosto, utilizziamo la tanta energia che abbiamo nel sottosuolo italiano, e dalla combinazione di gas ed energia geotermica potremmo trarre grandi vantaggi. Per esempio, ha aggiunto, dal sottosuolo di Lazio, Toscana e Campania potremmo ricavare con opportune tecnologie un potenziale energetico pari a ben quattro centrali atomiche. Se poi, aggiungiamo noi, ci mettiamo anche la razionalizzazione di distribuzione e consumi, a parità di stile di vita, otterremmo risparmi pari fino al 30% complessivo (&lt;strong&gt;&lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/03/nuove-centrali-prima-vediamo-se.html"&gt;proiezione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; ENEA), che sarebbe come ritrovarsi in casa svariate centrali atomiche gratuite e senza i rischi. NICO VALERIO &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco l’intervista di Rubbia alla Repubblica:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;"Fukushima ha rappresentato una grande sorpresa perché ha evidenziato uno scollamento tra le previsioni e i fatti. È stata una lezione ed è pericoloso non imparare dalle lezioni. Soprattutto per un paese come l'Italia che con il Giappone ha molti problemi in comune: non solo la sismicità ma anche gli tsunami prodotti da un terremoto, come l'onda gigante che ha distrutto Messina nel 1908. È ragionevole fare una centrale atomica in Sicilia?". &lt;br&gt;Carlo Rubbia, il Nobel che in Italia ha inventato il progetto pilota per il solare termodinamico, osserva il panorama energetico a tre mesi dall'inizio di un incidente nucleare che non si è ancora concluso. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dopo Fukushima tutto il mondo s'interroga sul futuro del nucleare e paesi come la Germania e la Svizzera hanno deciso di uscire dal club dell'atomo. Il governo italiano invece vuole rientrare. Le sembra una buona scelta? &lt;/strong&gt; &lt;p&gt;"Non si può rispondere con un sì o con un no. Bisogna esaminare i problemi partendo da una domanda fondamentale: quanti soldi ci vogliono e chi li mette. Si dice che una centrale nucleare costa 4-5 miliardi di euro. Ma senza calcolare gli oneri a monte e a valle, cioè le spese necessarie per l'arricchimento del combustibile e per la creazione di un deposito geologico per le scorie radioattive come quello che gli americani hanno cercato di fare, senza riuscirci ma spendendo 7 miliardi di dollari, a Yucca Mountain".  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Insomma quanto costerebbe il piano italiano che punta ad arrivare al 25 per cento di elettricità dall'atomo? &lt;/strong&gt; &lt;p&gt;"Per raggiungere un obiettivo del genere, e o si raggiunge un obiettivo del genere oppure è inutile cominciare perché si hanno solo i problemi senza i vantaggi, serviranno una ventina di centrali e quindi possiamo immaginare un costo diretto che si aggira sui 100 miliardi di euro. Il punto, come dicevo, è chi li mette sul tavolo".  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;In tutto il mondo i capitali privati tendono a tenersi lontani dal nucleare, li spaventa il rischio. &lt;/strong&gt; &lt;p&gt;"Proprio così. Nei paesi che hanno scommesso sull'energia nucleare questa scelta è stata finanziata, in un modo o nell'altro, dallo Stato, spesso perché lo Stato era impegnato nella costruzione di bombe atomiche. Per questo le centrali francesi sono costate tre volte meno di quelle tedesche: buona parte degli investimenti strutturali erano a carico della force de frappe. Ora se in Italia ci sono - e sarebbe una novità - privati interessati a investire in questo settore, bene: si facciano avanti. Altrimenti bisogna dire con onestà che i soldi vanno presi dalle tasse".  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Germania ha deciso di chiudere le centrali nucleari perché considera più conveniente investire nelle fonti rinnovabili. Condivide il giudizio? &lt;/strong&gt; &lt;p&gt;"Io ho parlato a lungo proprio con le persone che hanno preso questa decisione. È stato un passo importante perché il futuro è lì, ma bisogna tener presenti i tempi dell'operazione: le fonti rinnovabili per esprimere a pieno il loro potenziale, arrivando a sottrarre quote importanti ai combustibili fossili, hanno bisogno ancora di 10-15 anni. Quindi bisogna pensare a una transizione".  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per questo il centrodestra italiano parla di nucleare. &lt;/strong&gt; &lt;p&gt;"Non diciamo sciocchezze, una centrale nucleare approvata oggi sarebbe pronta tra 10-15 anni, alla fine del periodo di transizione. Noi abbiamo bisogno di impianti con un basso impatto ambientale e tempi di costruzione rapidi. Penso a un mix in cui l'aumento di efficienza gioca un ruolo importante, sole e vento crescono e c'è spazio per due fonti che possono produrre subito a costi bassi".  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quali? &lt;/strong&gt; &lt;p&gt;"Innanzitutto il gas, che è arrivato al 60 per cento di efficienza e produce una quantità di anidride carbonica due volte e mezza più bassa di quella del carbone: il chilowattora costa poco e le centrali si realizzano in tre anni. E poi c'è la geotermia che nel mondo già oggi dà un contributo pari a 5 centrali nucleari. L'Italia ha una potenzialità straordinaria nella zona compresa tra Toscana, Lazio e Campania, e la sfrutta in maniera molto parziale: si può fare di più a prezzi molto convenienti. Solo dal potenziale geotermico compreso in quest'area si può ottenere l'energia fornita dalle 4 centrali nucleari previste come primo step del piano nucleare. Subito e senza rischi". &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-6901471478363340197?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/6901471478363340197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=6901471478363340197' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6901471478363340197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6901471478363340197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/06/il-premio-nobel-per-la-fisica-rubbia-no.html' title='Premio Nobel Rubbia: &amp;quot;Nucleare? No, costa troppo: meglio geotermia e gas&amp;quot;'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-2780511771074156803</id><published>2011-06-10T13:28:00.001+02:00</published><updated>2011-06-10T13:46:35.610+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicurezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Vacca: «Incompetenti! Perché perfino chi vuole il nucleare ora deve votare sì»</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-PE4XHugP3tk/TfIEGL4xWLI/AAAAAAAACzo/rystjVH0mXw/s1600-h/Vacca%252520in%252520tv%25255B4%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 15px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Vacca in tv" border="0" alt="Vacca in tv" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/-2iezkvaFELY/TfIEGobBC1I/AAAAAAAACzs/_lrIfWP681k/Vacca%252520in%252520tv_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" width="240" height="209"&gt;&lt;/a&gt; Vota sì, contro il programma nucleare del Governo, contro le centrali a go-go decise da personaggi inaffidabili, l'eccentrico guru dei tecnologi e futurologi italiani, uno dei miei personaggi preferiti, uno scienziato e divulgatore che ha idee proprie e competenza, a differenza di certi divulgatori da tv, pompati, insulsi e seriosi, e forse solo per questo famosissimi. In fondo, penso sempre guardandoli sullo schermo, questi Montanelli della scienza casalinga, basta non ridere mai o portare gli occhiali, parlare in modo pacato ed incerto, e soprattutto avere dietro un’intera redazione di esperti che fa il lavoro per te, ed ecco che sei preso per “serio” dalla casalinga e dal pensionato, o “attendibile” dai giornalisti. &lt;br&gt;Grande ing.Vacca, alla sua età - oltre 80 - sempre brillante, fuori schema, sorprendente. Ero sicuro, conoscendolo come nuclearista, e politicamente non certo di Sinistra, che al referendum abrogativo contro la legge che dà carta bianca al Governo di varare con suo comodo un piano energetico e nucleare, avrebbe votato no. E invece scopro che vota sì. &lt;br&gt;E leggete con quali ficcanti argomentazioni risponde all'appello dell’amico Chicco Testa ai nuclearisti! Perché – dice in sostanza - questa legge e questi incompetenti al Governo sono pericolosi, non possono occuparsi di questioni delicate come scienza (dopo aver tagliato le spese per la ricerca) e centrali nucleari, loro che non sanno neppure gestire un modesto terremoto all’Aquila o i rifiuti di Napoli. E vanno spazzati via. Detto, si badi, da un nuclearista... Ecco la sua &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.unita.it/scienza/anche-chi-vuole-il-nucleare-br-deve-votare-si-al-referendum-1.302577"&gt;intervista&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; apparsa oggi sull’Unità (NV).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“È insensato essere pro o contro il nucleare, come lo è essere pro o contro le auto: ottime quelle moderne, mantenute bene, non i ruderi sbidonati. Il nucleare non esiste. Va bene quello modulare a sicurezza intrinseca, non quelli di Chernobyl o Fukushima. Il primo non potrebbe certo esser realizzato in base alla legge 75/2011 del 26/5/2011: un minestrone generico (nelle ultime 3 righe cambia anche il proprio titolo). Parla anche di stampa, tv, Servizio Sanitario in Abruzzo, trattamento scorie radioattive. Stabilisce: «entro un anno il Consiglio dei Ministri adotterà strategie energetiche nazionali, diversificando fra fonti energetiche». Cioè: carta bianca all’attuale governo (che ha dimostrato incompetenza e priorità distorte in tanti settori) per ricorrere a nucleare o qualsiasi altra fonte. &lt;br&gt;Se il Referendum del 12 e 13 Giugno non raggiungesse il quorum, ci porteremmo dietro per 5 anni questa legge vaga, aperta a improvvisazioni avventate. Ho ricevuto da Chicco Testa un “Appello di intellettuali e scienziati per non chiudere definitivamente l’opzione nucleare in Italia”: invita a disertare le urne, così senza quorum il referendum si annullerebbe. Hanno aderito colti amici fra cui fisici ed esperti. Penso che abbiano fatto male. &lt;br&gt;Il testo dice: “la vittoria del Si provocherebbe una censura preventiva che impedirebbe agli italiani di essere informati sull’evoluzione del nucleare e … indebolirebbe il ruolo dell’Italia nella discussione internazionale. È, invece, importante che il nostro paese abbia voce in capitolo per stabilire i requisiti di sicurezza da imporre alle decine di centrali alle nostre frontiere.” Non è vero. Cancellare articoli della legge 75 bloccherà iniziative avventate del governo: non l’informazione. Questa è stata bloccata, invece, dai tagli che il Governo ha praticato a ricerca e risorse della scuola. La confusa legge 75, poi, non darebbe voce in capitolo all’Italia per stabilire norme internazionali. &lt;br&gt;Dunque non aderisco a quell’appello. Disapprovo l’astensione: conserverebbe la legge confusa del 26/5, chiudendo la strada a decisioni sensate. È bene che l’energia nucleare sia prodotta e sottoposta al controllo della società. Per farlo è vitale che il pubblico sappia di più e capisca i problemi. Voterò Sì: eliminata la Legge 75, faremo bene, poi, a diffondere conoscenza, fare ricerca, progettare e realizzare soluzioni energetiche anche nucleari, sicure e condivise. &lt;br&gt;Taluno dice: “Il nucleare è troppo rischioso: ha prodotto un disastro perfino in Giappone - che usa tecnologia alta ed eccellente. Figurarsi che accadrebbe in Italia col nostro pressappochismo.” Ma anche il Giappone è inaffidabile. Perfino la rete elettrica è suddivisa in due, nelle regioni orientali a 50 Hertz, nelle regioni occidentali a 60 Hertz. Le due reti, incompatibili, hanno dimensioni simili. Le centrali dell'Ovest, non coinvolte nel recente disastro, non possono alimentare l'Est. Inoltre anche Fukushima non è stata modernizzata per 40 anni. Il Kaizen (= miglioramento continuo) giapponese è un mito. Pratichiamolo noi: ma sul serio. &lt;br&gt;La sicurezza deve essere intrinseca: gli interventi di raffreddamento non vanno affidati a circuiti di controllo che fanno partire motori (sempre vulnerabili), ma a fenomeni naturali (dilatazione di metalli, forza di gravità). Piccoli reattori nucleari a sicurezza intrinseca sono stati progettati anche a Roma. L’eccellenza della qualità non può essere solo vantata: va progettata, realizzata e controllata. Le opzioni sono tante. Fra queste anche il ricorso ai più sicuri reattori di quarta generazione ad alta temperatura raffreddati a gas. Per prendere queste decisioni complesse bisogna studiare e capire, non ripetere slogan pro e contro”. ROBERTO VACCA&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-2780511771074156803?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/2780511771074156803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=2780511771074156803' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2780511771074156803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2780511771074156803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/06/vacca-perche-con-questi-incompetenti.html' title='Vacca: «Incompetenti! Perché perfino chi vuole il nucleare ora deve votare sì»'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/-2iezkvaFELY/TfIEGobBC1I/AAAAAAAACzs/_lrIfWP681k/s72-c/Vacca%252520in%252520tv_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-1438460064524797698</id><published>2011-06-07T01:26:00.001+02:00</published><updated>2011-06-07T01:42:45.113+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='solare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='risparmio energetico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi energetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eolico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>La ricetta Hack: no centrali, sì ricerca sul nucleare, molte rinnovabili e risparmio</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-2AG3grqxisY/Te1l8Vc2A2I/AAAAAAAACzg/rt_ue3BameM/s1600-h/hack%25255B6%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 15px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="hack" border="0" alt="hack" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/-FiEVORoCbuw/Te1l8zHFHmI/AAAAAAAACzk/kb2H6t7DIHY/hack_thumb%25255B4%25255D.jpg?imgmax=800" width="299" height="250"&gt;&lt;/a&gt;Siamo perfettamente d’accordo con Margherita Hack: "Non è necessario né economico puntare sulla costruzione di centrali nucleari in Italia, ma la ricerca in questo campo va continuata. E' preferibile sviluppare al massimo la ricerca sulle rinnovabili e migliorare l’attenzione al risparmio energetico". Con un articolo scritto per MicroMega, che riportiamo qui di seguito, la Hack precisa il suo pensiero sulle scelte energetiche che attendono l’Italia nei prossimi anni.&lt;br&gt;Nel frattempo la Corte di Cassazione ha confermato il referendum del 12 e 13 giugno, anche dopo la legge governativa che faceva macchina indietro sul programma nucleare al puro scopo di evitare il voto popolare, restituendo così ai cittadini il diritto di manifestare la propria volontà sul futuro ambientale ed energetico del Paese.&lt;br&gt;La astrofisica Margherita Hack, progressista, ambientalista e vegetariana, certamente la scienziata più amata e seguita in Italia, insieme con Umberto Veronesi, non ha mai nascosto il suo parere favorevole al nucleare. E tuttavia, a nessuno, neanche agli ecologisti più ultras, è mai passato per la testa di contestarla. Anzi resta sempre un emblema, un personaggio carismatico. Tale è il rispetto che si ha per lei, per la sua personalità, la sua schiettezza, la sua onestà intellettuale. “Il referendum sul nucleare va fatto. Si deve rispettare la volontà del popolo – ha&amp;nbsp; dichiarato la Hack – Non sono d’accordo sull’apertura in Italia di nuovi siti, ma sono fermamente convinta che la ricerca sul nucleare debba in ogni caso continuare”. Intendendo evidentemente per ricerca quella che si indirizzi in un futuro ad un nucleare meno rischioso, magari con nuove tecnologie e combustibili. “Il nucleare oggi in Italia non è necessario – aveva continuato – ma&amp;nbsp; non si deve interrompere la ricerca. In futuro, l’energia sarà&amp;nbsp; necessaria quindi non si può rimanere indietro. E’ paradossale che Carlo Rubbia sulla ricerca nucleare sia costretto a lavorare in Spagna. Si deve lavorare e insistere sulla fusione e cercare un combustibile nucleare che abbia una vita più breve di quella dell’uranio, con scorie che durino meno. Non serve aprire impianti, ma continuare a fare ricerca, anche sulle rinnovabili, è fondamentale”. Ma torniamo all’&lt;strong&gt;&lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/margherita-hack-no-al-nucleare-in-italia-ma-si-alla-ricerca-puntare-su-rinnovabili-e-solare/"&gt;articolo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; che Margherita Hack ha scritto per MicroMega. &lt;font size="3"&gt;NICO VALERIO&lt;/font&gt; &lt;p&gt;“Sono molti coloro che mi conoscono per persona di sinistra e ambientalista che si meravigliano che mi sia dichiarata a favore dell’energia nucleare. Occorre quindi qualche chiarimento, in base ad argomenti razionali e non emotivi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Prima di tutto l’energia non è né di destra né di sinistra. La richiesta di energia va continuamente crescendo, soprattutto da parte delle grandi economie emergenti: Cina, India, Brasile. Un intero continente come l’Africa sta ancora dormendo, ma anch’essa si sveglierà, grazie anche a quel potente fattore di globalizzazione che è Internet. Petrolio e metano vanno esaurendosi, il carbone, molto più abbondante, è anche fortemente inquinante. Bisogna evitare scelte emotive, in conseguenza di disastri come quello di Chernobil e ora del Giappone. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’Italia è quasi completamente dipendente dall’estero per il suo approvvigionamento energetico; compriamo petrolio e metano dalla Libia, dall’Ucraina, energia nucleare dalla Francia, dalla Svizzera, dalla Slovenia; siamo circondati da centrali nucleari dei paesi confinanti (59 in Francia, 5 in Svizzera,&amp;nbsp; una in Slovenia) e se un disastro succedesse a loro, noi ne avremmo gli stessi danni senza averne avuto i vantaggi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Io credo che dovremmo comunque non interrompere la ricerca sul nucleare. Se tutte le volte che l’uomo ha scoperto una nuova applicazione della scienza, si fosse fermato al primo inci-dente, saremmo ancora all’età della pietra e non avremmo mai messo piede sulla Luna. Se dopo la scoperta del fuoco, lo si fosse abbandonato dopo il primo incendio della nostra foresta, saremmo ancora nel freddo e buio delle caverne, se dopo la caduta del primo aereo avessimo bloccato la ricerca, l’aviazione non sarebbe mai decollata. D’altra parte da tutti i fallimenti si impara e si progredisce. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La rinuncia al nucleare, decisa in seguito al referendum del 1987 secondo varie stime di e-sperti dell’Enel sarebbe costata all’Italia 120000 miliardi di lire. Inoltre il costo dell’energia elettrica, superiore del 40% a quello della media europea è una delle cause della perdita di competitività che ha colpito l’Italia dal 1990. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Certo che i disastri nucleari possono colpire gran parte del pianeta. Perciò, dato che si parla tanto del villaggio globale, il problema della sicurezza e in particolare quello delle scorie, andrebbe risolto in modo globale, con la collaborazione di tutti, anche se mi rendo conto che è un’utopia. Questo è stato tentato a livello europeo per quanto riguarda il grave problema dello smaltimento delle scorie. Così le centrali nucleari dovrebbero essere situate solo in regioni sicure dal punto di vista sismico e degli tsunami e disposte a vendere energia a basso costo ai paesi che per ragioni geofisiche non possono metterle sul loro suolo. E anche, aggiungerei, in paesi più seri del nostro, in cui anche smaltire la spazzatura di Napoli diventa un problema, e in cui sembra impossibile evitare infiltrazioni della criminalità organizzata. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perciò ritengo che la ricerca deve continuare, anche sperimentando l‘impiego di combustibili nucleari che abbiano una vita media più corta dell’uranio, un campo in cui mi sembra sta lavorando uno dei maggiori esperti in campo mondiale, il premo nobel Carlo Rubbia; che la tecnologia nucleare sarà in futuro necessaria, ma prima è auspicabile che si faccia ricorso in modo molto più massiccio alle energie rinnovabili e si attui in modo molto più efficace il risparmio energetico. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le fonti rinnovabili sono: 1) la solare, nelle applicazioni termiche (pannelli solari) e fotovol-taiche, già in uso ma ancora troppo poco diffuse, e termodinamica, ancora in fase sperimentale. Tutte andrebbero incentivate e soprattutto la ricerca sulla forma più efficiente, la termodinamica, che si sta sperimentando dal 2007 nella centrale di Priolo Gargallo (Siracusa) col progetto Archimede; 2) l’eolica, con il primo impianto del 1984. Si prevedeva di produrre per il 2000 una potenza eolica di 600 megawatt, mentre nel 2004 si era arrivati a produrre 5 megawatt, per le varie discussioni e tentennamenti di origine sia politica che tecnica. Con la politica degli incentivi si è ora arrivati con 10 anni di ritardo a produrre più di 500 megawatt, mentre l’eolico in Germania produce più di 16000 megawatt, 8000 la Spagna e 3000 la Danimarca. In Italia si assiste a continui frenamenti sia da parte dei difensori del paesaggio, sia per le lungaggini burocratiche; 3) la classica idroelettrica; 4) la geotermica; 5) quella da biomasse, biogas, rifiuti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tutte insieme le rinnovabili hanno fornito circa il 17% dell’energia prodotta in Italia nel 2008, ma il contributo del solare (nel paese del sole) è stato solo dello 0,06% e quello eolico dell’1,4 %, mentre la classica idroelettrica ha dato più del 12%. Gran parte di questi dati sono stati raccolti e pubblicati da Marzio Bellacci nel suo libro “Italia a lume di candela” (Edizioni L’asino d’oro, 2010). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da tutti questi dati si può concludere che è necessario incrementare la ricerca e gli incentivi per il solare. Un dato positivo è rappresentato dal decreto interministeriale del 5 maggio scorso che prevede incentivi per gli impianti fotovoltaici che entrino in funzione dopo il 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un altro dato interessante è fornito da un articolo di Edo Ronchi, ex-ministro dell’ambiente, pubblicato il 24 giugno 2010 su Milano Finanza in cui mostra che in realtà il fabbisogno italiano di energia, grazie al risparmio energetico e ai miglioramenti dell’efficienza degli impianti, è diminuito nel 2009 rispetto al 2008 di 22 miliardi di chilowattore pari al 6,4%. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tenuto conto dei prevedibili crescenti sviluppi delle centrali di energia rinnovabile, si può concludere che non è necessario né economico puntare sulla costruzione di centrali nucleari, e pur raccomandando di non abbandonare la ricerca in questo campo, sbaglio che fu fatto dopo il referendum e l’emotività dovuta all’incidente di Chernobil, è preferibile sviluppare al massimo la ricerca sulle rinnovabili, seguendo l’esempio della Germania, o addirittura della Svezia, che pur avendo tanto meno sole di noi, utilizzano molto di più l’energia solare ed eolica. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In conclusione: no alla costruzione di centrali nucleari oggi in Italia, ma sì alla ricerca sull’energia nucleare, senza demonizzarla, in previsione di un futuro, forse ancora lontano, in cui anche questa sarà necessaria, e dovremo imparare a dominarne i rischi; incentivare la ricerca e la costruzione di impianti eolici e fotovoltaici, migliorare l’attenzione al risparmio energetico, sia con costruzioni ecologiche che riducano al minimo la necessità di riscaldamento d’inverno e condizionatori d’estate (proprio il contrario di quei grandi palazzoni tanto di moda, con le pareti di vetro, serre d’estate e frigoriferi d’inverno), sia con l’attuazione al 100% della raccolta differenziata dei rifiuti, un fine facilmente raggiungibile ma da cui siamo ancora molto lontani. &lt;font size="3"&gt;MARGHERITA HACK&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-1438460064524797698?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/1438460064524797698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=1438460064524797698' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1438460064524797698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1438460064524797698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/06/la-ricetta-hack-no-centrali-si-ricerca.html' title='La ricetta Hack: no centrali, sì ricerca sul nucleare, molte rinnovabili e risparmio'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/-FiEVORoCbuw/Te1l8zHFHmI/AAAAAAAACzk/kb2H6t7DIHY/s72-c/hack_thumb%25255B4%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-4649611034876190849</id><published>2011-05-11T00:34:00.001+02:00</published><updated>2011-09-26T13:59:50.912+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumatori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anticonsumismo'/><title type='text'>Buste di plastica. Da dietro la lavagna, l’Italia sale in cattedra. E fa lezione.</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_7cvblEK9n1s/Tc2rJWOu4WI/AAAAAAAACvM/Dy5ZwypoYbA/s1600-h/Borsa%20per%20la%20spesa%20in%20rete%20EcoSac%20%28Nassi%29%5B4%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 20px 10px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Borsa per la spesa in rete EcoSac (Nassi)" border="0" alt="Borsa per la spesa in rete EcoSac (Nassi)" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/_7cvblEK9n1s/Tc2rJt6WNyI/AAAAAAAACvQ/3KGZCsWoHgM/Borsa%20per%20la%20spesa%20in%20rete%20EcoSac%20%28Nassi%29_thumb%5B2%5D.jpg?imgmax=800" width="153" height="240"&gt;&lt;/a&gt; Sempre a lamentarci, sempre a dire no, sempre a descrivere con evidente morboso compiacimento catastrofi, brutture e cattive notizie. E’ proprio un vizio sado-masochistico quello che unisce quattro categorie umane tipiche di questa sindrome della sofferenza e fascinazione del Male (con la scusa di dolersi che il Bene non c’è): i giornalisti, gli ecologisti, i cattolici e gli Italiani. &lt;br&gt;Ma basta col brutto, col negativo, vediamo finalmente il bello che accade, il lato positivo della realtà che è intorno a noi, insomma le buone notizie. Non ci sono? Inventiamole. Facciamo finta che ogni giorno sia il 1 aprile. Che so: il premio Italia Nostra quest’anno va alla Regione Calabria “per aver saputo porre il blocco definitivo dello scempio del territorio, vietando e reprimendo in modo duro ed efficace la piaga dell’abusivismo edilizio”. Oppure, il riconoscimento OMS-WHO delle Nazioni Unite al Comune di Napoli, “per aver garantito eroicamente la salubrità dell’ambiente urbano con una oculata ed esemplare gestione dei rifiuti e per aver fatto sorgere dieci parchi naturalistici sulle discariche attorno alla città”.&lt;br&gt;No, no, Ma perché inventare notizie di sana pianta? Non è meglio cercarne una davvero positiva, ma vera?&lt;br&gt;Ecco, l’ho trovata: era l’unica da dieci anni, e ci era sfuggita, era sfuggita a tutti, tanto che non ne parla ancora nessuno. Il che dice tutto dei nostri riflessi condizionati, appunto.&lt;br&gt;Anzi, se n’era parlato quando sembrava che fosse una notizia negativa, ma ora che con un inaspettato colpo della Fortuna la notizia rischia di diventare positiva, non ne parla più nessuno. Terrorizzati scaramanticamente dal Buono, giornalisti ed ecologisti la scartano. Se non è una cattiva notizia, che notizia è? E poi la gente non la leggerebbe: è noto che l’attenzione dei lettori è legata alla paura, al panico.&lt;br&gt;E invece la notizia merita di essere ripescata, perché la prossima buona forse verrà tra dieci o vent’anni. Approfittiamone, dunque.&lt;br&gt;Dunque, sapete che il Governo italiano, sorprendendo tutti, anche quei filo-governativi che conoscono quant’è poco amico dei cittadini consumatori e invece tanto “amico del giaguaro”, cioè i suoi legami con tutte le lobbies dei produttori possibili e immaginabili, soprattutto i più squallidi e inquinanti, aveva vietato dal I gennaio 2011 le buste di plastica non effettivamente biodegradabili. (Segno che una lobby, una sola, l’unica, non era riuscita a intessere rapporti con questo Governo? Fate voi). Bene, tutti a dire: vedrete quello che succederà ora a non tenere in alcun conto i tempi delle Direttive Europee. La UE ci farà tottò sul sederino, e magari comminerà all’Italia, per questa ennesima disobbedienza milioni di euro di multa. Notizia cattiva. Da buona che doveva essere.&lt;br&gt;E invece no. Il commissario europeo ha rigettato il ricorso dei produttori di materie plastiche, additando addirittura l’Italia a modello d’Europa. Una volta tanto. Insomma, da cattiva che era diventata, la notizia torna ad essere buona. E perciò nessuno l’ha data o commentata.&lt;br&gt;Lo facciamo noi, insieme a pochi altri: godetevi il collegamento a questa inusitata &lt;a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/03/19/l%E2%80%99italia-fa-da-sprone-lue-pronta-a-bandire-i-sacchetti-di-plastica/"&gt;&lt;strong&gt;notizia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font color="#800000" size="2" face="Verdana"&gt;IMMAGINE. La soluzione migliore per sostituire le famigerate buste di plastica per le piccole spese non è il sacchetto di plastica biodegradabile ottenuto dal mais (è poco resistente, e poi sottrae spazio prezioso all’agricoltura per uso alimentare), tantomeno la busta di carta (servono piantagioni apposite ed enormi spazi agricoli), ma la retina di canapa, cotone, juta o plastica, che quando non si utilizza si può comodamente nascondere in tasca o in borsetta, si adatta automaticamente agli oggetti che contiene, si può riutilizzare un numero infinito di volte, e si può anche lavare. Il modello sopra raffigurato è tratto dal &lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.retificionassi.com/ita/14borsa_rete.html"&gt;&lt;font color="#800000" size="2" face="Verdana"&gt;sito&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font color="#800000" size="2" face="Verdana"&gt; di un retificio italiano. Il produttore assicura che può reggere fino a 30 kg. Gradiremmo sapere, però, dove si può trovare in vendita e quanto costa. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-4649611034876190849?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/4649611034876190849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=4649611034876190849' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/4649611034876190849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/4649611034876190849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/05/buste-di-plastica-da-dietro-la-lavagna.html' title='Buste di plastica. Da dietro la lavagna, l’Italia sale in cattedra. E fa lezione.'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_7cvblEK9n1s/Tc2rJt6WNyI/AAAAAAAACvQ/3KGZCsWoHgM/s72-c/Borsa%20per%20la%20spesa%20in%20rete%20EcoSac%20%28Nassi%29_thumb%5B2%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-3167649741492636612</id><published>2011-04-28T16:03:00.002+02:00</published><updated>2011-04-28T16:29:05.970+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sprechi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='risorse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua'/><title type='text'>Risparmiare acqua. Toilettes a secco che danno utile compost naturale e inodore</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_7cvblEK9n1s/Tbl5rhsYlkI/AAAAAAAACuM/0UcxZ4WmJfo/s1600-h/Toilet%20Finished%20Compost%5B4%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 15px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Toilet Finished Compost" border="0" alt="Toilet Finished Compost" align="left" src="http://lh4.ggpht.com/_7cvblEK9n1s/Tbl5sA0iH3I/AAAAAAAACuQ/Lq6UM9PpvBY/Toilet%20Finished%20Compost_thumb%5B2%5D.jpg?imgmax=800" width="240" height="183"&gt;&lt;/a&gt; Preziosa acqua da bere usata come banale mezzo meccanico per trascinare via i rifiuti: incredibile. E’ quello che facciamo ogni giorno. Anche noi laureati, anche noi presunti intelligenti e sedicenti colti. Una famiglia di 5 persone spreca ogni anno 150 mila litri di acqua da bere con l’assurdo scopo di eliminare e trasportare 250 litri di escrementi. Uno spreco, uno scandalo senza pari. L’uso dei moderni impianti “igienici” ha un impatto notevole sull’inquinamento delle acque e sulla rarefazione di acqua potabile. Un giorno i posteri ci chiederanno ragione di questa ottusità.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Senza contare lo spreco di carta a cui si accompagna questo spreco d’acqua. Ha fatto scalpore e anche suscitato ironia (che è spesso una facile maschera per nascondere l’imbarazzo di chi non sa che rispondere) il mio &lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/04/no-alla-carta-igienica-poco-igienica.html"&gt;&lt;strong&gt;articolo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; sull’assurdo spreco di preziosissime risorse idriche – anche con la complicità dell’inutile, dannosissima e decisamente anti-igienica “carta igienica” – che si compie ogni giorno nelle nostre stanze da bagno. Tra docce ripetute, spesso inutili e dannose, e uso irrazionale dello sciacquone, se ne va una gran parte del patrimonio nazionale dell’acqua da bere. Ma la signora Rossi non lo sa, non lo vuole sapere, non vuole sentire ragioni, per continuare nelle sue abitudini e per dilapidare stupidamente il patrimonio N.1 dell’umanità: l’acqua.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nell’articolo si proponevano consigli pratici utilizzabili subito per razionalizzare gli impianti e ridurre gli sprechi, a cominciare da quello della carta igienica, che a sua volta si tira dietro quello dell’acqua. Ma il problema può, deve, essere riformato alla radice utilizzando toilettes biologiche che, senza il minimo odore, grazie all’uso dei batteri producono sano e utilissimo composto (compost) da vendere poi ad agricoltori e aziende o utilizzare sul terrazzo o in giardino, o al limite da spargere nei nostri parchi urbani o in campagna. Riportando tutto alla Natura. Sul tema, ecco un brano del grande Lester Brown, ecologo di valore, antesignano e teorico dello “sviluppo sostenibile” (Piano B 4.0, ed Ambiente). NICO VALERIO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“Utilizzare l’acqua una sola volta e per smaltire i rifiuti umani e industriali è un sistema antiquato e che, a causa delle carenze di risorse idriche, rischia di produrre gravi danni. L’acqua che entra in una città viene contaminata da rifiuti di origine umana e industriale e ne esce pericolosamente inquinata. I rifiuti industriali tossici scaricati nei fiumi, nei laghi o nei pozzi inoltre si infiltrano nelle falde, rendendo l’acqua di superficie e quella sotterranea pericolose da bere. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’attuale impostazione prevede l’impiego di enormi quantità di risorse idriche per riversare i rifiuti in un sistema fognario nel quale l’acqua può essere o meno trattata prima di essere scaricata nei corsi d’acqua locali. L’abitudine a disfarsi dell’acqua senza pensarci (flush and forget) rimuove i nutrienti che si trovano nei terreni e li disperde nei corsi d’acqua. Questa prassi ha due conseguenze: da un lato i terreni si impoveriscono, dall’altro le eccessive concentrazioni di nutrienti causano la formazione di zone morte (dead zones) lungo le coste oceaniche (attualmente ne sono censite circa 400). Questo sistema è quindi costoso, usa l’acqua in modo intensivo, interrompe il ciclo dei nutrienti del terreno ed è fonte di malattie e decessi. In tutto il mondo, lo scarso livello della disinfezione e dell’igiene personale sono responsabili della morte di due milioni di bambini all’anno, pari a un terzo di quei sei milioni causati da fame e malnutrizione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sunita Narain, del Centre for Science and Environment, sostiene in modo convincente che in India un sistema fognario basato sull’uso dell’acqua e di depuratori non è sostenibile né ambientalmente né economicamente. Fa notare che una famiglia indiana di cinque persone che produce in un anno 250 litri di escrementi, usando un normale sciacquone contamina con gli scarichi 150 mila litri di acqua.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per come è attualmente progettata, la rete fognaria indiana è in pratica un sistema di diffusione di microrganismi patogeni. È sufficiente una piccola quantità di contaminanti per sottrarre all’uso umano grandi quantitativi di acqua. Con questo sistema, Narai sostiene che “i nostri fiumi e i nostri bambini stanno morendo”. Il governo indiano, come quello di molti altri paesi in via di sviluppo, sta inutilmente cercando di estendere sistemi fognari basati sull’uso dell’acqua e strutture per la loro depurazione a tutto il paese. Pur non essendo in grado di colmare l’enorme divario tra i servizi necessari e quelli erogati, non vuole comunque ammettere che si tratta di un’opzione economicamente irrealizzabile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fortunatamente esiste un’alternativa economica: la compost toilette. Si tratta di un gabinetto che non usa acqua, è inodore, è collegato a un piccolo impianto di compostaggio e a volte a un serbatoio di raccolta separata dell’urina. L’urina raccolta può poi essere utilizzata dalle aziende agricole come fertilizzante. La compostiera converte il materiale fecale umano in humus, che è privo di odori e occupa meno del 10% del volume originale. La compostiera va svuotata circa una volta l’anno, a seconda del modello e delle dimensioni. I rivenditori periodicamente prelevano l’humus e lo rivendono come concime, assicurando così che i nutrienti e le materie organiche ritornino al terreno e riducendo il bisogno di fertilizzanti chimici la cui produzione richiede molta energia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa tecnologia abbatte considerevolmente i consumi idrici delle abitazioni e le loro bollette, riducendo nel contempo la quantità di energia necessaria al pompaggio dell’acqua e alla sua depurazione. Inoltre, nel caso vengano aggiunti anche gli scarti alimentari riduce la produzione di rifiuti solidi, ripristina il ciclo dei nutrienti e risolve il problema del trattamento delle acque nere. La Environmental Protection Agency degli Stati Uniti elenca diverse marche di toilette compost legalmente approvate. Questi gabinetti, usati inizialmente in Svezia, hanno dimostrato di funzionare benissimo in tutte le condizioni in cui sono stati sperimentati, inclusi condomini svedesi, case americane e villaggi cinesi. Per i 2,5 miliardi di persone che non hanno un sistema fognario, le compost toilet possono rappresentare la risposta.&lt;br&gt;Rose George, autore di The Big Necessity: The Unmentionable World of Human Waste and Why It Matters ci ricorda che il sistema flush and forget (scarica e dimentica) divora energia per due ragioni. La prima è che l’energia è necessaria per trasportare grandi quantità di acqua potabile (lo sciacquone è responsabile fino al 30% dei consumi idrici abitativi). La seconda è che ci vuole molta energia per gestire un impianto di depurazione. Molti anni fa il presidente americano Theodore Roosevelt osservava che “i popoli civilizzati devono trovare un sistema alternativo allo smaltimento dei propri escrementi che non sia quello di gettarli nell’acqua potabile”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In sostanza, ci sono varie ragioni perché le compost toilet più avanzate meritano la priorità: sempre maggiori penurie idriche, prezzi dell’energia crescenti, aumento delle emissioni, riserve di fosfati in via di esaurimento, un grande numero di zone morte oceaniche a causa degli scarichi in mare, l’incremento dei costi sanitari per malattie intestinali e un aumento dei capitali da investire per la realizzazione dei sistemi fognari tradizionali.&lt;br&gt;Una volta che il gabinetto è separato dal sistema idrico, anche riciclare l’acqua domestica diventa molto più semplice. Nelle città, il metodo più efficiente per aumentare la produttività idrica è l’adozione di un sistema di trattamento e riciclaggio idrico che usi sempre la stessa acqua. Con un sistema di questo genere, che è assai semplificato se sono assenti le cosiddette acque nere, solo una piccola parte d’acqua si perde per evaporazione durante il ciclo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E con le tecnologie oggi disponibili è possibile riciclare quasi all’infinito le acque urbane. Alcune città che affrontano il problema della penuria idrica e dell’aumento dei prezzi stanno cominciando a riutilizzare la loro acqua. Singapore, ad esempio, che compra acqua dalla Malesia a prezzi molto alti, la sta già riciclando riducendone così le importazioni. Windhoek, capitale della Namibia, uno dei luoghi più aridi dell’Africa, ricicla le acque grigie traendone acqua potabile. Nella California, ove vi è una carenza idrica, la contea di Orange ha investito 481 milioni di dollari in un sistema di depurazione che, aperto all’inizio del 2008, converte le acque grigie in acqua pulita e sicura destinata al ripristino delle falde acquifere locali. Los Angeles sta per seguirne l’esempio. Nella Florida meridionale nel 2007 è stato approvato un piano per riciclare l’acqua usata in acqua potabile. Per un numero sempre maggiore di città, il riciclaggio idrico sta diventando una questione di sopravvivenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Molte industrie stanno sperimentando situazioni di carenza idrica e si stanno orientando verso sistemi di smaltimento dei rifiuti che non utilizza acqua. Alcune aziende convogliano i flussi dell’acqua di scarico trattandoli con prodotti chimici appropriati e con sistemi di filtrazione a membrana, al fine di riutilizzarli. Peter Gleick, curatore della relazione biennale The World’s Water scrive: “Alcune attività, come quelle di lavorazione finale dei metalli, le cartiere, le lavanderie industriali, stanno cominciando a sviluppare sistemi a ciclo chiuso grazie a cui tutte le acque reflue vengono riutilizzate all’interno dell’industria, e in questo modo necessitano di modeste quantità di nuova acqua per recuperare quella che evapora o che viene incorporata nei vari prodotti”. Le industrie si stanno muovendo più velocemente rispetto alle città, ma le tecnologie che hanno sviluppato possono essere usate anche per il riciclo dell’acqua urbana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A livello domestico, l’acqua può essere risparmiata anche tramite l’uso di docce, gabinetti, lavastoviglie e lavatrici ad alta efficienza idrica. Alcuni paesi stanno adottando standard di efficienza idrica degli elettrodomestici e le relative etichettature, analoghe a quelle per l’efficienza energetica. Quando i costi dell’acqua saliranno, cosa che accadrà inevitabilmente, anche in ambito domestico diventeranno economicamente attraenti le toilette a compostaggio e gli elettrodomestici ad alta efficienza idrica. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;A livello domestico, gabinetti e docce sono insieme responsabili di più della metà dei consumi d’acqua domestici. Mentre i gabinetti a scarico tradizionale hanno bisogno di quasi 23 litri per ogni utilizzo, negli Stati Uniti il limite massimo per quelli nuovi è di 6 litri e in quelli dotati di tasto per la scelta tra due opzioni, soltanto 4 litri o 6 litri. Passare da una doccia che fa scorrere circa 20 litri al minuto a una da meno di 10 litri dimezza il consumo dell’acqua. Per le lavatrici, quelle a carico frontale progettate in Europa usano il 40% in meno d’acqua rispetto ai tradizionali modelli americani con carica dall’alto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sistema di smaltimento attuale basato sull’acqua non è sostenibile. Vi sono troppe abitazioni, fabbriche e allevamenti per potersi permettere di continuare a lavare e a smaltire sprecando le risorse idriche del nostro pianeta sovrappopolato. Continuare con questo approccio è da incoscienti oltre che retrogrado, un sistema appartenente a un’epoca nella quale c’erano molto meno persone e attività produttive”. LESTER BROWN*&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;* da Lester Brown, Piano B 4.0, Ed Ambiente, 2008). Lester R. Brown è presidente dell’Earth Policy Institute, un’organizzazione non profit e interdisciplinare, che ha sede a Washington D.C., fondata nel maggio 2001 insieme a Reah Janise Kauffman. Lo scopo dell’Earth Policy Institute è l’elaborazione di un piano per salvare la civiltà e di individuare il percorso per raggiungere quest’obiettivo. Brown è stato definito dal Washington Post come “uno dei pensatori più influenti del mondo”. Il Telegraph di Calcutta lo ha indicato come “il guru del movimento ambientalista”. Nel 1986, la Biblioteca del Congresso ha richiesto i suoi scritti per i suoi archivi. Circa 30 anni fa, Brown contribuì alla definizione del concetto di sviluppo sostenibile, un’idea che è alla base del suo progetto di eco-economia. È stato fondatore e presidente del Worldwatch Institute per i primi 26 anni. Nel corso della sua carriera, iniziata con la coltivazione dei pomodori, Brown è stato autore e co-autore di numerosi testi e gli sono state conferite 24 lauree honoris causa.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font color="#000080" size="2" face="Verdana"&gt;IMMAGINE. Ecco, in un pratico cassettino, come si presenta il compost in uno dei tanti apparecchi sanitari a secco in commercio (v. &lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.composting-toilet-store.com/Composting_Toilet_FAQ_s/32.htm "&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#000080" size="2" face="Verdana"&gt;sito&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;font color="#000080" size="2" face="Verdana"&gt;). Tra l’altro, assolutamente inodore, assicura la guida.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-3167649741492636612?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/3167649741492636612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=3167649741492636612' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3167649741492636612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3167649741492636612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/04/acqua-ma-se-il-problema-e-la-toilette.html' title='Risparmiare acqua. Toilettes a secco che danno utile compost naturale e inodore'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_7cvblEK9n1s/Tbl5sA0iH3I/AAAAAAAACuQ/Lq6UM9PpvBY/s72-c/Toilet%20Finished%20Compost_thumb%5B2%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-5302626552376982212</id><published>2011-04-10T10:50:00.006+02:00</published><updated>2011-05-25T15:37:54.320+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amministratori'/><title type='text'>Acqua: sprechi, inefficienza, corruzione. Non è solo il dilemma pubblico-privato</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LX9BllI8Y_I/TaFzN8k9HnI/AAAAAAAACqc/sEhnywbKXeg/s1600/giornata-mondiale-acqua.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 205px; float: left; height: 250px; cursor: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593878895607488114" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-LX9BllI8Y_I/TaFzN8k9HnI/AAAAAAAACqc/sEhnywbKXeg/s400/giornata-mondiale-acqua.jpg"&gt;&lt;/a&gt;"Un punto di vista intelligente e trasversale sul problema italiano dell'acqua è nell'intervento di Sergio Rizzo che riportiamo qui sotto. Non basta reclamare il diritto dell'acqua, occorre anche meritarsela. La rete idrica italiana è un colabrodo perchè l'amministrazione pubblica è largamente carente quando non proprio schifosa. Nè il problema può essere risolto con le privatizzazioni clientelari che si vorrebbero fare. Riflettiamo su quanto viene esposto. &lt;br&gt;Il fatto che con la scusa dell'efficienza si intende privatizzare l'acqua e quindi trasformarla da un bene pubblico ad una merce con la quale ricavare possibili profitti, non deve far dimenticare tutta la penosissima questione dello spreco dell'acqua da parte delle istituzioni pubbliche in Italia. Poichè diritto acquisito che non porta voti o quatttrini, la corretta gestione del patrimonio idrico è stata ignorata e così un pò tutte le amministrazioni locali non hanno effettuato investimenti o manutenzioni dei sistemi di raccolta e distribuzione dell'acqua. Adesso allo stremo del sistema si inizia a riconoscere il grande valore dei beni comuni, tra cui, principe, l'acqua. E prima? &lt;br&gt;L'età dell'acqua pubblica è stata purtroppo una storia triste e squalida di negligenza e corruzione delle autorità locali. Non vi è oramai solo il problema della mancanza o dello spreco di acqua, accanto incombe il problema dell'avvelenamento progressivo delle acque a causa dell'inquinamento agricolo, industriale e urbano, della perdita delle sorgenti a causa del dissesto idrogeologico, e non ci inganna la potabilizzazione della acque con sistemi di depurazione o per decreti legge che innalzano (vera truffa alla collettività o già tentato omicidio) la soglia di inquinanti potabili. &lt;br&gt;Quindi è bene che sia riconosciuto come bene comune, ma l'importante è che non sia maltrattato come tutti gli altri beni comuni. &lt;br&gt;E' quindi una tipica illusione della cultura di sinistra pensare che la soluzione sia affidare un ambito alla sfera statale. Sotto questo discorso vi è l'incoscienza di quali interessi si muovono dietro le attività di stato e parastato, spesso al pari o peggio di quelle private. Come del resto è una tipica illusione della cultura di destra pensare che la soluzione sia affidare un ambito al privato. Sotto questo discorso vi è l'interesse di clientele e cordate imprenditoriali che cercano di sgraffignare qualcosa ancora. &lt;br&gt;E potrebbe essere benissimo che gli stessi personaggi e le stesse logiche si possano rintracciare con stessi gestori, una volta pubblici, un altra volta privati. Se la tutela del bene comune, naturale, culturale, sociale, economico, divenisse invece reale fondamento delle attività istituzionali e se i ceti politici pagassero caramente sorprusi, sprechi ed errori nella gestione del bene comune, se quindi i principi di diritto istituzionale fossero informati da una coscienza ecologista potremmo vedere finalmente, un giorno, una cura e attenzione appropriata o lodevole delle acque, della terra, dell'aria che respiriamo, della flora e della fauna e così via. &lt;br&gt;Ma andiamo a quanto esposto lucidamente da Rizzo nel suo &lt;a href="http://laderiva.corriere.it/2010/02/acqua_la_rete_colabrodo_e_la_p.html"&gt;blog&lt;/a&gt; "La Deriva" sul sito del &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;.&lt;br&gt;&lt;font size="3"&gt;MAURIZIO DI GREGORIO&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;"Niente accomuna oggi trasversalmente la sinistra e la destra come l' acqua. Se il «religiosissimo» (autodefinizione) governatore della Puglia Nichi Vendola azzarda un paragone blasfemo, dicendo che «privatizzare l' acqua è una bestemmia in chiesa», una liberista come Emma Bonino non esita a liquidare così la faccenda: «Mancano le condizioni». Mentre la Lega, che per lealtà ha dovuto ingoiare il boccone amaro, votando la legge che potrebbe trasferire in mani private la gestione delle risorse idriche, comincia a intuire quanto rischia di rivelarsi indigesto. E anche molti amministratori locali del Pdl storcono il naso. &lt;br&gt;Il paradosso è che niente, come l' acqua, divide gli italiani. Basta dare un' occhiata al Blue Book del centro di ricerca Proacqua per rendersi conto di come l' unità «idrica» del Paese non si sia mai realizzata. A Milano si pagano tariffe pari a un quarto di quelle di Terni, che sono appena più alte rispetto alle bollette di Latina. O di Agrigento, dove l' acqua è un bene raro e prezioso. &lt;br&gt;Per non parlare degli sprechi. Ogni anno, secondo un documento della Confartigianato, il 30,1% dell' acqua immessa in rete non arriva ai rubinetti: per fare un paragone europeo, in Germania le perdite non arrivano al 7%. Come se buttassimo dalla finestra 2 miliardi e 464 milioni, somma che basterebbe a compensare l' abolizione dell' Ici per la prima casa. &lt;br&gt;Chi è responsabile? Reti colabrodo, investimenti carenti, una gestione spesso sconsiderata. I colpevoli sono diversi, e tutti in qualche modo imparentati con l' azionista pubblico. Problemi così grandi che la buona volontà, senza i soldi, serve a poco. In tre anni l' Acquedotto pugliese, il più grande d' Europa con i suoi 20 mila chilometri di rete, è riuscito a recuperare 40 milioni di metri cubi di perdite. Le quali sarebbero così scese al 35% dal 37,7%. Bene. Anzi, benissimo. Ma se ai tubi rotti e agli allacci abusivi si sommano le perdite amministrative, calate comunque dal 12,8% all' 11,8%, l' emorragia economica dell' azienda sfiora ancora il 47%. &lt;br&gt;Tutto questo rende difficilmente comprensibile, al di là delle pur rispettabili opinioni ideologiche, la sollevazione bipartisan contro la privatizzazione del servizio, con la motivazione che ciò esproprierebbe i cittadini di un bene pubblico vitale a vantaggio di imprese che hanno il solo obiettivo del profitto.&lt;br&gt;Privatizzazione che peraltro in Italia, a dispetto di quello che si immagina, è ancora una illustre sconosciuta. &lt;br&gt;Prendiamo il caso di Agrigento, dove si pagano le tariffe fra le più alte d' Italia, con una media di oltre 400 euro l'anno a famiglia per un servizio, come ha dimostrato il bel servizio trasmesso da Presa diretta di Riccardo Iacona, di qualità inaccettabile. Ebbene, da tre anni la gestione è appaltata a una società «privata», la Girgenti acque, che opera in perdita. Ma di «privato» ha il nome e gli azionisti di minoranza. Perché il 56,5% è controllato dalla Acoset spa, società dei Comuni catanesi, e dalla Voltano spa, a sua volta di proprietà dei Comuni agrigentini. Che della Girgenti acque hanno anche la gestione: presidente e amministratore delegato sono infatti i manager delle due società comunali, Vincenzo Di Giacomo e Giuseppe Giuffrida. &lt;br&gt;In Acqualatina, società che gestisce le risorse idriche nell' area pontina, la gestione è invece nelle mani del socio privato. È la francese Veolia, che con il 49% delle azioni esprime l' amministratore delegato Jean Michel Romano e deve convivere con una situazione molto curiosa, per un azionista privato: gestire un' azienda di cui è presidente un senatore, Claudio Fazzone del Pdl. Nel 2008 Acqualatina ha perso 4,4 milioni e ha dovuto varare un piano di lacrime e sangue. Nonostante tariffe astronomiche. Dimostrazione che nemmeno i privati, in un sistema come il nostro, hanno la bacchetta magica. &lt;br&gt;Ecco perché prima di tutto sarebbe il caso di risolvere il problema della regolamentazione del Far West dell' acqua, affidando a un' autorità indipendente il compito di stabilire tariffe eque e imporre la decenza del servizio. Se anche qui si vuole aprire il capitolo dei privati, è uno strumento fondamentale per mettere al sicuro da ogni rischio l' uso di un bene vitale. C' è per il gas e l' elettricità. Perché non per l' acqua? O si vuole ripetere l' errore già compiuto in occasione di altre privatizzazioni?&lt;br&gt;&lt;font size="3"&gt;SERGIO RIZZO&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-5302626552376982212?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/5302626552376982212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=5302626552376982212' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5302626552376982212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5302626552376982212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/04/acqua-sprechi-inefficienza-corruzione.html' title='Acqua: sprechi, inefficienza, corruzione. Non è solo il dilemma pubblico-privato'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-LX9BllI8Y_I/TaFzN8k9HnI/AAAAAAAACqc/sEhnywbKXeg/s72-c/giornata-mondiale-acqua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-2513650964764225365</id><published>2011-03-30T18:15:00.012+02:00</published><updated>2011-03-30T21:58:37.564+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Incidenti nucleari e impreparazione: Fukushima ricorda Three Mile Island</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Px6dQPyRsLQ/TZNX98uVKcI/AAAAAAAACp8/VD0TiEsH2uY/s1600/ThreeMileIsland.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 380px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589908284281006530" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Px6dQPyRsLQ/TZNX98uVKcI/AAAAAAAACp8/VD0TiEsH2uY/s400/ThreeMileIsland.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;La mancanza di dati precisi, o meglio i dati contraddittori sulle emissioni di radionuclidi resi noti dall’azienda &lt;span lang="IT"&gt;proprietaria e dal Governo giapponese dopo il disastroso incidente nella centrale nucleare di Fukushima, non sono certo una novità nella drammatica storia delle catastrofi atomiche. L’impreparazione nel prefigurare tutti i livelli di rischio (nella centrale giapponese, posta sulla costa dell’oceano, incredibilmente non era stato tenuto contro del rischio di uno tsunami), la difficoltà stessa delle rilevazioni, la diluizione di compiti e responsabilità in un gran numero di tecnici e funzionari, tutto insomma contribuisce dopo un incidente nucleare a creare panico nella popolazione, senza che siano diffuse tempestivamente notizie certe e dati esaurienti. &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Il pensiero va all’incidente di Three Mile Island, negli Stati Uniti (1979), a cui comincia a somigliare maledettamente la vicenda di Fukushima, se non altro perché causata dal medesimo incidente: il blocco delle pompe di raffreddamento. Vediamone una &lt;a href="http://ilgraffionews.wordpress.com/2011/03/28/gli-incidenti-nucleari-three-mile-island/"&gt;ricostruzione&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;con foto e diagrammi dell’epoca. Anche allora silenzi colpevoli, sviamento delle indagini, cifre contraddittorie, incompetenza tecnica. Con la variante di coraggiosi esperti allontanati per aver parlato troppo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Prima della fusione accidentale del nucleo di Three Mile Island, l’industria nucleare diceva che la possibilità che accadesse una fusione del nucleo era la stessa che una persona venisse colpita da un fulmine in un’area di parcheggio. Tutto è iniziato alle 4 di mattina del 28 marzo 1979. La fusione alla centrale di Three Mile Island in Pennsylvania fu innescata quando un errore meccanico e uno spegnimento automatico delle pompe idriche principali del sistema di raffreddamento secondario fecero chiudere le valvole, con ciò causando un surriscaldamento dell’acqua del sistema di raffreddamento primario che ricopriva il nucleo radioattivo. Questo ebbe veloci conseguenze a cascata, in una sequenza di eventi automatizzati e di interpretazioni umani errate, che portarono al surriscaldamento e alla fusione del nucleo di 100 tonnellate di uranio. Durante l’incidente, acqua di raffreddamento altamente contaminata venne pompata attraverso una valvola verso la base del reattore e da lì in una cisterna collocata in un edificio ausiliare adiacente, dove grandi quantità di gas radioattivo vennero espulse nell’atmosfera esterna da una valvola difettosa. Il clima caldo al tempo dell’incidente peggiorò la situazione di crisi, con venti deboli e masse d’aria fredda a livelli più alti che impedivano all’aria calda di sollevarsi, producendo le condizioni ideali per l’intrappolamento delle emissioni radioattive.&lt;/span&gt; &lt;span lang="IT"&gt;Ormai è un fatto assodato che grandi quantità di radioattività sono derivate dall’incidente di Three Mile Island. Ma l’industria nucleare e il governo non hanno raccolto stime sulle fughe di isotopi specifici, e ad oggi non ci sono informazioni disponibili su quali di essi siano fuoriusciti, nè la reale quantità di radiazioni rilasciate nell’ambiente. Il misuratore di radiazioni gamma all’interno dell’edificio ausiliario dove tutte le radiazioni vennero rilasciate non era stato progettato per misurare concentrazioni radioattive così alte, e andò fuori scala fin dall’inizio dell’incidente, registrando un’emergenza che continuò per parecchi giorni. &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Così le sole stime sulle radiazioni rilasciate vennero fatte estrapolando i dati ottenuti dai misuratori di radiazioni gamma (dosimetri termoluminescenti, TLD) che erano collocati centinaia di metri dai camini, in basso presso il recinto che circondava il reattore. Dei venti TLD (che misurano solo le radiazioni gamma, non le radiazioni beta, che erano dalle tre alle cinque volte più delle radiazioni gamma), solo due erano più o meno vicini al punto dove passò la nuvola "calda", ed è quindi impossibile giudicare la dose assorbita da migliaia di persone basandosi solo su due rilevazioni…" La ricostruzione completa dell’incidente si può leggere &lt;a href="http://ilgraffionews.wordpress.com/2011/03/28/gli-incidenti-nucleari-three-mile-island/"&gt;qui.&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;IMMAGINE. La centrale nucleare di Three Mile Island (Pennsylvania, Stati Uniti).&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;a href="http://ilgraffionews.wordpress.com/2011/03/28/gli-incidenti-nucleari-three-mile-island/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-2513650964764225365?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/2513650964764225365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=2513650964764225365' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2513650964764225365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2513650964764225365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/03/incidenti-nucleari-guasti-alle-pompe-e.html' title='Incidenti nucleari e impreparazione: Fukushima ricorda Three Mile Island'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Px6dQPyRsLQ/TZNX98uVKcI/AAAAAAAACp8/VD0TiEsH2uY/s72-c/ThreeMileIsland.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-1500266551995714729</id><published>2011-03-26T11:01:00.008+01:00</published><updated>2011-03-26T11:51:13.782+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi energetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Leggende nucleari. Le importazioni di elettricità reali e il fabbisogno energetico</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Ct7ukB8QZQk/TY3E--dnclI/AAAAAAAACp0/91sB8G6PcPI/s1600/centrale_nucleare%2Bcon%2Bvapore.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 250px; FLOAT: left; HEIGHT: 192px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588339298834805330" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ct7ukB8QZQk/TY3E--dnclI/AAAAAAAACp0/91sB8G6PcPI/s400/centrale_nucleare%2Bcon%2Bvapore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ma è vero che l'Italia importa dalla Francia una notevole quantità di elettricità proveniente da centrali nucleari? E' questo un argomento molto usato in queste settimane dai fautori delle centrali nucleari sul nostro territorio. Ecco un &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/25/leggende-nucleari-tutta-la-verita-sulfabbisogno-energetico-nazionale/100027/"&gt;articolo&lt;/a&gt; che sulla base dei dati forniti dal gestore elettrico Terna intende fare chiarezza. E' chiaro che se trovassimo una tesi contraria sul medesimo argomento sarà nostro dovere pubblicarla:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;LEGGENDE NUCLEARI. TUTTA LA VERITA' SUL FABBISOGNO ENERGETICO NAZIONALE&lt;br /&gt;Dalle centrali atomiche francesi l'Italia importa solo l'uno per cento dell'elettricità totale che consuma&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Che senso ha continuare a snobbare il nucleare? Alla fine lo importiamo dalla Francia, tanto vale portarcelo in casa”. Lo sentiamo ripetere come un mantra ogni volta che si tocca la questione dell’atomo. Ma è veramente così? E se lo è, quanto pesa effettivamente l’energia atomica francese sul totale del nostro fabbisogno energetico? Per capirlo basta armarsi di pazienza e fare due calcoli. Partiamo dal “fabbisogno nazionale lordo” e cioè dalla richiesta totale di energia elettrica in Italia. Nel 2009, secondo i dati pubblicati da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, è stato pari a circa 317.602 Gwh (Gigawatt/ora all’anno). Di questi, circa 278.880 Gwh (87,81%) sono stati prodotti internamente, in buona parte da centrali termoelettriche (77,4% delle produzione nazionale) che funzionano principalmente a gas (65,1% del totale termoelettrico), carbone (17,6%) e derivati petroliferi (7,1%): combustibili fossili, in larga parte importati. Il gas, che è la fonte più rilevante nel mix energetico italiano, arriva per il 90% dall’estero, soprattutto da Algeria (34,44% del totale importato), Russia (29,85%) e Libia (12,49%). La parte di fabbisogno non coperta dalla produzione nazionale viene importata, tramite elettrodotti, dai paesi confinanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto, nel 2009, sempre secondo i dati di Terna, abbiamo acquistato dall’estero circa 44.000 Gwh di energia, al netto dei 2.100 circa che abbiamo esportato. 10.701 Gwh ce li ha ceduti la Francia, 24.473 la Svizzera e 6.712 la Slovenia. Tre paesi ai nostri confini che producono elettricità anche con centrali nucleari. In base ai dati pubblicati dalla Iaea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), la Francia produce il 75,17% dell’elettricità con il nucleare, la Svizzera il 39,50% e la Slovenia circa il 38%. In termini di Gwh questo significa che importiamo circa 8.000 Gwh di energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi, 9.700 Gwh dalle centrali svizzere e 2.550 Gwh dall’unica centrale slovena. Quanto pesa quindi il nucleare estero sul fabbisogno italiano? Il conto è presto fatto. Basta dividere i Gwh nucleari importati mettendo a denominatore il fabbisogno nazionale lordo. Si scopre così che solo il 2,5% del fabbisogno nazionale è coperto dal nucleare francese, il 3,05% dal nucleare svizzero e lo 0,8% da quello sloveno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, se si considera il mix medio energetico nazionale calcolato dal Gestore servizi energetici (GSE) in collaborazione con Terna, la percentuale di energia nucleare effettivamente utilizzata in Italia è pari ad appena l’1,5% del totale. Se si scompone il dato, si scopre che il nucleare francese pesa per circa lo 0,6% sul mix energetico nazionale. Ma c’è un’altro dato da considerare. Consultando i dati pubblicati da Terna si scopre infatti che l’Italia dal punto di vista energetico è tecnicamente autosufficiente. Le nostre centrali (termoelettriche, idroelettriche, solari, eoliche, geotermiche) sono in grado di sviluppare una potenza totale di 101,45 GW, contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW (picco dell’estate 2007). Perché allora importiamo energia dall’estero? Perché conviene. Soprattutto di notte, quando l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari, che strutturalmente non riescono a modulare la potenza prodotta, costa molto meno, perché l’offerta (che più o meno rimane costante) supera la domanda (che di notte scende). E quindi in Italia le centrali meno efficienti vengono spente di notte proprio perché diventa più conveniente comprare elettricità dall’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E se dovesse succedere un incidente in una delle centrali dei paesi confinanti?”. Beh, non ci sarebbe da rallegrarsi, ma ancora una volta i dati possono esserci (un po’) di conforto. Le tre centrali nucleari più vicine all’Italia sono in Francia a Creys-Malville (regione dell’Isère), in Svizzera a Mühleberg (vicino a Berna) e in Slovenia a Krško, verso il confine con la Croazia. Creys-Malville è a circa 100 Km in linea d’aria dalla Valle d’Aosta, a 250 Km da Torino e a 350 Km da Milano. Mühleberg dista circa 100 Km dal confine piemontese e 220 Km da Milano. Krško è a 140 Km da Trieste. Ammesso che si possa usare come riferimento il disastro di Černobyl‘, in caso di incidente sembra che la più alta esposizione alle radiazioni si verifichi nel raggio di 30-35 chilometri dal reattore. Quindi nelle nostre valli alpine e nelle grandi città del nord si possono dormire ancora sonni abbastanza tranquilli rispetto all’eventualità che si costruisca un reattore dentro i confini nazionali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-1500266551995714729?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/1500266551995714729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=1500266551995714729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1500266551995714729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1500266551995714729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/03/leggende-nucleari-tutta-la-verita-sulle.html' title='Leggende nucleari. Le importazioni di elettricità reali e il fabbisogno energetico'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Ct7ukB8QZQk/TY3E--dnclI/AAAAAAAACp0/91sB8G6PcPI/s72-c/centrale_nucleare%2Bcon%2Bvapore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-3690747877759519080</id><published>2011-03-13T17:13:00.017+01:00</published><updated>2011-03-17T11:18:21.459+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='leggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lobbies'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eolico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Appello. Una strategia del tutto nuova per le energie rinnovabili, di qui al 2020</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_NI1rP0TRX4/TXzww1gq2cI/AAAAAAAACps/04NghvHvv6I/s1600/Torri%2Beoliche%2Ba%2BFrigento%2B%2528Avellino%2529.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 278px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583602359821064642" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-_NI1rP0TRX4/TXzww1gq2cI/AAAAAAAACps/04NghvHvv6I/s320/Torri%2Beoliche%2Ba%2BFrigento%2B%2528Avellino%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;UN RADICALE RIDISEGNO DELLA STRATEGIA ITALIANA PER LE RINNOVABILI FINALIZZATA AL 2020.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Assistiamo, nel settore delle energie rinnovabili, a uno spettacolo indecoroso e sconcertante. Incentivi generosissimi, i più alti al mondo, hanno determinato una vera e propria “corsa all’oro”, prima, nel settore dell’eolico, poi, nell’ultimo anno e mezzo, anche in quello del solare fotovoltaico.&lt;br /&gt;A pagare sono tutti gli italiani, attraverso le bollette elettriche, mentre sono praticamente azzerati i fondi per la ricerca che, invece, in particolare per il fotovoltaico, sarebbero indispensabili.&lt;br /&gt;La stessa Autority per l’energia ha documentato una crescita esponenziale degli incentivi, considerati tra i “più profittevoli al mondo”, rilevando un crescente fenomeno di speculazione. Per non parlare, poi, dell’esplodere di inchieste giudiziarie che hanno documentato il coinvolgimento della criminalità organizzata nel business delle torri eoliche e dei pannelli fotovoltaici. E' il momento, dunque, di riprogettare dalle fondamenta l'intera strategia italiana per l'energia, nel quadro generale degli obiettivi strategici fissati dall'Europa e nell’orizzonte temporale che è il 31 dicembre 2020, non la fine di quest’anno e di quelli immediatamente a venire. Se teniamo conto della rilevantissima discesa dei prezzi registrata negli ultimi 3 anni nel settore fotovoltaico, e del probabile andamento che seguirà, scegliere di installare grandissime quantità di pannelli tutti adesso, in pochissimi mesi, invece che in un arco di diversi anni, è un errore clamoroso. Dovremmo invece pianificare, da oggi al 2020, una crescita regolata, progressiva e più sostenibile di installazione di impianti fotovoltaici, in armonia con il parallelo calo dei prezzi che inevitabilmente arriverà e a salvaguardia del prezioso terreno agricolo, del suolo naturale ricco di biodiversità, dei valori paesaggistici da preservare.&lt;br /&gt;Una strategia così orientata, fondata su basi di prudenza e sostenibilità, ci permetterebbe non solo di tenere in vita l'intera filiera del fotovoltaico da oggi al 2020, ma soprattutto di raggiungere, a fine 2020, i 30mila MegaWatt di potenza installata: una dimensione ben superiore rispetto ai modesti 8mila MegaWatt che il Governo ha fino ad oggi programmato.&lt;br /&gt;Quanto poi all’eolico industriale, dovrebbe ormai essere evidente a tutti che per l’Italia questa tecnologia energetica dai pesantissimi impatti paesaggistico-territoriali rappresenta una scelta a dir poco infelice. Perché, come valuta Wind Power Barometer, l’osservatorio di settore della Comunità europea, l’Italia vanta in Europa la terza potenza eolica installata, ma è solo settima per produzione totale, e una pala eolica in Italia produce circa la metà di quanto produrrebbe se fosse installata in Irlanda o in Portogallo. Perché, come documentano gli Amici della Terra, l’apporto delle torri eoliche ai consumi finali di energia può al massimo essere del 2%. Ma a quale prezzo, in ogni caso, otterremmo questi davvero modestissimi benefici energetici?&lt;br /&gt;Il turismo in Italia vale infinitamente di più rispetto a quanto potrebbero rendere alcune migliaia di torri eoliche. Perché l’Italia è un paese con poco vento, ma con il più importante patrimonio storico e artistico che esista al mondo, con il più alto numero di siti patrimonio dell’umanità per l’Unesco, con le più importanti e spettacolari aree archeologiche del Mediterraneo.&lt;br /&gt;Pensare di continuare ad innalzare migliaia e migliaia di mega-ventilatori d’acciaio, alti dai 100 ai 130 metri (più o meno come il grattacielo Pirelli…) sull’intera dorsale appenninica del Sud, nell’intero Molise, sugli altopiani siciliani o sardi affacciati sul mare, sulle magiche serre salentine oltre che sulle distese meravigliose di uliveti secolari punteggiati di castelli rinascimentali e di masserie fortificate o nel raggio di pochi chilometri da monumenti straordinari, di altissima rilevanza culturale, come Castel del Monte, la possente acropoli di Lucera, le aree archeologiche di Altilia-Saepinum e di Pietrabbondante, la Reggia di Caserta, i templi di Segesta e di Agrigento non è solo sbagliato, è anti-economico, anti-costituzionale, assolutamente irragionevole, forse criminale.&lt;br /&gt;Per questo, chiediamo al Governo e al Parlamento:&lt;br /&gt;1. di definire una strategia energetica nazionale che ci accompagni fino al 2020 e che assicuri più fondi per la ricerca e l'innovazione tecnologica e dia assoluto rilievo, oltre alla crescita dell'energia rinnovabile, anche al risparmio e all'efficienza energetica, da conseguire anche attraverso la bioedilizia e l'inizio di una politica di ricostruzione/rottamazione edilizia del patrimonio immobiliare post-bellico privo di qualità e di criteri antisismici;&lt;br /&gt;2. di programmare l'uscita dall’eolico industriale e una riconversione dei relativi incentivi a vantaggio delle fonti rinnovabili di energia sviluppate in forme eco-sostenibili di autogenerazione diffusa (solare termico e fotovoltaico, geotermia, micro impianti eolici, ecc.) e della ricerca;&lt;br /&gt;3. di fissare limiti all'installazione degli impianti fotovoltaici al fine di favorirne, in modo deciso, l'installazione sui tetti relativi a qualunque tipo di edificio, in particolare uffici, scuole, depositi, capannoni, fabbriche, distributori di carburante, parcheggi, ecc., o anche a terra nelle aree urbanizzate o industriali, e consentire l'installazione a terra, su terreni agricoli, solo di impianti di piccola taglia, al servizio dell'attività degli agricoltori per fini di auto-consumo, e, in parte, a integrazione del loro reddito personale.&lt;br /&gt;Sarebbe possibile così rispettare, oltre che l’obiettivo strategico energetico fissato dall’Unione europea, finalmente i principi fondamentali della nostra Costituzione che all’articolo 9 proclama solennemente: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Carlo Ripa di Meana, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Italia Nostra, presidente sezione Roma&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Oreste Rutigliano, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Comitato Nazionale Paesaggio, segretario nazionale&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Andrea Carandini, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;docente archeologia classica (Università Roma La Sapienza)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Vittorio Sgarbi, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;storico e critico d’arte&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Vittorio Emiliani, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Comitato per la Bellezza, presidente&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Mario Pirani, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;giornalista&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Giacomo Marramao, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;docente filosofia (Università Roma 3)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Oliviero Toscani, &lt;em&gt;fotografo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Rosa Filippini, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Amici della Terra, segretario nazionale&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Carlo Alberto Pinelli, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Mountain Wilderness, presidente nazionale on.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Maria Rita Signorini, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Italia Nostra, cons. nazionale e Commiss. Naz. Energia&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Emma Bonino, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;vice-presidente Senato&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Marco Pannella, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Partito Radicale Transnazionale, presidente&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Elisabetta Zamparutti, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;deputato Camera dei Deputati&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Sergio D’Elia, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Nessuno tocchi Caino, segretario nazionale&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Annamaria Procacci, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;animalista, già parlamentare dei Verdi&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Stefano Allavena, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Altura (Ass. tutela uccelli rapaci), presidente nazionale&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Enzo Cripezzi, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Lipu (Lega It. Protezione Uccelli), coordinatore regionale Puglia&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Pietro Bellasi, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;docente sociologia dell'arte Università Bologna&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Luisa Bonesio, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;docente Geofilosofia&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Alberto Cuppini, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;portav. Rete resistenza sui Crinali, Emilia Romagna,&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Maurizio Fiori, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;portav. Rete Resistenza sui Crinali, Toscana,&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Giovanni De Pascalis, &lt;em&gt;Italia Nostra, consigliere sezione Roma&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nico Valerio, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;animalista, ecologista, Ecologia liberale &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;&lt;br /&gt;IMMAGINE (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;cliccare per ingrandirla&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;). La selva di altissime torri dell'impianto industriale eolico, fuori scala con l'ambiente circostante, incombe fino a stravolgerne il paesaggio sul piccolo comune di Frigento (Avellino). Un simile scempio non sarebbe stato possibile senza i finanziamenti eccessivi da parte dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-3690747877759519080?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/3690747877759519080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=3690747877759519080' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3690747877759519080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3690747877759519080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/03/appello-una-strategia-del-tutto-nuova.html' title='Appello. Una strategia del tutto nuova per le energie rinnovabili, di qui al 2020'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-_NI1rP0TRX4/TXzww1gq2cI/AAAAAAAACps/04NghvHvv6I/s72-c/Torri%2Beoliche%2Ba%2BFrigento%2B%2528Avellino%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-6661479982039409338</id><published>2011-03-08T14:48:00.012+01:00</published><updated>2011-03-13T17:05:47.188+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mercato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Energie rinnovabili. Niente eclissi di sole, ma ancora furberie e troppi soldi di Stato</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KEKZNwnpENI/TXZIJ5lKqUI/AAAAAAAACpc/lTojwLKHAo8/s1600/Incentivi%2BCip-6%2Bpagati%2Bdalle%2Bbollette%2Bdei%2Bconsumatori%2B%2528A3%2529.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 280px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581728123085039938" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-KEKZNwnpENI/TXZIJ5lKqUI/AAAAAAAACpc/lTojwLKHAo8/s400/Incentivi%2BCip-6%2Bpagati%2Bdalle%2Bbollette%2Bdei%2Bconsumatori%2B%2528A3%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;I finanziamenti di Stato dati alle energie alternative stanno non solo falsando il mercato dell’energia e indirettamente distruggendo il paesaggio, ma si prestano a speculazioni e truffe di ogni tipo, tant’è vero che di alcuni scandali collegati all’eolico nel Sud si è occupata la Magistratura, che ha fatto eseguire diversi arresti. Questa manna di finanziamenti fuori mercato, ritenuti da tutti gli osservatori per lo meno eccessivi, e che oltretutto i contribuenti sono poi chiamati a ripianare con aumenti in bolletta, ha attirato ovviamente molte ditte legate alla criminalità, ma ha anche diffuso il malcostume, perfino tra le ditte più serie, di premiare con bustarelle e incentivi vari i comuni poveri del Centro-Sud, per la cessione di terreni adatti agli impianti. Quindi corruzione politica e amministrativa dilagante, e un impatto sul paesaggio e l'ambiente naturale disastroso. Tutto l'opposto di quello che immaginavamo, forse troppo ingenuamento, da giovani. Noi ecologisti, che fin dagli anni 70 abbiamo proposto e patrocinato le energie alternative, ci troviamo ora alle prese con i danni di un’interpretazione industriale e legislativa aberrante delle nuove fonti. Gli impianti, pur di lucrare le percentuali di Stato, sono realizzati anche sui terreni meno adatti, travolgendo antiche vocazioni agricole di qualità o turistiche. Inoltre il meccanismo stesso dei finanziamenti Cip6 è interpretato in modo furbo e molto discutibile. "Una grandissima fetta degli incentivi destinati alle rinnovabili in realtà va all’energia elettrica prodotta da fonti fossili o bruciando i rifiuti - sottolinea &lt;a href="http://www.blogeko.it/2011/la-relazione-dellautorita-per-lenergia-stangata-rinnovabili-cip6-il-trucco-sono-i-rifiuti/"&gt;Blogeko&lt;/a&gt; - che, al contrario del vento e del sole, inquina, fa male alla salute e non costituisce per niente una fonte rinnovabile. E senza gli incentivi Cip6, l’incenerimento dei rifiuti non sarebbe economicamente appetibile". Dalla &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;tabella&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;accanto&lt;/span&gt;, elaborata dall’Autorità per l’Energia si vede il modo aberrante con cui sono stati distribuiti nel 2010 gli 1,72 miliardi di euro degli incentivi Cip6, finanziati attraverso la componente A3 delle nostre bollette. Tra l'altro stiamo ancora pagando per gli incentivi allo smantellamento delle centrali nucleari italiane. E’ evidente, insomma, che l’intero settore deve essere ripensato, razionalizzato e moralizzato, nel senso di rispettare contemporaneamente Natura e mercato. Ma come? Riportiamo, intanto, il parere espresso da Michele Governatori, opinionista per l'economia e l'energia di Radio Radicale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NICO VALERIO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;“Il consiglio dei ministri dello scorso giovedì 3 marzo ha licenziato la versione finale del decreto legislativo che revisiona il sistema di incentivi italiani alle fonti energetiche rinnovabili e agli interventi di efficienza energetica. Un appuntamento in vista del quale s’è assistito a un’escalation di popolarità della materia e a una dicotomizzazione quasi tifosa delle posizioni. Da un lato chi grida al presunto scandalo di troppi soldi alle fonti sostenibili, dall’altro chi accusa la riforma di aver addirittura “ammazzato il sole”, come scrive, in prima pagina, Terra del 4 marzo. Ora, se i circa 3 miliardi all’anno che i consumatori di energia pagano per le rinnovabili siano tanto o poco, dipende da quanto ognuno di noi ritiene strategico lo sviluppo di una filiera energetica sostenibile e il rispetto degli obiettivi UE. Riguardo invece alla presunta eclisse solare, ci arrivo a breve. Il provvedimento del Governo segue una delega del Parlamento che prevede un adeguamento e un potenziamento del sistema di incentivazione alle fonti energetiche rinnovabili e agli interventi pro efficienza energetica, coerenti con l’obbligo italiano di produrre il 17% di energia da fonti rinnovabili entro 2020.&lt;br /&gt;Ecco i punti principali del testo finale:&lt;br /&gt;1. Il sistema dei certificati verdi, applicato oggi per incentivare l’elettricità da fonti rinnovabili di impianti non fotovoltaici, di grandi dimensioni e recenti, scomparirà gradualmente.&lt;br /&gt;2. Verrà sostituito da incentivi fissi per tutta la vita utile degli impianti (non per un periodo limitato a una decina d’anni come oggi).&lt;br /&gt;3. Anche gli impianti vecchi potranno avere il sussidio, se vengono ristrutturati parzialmente o totalmente. (Questo significa che per la prima volta anche la parte storica della potenza elettrica rinnovabile – per lo più idroelettrica – potrà beneficiare direttamente degli incentivi).&lt;br /&gt;4. Entro 3 mesi il ministero dello Sviluppo dovrà decretare un sistema che permetta alle Regioni di scambiarsi tra loro quote di produzione di energia verde, in modo da essere responsabilizzate nel contributo a raggiungere l’obiettivo nazionale. Sistema molto importante perché dovrebbe fornire incentivi alle Regioni ad essere virtuose, eventualmente esportando energia verde se lo ritengono coerente alla loro vocazione.&lt;br /&gt;5. Infine gli incentivi al fotovoltaico, che oggi sono di varie volte più alti a parità di energia prodotta rispetto ai certificati verdi che vanno alle altre fonti rinnovabili. Essi verranno rideterminati –si dà per scontato in riduzione - per gli impianti che partiranno dopo metà 2011.&lt;br /&gt;Che gli incentivi al fotovoltaico siano oggi troppo alti rispetto ad altri, si deduce anche dal fatto che per questi impianti gli obiettivi del governo per il 2020 potrebbero essere già raggiunti entro un anno. Segno che il margine tra incentivo e costi, per il fotovoltaico, è diventato troppo largo.&lt;br /&gt;E tornando alla dicotomia iniziale: c’è stata la sforbiciata invocata, o paventata, alle fonti rinnovabili? No, almeno per ora. C’è un nuovo sistema di incentivi più amministrativo e meno di mercato, che potrebbe comportare vantaggi e svantaggi conseguenti, c’è un’inattesa e forse discutibile concessione a vecchi impianti che funzionavano benissimo anche senza incentivi, c’è infine la prospettiva di rivedere un po’ prima del previsto, per i nuovi impianti, gli incentivi al fotovoltaico.&lt;br /&gt;Se il tutto sarà più efficiente si vedrà solo dopo le tante norme attuative ancora necessarie, e da come funzioneranno le aste per fissare gli incentivi”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;MICHELE GOVERNATORI&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-6661479982039409338?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/6661479982039409338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=6661479982039409338' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6661479982039409338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6661479982039409338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/03/energie-rinnovabili-niente-eclissi-di.html' title='Energie rinnovabili. Niente eclissi di sole, ma ancora furberie e troppi soldi di Stato'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KEKZNwnpENI/TXZIJ5lKqUI/AAAAAAAACpc/lTojwLKHAo8/s72-c/Incentivi%2BCip-6%2Bpagati%2Bdalle%2Bbollette%2Bdei%2Bconsumatori%2B%2528A3%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-203620902267037113</id><published>2011-03-04T22:24:00.017+01:00</published><updated>2011-03-05T21:37:55.417+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='risparmio energetico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Italia “morta” senza centrali nucleari? No, anzi, più viva senza gli sprechi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-rqRuJs94fKI/TXFw_7eb_FI/AAAAAAAACpE/D7-7Ic75Yvw/s1600/centrale_nucleare%2BSchema.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 276px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580365656888179794" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-rqRuJs94fKI/TXFw_7eb_FI/AAAAAAAACpE/D7-7Ic75Yvw/s400/centrale_nucleare%2BSchema.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ci piace il chirurgo e oncologo Umberto Veronesi, grande figura di scienziato e di divulgatore della scienza, perché questa del saper porgere e argomentare in modo chiaro e semplice, e con un tratto umano, è una dote in più, rara tra chi fa ricerca, che denota maggiore, non minore intelligenza. Tanto che Veronesi è nella lista dei personaggi simbolo da ricordare (blog "Nico Valerio"), accanto a Margherita Hack - anche perché entrambi sono vegetariani - al compianto genetista laico Buzzati Traverso, tanto osteggiato dalla Chiesa, e alla longeva Levi Montalcini.&lt;br /&gt;Ma come abbiamo già criticato Veronesi per il favore con cui ha annunciato uno strano e inutile pomodoro nero-viola, solo perché più ricco di banali polifenoli che nel mondo vegetale si trovano dappertutto, così prendiamo le distanze ora che loda con entusiasmo da neofita. e per partito preso, l'energia nucleare. Si sa che è stato nominato presidente dell'Agenzia per la Sicurezza Nucleare. un ente che per quanto faccia o dica non potrà assicurare proprio nulla in fatto di sicurezza. Le scorie delle centrali nucleari, che restano radioattive per milioni di anni, sarebbero un problema insormontabile in un Paese in cui perfino i rifiuti urbani prodotti da una popolazione maleducata dal consumismo come quella campana sono rifiutati.&lt;br /&gt;Ma da ecologisti liberali, ci preoccupa anche il deficit di libertà, il problema della convenienza economica e il surplus di costi che porterà un programma nucleare, nel caso (periodo ipotetico di III tipo) che fosse davvero realizzato.&lt;br /&gt;Quale strano e masochistico pool di industrie si sobbarcherebbe gli oneri colossali di costruzione e di gestione degli impianti, in tempi di crisi economica stabile, e con la certezza di riavere i primi euro non prima di 10-12 anni?&lt;br /&gt;E nel frattempo che cosa otterranno i malcapitati o furbi investitori di nascosto e di vietato (dal mercato e dalla morale) da parte dei vari Governi che si succederanno? Non ci saranno favori ai soliti industriali amici, fuori di ogni regola di concorrenza e di parità dei punti di partenza? Anzi, non sorgerà il lancinante sospetto che tutta la mastodontica operazione-bluff sia stata solo un costoso fuoco di paglia per favorire qualcuno alle spalle dei cittadini, dilapidando i soldi di tutti?&lt;br /&gt;Sull'energia nucleare in sé, poi, non c'è da parte nostra, laicamente, nessuna posizione ideologica e aprioristica, sia chiaro. Soltanto, prendiamo atto che negli ultimi anni vari studi e interventi hanno appurato che il nucleare è troppo costoso, poco sicuro, insufficiente e perfino tecnologicamente un po' &lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/02/un-governo-folle-dilapida-soldi-e-fa.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;vecchio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, come risulta da un esauriente &lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2008/07/daccordo-non-inquiner-ma-il-nucleare.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;convegno&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;scientifico tenuto sul tema, da una &lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/nel-2010-costi-pazzeschi-se-tutto-va.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;dichiarazione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; della Bonino per i Radicali, e anche dalla &lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/03/italia-nostra-nucleare-insicuro-di-la.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;posizione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; del maggiore ente protezionistico, Italia Nostra.&lt;br /&gt;Inoltre, una &lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/03/nuove-centrali-prima-vediamo-se.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;proiezione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; dell'ENEL ha dimostrato che basterebbe razionalizzare i consumi elettrici ed eliminare gran parte degli innumerevoli sprechi - a parità di tenore di vita e con costi di riconversione bassi - per risparmiare l'equivalente di molte centrali nucleari.&lt;br /&gt;Ma tranne gli studiosi che disegnano grafici e proiezioni, non parla nessuno di risparmio energetico, neanche i Verdi, come se prendessero atto che è un tema impopolare, che porta elettoralmente "sfiga", in un Paese maleducato al consumismo più becero e da "nuovi ricchi" del  Terzo Mondo. E' un loro problema di intelligenza e comunicazione.&lt;br /&gt;Senza contare il problema delle scorie, radioattive per l'eternità: i Governi che si succederanno dovranno far ricorso alla forza pubblica, anzi all'esercito in armi, per imporle alla popolazione? Da liberali siamo seriamente preoccupati del sorgere di una sorta di Stato di polizia ad uso energetico. E, visto che i Servizi Segreti non funzionano e da noi entra chiunque, specialmente dal Medio Oriente, non vorremmo che le centrali nucleari offrissero bersagli in più ai terroristi, già abituati in Iran a confondere tra nucleare civile e nucleare militare.&lt;br /&gt;Insomma, come ecologisti e liberali siamo ovviamente per la scienza, per la tecnologia e per il Progresso, ma cercando di prevenire le applicazioni cariche di effetti secondari negativi. E siamo anche anche per la libertà (di tutti, non solo di pochi investitori furbi e raccomandati), per la moralità del mercato, le regole certe che tutti devono rispettare, il buonsenso dei costi in attivo, l'opportunità degli investimenti, il risparmio, la lotta agli sprechi, e anche per il minor danno possibile alla vita degli uomini e alla Natura.&lt;br /&gt;Dopotutto, essere liberali non significa essere dei maniaci "costruttivisti" ad oltranza e a tutti i costi. Ogni persona sensata, liberale o no, si fa un po' di calcoli in tasca prima di investire. Perché un Governo non dovrebbe farlo?&lt;br /&gt;Invece, a sentire certi conservatori ultrà mascherati da "liberisti", sembrerebbe che il mercato sia tutto in mano all'Ordine degli Ingegneri: un ordine e i bravissimi tecnici nucleari italiani, noti in tutto il Mondo, ti sfornano decine di centrali nucleari in pochi anni, realizzando nello stesso tempo, nientemeno, la Autosufficienza Energetica, il Progresso e lo stesso Liberalismo... Figuriamoci, così non è, ovviamente, e gli incolpevoli e bravissimi ingegneri italiani non sanno nulla di queste fantasticherie da Destra americana cara a Bush e ai film western dei cinema di terza visione negli anni Cinquanta.&lt;br /&gt;Anche il Grande Cortile dei frustrati, Facebook, è affollato di gente che confonde il Liberalismo con una specie di società di muratori. Sembra quasi che costruire la migliore delle ideologie possibili significhi fare, anzi far fare, ai soliti amici, qualche Grande Opera. Così, tanto per fare qualcosa, a fondo perduto, solo per propaganda - alla Mussolini - e per far girare i soldi, ovviamente nelle tasche dei soliti noti.&lt;br /&gt;Muratori poco liberi, però. Ricordiamo agli amici conservatori che si vergognano del loro nome (me perché? ripetiamo con Gobetti), che, malgrado cazzuola e compasso ce l'abbiano nel simbolo, le società dei "Liberi Muratori" ("maçonnerie") che al Liberalismo dettero impulso nel '700 e nell'800, erano solo simboliche... &lt;span style="font-size:85%;"&gt;NICO VALERIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Ecco l'intervista incriminata, pubblicata dalla Stampa, a firma di L.Ubaldeschi, ieri 3 marzo.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;VERONESI: "SENZA NUCLEARE L'ITALIA E' UN PAESE MORTO"&lt;br /&gt;«Spiegherò ai cittadini che si può fare in sicurezza e che non è giusto avere paura»&lt;br /&gt;La Stampa, 3 marzo 2011&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Vista con gli occhi di Umberto Veronesi, la questione del ritorno all’atomo è estremamente semplice. «Senza il nucleare l’Italia muore. Tra 50 anni finirà il petrolio, tra 80-100 il carbone, seguito poi dal gas. Altre fonti non saranno sufficienti a fornire l’energia di cui abbiamo bisogno. Il risultato? Non avremo la luce, non potremo far funzionare i computer o i frigoriferi e neppure far viaggiare i treni. Se lo immagina?».&lt;br /&gt;Se questa è la (apocalittica) premessa, non è difficile capire perché il medico più famoso d’Italia, a 85 anni, abbia deciso di abbandonare il Senato e accettare la presidenza dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. L’incarico - c’è da scommetterci - porterà con sé una cospicua dote di polemiche, ma Veronesi non ha dubbi che il piano possa realizzarsi senza pericoli per le persone e l’ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professore, recenti sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani è contraria al nucleare. Non la preoccupa andare controcorrente?&lt;br /&gt;«No, anzi, la conflittualità mi stimola. Sono abituato ad affrontare problemi scabrosi. L’importante è essere sicuro che la scelta che faccio sia moralmente corretta».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in questo caso lo è?&lt;br /&gt;«Assolutamente sì. Come oncologo conosco molto bene le radiazioni e i modi per proteggere i pazienti.Voglio dedicare i prossimi anni ad assicurare i cittadini che non corrono rischi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conoscerà altrettanto bene le contestazioni mosse dal fronte degli oppositori, vero? «Guardi, ci sono essenzialmente tre problemi per quanto riguarda un reattore nucleare. Primo, garantire la sicurezza nel funzionamento ordinario, obiettivo non difficile. Poi c’è la questione delle scorie e mi creda, nessunomai almondo èmorto per inquinamento da scorie. Infine c’è il fattore umano, la possibilità di poter disporre di personale qualificato è fondamentale. Basta pensare che i due grandi incidenti nelle centrali nucleari hanno avuto una caratteristica comune: sono dipesi da errori umani. E’ stato così a Three Mile Island, negliUsa, come a Cernobil».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel nome, Cernobil, a distanza di 25 anni agita ancora negli italiani incubi difficili da scacciare.&lt;br /&gt;«Lo so, ma so anche che Cernobil è qualcosa che non potrà più accadere. Là era tutto sbagliato. C’era una macchina vecchia, pensata per usi militari, non civili. Si decise di fare un esperimento, vera follia in una centrale. E il direttore dell’impianto non era un esperto di nucleare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo che cosa vuol dire?&lt;br /&gt;«Che poiché il fattore umano è cruciale, la mia attenzione maggiore sarà formare personale adeguato dal punto di vista tecnico, scientifico,ma anche psicologico, perché sappia far fronte alla pressione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dopo un quarto di secolo lontano dal nucleare, l’Italia ha il bagaglio di conoscenze necessarie?&lt;br /&gt;«Due aspettimi confortano. In primo luogo che abbiamomantenuto viva la ricerca e centri come quello di Casaccia, vicino a Frosinone, sono all’avanguardia. Poi il fatto che partire da zero ci consente di usare le tecnologie più moderne e il tempo necessario a impiantarle ci daràmodo di creare le competenze per usarle almeglio».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è chi sostiene che le tecnologie scelte dall’Italia per le nuove centrali rischino di risultare superate una volta che gli impianti entreranno in funzione. Come risponde? «Ma noi non abbiamo ancora fatto una scelta definitiva, per cui l’obiezione non è fondata. E poi, una centrale è studiata per durare da 60 a 100 anni. Se anche ne trascorrono 10 per averla operativa, certo non potrà essere considerata vecchia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo al primo problema che lei ha sollevato, il funzionamento del reattore. Gli ambientalisti ripetono che, pure in condizioni di normalità di un impianto, ci sono piccole dispersioni che creano conseguenzeper la salute. E’ vero?&lt;br /&gt;«E’ un’invenzione assoluta. Non esce nulla. Meglio, esce dell’acqua, che può avere minime quantità di radiazioni, ma molto inferiori anche rispetto al livello di legge. Non crea problemi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta la delicatissima questione delle scorie e di come smaltirle. Quando nel 2003 il governo individuò Scanzano Jonico come sede del deposito nazionale, ci fu una sollevazione popolare. Come pensa di affrontare questo aspetto?&lt;br /&gt;«Il discorso è complesso, provo a ridurlo all’essenziale. Solo una piccola parte delle scorie richiede millenni per depotenziarsi completamente. Vanno messe in sicurezza, e ci sono le soluzioni per farlo, dentro una montagna o a grandi profondità. Al tempo stesso, si stanno affinando tecniche per renderle innocue più in fretta. Soprattutto, l’Italia potrà non avere depositi di scorie pericolose».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In che senso?&lt;br /&gt;«Si tende a individuare un unico sito per Continente. In Europa ci sono tre soluzioni allo studio, tutte fuori dai nostri confini. Ma il punto vero è che le scorie sono sì un problema serio e costoso, ma non devono spaventare. Non si sorprenda se dico che c’è più radioattività in un ospedale. O ancora, lo sa che c’è uranio anche in un bicchier d’acqua? ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tra un bicchier d’acqua e una centrale esiste una bella differenza. La realtà è che c’è ancora paura fra la gente. Questo non conta?&lt;br /&gt;«Ho trascorso lamia vita a combattere le paure ingiustificate. Soltanto 40 anni fa in Italia c’era ancora il timore a usare il forno amicroonde, per non dire di quando cominciò a girare la storia che il pane congelato in freezer fosse cancerogeno. Assurdità, lo sappiamo. Ma voglio dire che spesso la paura è frutto di ignoranza. Sono timori vaghi, confusi, sui quali giocano alcuni movimenti politici. Il risultato? Non si possono usare gli Ogm, non si fa la Tav, si bloccano i termovalorizzatori... ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre lei non ha dubbi che la soluzione del nucleare sia sicura.&lt;br /&gt;«Certo.Guardiamo che cosa succede nel mondo. Tutti i Paesi puntano sul nucleare. La Cina ha previsto 120 centrali, l’India 60, la Francia ne ha 62, il programma svizzero ne contempla 8 per 8milioni di abitanti. Capisce? E ancora: scommettono sul nucleare Paesi di cui si parla meno, la Lituania, la Slovacchia, l’Armenia. Ma lo sa che anche inMedio Oriente, nella culla del petrolio, hanno imboccato questa strada? Gli Emirati Arabi hanno ordinato 4 reattori, tanti quanti è previsto ne abbia l’Italia. Possibile che siamo noi i più intelligenti a opporci?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le fonti rinnovabili non possono essere un’alternativa?&lt;br /&gt;«Sarebbe bellissimo, ma dobbiamo intenderci. Dalle biomasse può arrivare l’1-2% del fabbisogno italiano, così come dalla geotermica. L’idroelettrica è praticamente già al massimo. L’eolica? Procede, ma abbiamo poco vento e bisogna pensare anche al paesaggio e al turismo. E se comunque, per assurdo, riempissimo la penisola di pale, arriveremmo a coprire il 10-15%. Resta il solare, io sto giusto mettendo un impianto nella mia casa in campagna. Ma è questa la dimensione, va bene per le famiglie, non per una grande fabbrica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nucleare evoca anche scenarimilitari. Lei, che da anni si batte per il disarmo, non si sente un po’ al centro di una contraddizione?&lt;br /&gt;«Per nulla. Lavoro per usare l’atomo a fini di pace. Nel mondo ci sono già oggi 30 mila testate nucleari, non c’entrano con la scelta di realizzare un impianto per produrre energia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una centrale agita anche il rischioterrorismo. E’ d’accordo?&lt;br /&gt;«E’ chiaro che servono contromisure, ma non credo sia un pericolo reale pensare a qualcuno che si impossessa di materiale nucleare per costruire una bomba.Troppo difficile».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei, pur non essendo iscritto, è stato eletto nelle fila del Pd, un partito contrario al nucleare. Ha provato imbarazzo per questa diversità d’opinione?&lt;br /&gt;«Difendo le mie posizioni di uomo di scienza. So che nel Pd c’è chi ha idee diverse, lo rispetto, ma restiamo distanti. Comunque, non è per questo che mi sono dimesso da senatore».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come nel 1987, c’è ancora un referendum che può bloccare il nucleare in Italia. Teme il voto?&lt;br /&gt;«Le rispondo con una battuta. Se dovessero prevalere i contrari, io avrei più tempo libero per dedicarmi alla famiglia e ai miei interessi. Peccato che a rimetterci sarebbe il Paese».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-203620902267037113?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/203620902267037113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=203620902267037113' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/203620902267037113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/203620902267037113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/03/italia-morta-senza-centrali-nucleari-no.html' title='Italia “morta” senza centrali nucleari? No, anzi, più viva senza gli sprechi'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-rqRuJs94fKI/TXFw_7eb_FI/AAAAAAAACpE/D7-7Ic75Yvw/s72-c/centrale_nucleare%2BSchema.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-8330636636318866555</id><published>2011-01-31T16:49:00.003+01:00</published><updated>2011-01-31T17:41:02.739+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costume'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='leggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rifiuti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amministratori'/><title type='text'>Il percolato tossico dei rifiuti gettato nel Golfo di Napoli. E c’è chi giustifica</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TUbmCLAq6TI/AAAAAAAACnE/TgR4gYrImUc/s1600/Golfo%2BNapoli%2BStampa%2Bantica.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568390914279926066" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TUbmCLAq6TI/AAAAAAAACnE/TgR4gYrImUc/s320/Golfo%2BNapoli%2BStampa%2Bantica.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;PREMESSO CHE UN LIBERALE NON HA NIENTE CONTRO UN REPUBBLICANO…&lt;br /&gt;Leggo sempre volentieri quanto scrive Davide Giacalone, anche perché mi ricordo di lui quando era Segretario nazionale della FGR (la Federazione giovanile repubblicana) e so, quindi, che la sua formazione politica non è troppo distante dalla mia. Fermo restando che la cultura liberal-democratica abbraccia così tanti autori da poter essere interpretata in molti modi; e senza dimenticare che la semplice circostanza di avere io qualche anno in più si traduce nell'aver fatto esperienze diverse. C'è, infine, un non trascurabile dettaglio che soltanto i conoscitori delle vicende della cosiddetta "prima Repubblica" possono intendere: non ho mai fatto parte del PRI. Ho sempre preferito definirmi liberale e, molti lustri fa, sono stato attivista della GLI (la Gioventù liberale italiana). I rapporti tra liberali e repubblicani sono sempre stati né troppo cattivi, né troppo buoni; come tra "cugini" che non ignorano il tanto che li accomuna, ma preferiscono non frequentarsi assiduamente, per non lasciar prevalere differenze caratteriali che, se non tenute sotto controllo, porterebbero all'insopportazione reciproca.&lt;br /&gt;In estrema sintesi: da Benedetto Croce in poi, i liberali hanno sempre dato più importanza all'esigenza di definirsi dal punto di vista degli ideali in cui credono; i repubblicani, da Ugo La Malfa in poi, sono sempre stati più pragmatici: concretezza, programmi realistici, nessuna astrattezza ideologica. Alle origini della storia italiana, ossia ai tempi di Cavour e Mazzini, le parti erano esattamente rovesciate: realisti e pragmatici erano i liberali cavouriani e tali sono rimasti fino a Giovanni Giolitti; mentre alfieri della intransigenza ideale erano i mazziniani. Anche Carlo Cattaneo non scherzava quanto ad intransigenza nel difendere l'idea repubblicana.&lt;br /&gt;La premessa serve a spiegare che non ho alcunché di personale contro Giacalone; eppure, sento di dover replicare ad un suo recente articolo, in cui sostiene tesi che, dal mio punto di vista, sono, non soltanto sbagliate, ma pure pericolose per l'impressione che l'opinione pubblica può trarne. Mi riferisco all'articolo, prima pubblicato dal quotidiano "Il Tempo", riportato da "Il Legno Storto", nell'edizione del 30 gennaio 2011, con il titolo "Immobilismo cautelare".&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;RIFIUTI GETTATI IN MARE: LA “SOLUZIONE ECOLOGICA” DELLA REGIONE CAMPANIA.&lt;br /&gt;Giacalone commenta un'inchiesta giudiziaria che vede imputati soprattutto funzionari, sia dello Stato, sia della Regione Campania. Funzionari che hanno avuto responsabilità di vertice, o comunque ai più alti livelli, nella Protezione Civile, nell'ex Commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, nel Ministero dell'Ambiente, in una struttura dell'Amministrazione della Regione Campania che dovrebbe sovrintendere al "ciclo integrale della depurazione delle acque". Tra le accuse che i giudici dovranno valutare, c'è pure quella che i predetti funzionari avrebbero consentito che, nel periodo temporale 2006-2009 il percolato, ossia quel liquido immondo che si forma quando i rifiuti non sono trattati in modo adeguato e sono lasciati marcire nelle discariche, fosse eliminato gettandolo in mare. Nel mare del Golfo di Napoli e del Golfo di Salerno!&lt;br /&gt;A me sembra un'accusa gravissima; al cui confronto il recente crollo nell'area archeologica di Pompei è una bazzecola. Il buon Dio aveva concentrato in quella zona geografica bellezze naturali e paesaggistiche di incomparabile pregio. Politici, amministratori e funzionari del XXI secolo non trovano soluzione tecnica più adeguata che prendere il percolato e farlo finire, così com'è, in mare. Certo, una misura ben pensata per incoraggiare le attività turistiche; aumenta l'attrattiva della balneazione! Certo, un'iniziativa ben pensata per promuovere la pesca; immaginiamo i benefici effetti per la salute di quanti mangiano pesce, o degustano le cozze coltivate nella zona!&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;MA IL GIORNALISTA NON SI INDIGNA (EPPURE ERA REPUBBLICANO…), ANZI, QUASI GIUSTIFICA.&lt;br /&gt;Criminale non è soltanto chi commette omicidio. E' troppo facile dire: ma sì, in fondo, non ha ucciso nessuno. Nelle condizioni attuali di degrado ambientale, chi inquina il mare, ossia la fonte della vita, chi inquina le acque potabili, commette un crimine molto più grave e pericoloso, dal punto di vista dei danni per la comunità sociale, di chi abbia versato sangue umano. Perché dal suo comportamento non discende la morte di una singola persona, ma derivano malattie, dolore, povertà, morte, per un un numero indeterminato e potenzialmente molto alto di persone.&lt;br /&gt;Giacalone non soltanto non s'indigna, ma quasi giustifica: "Gli uomini al servizio dello Stato, un prefetto e il personale della protezione civile, avranno anche sbagliato, ma se fossero stati disponibili luoghi e modalità per fare sparire il tutto, nel rispetto formale e sostanziale della norma, semplicemente si sarebbe dovuto mandare al manicomio quanti non avevano provveduto prima. Hanno agito, quindi, in condizioni d'emergenza".&lt;br /&gt;Si tratta della consueta sottovalutazione del problema dei rifiuti; sottovalutazione che, negli ultimi decenni, ha indotto gli amministratori, soprattutto meridionali, ad appaltare di fatto la gestione dei rifiuti alla criminalità organizzata. Bisognerebbe rovesciare completamente il punto di vista e rendersi conto che, nel 2011, il livello di civiltà di un Paese si misura in primo luogo dal modo in cui è capace di organizzare la raccolta, il trattamento, il possibile riciclo, e lo smaltimento definitivo dei rifiuti. Una gestione dei rifiuti rispettosa del territorio e della salute dei cittadini richiederebbe forti investimenti in tecnologia, nella ricerca applicata, nella formazione di tecnici ed operai altamente specializzati. Tutte cose che hanno un costo, ma da cui poi si avrebbe un ritorno economico, anche dal punto di vista della creazione di occupazione stabile; soprattutto, si avrebbe un salto di civiltà in termini di miglioramento della qualità della vita dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;RIFIUTI GESTITI DA SOCIETA’ CHE HANNO PERSONALE LOTTIZZATO DAI PARTITI.&lt;br /&gt;Invece, andiamo avanti con l'affidamento della gestione dei rifiuti a cooperative, a società, comunque denominate, che hanno la caratteristica di essere soltanto per finta private, perché il personale è reclutato al novanta per cento con logiche di lottizzazione politica. Gli operatori ecologici lottizzati sanno che il loro compito primario è impegnarsi nelle attività proprie dei galoppini dei vari candidati "segnalati dagli amici" nelle diverse, immancabili, consultazioni elettorali, piuttosto che doversi effettivamente occupare della raccolta della spazzatura. Quella è soltanto la copertura. Per quanto riguarda il rispetto delle normative vigenti, che problema c'è? Tutto si risolve in un fatto cartaceo; basta avere documenti teoricamente perfetti, con tutti i timbri a posto.&lt;br /&gt;C'è una seconda questione, rispetto alla quale il mio dissenso è radicale: il modo di intendere il compito dei funzionari e delle pubbliche amministrazioni in genere. Giacalone conclude il suo articolo, scrivendo: "Quindi, la (im)morale di questa storia è: il burocrate faccia il burocrate, si trinceri dietro la mezza manica e se ne freghi delle conseguenze per gli altri, quel che conta, per lui, è solo il rispetto scrupoloso, maniacale e immobilista di tutte le norme e regolamenti. Si blocca tutto, ma la procura non verrà a svegliarti e ammanettarti".&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;L’ASSENZA DI REGOLE PSEUDO-LIBERISTA NON E’ LIBERALE.&lt;br /&gt;Qui si ripropone una concezione tipica dei liberisti più spinti e degli anarco-capitalisti: a che servono le pubbliche amministrazioni? Sono solo d'impaccio, meglio se non ci fossero. In ogni caso, per i liberisti più spinti, va attaccato il principio di legalità dell'attività amministrativa, la cui applicazione creerebbe soltanto ritardi e sarebbe pretesto per non fare.&lt;br /&gt;Ricordo che, all'università, studiai economia politica su un buon testo: "Introduzione all'economia" di Richard George Lipsey (un migliaio di pagine, per i tipi di Etas). Ho sempre presente questo esempio fatto da Lipsey. Immaginiamo un'azienda costruita vicino al letto d'un fiume. Se l'imprenditore dota la sua azienda di filtri e depuratori, secondo le normative vigenti, avrà un costo privato molto alto. Viceversa, se scarica liberamente i propri detriti industriali nel fiume, il suo costo sarà zero (a meno che non debba corrompere qualche pubblico funzionario affinché si distragga). Tuttavia, il perseguimento del puro interesse dell'imprenditore si traduce in un alto costo per la collettività, determinato dall'inquinamento ambientale. Di conseguenza, scopo dei pubblici poteri è quello di salvaguardare il bene comune, impedendo che l'operatore privato trasformi i propri costi privati in costi sociali.&lt;br /&gt;L'esempio mi pare calzante e, personalmente, aggiungo il corollario che, in uno Stato ben funzionante, quell'imprenditore dovrebbe pentirsi amaramente dei danni causati alla comunità: non soltanto attraverso il carcere, ma anche con sanzioni economiche fortissime, effettivamente adeguate al valore dei danni arrecati, e, in caso d'insolvenza, con la confisca dei suoi beni, con possibilità di rivalersi pure sui suoi eredi ed aventi causa.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;DOVERI CIVILI E MORALI DEI PUBBLICI FUNZIONARI: GIACALONE NON HA LETTO NE’ MAZZINI, NE’ NATHAN, NE’ L’ART.17 DELLO STATUTO DEGLI IMPIEGATI.&lt;br /&gt;La questione mi sta particolarmente a cuore perché anch'io sono stato un pubblico funzionario. So bene, quindi, che un funzionario potrà facilmente fare carriera e ottenere vantaggi di ogni tipo, se si presta a risolvere prontamente i problemi che i politici gli chiedono di risolvere; tanto più se si tratta di non agire secondo le regole della correttezza amministrativa e di fare il "lavoro sporco". Ma il pubblico funzionario che pensi più alla propria coscienza che alla propria carriera, può anche mettersi di traverso e, nelle questioni più serie, dare effettivamente del filo da torcere ai propri superiori, burocratici e politici, accettando ovviamente di pagarne il prezzo.&lt;br /&gt;Non so se il Ministro semplificatore, Calderoli, o il Ministro ultra-riformatore, Brunetta, abbiano già provveduto a far abrogare una disposizione che, secondo me, andrebbe valorizzata al massimo nel quadro di una effettiva e seria riforma della pubblica amministrazione. L'articolo 17 dello statuto degli impiegati civili dello Stato, rubricato "Limiti al dovere verso il superiore", così recita: "1. L'impiegato, al quale, dal proprio superiore, venga impartito un ordine che egli ritenga palesemente illegittimo, deve farne rimostranza allo stesso superiore, dichiarandone le ragioni.&lt;br /&gt;2. Se l'ordine è rinnovato per iscritto, l'impiegato ha il dovere di darvi esecuzione.&lt;br /&gt;3. L'impiegato non deve comunque eseguire l'ordine del superiore quando l'atto sia vietato dalla legge penale".&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;BUROCRATI CAMERIERI DEI POLITICI O DEI SUPERIORI?&lt;br /&gt;La prima cosa che un pubblico funzionario può fare, per difendersi da una richiesta "sconveniente", è quella di chiedere, anzi di pretendere, che l'ordine sia messo per iscritto. Il che già abbatte del cinquanta per cento le richieste "sconvenienti". Qualora poi si incontrasse un superiore, o un politico, tanto cretino da richiedere per iscritto un comportamento che integra una fattispecie di reato, il funzionario non dovrebbe fare altro che prendere quel documento e portarlo alla più vicina Procura della Repubblica.&lt;br /&gt;Non si pensi che le norme del Testo Unico "delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato" siano ispirate da furore ideologico sessantottino. Sono state approvate con Decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e rispecchiano una saggezza amministrativa molto risalente nel tempo. Quando, appunto, il principio di legalità dell'attività amministrativa era apprezzato come massimo bene in uno Stato di diritto e si concepivano i funzionari pubblici come se ciascuno, singolarmente, ovviamente nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze, fosse custode dell'ordinamento giuridico.&lt;br /&gt;Si intende che gli attuali innovatori e riformatori si fanno beffe del principio di legalità; per loro contano soltanto l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa. La cosa strana è che il loro modo di intendere l'efficacia è quello che i funzionari obbediscano senza indugi agli ordini superiori. I burocrati sommamente efficaci sono i camerieri dei politici. O quanti fanno affari con loro. Io, che sono della vecchia scuola, non ritengo che buttare l'immondo percolato nel Mar Tirreno sia una dimostrazione di efficacia amministrativa. Né mi sembra un peccato veniale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;LIVIO GHERSI&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-8330636636318866555?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/8330636636318866555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=8330636636318866555' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/8330636636318866555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/8330636636318866555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2011/01/il-percolato-tossico-dei-rifiuti.html' title='Il percolato tossico dei rifiuti gettato nel Golfo di Napoli. E c’è chi giustifica'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TUbmCLAq6TI/AAAAAAAACnE/TgR4gYrImUc/s72-c/Golfo%2BNapoli%2BStampa%2Bantica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-2417996231512532823</id><published>2010-12-29T00:41:00.010+01:00</published><updated>2011-02-01T23:52:30.627+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costume'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='automobile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>La crisi ci fa bene: per la prima volta diminuiscono le auto in Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TRyasbNvOHI/AAAAAAAACl0/aZm7J9IOPJQ/s1600/traffico.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 208px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556486128278648946" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TRyasbNvOHI/AAAAAAAACl0/aZm7J9IOPJQ/s320/traffico.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;p&gt;Quello che non poté l’educazione e il buon senso lo sta facendo la crisi economica. Che, come previsto dal nostro vademecum del cittadino consumatore, dà anche frutti buoni. Un’&lt;a href="http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2010/12/28/news/motori_diminuzione_indice_motorizzazione-10653528/?ref=HREC1-8"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;indagine&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;span lang="IT"&gt;dimostra per la prima volta una bellissima inversione di tendenza. Il numero di automobili, questo feticcio da Terzo Mondo di ex contadini arricchiti che devono mostrare il raggiunto &lt;em&gt;status symbol&lt;/em&gt; a parenti e amici, sta diminuendo, per fortuna, in tutta Italia. Perché, ex-contadini sì, ma dài e ridai, perfino i cittadini più nevrotici e incivili, e i provinciali più ottusi e testardi capiscono alla fine che non gli conviene più. Anzi, l’auto non conviene a nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Q&lt;span lang="IT"&gt;uesto blog, perciò, canta vittoria: è anche una vittoria personale. Crediamo di essere, fin dalla prima età della ragione, i più duri avversari dell’automobile, specialmente in un Paese di centri storici e di sedentari come l'Italia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Nemici dell'auto, confessiamo, non in quanto tale, ma solo in quanto mezzo di trasporto "reale", quotidiano, indiscriminato. Infatti ci piacciono le auto non-auto, cioè quelle antiche, storiche (come anche le locomotive, le carrozze a cavalli o le navi d'epoca), che in fondo sono dei modelli 1:1 di una ideale collezione da museo della tecnologia. E, anzi, se vivessimo in una società razionale e giusta, chi conserva a proprie spese (e mantiene perfettamente efficienti) questi mezzi dovrebbe essere benemerito della Cultura e dovrebbe ricevere sovvenzioni dalla Stato, perché offre un servizio alla collettività: conserva e rende visibile a tutti ciò che l'uomo ha fatto di geniale nei decenni passati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Innanzitutto in opposizione polemica a quelle auto moderne tutta plastica e aggeggi e software fatti apposta per rompersi, tipici dell'attuale consumismo automobilistico. Lo stesso che vaticinava - vi ricordate? - una nuova macchina ogni due-tre anni... &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Poi perché sono ormai "musei viaggianti", cioè cultura industriale e artigianale, la dimostrazione che nulla di buono e funzionante, che ha preteso soldi per essere prodotto, deve essere gettato via. E dunque per il tributo alla conservazione dell'energia, della tecnologia e della bellezza. Il che, visto lo scarso numero e la quantità minima delle ore di funzionamento reale sulle strade, rende statisticamente irrilevante il loro inquinamento complessivo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Ma quella davvero stupida è la moda dell'auto da usare ogni giorno, a lungo e a tutte le ore, magari per un solo viaggiatore. Insomma, l'automobile vera, secondo le statistiche, quella che crea problemi all'ambiente e all'uomo, soprattutto per il modo patologico con cui viene usata da noi, per futili, maniacali e poco sani motivi, insomma "all’italiana".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Così, per la prima volta nelle statistiche diminuiscono i possessori di auto in Italia. E non perché ci sia un’epidemia tra gli automobilisti (anche se confessiamo di averla fortemente sperava per decenni), ma perché sono state rottamate più auto e la gente ha capito che senza auto sta meglio, cammina di più ed ha meno stress. Senza contare le spese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Il tasso di motorizzazione – riporta l’articolista – finalmente, dopo anni di inarrestabile incremento, cala di oltre mezzo punto percentuale, attestandosi a 60,78 automobili ogni 100 abitanti. Resta comunque lontano dalla media europea di 46 veicoli ogni 100 abitanti. La città con più auto si conferma Latina con 72.3 auto ogni 100 abitanti, seguono L'Aquila (71.0) e Catania (70.3). Roma registra, invece, una diminuzione del tasso di motorizzazione che passa dal 70.6 al 69.2. Le città più virtuose sono Venezia (41.1), Genova (46.7), Bolzano (51.7) e Bologna (52.2). Napoli si conferma in testa alla classifica negativa delle auto più inquinanti (Euro 0) con più del 30% in circolazione, seguita da Catania. Aumentano le auto Euro IV ed Euro V nelle città italiane che costituiscono oggi il 39,4% del parco auto totale: Torino è la città con più veicoli Euro V (2,6%).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Evviva, ogni tanto una buona notizia.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-2417996231512532823?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/2417996231512532823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=2417996231512532823' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2417996231512532823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2417996231512532823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/12/la-crisi-fa-bene-per-la-prima-volta.html' title='La crisi ci fa bene: per la prima volta diminuiscono le auto in Italia'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TRyasbNvOHI/AAAAAAAACl0/aZm7J9IOPJQ/s72-c/traffico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-3263293417828013048</id><published>2010-12-21T00:13:00.005+01:00</published><updated>2010-12-21T00:44:19.216+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='agricoltura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bio-carburanti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><title type='text'>La canna comune migliore di quella da zucchero per produrre bio-carburante</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TQ_p6cnuarI/AAAAAAAACko/uRCW9Foxk9o/s1600/Canna%2Bcomune%2BArundo%2Bdonax.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 264px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552914055895607986" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TQ_p6cnuarI/AAAAAAAACko/uRCW9Foxk9o/s320/Canna%2Bcomune%2BArundo%2Bdonax.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;La fermentazione di carboidrati in un processo analogo a quello dell’orzo, con cui si produce la birra, e l’utilizzo di piccole unità di produzione di bio-carburante al centro di grandi fattorie agricole coltivate a canneti, ecco il curioso panorama, che si direbbe uscito dalla fantasia di un giovane precursore ecologista degli anni ’70, che mette in pratica concetti semplici e processi sostenibili e perfino efficaci sul piano energetico ed economico. E il progetto è tutto italiano. Ne parla Paolo Virtuani in un &lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_dicembre_20/bioetanolo-carburanti-virtuani_da4a6850-0c02-11e0-939a-00144f02aabc.shtml"&gt;articolo&lt;/a&gt; su &lt;em&gt;Corriere.it:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-size:85%;"&gt;DALLA CANNA AL SERBATOIO: LE NUOVE FRONTIERE DEL BIOCARBURANTE. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"La semplice canna comune, &lt;em&gt;Arundo donax&lt;/em&gt; è il suo nome botanico, quella che cresce lungo i fossi o i margini delle strade, rappresenta il futuro dei biocarburanti, in particolare dell'etanolo che può essere addizionato alla benzina. In Brasile l’etanolo ricavato dalla canna da zucchero ormai è una realtà da oltre 30 anni, ma come fare per tradurre anche nei nostri climi questa possibilità che ci viene offerta dalla natura se la canna da zucchero in Italia non cresce? Impresa non facile, che ha richiesto 120 milioni di euro di investimenti e cinque anni di ricerche per arrivare a trovare la pianta più adatta e mettere a punto il processo di lavorazione ottimale.&lt;br /&gt;I soldi sono stati investiti dal gruppo M&amp;amp;G (Mossi e Ghisolfi), multinazionale con sede in Italia, leader mondiale nella produzione del Pet (la plastica delle bottiglie), 3 mila dipendenti e 3 miliardi di dollari di giro d’affari. Nel 2004 con l’acquisizione della Chemtex il gruppo italiano ha dato una svolta alla propria strategia, entrando nella chimica "verde" dei biocarburanti. E a Rivalta Scrivia, in provincia di Alessandria, utilizzando anche le possibilità offerte dal Parco scientifico tecnologico e dall’onlus EnergEtica, il distretto agro energetico del Nord Ovest, è sorto il laboratorio dove è nato il bioetanolo avanzato di seconda generazione, quello appunto derivato dalla canna comune.&lt;br /&gt;"Era necessario trovare una pianta che unisse cinque caratteristiche", spiega l’ingegnere Giuseppe Fano, direttore M&amp;amp;G del centro di ricerca di Rivalta Scrivia. "Non fosse alimentare - per uomini o animali - per motivi etici; avesse scarso bisogno di acqua e di concimi; fosse disponibile tutto l’anno; crescesse su terreni marginali poveri e non utilizzati dalle coltivazioni intensive; e fosse autoctona, ampiamente diffusa, disponibile e con un’alta resa. Dopo cinque anni di ricerche e sperimentazioni, l’abbiamo trovata", prosegue Fano. "È la canna comune, che ha tutte le caratteristiche necessarie e inoltre fornisce 40 tonnellate per ettaro di sostanza secca equivalente e, una volta lavorata, consente di ottenere 10 tonnellate per ettaro di bioetanolo, addirittura di più di quanto si ricava dalla canna da zucchero in Brasile".&lt;br /&gt;L'impegno è trovare prodotti alternativi al petrolio e diminuire la dipendenza dalle importazioni dall’estero che ogni anno costano al Paese miliardi di euro e, tramite i biocarburanti (che hanno un bilancio tra CO2 seqeustrata ed emessa quasi zero) diminuire le emissioni di gas serra. Ma qual è la sostenibilità economica del progetto? In parole povere: quanto costa un litro di bioetanolo? "Il bioetanolo è competitivo se il prezzo del petrolio non scende sotto i 60-70 dollari al barile". E in questi giorni le quotazioni sono intorno a 88 dollari, mentre un paio d’anni fa sono giunte anche a 140 dollari a barile.&lt;br /&gt;Lo scorso ottobre l’Ente di protezione ambientale statunitense (Epa) ha autorizzato nelle automobili costruite dopo il 2007 l’impiego dell’E15, carburante composto per il 15% da bioetanolo e per l’85% da benzina. Per i veicoli costruiti tra il 2001 e il 2006, è prevista un’altra autorizzazione entro il 2011. Sempre gli Usa hanno stabilito che nel 2022 il 58% dei 136 miliardi di litri di biocarburanti che verranno prodotti nel Paese non potranno derivare da coltivazioni alimentari come il mais. Due gli obiettivi: diminuire la dipendenza dalle importazioni dall’estero ed evitare, come avvenuto negli anni 2006-2008, l’aumento eccessivo dei prezzi di prodotti essenziali all’alimentazione umana e animale, come grano, mais e soia. Attualmente negli Usa vengono prodotti 41,6 miliardi di litri di biocarburanti.&lt;br /&gt;"Per essere conveniente, l’etanolo prodotto dalla canna deve però soddisfare altre condizioni: per esempio la cosiddetta filiera corta", spiega ancora l’ingegner Fano. "Stiamo realizzando un impianto pilota a Crescentino, in provincia di Vercelli, da 40 mila tonnellate di bioetanolo che entrerà in funzione nel 2012. Per alimentarlo sono necessarie canne raccolte un’area di 4 mila ettari, che però non devono provenire da una distanza superiore a 30-35 chilometri. Altrimenti le spese di trasporto e il consumo di carburanti diventano eccessivi e il gioco non vale più la candela". Secondo Fano, inoltre, l’impianto ideale dovrebbe avere una taglia di 150-200 tonnellate di bioetanolo, quindi occorrono 15-20 mila ettari coltivati a canna – che si raccoglie tutto l’anno - a una distanza non superiore di 70 km dall’impianto.&lt;br /&gt;Per arrivare a centrare il traguardo che l’Unione europea (e l’Italia) si è data con l’obiettivo 20-20-20, cioè entro il 2020 diminuire del 20% le emissioni di CO2, aumentare del 20% l’efficienza energetica e produrre il 20% dell’energia da fonti rinnovabili, nel nostro Paese sarà necessario produrre 1,5 milioni di tonnellate di bioetanolo. Quindi, come conferma Fano, bisognerà "coltivare" 150 mila ettari ad &lt;em&gt;Arundo donax&lt;/em&gt; e costruire 8-10 impianti per la produzione.&lt;br /&gt;Da quando le canne entrano nell’impianto a quando viene prodotto il bioetanolo passano cinque giorni, anche se recenti studi americani basati sul batterio &lt;em&gt;Zymomonas mobilis&lt;/em&gt; nella fermentazione dello xilosio, indicano che il ciclo può essere abbassato a un giorno e mezzo. Il trattamento è semplice e senza additivi chimici, che consumano energia. Dopo lo sminuzzamento, la massa vegetale viene "cotta" e fatta fermentare, più o meno come la birra. Se ne ricava un liquido con un certo contenuto di etanolo che, attraverso altri passaggi arriva a un contenuto di alcol etilico fino al 99%. Come sottoprodotto rimane la lignina, che ha un potere calorifico superiore al legno e viene bruciata per alimentare il processo industriale. Ciò che resta sono acque reflue contenenti carbonio dalle quali si può ricavare ancora metano e biogas e chiudere il ciclo industriale "bio" fino in fondo".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-3263293417828013048?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/3263293417828013048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=3263293417828013048' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3263293417828013048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3263293417828013048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/12/la-canna-comune-migliore-di-quella-da.html' title='La canna comune migliore di quella da zucchero per produrre bio-carburante'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TQ_p6cnuarI/AAAAAAAACko/uRCW9Foxk9o/s72-c/Canna%2Bcomune%2BArundo%2Bdonax.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-1274639388350475061</id><published>2010-09-16T16:35:00.005+02:00</published><updated>2010-09-16T18:02:37.578+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='effetto serra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi economica'/><title type='text'>Bene così: il calo dei consumi (inutili) ha ridotto del 17% la CO2. Senza costi.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TJI0OqteoEI/AAAAAAAACdg/mSFu0bMwDUI/s1600/Ciminiera+con+gas+di+scarico+bianco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517529920070131778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TJI0OqteoEI/AAAAAAAACdg/mSFu0bMwDUI/s320/Ciminiera+con+gas+di+scarico+bianco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Chi ha detto che una buona notizia non è una notizia continui a fare il cronista di nera nei giornali di provincia, ma non si occupi di ambiente. In Europa, nonostante i tanti stupidi ancora dediti al consumismo più sfrenato per evidenti problemi psicologici, ora l’aria è decisamente più pulita. Quasi certamente hanno inciso non i piccoli consumatori (il vasto pubblico, sempre molto lento ad adeguarsi), ma i grandi consumatori, cioè le industrie. Sono diminuite di molto le emissioni di anidride carbonica CO2 e altri gas serra. Tuttavia, precisa l'Agenzia, la riduzione del gas serra non sembra aver influito sulle emissioni delle polveri sulle città europee. L'inquinamento vero, grosso, resta tale e quale. Ma questo è un altro discorso.&lt;br /&gt;La riduzione insperata della CO2 è stata comunicata dall’Agenzia europea per l’ambiente con un ampio &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.eea.europa.eu/publications/european-union-greenhouse-gas-inventory-2010"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;rapporto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; annuale, corredato di molte tavole scaricabili in formato zip. Interessante anche una sintetica &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.eea.europa.eu/pressroom/newsreleases/eu-greenhouse-gas-emissions-more"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;tabella&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; comparativa tra i Paesi membri della UE (l'Italia non fa una bella figura).&lt;br /&gt;Le cause? Anche – ma non soltanto – la crisi economica, ma molto ha giovano la modernizzazione delle industrie. Il Rapporto ricorda, ad esempio, la sostituzione massiccia in Spagna del carbone col gas. Fatto sta che in Europa l’anidride carbonica emessa è stata ridotta del 17,3 per cento (un aggregato che andrebbe controllato meglio, dividendolo Paese per Paese). Si ricorda, infine, che la data iniziale visibile sulle tabelle è il 1990, mentre l'obiettivo finale del trattato di Kyoto è il 2020.&lt;br /&gt;Va bene che la tendenza era in atto da quattro anni (un deciso abbassamento del tasso di emissione iniziò nel 2003), ma l'entità della diminuzione dell'ultimo anno è stata uno scatto insperato. Ancora fino a due anni fa, il Governo Berlusconi e la Confindustria, si attardavano a polemizzare con l’Unione Europea, e consideravano con ironia, un programma da Regno d'Utopia, l’obiettivo del risparmio del 20 per cento di CO2 da raggiungere nel lontano 2020. Già oggi, invece, quell’obiettivo appare a portata di mano.&lt;br /&gt;Ne riferisce in sintesi V. Guarlerzi su &lt;em&gt;Repubblica online&lt;/em&gt; dell’11 settembre:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Un obiettivo irrealistico, costosissimo e catastrofico per la nostra economia. Erano queste le lapidarie definizioni con cui poco meno di due anni fa governo Berlusconi e Confindustria boicottarono l'approvazione della direttiva Ue 20-20-20 per ridurre le emissioni di anidride carbonica e incrementare efficienza energetica e fonti rinnovabili. Alla fine la Commissione Europea riuscì comunque ad imporsi e oggi gli ultimi dati sembrano dare ragione alla perseveranza di Bruxelles. La violenta campagna di opposizione lanciata dal premier e dalla presidente degli industriali Emma Marcegaglia sosteneva che tagliare le emissioni di CO2 del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 fosse un impresa titanica che sarebbe costata all'Italia una cifra compresa tra i 18 e i 25 miliardi l'anno, pari a circa l'1,14 del Pil. Inoltre avrebbe innescato una fuga di molte produzioni energivore (cemento e acciaio innanzitutto) verso nazioni prive di vincoli ambientali.&lt;br /&gt;"Oggi, secondo quanto certifica l'Agenzia europea per l'ambiente, quell'obiettivo è a un passo dall'essere stato raggiunto sebbene alla scadenza manchino ancora dieci anni e di questo bagno di sangue si fatica a trovare tracce. Grazie naturalmente anche all'indesiderata complicità della recessione, stando ai dati diffusi dall'Aea, nel 2009 le emissione dell'Ue a 27 sono scese a -17,3 rispetto al 1990. "Impressionante – continua Repubblica – il calo registrato nel corso di un solo anno con un - 6,9% rispetto al 2008. L'Agenzia è convinta però che la crisi sia solo una delle ragioni che hanno portato al crollo nei consumi energetici e che un'eventuale ripresa economica porterebbe a cali meno vistosi nelle emissioni, ma difficilmente a un'inversione di tendenza. "È vero che la recessione ha contribuito a far scendere le emissioni (specie nei Paesi che non hanno fatto quasi nulla e non hanno una strategia, come l'Italia) - commenta Maria Grazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf - ma le emissioni europee scendono da diversi anni, anche prima della crisi. "L'economia si riprenderà proprio grazie alle nuove industrie a bassa emissione di carbonio, e non agli inquinatori del passato". "Ci auguriamo - aggiunge - che l'Italia colga questa opportunità, anche industriale, e non svolga sempre il ruolo di chi si oppone all'avanzamento dell'obiettivo per nascondere l'inazione in casa propria: è ora che la nuova economia low carbon assuma un ruolo trainante anche da noi".&lt;br /&gt;"Sul tappeto c'è infatti la proposta – sostenuta innanzitutto dai big Francia, Germania e Regno Unito ma avversata da Roma – di portare l'obiettivo della direttiva europea per il 2020 a un taglio del 30%. Un ambizione che appare decisamente più adeguata agli ottimi risultati registrati sin qui e che il Wwf vorrebbe si spingesse fino al 40%. "Con riduzioni già ora del 17,3% - sottolinea Midulla - l'idea che l'Europa tagli le emissioni solo del 20% per il 2020 è ridicola, vorrebbe dire smettere di ridurre le emissioni e aspettare il 2020 a braccia conserte. Occorre – conclude Gualerzi – innalzare l'obiettivo europeo al 40%: questo è in linea con quanto necessario per evitare pericolosi cambiamenti climatici e porterebbe enormi benefici alla popolazione e all'economia dell'Europa, offrendo un reale impulso all'innovazione tecnologica".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-1274639388350475061?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/1274639388350475061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=1274639388350475061' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1274639388350475061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1274639388350475061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/09/bene-cosi-il-calo-dei-consumi-inutili.html' title='Bene così: il calo dei consumi (inutili) ha ridotto del 17% la CO2. Senza costi.'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TJI0OqteoEI/AAAAAAAACdg/mSFu0bMwDUI/s72-c/Ciminiera+con+gas+di+scarico+bianco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-7035355102260289869</id><published>2010-09-06T01:28:00.006+02:00</published><updated>2010-09-06T10:47:46.028+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='solare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Sorpasso. Il solare da oggi è meno costoso del nucleare. Ma con gli incentivi.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TIQpPhqexbI/AAAAAAAACbw/UmPTU5J0mB4/s1600/Costi+energia+solare+e+nucleare+(grafico).gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513577190519653810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 288px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TIQpPhqexbI/AAAAAAAACbw/UmPTU5J0mB4/s400/Costi+energia+solare+e+nucleare+(grafico).gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da anni ripetiamo che il costo totale di una fonte energetica non è soltanto la somma dei costi vivi, ovviamente. Le ricadute ambientali, spesso a lungo termine, costituiscono costi aggiuntivi che non sono mai calcolati da Governi e uffici studi ingegneristici – imprese costruttrici o Ministeri – che forniscono loro i dati di previsione sui progetti.&lt;br /&gt;E invece l’impatto ambientale genera costi fondamentali nel calcolo finale. Lo si è visto con la diffusione abnorme e patologica dell’energia eolica, per esempio, che ha distrutto il paesaggio di località montane dell’Italia del Sud, oltretutto con scarsissimo guadagno energetico, ed ora lo si sta cominciando a constatare anche negli impianti fotovoltaici, che minacciano di coprire vastissime aree di territorio della Sicilia e di altre regioni meridionali, a vocazione agricola, devastandone la tradizionale immagine e compromettendo per anni il turismo di qualità, vera ricchezza del Sud.&lt;br /&gt;Ma tornando ai puri costi di produzione, è molto interessante che da quest’anno, 2010, la produzione di energia solare – secondo un &lt;a href="http://www.ncwarn.org/wp-content/uploads/2010/07/NCW-SolarReport_final1.pdf"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;rapporto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; pubblicato negli Stati Uniti, per la North Carolina Waste Awareness Network (NC WARN) da John O. Blackburn e Sam Cunningham, economisti specializzati in fonti energetiche – è più conveniente in quanto a costi economici di quella nucleare.&lt;br /&gt;Lo storico crossover, o incrocio delle curve dei costi, appare evidente dal grafico che pubblichiamo, tratto dallo studio dei due esperti.&lt;br /&gt;La verità, preoccupante, è che i costi degli impianti nucleari stanno aumentando vertiginosamente di anno in anno, come si vede dalla tabella che il rapporto pubblica nell’ultima pagina (pag.18), quasi uno scoop, vista la riservatezza interessata di ditte costruttrici e amministrazioni, che spesso ha prodotto dati volutamente disomogenei poco aggregabili tra loro.&lt;br /&gt;Nella tabella, che si riferisce a centrali nucleari degli Stati Uniti e del Canada, si nota che i costi per reattore preventivati nel 2010 sono aumentati quasi del 500 per cento rispetto a quelli del 2005. Per esempio, i reattori della Constellation Energy (1600 Mw), che nel 2005 avevano ciascuno un costo di 2 miliardi di dollari, nel 2010 costano 9,60 miliardi di dollari. E i reattori della PPL (medesima capacità di energia) sono rincarati enormemente in soli due anni: da 4 miliardi di dollari (ciascuno) nel 2008-2009 ai 13-15 miliardi di dollari del 2010. Tanto che un progetto dell’Atomic Energy of Canada, a Darlington, è stato cancellato. In due anni, dal 2007 al 2009, era moltiplicato da 3,48 a 12.96 miliardi di dollari ciascuno. Una follia. Per "soli" 1200 Mw.&lt;br /&gt;Il rapporto, dopo il New York Times, è stato ripreso anche dal Corriere della Sera con un favorevole &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_luglio_27/solare-costi-nucleare_6c3ac74a-998b-11df-882f-00144f02aabe.shtml"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;articolo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Voi credete che questo nuovo rapporto di costi farà rinsavire i politicanti e i procacciatori di affari che gravitano attorno al sottobosco politico, che mestano nelle "Grandi Opere" con evidenti secondi fini? Ma neanche per sogno: non cambieranno idea. Semmai, cercheranno di dimostrare che non è vero: il nucleare è ancora conveniente. Se solo l’opinione pubblica, condizionata dagli ambientalisti, li lasciasse "liberi" di impiantare 1, 10, 100 centrali nucleari…&lt;br /&gt;Immaginiamo poi che succederebbe in Italia, dove il giochino delle aste al ribasso è diffusissimo, vero malcostume mafioso nazionale, tanto che perfino un chilometro di autostrada raddoppia il suo costo in pochi anni. Immaginiamo l’entità delle commesse sul nucleare, e la cascata di soldi per mille rivoli. Non certo le volgari "bustarelle", figuriamoci (non si tratta della copertura abusiva di un terrazzo, con l’assessore del paesino che chiude un occhio), ma le percentuali dell’ordine di miliardi di euro riconosciute ad affaristi e politicanti intermediari.&lt;br /&gt;Non fa certo parte di questo sottobosco l’Istituto Bruno Leoni, serissimo e prestigioso think tank liberista, con cui spesso – ma di rado sull’ecologia e quasi mai sul nucleare – concordiamo. Ebbene, stavolta dobbiamo complimentarci con loro, da buoni liberali amanti dell’obiettività e dell’esattezza scientifica, anche se – anzi, proprio perché – hanno trovato un grosso difetto di metodo nello studio che abbiamo appena descritto, e che senza il loro contro-studio ci sarebbe certamente sfuggito.&lt;br /&gt;Secondo il &lt;strong&gt;&lt;a href="http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/BP/IBL_BP_90_SolarEnergy_ita.pdf"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;contro-rapporto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; di Daren Bakst e Carlo Stagnaro, dell’IBL, il rapporto americano conterrebbe una serie di inesattezze o "espedienti" metodologici che ne rendono poco credibile il risultato finale a favore dell’energia solare.&lt;br /&gt;Il principale è quello di aver inserito nel calcolo dei costi del solare anche le sovvenzioni pubbliche (in questo caso americane), senza inserire anche quelle per il nucleare. E’ questo il "trucco" – sostengono gli esperti dell’IBL – col quale il rapporto finisce per calcolare i "costi" dell’elettricità prodotta dall’energia solare per consumatore in soli 15,9 centesimi di dollaro/KWh, anziché 35 centesimi che sarebbe la somma reale ricavata dalla formula.&lt;br /&gt;Vero è – argomentano – che i cittadini-consumatori pagherebbero di meno nella bolletta il solare, ma poi gli stessi, a causa dei contributi pubblici, pagherebbero la differenza sotto forma di tasse. Ineccepibile.&lt;br /&gt;Sono così numerosi i modi per opporsi al nucleare in modo razionale e non fanatico, visti gli insormontabili problemi che solleva (dalle scorie agli enormi investimenti), che davvero l’ultimo modo ci sembra quello di inserire dati scorretti o addomesticati nei calcoli. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-7035355102260289869?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/7035355102260289869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=7035355102260289869' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7035355102260289869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7035355102260289869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/09/sorpasso-da-oggi-il-solare-e-meno.html' title='Sorpasso. Il solare da oggi è meno costoso del nucleare. Ma con gli incentivi.'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TIQpPhqexbI/AAAAAAAACbw/UmPTU5J0mB4/s72-c/Costi+energia+solare+e+nucleare+(grafico).gif' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-2666924040453485484</id><published>2010-07-28T11:02:00.002+02:00</published><updated>2011-08-28T00:59:26.840+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='deforestazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alberi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='naturismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><title type='text'>“L'uomo che piantava gli alberi”, di Frédéric Back e Jean Giono: così è nato un mito</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;iframe height="398" src="http://dotsub.com/media/2d7b8a37-4f64-4241-8019-642e965d124f/e/m" frameborder="0" width="481"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo scrisse in una notte, dal 24 al 25 febbraio 1953, lo scrittore francese Jean Giono. Il racconto gli era stato commissionato dal mensile americano &lt;em&gt;Reader’s Digest&lt;/em&gt;, che allora era al suo massimo fulgore, e secondo lo stile editoriale della rivista doveva essere “vero” (famosa la rubrica “Un personaggio che non dimenticherò mai”). Fu, perciò, rifiutato quando i redattori capirono che i riferimenti reali inseriti dallo scrittore erano vaghi, labili, improbabili: il racconto, insomma, era frutto della fantasia, non una vera corrispondenza giornalistica, sia pure scritta in modo letterario, come pretendeva il popolare mensile. E alla fine fu pubblicato da &lt;em&gt;Vogue&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma così tanto a lungo il racconto è stato creduto vero (e ancor oggi c’è gente che ci crede), come anche l’ancor più bello film di animazione che ne ha tratto il disegnatore canadese Frédéric Back nel 1987, che si può dire che ha davvero creato un mito. E un personaggio. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il protagonista, quell’Elzéard Bouffier che sembra tratteggiato a rapidi tratti di matita grossa, con strabiliante forza plastica, in qualche cartone di Chagall, Monet, o addirittura di Leonardo, come ha detto qualcuno, appare l’eroe eponimo d’una favola che è anche una parabola. Il mito dell’Uomo che dopo averla distrutta e desertificata, ricostruisce la Natura, a cominciare dagli alberi, adoperando le virtù misconosciute della pazienza, della laboriosità, della tenacia, seguendo un disegno forte e preciso. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E così per l’invenzione geniale di Bouffier non solo il paesaggio, ma un po’ tutto, perfino il clima, e l’equilibrio tra acque e foreste, viene cambiato nella squallida regione del sud della Francia dove l’incuria e l’avidità ottusa degli uomini aveva sparso il deserto, perfino dell’anima. A proposito, è impressionistica, con punte di stupendo grottesco secentesco, la descrizione di come il degrado della Natura esterna finisce per riflettersi su quella interna, cioè sul decadimento mentale e morale degli abitanti dei villaggi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un messaggio bellissimo e facile da mettere in pratica, oltretutto, quello del cortometraggio di Back. Un incitamento poetico ma anche pratico alla diffusione dei semi, insomma al tornare a piantare piante e alberi sui terreni spogli e desertici per colpa degli uomini, o comunque troppo antropizzati. Una vera missione. Che poi è davvero l’uovo di Colombo: se ognuno di noi piantasse anche solo un albero al mese, se non al giorno (che ci vuole? è facilissimo, basta seguire due o tre regole elementari che dipendono dalla specie che si vuole piantare e dalla stagione), la Terra sarebbe diversa. Molto più bella, naturale e, paradossalmente, più umana. Basterebbe dirlo e farlo già alle scuole elementari. Già, ma chi alleva le maestre?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E infatti il film di Back, egli stesso appassionato di Natura e impegnato sui temi ambientali, è stato preso alla lettera, come programma d’azione, in molte parti d’Europa e d’America non solo da associazioni ambientaliste, ma anche da gruppi di giovani alternativi amanti della Natura. Come chiamarli? “Naturisti”, visto che molto più degli ambientalisti (scientifici) tengono allo stile di vita, diverso in tutto e conseguente in ogni campo, insomma alla coerenza personale, anche quando nessuno li vede (cibo, ambiente, piante, animali, medicine, salute, esercizio, corpo ecc), anche se o quando non fanno politica, come gli ecologisti. Quindi questo film non è un messaggio “ecologista”, come pure ci tocca di leggere. Lo sarebbe se spingesse i Governi a fare una legge per ripiantare gli alberi (la politica), e sarebbe cosa bellissima e giusta, anzi da proporre subito. Ma poiché si rivolge agli individui, alle singole persone, perché cambino abitudini di vita e facciano qualche gesto personale, il messaggio è correttamente definibile come “naturista”. Il nome esiste, perché non usarlo? Da &lt;a href="http://nicovalerio.blogspot.com/2008/07/naturismo-dal-cibo-al-vestiario-la.html"&gt;Naturismo&lt;/a&gt;, il movimento antico (si rifà a Ippocrate) ma diffusosi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, di chi cerca di seguire in tutto le regole della vita “secondo Natura”. Che poi è anche la natura dell’Uomo. E tra queste regole di vita, il contatto con la natura, le foreste, le acque, la vita all’aria aperta, la vicinanza agli animali, l’agricoltura naturale, la ricerca della salute e l’alimentazione sana, sono le principali. E l’albero è sicuramente il simbolo più rappresentativo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font color="#800000" size="2" face="Verdana"&gt;FILM. &lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;. “L’homme qui plantait des arbres”, di Frédéric Back (1987, Canada), con testo di Jean Giono. Durata: 30 min. Testo in francese letto magistralmente da Philippe Noiret, con traduzione letterale completa nei sottotitoli in italiano (o in altra lingua a piacere: il programma lo consente). E’ il filmato che si vede in apertura di questo articolo. &lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt;. “L’uomo che piantava gli alberi”, in &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=YIFDlYqtXDA"&gt;edizione italiana&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, è stato tradotto da Luigi Spagnol, con voce recitante di Toni Servillo (buona, ma troppo suadente, priva di quelle punte di drammaticità così adatte al testo di Giono e soprattutto ai disegni di Back). Salani editore, 2008. Durata: 30:50.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-2666924040453485484?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/2666924040453485484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=2666924040453485484' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2666924040453485484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2666924040453485484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/07/luomo-che-piantava-gli-alberi-il.html' title='“L&amp;#39;uomo che piantava gli alberi”, di Frédéric Back e Jean Giono: così è nato un mito'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-231716399141064804</id><published>2010-06-05T18:07:00.002+02:00</published><updated>2010-09-05T18:04:35.999+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricorrenze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diversità biologica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi energetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi economica'/><title type='text'>Un mare di petrolio e crisi economica: ecco la Giornata mondiale dell’Ambiente</title><content type='html'>"Eccoci al 5 giugno – scrive Franco Foresta Martin – ricorrenza ormai tradizionale del Wed, come viene chiamato per brevità nei Paesi di lingua anglosassone, ossia del World Environment Day, giornata mondiale dell’ambiente. L’acronimo Wed, in inglese, suona anche come sposalizio: l’unione simbolica dell’uomo con la natura, con tanto di rinnovata promessa di amarsi e rispettarsi per sempre. Ma quest’anno più che i segnali di armoniosa convivenza, sembrano prevalere quelli di divorzio.&lt;br /&gt;TRADIMENTI – "Troppi i tradimenti perpetrati dall’uomo nei confronti dell’ambiente, negli ultimi tempi", continua l’articolo intitolato "Riflessione sui "tradimenti" alla natura" (Corriere della Sera online, 4 giugno). "Nel Golfo del Messico, da oltre un mese, la Bp tenta di arginare il fiume di petrolio che sgorga dal fondo (un milione di litri al giorno), risultato di un incauto sfruttamento delle risorse naturali. Tutti fanno voti che il quarto tentativo di tappare la bocca del pozzo fuori controllo abbia successo, come sembra dalla prime dichiarazioni; in caso contrario la marea nera, trasportata dalle grandi correnti oceaniche, potrebbe diffondersi in tutto l’Atlantico, e il disastro balzare dalla scala locale a quella planetaria. Per restare in Messico, a Cancun, fervono i preparativi della prossima conferenza mondiale sui cambiamenti climatici (29 novembre-10 dicembre) che ha all’ordine del giorno la formulazione di un nuovo Protocollo per la tutela dell’atmosfera e del sistema climatico. Dopo il clamoroso flop dell’anno scorso a Copenaghen, le attese che il vertice di Cancun possa dare continuità ai patti di Kyoto, rilanciando un programma condiviso di riduzione dei gas serra, sono alte. Ma il persistente stallo dei negoziati, proseguiti nel frattempo a Bonn, non lascia ben sperare: Stati Uniti da una parte, Cina India e altri Paesi in rapido sviluppo dall’altra, non sembrano ancora maturi per entrare a pieno titolo nel meccanismo degli impegni di riduzione vincolanti. E mentre incombe la scadenza dell’attuale trattato climatico (2012), già si parla di rinviare la decisione al successivo vertice del Sud Africa.&lt;br /&gt;BIODIVERSITÀ – "Non vanno tanto meglio le cose – continua Foresta Martin – sul fronte delle iniziative per limitare la perdita di biodiversità, cioè la scomparsa delle specie viventi provocata dall’impatto delle attività umane sugli ecosistemi: tema al centro del Wed di quest’anno. Le più recenti valutazioni degli esperti in biodiversità parlano di un’accelerazione del tasso di estinzione, che avrebbe ormai superato di alcune migliaia di volte quello dovuto ai soli fattori naturali. Su circa cento milioni di specie esistenti sul pianeta, almeno diecimila ogni anno starebbero scomparendo a causa del nostro sviluppo non sostenibile. Con questo pesante fardello di colpe sulle spalle, le Nazioni Unite intendono fare della giornata mondiale dell’ambiente qualcosa di più che la solita passerella di celebrazioni retoriche: piuttosto un’opportunità per informare l’opinione pubblica mondiale sulle azioni concrete di riparazione in atto da parte dei vari organismi ambientali e, soprattutto, per svolgere campagne educative rivolte ai giovani.&lt;br /&gt;RISORSE - "Bisogna aver chiaro che tutto l’impianto degli ecosistemi planetari genera risorse e servizi per lo sviluppo dell’umanità valutati, in termini economici, più di 70 mila miliardi di dollari ogni anno", ha dichiarato il direttore generale dell’Unep Achim Steiner, alla vigilia del Wed a Kigali (Ruanda). "Ne consegue che la cattiva gestione o l’aggressione agli ecosistemi può avere effetti economici negativi ben più gravi dell’attuale crisi economica. Gli investimenti per il recupero degli ecosistemi naturali offesi sono da considerare un necessario investimento redditizio, piuttosto che un onere passivo".&lt;br /&gt;AZIONI – "Il responsabile dell’Unep ha pure annunciato una serie di azioni di successo attualmente in fase di sviluppo in varie località del mondo, con il concorso di programmi ambientali nazionali e internazionali. Per esempio, in Ruanda, Congo e Uganda, norme e controlli più severi attuati nei territori montani in cui vivono i gorilla resi famosi dalla zoologa Dian Fossey (e dal film interpretato da Sigourney Weaver), hanno fermato la strage di questi animali, i quali stanno incrementando la loro popolazione. Il loro territorio, trasformato in stupendi parchi naturali, è ora meta di pellegrinaggio di turisti e studiosi da tutto il mondo. A Istanbul in Turchia, nell’arco di due decenni il sistema di depurazione delle acque, prima riservato a poche centinaia di migliaia di abitanti, è stato esteso a 9 milioni di cittadini (il 95% della popolazione), determinando la rinascita di corsi d’acqua superficiali e sotterranei che erano diventati inutilizzabili a causa dell’inquinamento. In India e in Vietnam il recupero di migliaia di ettari di terreni popolati da mangrovie (formazioni vegetali dei litorali bassi), ha riacceso la vita animale e vegetale, con vantaggi economici enormi per l’industria alimentare locale.&lt;br /&gt;UNEP – "Istituita nel lontano 1972, contestualmente alla fondazione del Programma ambientale delle Nazioni Unite (Unep, United Nation Environment Programme), la Giornata mondiale dell’ambiente viene celebrata contestualmente in molte capitali e città del mondo, ma ha come principali punti di riferimenti due vertici internazionali, uno a Kigali, nella capitale del Ruanda, l’altro a Pittsburgh, negli Stati Uniti. A Kigali il direttore dell’Unep, oltre a presentare il rapporto sul recupero della biodiversità intitolato Dead Planet, Living Planet: Biodiversity and Ecosystem Restoration for Sustainable Development, presenzia a una suggestiva cerimonia di battesimo dei gorilla di montagna. A Pittsburgh la maggior parte delle relazioni presentate ha come il tema dominante l’idrosfera del nostro pianeta e la necessità di preservarla dall’aggressione dei prodotti inquinanti: un tema quanto mai attuale, che era stato scelto prima del disastro petrolifero nel Golfo del Messico. In Italia le iniziative del Wed sono indirizzate prevalentemente agli studenti, con il lancio da parte delle ministre Gelmini e Prestigiacomo di un progetto da un milione di euro riservato alle scuole per realizzare progetti di educazione ambientale".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-231716399141064804?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/231716399141064804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=231716399141064804' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/231716399141064804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/231716399141064804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/06/un-mare-di-petrolio-e-crisi-economica.html' title='Un mare di petrolio e crisi economica: ecco la Giornata mondiale dell’Ambiente'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-9017989643287670758</id><published>2010-05-19T15:40:00.012+02:00</published><updated>2010-05-19T17:13:53.509+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sovrappopolazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='risorse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='demografia'/><title type='text'>"Crescete e moltiplicatevi"? L’economia della Terra e le equazioni di Volterra</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S_PrH05pdcI/AAAAAAAACSo/dgLpeLAgivs/s1600/Affollamento,+demografia+(disegno+Umberto+Gamba,+part.).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472976491877332418" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 222px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S_PrH05pdcI/AAAAAAAACSo/dgLpeLAgivs/s400/Affollamento,+demografia+(disegno+Umberto+Gamba,+part.).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tranne Onan, nella Bibbia quasi non c'è traccia di &lt;em&gt;singles&lt;/em&gt;. Quando il mondo era quasi vuoto, il Dio della Bibbia comandava di fare figli, manodopera gratuita per il capo-famiglia. Tanto che più tardi i preti cristiani tradussero l’ebraico e l’aramaico nello slogan latino "&lt;em&gt;Crescite et multiplicamini&lt;/em&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Ebbene, non solo Dio sbagliava, ma anche Mussolini fallì nel tentativo di creare 50 milioni di Italiani, di cui 8 milioni di baionette.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Esortazioni alla super-natalità che tanto male hanno fatto al Mondo in tempi moderni, quando erano (sono) proprio i poveri a fare più figli, secondo una vieta morale cattolica che, esportata su scala mondiale da missionari e Papi, è corresponsabile del disastro demografico che rende i popoli poveri sempre più poveri ma inutilmente giovani, e i ricchi sempre più ricchi ma inesorabilmente vecchi.&lt;br /&gt;Evviva il cinico pauperismo della Chiesa! Come il comunismo era la religione dei poveri uguali, però almeno dignitosi e con i servizi essenziali assicurati, andrà a finire che il cattolicesimo sarà ricordato come la religione dei cenciosi senza speranza. Perché, si sa, i ricchi stanno antipatici – per speculare, infatti, devono essere razionali e pensare con la propria testa, proprio come i filosofi – sia al Dio cattolico (pecora nera tra gli Iddi gemelli protestante ed ebraico), sia al Diavolo marxista. Perché, si sa,"dei poveri è il Regno dei Cieli", comunista o cattolico che sia. Destinati a restare eterni poveri, con queste due ideologie.&lt;br /&gt;Ma, su scala locale è diverso: un po’ di crescita demografica oggi farebbe molto comodo agli ebrei di Israele, unici veri discendenti di quel mondo biblico, che per il calo della natalità rischia l’estinzione, cioè di essere sopraffatto non solo dall’esterno ma perfino all’interno dello Stato dalle etnie più prolifiche, come quella araba.&lt;br /&gt;Oggi, perciò, il "riproducetevi" ebraico-cattolico, a Terra ormai affollata e per di più perdutamente consumistica-sprecona-inquinatrice, appare addirittura provocatorio. Ed è curioso che proprio un ebreo, il grandissimo matematico Vito Volterra, abbia negli anni Trenta elaborato un geniale modello teorico che mette in formula il sovraffollamento e aiuta a prevedere i limiti del rapporto ecologico tra le diverse specie di un territorio finito (distinguendo nell’ipotesi tra predatori e prede) con le &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equazioni_di_Lotka-Volterra"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;equazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;dy ⁄ dt=(Cx–D) y&lt;br /&gt;dx ⁄ dt=(A–By) x&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;dove y è la popolazione della specie predatore, x è la popolazione della specie preda, t è il tempo, A, B, C, D sono i parametri positivi di interazione tra le specie. Lo studio del sistema dinamico definito da tale sistema di equazioni differenziali consente di individuare tutti i tipi di evoluzione che è possibile avere a partire da una qualsiasi situazione iniziale. Per una spiegazione più esauriente delle equazioni di Volterra si veda il collegamento sopra indicato.&lt;br /&gt;E grazie a Roberto Vacca, che ha avuto la gentilezza di inviarci questo articolo, ora apparso sul bimestrale Nuova Civiltà delle Macchine (gennaio-marzo 2010).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NICO VALERIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;L’economia (la scienza squallida (&lt;em&gt;dismal science&lt;/em&gt;, secondo T.Carlyle) in origine vedeva la creazione di ricchezza solo come mezzo per combattere la povertà endemica. Da tempi remoti, si mirava a crescere comunque per: creare riserve contro le carestie e soddisfare l’avidità illimitata di alcuni. Da quando si misura il prodotto interno lordo, il suo aumento è un indicatore di prosperità: se ne considerano disastri le diminuzioni anche minime.&lt;br /&gt;Taluno propone ora di mirare alla decrescita per rendere la società più equa, partecipativa e sostenibile. Questo aggettivo definirebbe uno sviluppo, che continui senza produrre crisi, né condurre a distruzione di ricchezza, degrado ambientale, esaurimento di risorse naturali. Si usa anche il termine &lt;em&gt;carrying capacity&lt;/em&gt; per indicare il numero massimo di abitanti che possano vivere decentemente in una regione del Globo. Non si può definire tale grandezza in modo sperimentale, né calcolarla. Dunque si possono solo arguire i numeri massimi ammissibili di umani, automobili, centrali elettriche, prodotti industriali, etc.).&lt;br /&gt;Ho calcolato usando le equazioni di Volterra, che la popolazione mondiale arriverà a 10,8 miliardi intorno al 2130. La conclusione è credibile perchè l'errore standard che misura lo scostamento dell'equazione dai 56 valori osservati è solo di 0,00115. Tale valore, però, sembra ora eccessivo poichè negli ultimi decenni la fertilità umana si è ridotta rapidamente in gran parte dell’Asia.&lt;br /&gt;Non ha senso discutere se il Pianeta potrà ospitarci in 15 o 20 miliardi. Il fisico Cesare Marchetti nel 1978 calcolò paradossalmente che la Terra potrebbe ospitare mille miliardi di esseri umani. Si basò solo su disponibilità di alimenti, energia e modi per dissipare rifiuti ed energia dissipata. Sulla terra ferma vivrebbero 330 miliardi di persone (con densità di 2000/km2: 5 volte più dell'Olanda). 670 miliardi vivrebbero su città galleggianti. La popolazione sarebbe 160 volte maggiore dell'attuale e l'energia consumata 800 volte maggiore. Occorrerebbe aumentare del 10% l'albedo del pianeta (l’albedo è la frazione della radiazione solare incidente sulla Terra che viene riflessa verso lo spazio per dissipare più energia verso lo spazio).&lt;br /&gt;I calcoli di Marchetti sono giusti. Un simile avvenire non è desiderabile. Disporremmo di tecnologie moderne, ma vivremmo male. Per evitare questi assurdi, è bene introdurre nei nostri piani sia buon senso, sia strumenti di previsione, ma anche i più sofisticati fra questi sono largamente empirici.&lt;br /&gt;Un rischio della crescita è quello di non riuscire a conseguirla. C’è anche il rischio opposto di conseguire insieme ad essa effetti collaterali dannosi (inquinamenti o distruzione di risorse naturali o costruite dall’uomo).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ROBERTO VACCA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;IMMAGINE. Disegno di Umberto Gamba (part.).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-9017989643287670758?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/9017989643287670758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=9017989643287670758' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/9017989643287670758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/9017989643287670758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/05/crescete-e-moltiplicatevi-leconomia.html' title='&quot;Crescete e moltiplicatevi&quot;? L’economia della Terra e le equazioni di Volterra'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S_PrH05pdcI/AAAAAAAACSo/dgLpeLAgivs/s72-c/Affollamento,+demografia+(disegno+Umberto+Gamba,+part.).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-6787688161174348601</id><published>2010-05-11T15:25:00.015+02:00</published><updated>2011-01-25T01:24:23.786+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inceneritori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rifiuti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='discariche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amministratori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='termovalorizzatori'/><title type='text'>Sicilia tra Regione e cittadini: dalla politica dei rifiuti al rifiuto della politica</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S-l7N8cxJQI/AAAAAAAACRg/QtKWTDFQKdo/s1600/Rifiuti+totali+a+Enna+(Sicilia)+e+raccolta+differenziata.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 211px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470038701913482498" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S-l7N8cxJQI/AAAAAAAACRg/QtKWTDFQKdo/s320/Rifiuti+totali+a+Enna+(Sicilia)+e+raccolta+differenziata.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Proprio mentre, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dalla spedizione garibaldina dei Mille e quindi dall'Unità d'Italia - auspicata proprio dai liberali siciliani dell'epoca, Crispi in testa - alcuni campanilisti della Sicilia di oggi imitando la Lega Nord se la prendono, nientedimeno, col glorioso Risorgimento liberale, anziché con le proprie classi dirigenti corrotte da secoli (v. la grande storiografia meridionalistica: Croce, Dorso, Fortunato, Salvemini ecc), ecco come un intellettuale liberale siciliano, tra i più moderati, denuncia l'inefficienza e la corruzione diffusa nella classe politica siciliana, e la colpevole passività o acquiescenza dell'opinione pubblica locale, a cominciare dal problema dei rifiuti e dell'ambiente. Anche questa va messa tra le "colpe" dei Cavour, Garibaldi e Savoia? Davvero non c'è limite al ridicolo dei nostri "autonomisti" alle vongole, totalmente digiuni di Storia e di senso del Dovere, quindi della Libertà. Sul piano tecnico-scientifico, infine, non abbiamo elementi conoscitivi per valutare il grado di rischio sulla salute degli inceneritori a cui accenna l'autore, e perciò questo blog non prende alcuna posizione al riguardo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NICO VALERIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Ricordo, alla fine del 2007, inizi del 2008, il senso di tristezza che provavo quando esplose, nella sua evidenza televisiva, la vicenda dell'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. Napoli è una grande città, resa bella dalla natura e da palazzi e monumenti che attestano una storia lunga e densa di avvenimenti. Una città spiritualmente ricca, come è dimostrato dalle opere di tanti suoi illustri cittadini e cito per tutti Giambattista Vico e Benedetto Croce. Eppure le immagini impietose dei rifiuti, che con la loro ingombrante presenza offendevano luoghi cari, rendevano il senso di una decadenza, di un degrado, provavano in modo indiscutibile i guasti di una cattiva amministrazione della cosa pubblica. Il caso Napoli diede un colpo mortale alla credibilità del governo Prodi. Per quanto mi riguarda, nel gennaio del 2008 scrissi che non soltanto non mi sentivo di considerare Lamberto Dini un traditore ma che, se fossi stato al posto suo, anch'io avrei negato la fiducia al governo.&lt;br /&gt;Anche Palermo, Catania, Messina, Siracusa, sono città dove, per bellezza della natura e testimonianze storiche e artistiche, dovrebbe essere possibile vivere bene. Eppure, dopo Napoli, il sistema nazionale della Protezione civile è stato nuovamente allertato perché potrebbe dover fronteggiare una altrettanto grave emergenza rifiuti in Sicilia. Il Capo della Protezione civile — cito da una nota d'agenzia dell'8 maggio 2010 — ha dichiarato cose che, a mio avviso, sono di buon senso: per risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia "è necessario da un lato che ci sia la massima condivisione degli obiettivi da parte di tutti gli Enti locali coinvolti, Regione, Province e Comuni, e dall'altro occorre realizzare termovalorizzatori così da chiudere il ciclo dei rifiuti".&lt;br /&gt;Faccio un passo indietro. La classe politica siciliana è abituata a pensare in grande. Si potrebbe dire che facilmente pecca di megalomania. Alla fine del 2002, con ordinanza commissariale 18 dicembre 2002, n. 1166, fu approvato il piano regionale di gestione dei rifiuti. Prevedeva l'istituzione di ventisette ambiti territoriali ottimali (l'acronimo è ATO), precisando che per ciascuno di essi andava costituita una società d'ambito. La predetta ordinanza commissariale recava la firma dell'allora Presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Quella scelta generosa, di "valorizzazione delle realtà territoriali", come si suol dire quando vengono in considerazione provvedimenti siffatti, forse era anche funzionale alle esigenze della classe politica locale: con tanti ATO e relative società d'ambito si poteva dare una buona sistemazione a molti politici temporaneamente sprovvisti di più prestigiosi incarichi e si poteva fare la felicità di più di un dirigente burocratico. Ma queste, naturalmente, sono nostre maldicenze.&lt;br /&gt;Qualcosa però non ha funzionato in quelli che da noi, con un certo disprezzo, sono definiti "calcoli ragionieristici". Come si sa, il diavolo si annida sempre nei dettagli. Così la maggior parte delle società d'ambito cominciarono ad accumulare debiti. Sembra incredibile, ma, in alcuni casi, tra i dettagli trascurati, sembra ci fosse pure la mancata copertura finanziaria delle spese per pagare gli operatori ecologici, cioè le persone incaricate di raccogliere materialmente i rifiuti urbani e di portarli in discarica. Insisto nel qualificare questa cosa "incredibile" perché ci si aspetterebbe che dei decisori politici, chiamati a definire le caratteristiche di una macchina organizzativa per assicurare un servizio essenziale alla collettività, si preoccupassero in primo luogo di garantire in modo continuativo la rimunerazione del personale dipendente, senza l'apporto del quale quella macchina organizzativa non può funzionare.&lt;br /&gt;In Paesi meno tolleranti, errori anche meno gravi dei decisori politici sarebbero giudicati molto severamente dal Corpo elettorale. Invece, dalle nostre parti, si adotta la logica evangelica: chi è senza peccato scagli la prima pietra; nessuno, fra quelli che contano, è nelle condizioni di scagliarla. Restano i "cani senza padrone", come in Sicilia vengono sprezzantemente definite le persone che si sforzano di restare libere e sono capaci di indipendenza di giudizio; ma i "cani senza padrone", per definizione, sono al di fuori della gente che conta. Possono pure abbaiare alla luna.&lt;br /&gt;Politici che si rispettino sanno però, da soli, correggere precedenti errori. Così, con l'articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, venne definita la procedura per approvare una nuova delimitazione degli ambiti territoriali ottimali. La decisione spetta al Presidente della Regione, sulla base di uno studio predisposto dall'Agenzia regionale "Rifiuti ed Acque" (istituita, con questa denominazione, nel 2005), previa deliberazione della Giunta regionale e acquisito il parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana. Uno dei primi atti dell'allora neo-eletto Presidente della Regione Raffaele Lombardo è stato quello di ridurre gli ATO rifiuti, rideterminandone il numero in dieci; uno per Provincia, più uno per tutte le Isole minori (decreto presidenziale 20 maggio 2008). Naturalmente questo provvedimento ridisegnava l'assetto istituzionale per il futuro; ma intanto si continuava a risentire le conseguenze negative dei debiti pregressi accumulati dalle società d'ambito.&lt;br /&gt;C'è però un primo problema. Il Presidente della Regione considera suoi avversari politici il Presidente della Provincia di Catania ed il Sindaco di Palermo. Lo dice e viene contraccambiato in uno scambio pubblico di dichiarazioni. Altro che collaborazione fra le Istituzioni! Un secondo rilevante problema è che la questione dei termovalorizzatori eccita furori ideologici. Così, a proposito della asserita straordinaria esperienza riformatrice dell'attuale Governo della Regione Siciliana, il senatore del Partito Democratico Giuseppe Lumia ha scritto, tra l'altro, sul quotidiano del suo partito: "nel settore dei rifiuti siamo stati decisivi per far fallire l'affare del secolo: la costruzione di quattro termovalorizzatori su cui la mafia aveva già puntato gli occhi ... " ("L'Unità", 9 maggio 2010). Il massimo rappresentante istituzionale della Regione siciliana oggi si regge sul sostegno che nell'Assemblea regionale siciliana gli danno i deputati del PD, i quali nella stragrande maggioranza dei casi nutrono i furori ideologici di cui ho detto. Di conseguenza, mette al bando i termovalorizzatori e, con la consueta sobrietà verbale, accusa di mafiosità chi soltanto si permetta di valutarne l'impiego.&lt;br /&gt;Quanto finora detto spiega perché proprio il Presidente della Regione Siciliana l'8 maggio 2010 abbia avvertito l'esigenza di dichiarare che la legge regionale n. 9 del 2010 "approvata con un solo voto contrario del Parlamento regionale, vieta ormai in Sicilia la realizzazione di impianti di termovalorizzazione, consentendo soltanto la realizzazione di impianti coerenti con la direttiva CE 2008/98". Chi legga un'affermazione così perentoria potrebbe pensare che quella richiamata sia una legge regionale di nuovo tipo: immodificabile. Mentre in questo settore le leggi regionali finora sono state fin troppo ballerine, ecco, finalmente, una certezza che sfida l'eternità. L'ingenuo lettore potrebbe pensare pure che la citata normativa dell'Unione Europea faccia espresso divieto di utilizzare termovalorizzatori. Ovviamente, non è così. La direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea del 22 novembre 2008, serie L n. 312, pp. 3-30. Il testo non è di facile lettura, ma, ad esempio, è chiaramente scritto che per "recupero" si intende qualsiasi operazione che permetta di trattare i rifiuti in modo da far svolgere loro un "ruolo utile sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati" per assolvere una data funzione (articolo 3, punto 15). L'allegato due, che riguarda appunto le "operazioni di recupero", prevede al primo punto (R 1) che i rifiuti vengano trasformati in combustibile per produrre energia. La nota si riferisce espressamente agli "impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani" e fissa dei criteri per valutarne l'efficienza energetica. Gli impianti che realizzano le condizioni minime di efficienza energetica fissate dalla direttiva rientrano, a pieno titolo, fra i sistemi di recupero consentiti dalla normativa dell'Unione Europea.&lt;br /&gt;La civile Danimarca, ad esempio, ha un'esperienza ormai consolidata in inceneritori di rifiuti, capaci di produrre energia. Si tratta di impianti ad alta tecnologia; il cui segreto sta nei filtri installati, continuamente verificati e prontamente sostituiti quando occorra, che impediscono l'emissione di fumi e altre sostanze nocive nell'atmosfera. Con una popolazione di poco superiore a quella della Sicilia, ma con un'estensione quasi doppia, la Danimarca conta 32 impianti di questo tipo.&lt;br /&gt;Il nuovo indirizzo politico sposato dall'attuale Governo regionale si caratterizza per la volontà di valorizzare la raccolta differenziata. Nulla da eccepire; a condizione che sia chiaro in che limiti e a quali condizioni questa effettivamente serve allo scopo dichiarato. Nella direttiva dell'Unione Europea, leggiamo che per "raccolta differenziata" si intende quella in cui "un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico" (articolo 3, punto 11). In altre parole: ha senso raccogliere separatamente vetro, carta, plastica, alluminio, apparecchiature elettriche ed elettroniche, eccetera, solo in quanto ci sia la possibilità di destinare, in tutto o in parte, i materiali raccolti a possibili riusi industriali. Se non si opera pure per determinare concrete opportunità di lavorazione industriale dei materiali raccolti, la raccolta differenziata lascia il tempo che trova. Anzi, può diventare perfino controproducente, perché è più costosa per chi la deve organizzare ed è più onerosa per i cittadini.&lt;br /&gt;In ogni caso, ci vuol tempo per educare i cittadini a conferire correttamente i rifiuti. Invece, a chiacchiere, si fa presto a parlare di raccolta differenziata "spinta", immaginando performances organizzative tali da fare invidia a Tedeschi, Scandinavi e Svizzeri.&lt;br /&gt;Oltre le chiacchiere, la verità è che oggi, e ancora per molto tempo a venire, si continua a puntare sulle discariche. Come se le discariche non comportassero devastazione del territorio! La direttiva dell'Unione Europea stabilisce, all'articolo 13, il principio fondamentale della "Protezione della salute umana e dell'ambiente": "Gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana, senza recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare: a) senza creare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo, la flora o la fauna; b) senza causare inconvenienti da rumori o odori; c) senza danneggiare il paesaggio o i siti di particolare interesse".&lt;br /&gt;Nell'allegato uno, relativo alle "operazioni di smaltimento", si indica, a titolo esemplificativo, cosa si dovrebbe intendere per "pretrattamento" dei rifiuti conferiti in discarica: "la cernita, la frammentazione, la compattazione, la pellettizzazione, l'essiccazione, la triturazione, il condizionamento o la separazione". Operazioni non necessarie per tutti i rifiuti, ma richieste secondo le caratteristiche dei rifiuti conferiti. Tutto ciò premesso, basta visionare i servizi che eroici operatori televisivi hanno mandato in onda dopo un sopralluogo alla discarica di Bellolampo, vicino Palermo, per verificare se le nostre condizioni reali siano conformi, o meno, alle prescrizioni della normativa dell'Unione Europea. Un Dante redivivo potrebbe trarre utili spunti per descrivere un paesaggio infernale.&lt;br /&gt;C'è un rischio sanitario effettivo per il cosiddetto "percolato", cioè per i liquami che fuoriescono dalle montagne di spazzatura accatastata al di fuori del perimetro della discarica. Oltre tutto, ci potrebbero essere infiltrazioni nel terreno, con conseguente pericolo per le falde idriche.&lt;br /&gt;Eppure, con le discariche dell'Isola che letteralmente scoppiano, c'è chi si permette di dare lezioni agli altri che — poveri incivili — nel "continente", ossia nel resto d'Italia e in Europa, si dotano di tecnologie così pericolose per l'ambiente come i termovalorizzatori.&lt;br /&gt;C'è chi si rallegra perché i mafiosi non potranno fare affari con i termovalorizzatori, ma finge di non accorgersi che la criminalità organizzata è già presentissima nella gestione dei rifiuti. Basta considerare la frequenza con cui, non soltanto nelle periferie, ma nei centri delle nostre civili città, vengono bruciati i cassonetti e i contenitori per la raccolta differenziata di vetro, o carta. Basta considerare la frequenza con cui gli autocompattatori utilizzati per la raccolta dei rifiuti subiscono incidenti che li mettono, temporaneamente o definitivamente, fuori uso. Non sono gesti di cittadini esasperati. Sono segnali, sollecitazioni, affinché qualcuno intenda. Gli amici degli amici devono essere adeguatamente considerati nelle dinamiche della spesa pubblica destinata al ciclo dei rifiuti.&lt;br /&gt;Non siamo messi bene. I nostri politici sono troppo impegnati in questioni di tattica parlamentare, o a dare lezioni di intransigenza ideologica, per preoccuparsi di bene amministrare. Che oltre tutto costa fatica e scontenta quanti sono male abituati.&lt;br /&gt;Così non ci resta che abbiare alla luna.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;LIVIO GHERSI &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;GRAFICO (cliccarvi sopra per ingrandirlo): Le tonnellate di rifiuti nella città di Enna (Sicilia) dal 2001 al 2006, anno in cui la raccolta rifferenziata è arrivata all'8,66%. Il che significa che il 91,3% dei rifiuti viene ancora smaltito nella natura, in discariche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-6787688161174348601?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/6787688161174348601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=6787688161174348601' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6787688161174348601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6787688161174348601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/05/sicilia-governo-e-cittadini-dalla.html' title='Sicilia tra Regione e cittadini: dalla politica dei rifiuti al rifiuto della politica'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S-l7N8cxJQI/AAAAAAAACRg/QtKWTDFQKdo/s72-c/Rifiuti+totali+a+Enna+(Sicilia)+e+raccolta+differenziata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-9053857956039459024</id><published>2010-04-18T02:41:00.027+02:00</published><updated>2011-01-28T00:14:37.632+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='deforestazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sprechi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='effetto serra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consumi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi energetica'/><title type='text'>No alla carta igienica poco igienica che distrugge le foreste e lascia sporchi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TM3kHmTw_TI/AAAAAAAACgY/xtfOyNH2QG4/s1600/Carta+igienica+spreco+toilet+paper.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 160px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534330336301874482" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TM3kHmTw_TI/AAAAAAAACgY/xtfOyNH2QG4/s320/Carta+igienica+spreco+toilet+paper.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Che cos’è, un manifesto degli sporcaccioni? No, anzi, gli sporcaccioni sono loro, siete voi, tutti quanti. Gente che fa finta di pulirsi con… della carta, ma ci pensate? Una cosa davvero disgustosa. Non verrebbe in mente a nessun marziano, credetemi. Tantomeno ai civilissimi antichi Romani, inventori delle Terme. Chi si sporcava, semmai si lavava, non si "asciugava", come si fa oggi orribilmente. Proprio vero che è dalla stanza da bagno che si vede l’intelligenza degli Uomini (con la maiuscola).&lt;br /&gt;A proposito di uomini (con la minuscola), che pensare di una Civiltà che va avanti a Ipod e Gps ma non ha ancora risolto il secolare problema delle minzioni casalinghe di noi maschi? E meno male che secondo le donne siamo i padroni del Mondo. Inutile che ridacchiate: non è previsto nessun apparecchio specifico. Certo, in commercio, esiste, ma solo per scuole, caserme, conventi ed altre comunità maschili. Mai in famiglia. Incredibile, ma vero, l’orinatoio, unico insostituibile, ineliminabile, imprescindibile, essenziale, precipuo, doveroso, anzi obbligatorio strumento specializzato atto alla bisogna, non esiste in nessuna casa privata del Mondo tutto. E il maschio che volesse farlo installare dovrebbe vedersela poi con la moglie-madre-nonna-figlia, risolutamente contraria per bizzose ragioni femminili, cioè "estetiche", all'orinatoio incassato nel muro. Insomma, altro che Potere dei Maschi: noi poveretti non abbiamo neanche un luogo dove fare pipì. Segno che non comandiamo un tubo, altroché. Se fosse stato utile alle donne, avreste già visto assemblee vocianti, cortei rumorosi, commissioni incazzate, movimenti estremisti, perfino partiti,"per la difesa della povera donna" cui è impedito il più elementare dei bisogni dopo il cibo. E invece? Di tutt'altra pasta, noi uomini signorilmente, appunto "virilmente", soffriamo in silenzio senza darlo a vedere...&lt;br /&gt;Quel che è certo, ad ogni modo, è che in una ideale Città di Platone o di Tomaso Campanella, saggiamente retta da maschi, vedreste in ogni casa la forma perfetta dell’orinatoio, discretamente incassato nel muro, ora anche autopulibile grazie a una cellula fotoelettrica e chiudibile per la soddisfazione estetica delle donne, che - si sa - badano solo a queste cosette, anziché fondare città, inventare filosofie e redigere Costituzioni. E che si lamentano, ignare di anatomia maschile, se bambini, giovanotti, maturi o anziani la fanno, spesso sbagliando mira, nella tazza del cesso, che è molto più in basso e quindi adatta solo a chi si siede, quindi alle donne. Tanto che molti anziani, con l’esperienza che viene dagli anni, hanno eletto giustamente a misura di maschio il lavabo. Comunque, anche dopo aver orinato, in qualunque apparecchio sanitario, c'è chi anziché lavarsi usa la carta igienica. Ma basta con questi discorsi volgari, e torniamo alla carta igienica.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S8rR-SOqo3I/AAAAAAAACPo/2MrOiAlH1Cg/s1600/Orinatoio+moderno.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 123px; FLOAT: right; HEIGHT: 162px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461408366115595122" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S8rR-SOqo3I/AAAAAAAACPo/2MrOiAlH1Cg/s400/Orinatoio+moderno.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Il mercato della carta igienica in Europa vale 8,5 miliardi di euro ed è più o meno il 25 per cento del consumo mondiale. Ogni europeo ne consuma in media 13 kg ogni anno, con un consumo totale nell'intera Europa pari a 5,5 milioni di tonnellate, vale a dire 22 miliardi di rotoli di carta igienica. Negli Stati Uniti ogni giorno sono consumati ben 34 milioni di rotoli, per produrre i quali si distruggono ogni anno 221.000 alberi, si consuma un sacco di elettricità e di acqua, e si produce molta anidride carbonica. Un solo rotolo di carta igienica costa, secondo un blog americano, ben 680 grammi di legno, 140 litri d’acqua e 1,3 kW di elettricità &lt;em&gt;(valori, questi ultimi, che sembrano un po’ eccessivi…).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E ovviamente anche i famigerati fazzolettini di carta (l' "usa e getta", ahimé, è preso alla lettera. sono gettati per strada e sull'erba dei parchi, e perfino in montagna) e i tovaglioli e rotoli di carta da cucina, oggi molto diffusi, sono un magnifico test di intelligenza per chi li consuma.&lt;br /&gt;La carta igienica, che igienica non è affatto perché non pulisce mai bene lasciando in loco batteri fecali e disgustosi odori, distrugge alberi e intere foreste, perciò alterando addirittura il clima della Terra, visto il ruolo di equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica assolto dagli alberi.&lt;br /&gt;E, quello che è più grave, i nuovi consumi di carta igienica dei Paesi orientali, che si affacciano ora al benessere più spensierato, sono già altissimi. Fanno rabbia, perché hanno tutta l’ottusità consumista dei nuovi piccolo-borghesi. Forse la stessa che noi avevamo negli anni Trenta. Quando, appunto, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, stupidamente ancora &lt;em&gt;prude,&lt;/em&gt; anziché importare dall'Italia i comodi ed economici ma secondo loro "imbarazzanti" bidet, si cominciò a produrre e sprecare carta igienica.&lt;br /&gt;Quello che non è riuscito a fare neanche l’Occidente capitalistico, perché insieme con l’inquinamento e lo spreco ha prodotto almeno l’ecologia e l’autocritica anticonsumistica per ridurli o evitarli, lo faranno sicuramente l’Oriente e il Sud del Mondo. Aspettiamoci il disastro. A meno che…&lt;br /&gt;A meno che tutti, americani, inglesi, cinesi e indiani, non imparino al più presto – e già sono in enorme ritardo – a lavarsi per bene, usando invece della costosissima e poco igienica carta, acqua e sapone, mediante una delle tante geniali invenzioni della vecchia Italia: il bidet. Nome francese inventato, al solito, dagli italiani esterofili del 700, per dargli dignità e farlo accettare dalle signore Ad ogni modo, quel po’ d’acqua e di sapone, e l’uso di un apposito asciugamano, evitano insieme cattive condizioni igieniche e la distruzione ulteriore del verde. Sporcaccioni di tutto il Mondo, Fantozzi asiatici, arretrati anglosassoni, cafoni del Sud e del Nord, ravvedetevi!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S8pV-qpB3DI/AAAAAAAACPg/fYYMpbyBBH0/s1600/No+Carta+Igienica+Banner+(NV+2010)+copia.gif"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 360px; FLOAT: left; HEIGHT: 245px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461272033226775602" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S8pV-qpB3DI/AAAAAAAACPg/fYYMpbyBBH0/s400/No+Carta+Igienica+Banner+(NV+2010)+copia.gif" /&gt;&lt;/a&gt;E gli Italiani? Saranno forse più puliti, però sono stupidamente spreconi. Molte donne usano la carta igienica per struccarsi o per altri scopi, e la gettano anziché in un cestino nella tazza, che ai loro occhi è una specie di imbuto senza fondo, un pozzo nero dell'Universo, e tirano lo sciacquone. Questo molte volte al giorno. In un bagno medio italiano le donne e i bambini, entrambi maleducati, tirano lo sciacquone in continuazione: è un'ossessione, una mania. Al di sopra di un livello medio-basso di consumo, l'acqua - che è tutta acqua da bere - andrebbe fatta pagare 10 volte tanto. Ma la stragrande maggioranza degli Italiani, soprattutto delle Italiane, andrebbero rieducati in apposite scuole, visto che manifestano questo atteggiamento strafottente, egoistico e asociale.&lt;br /&gt;Ma per limitarsi, diciamo così, all'uso principale della carta igienica? Iindovinate che fanno gli Italiani chiusi nel bagno. Prima usano la &lt;em&gt;toilet paper&lt;/em&gt; al posto dell'acqua e del sapone (insomma, all'anglosassone), poi i meno sparagnini degli stupidi si lavano anche (all’italiana) sul bidet. Ma i più consumisti degli stupidi fanno addirittura un’intera doccia, sprecando inutilmente molte decine di litri d’acqua, quando col solo bidet basterebbe da mezzo litro ad un litro. Molte donne magari aggiungeranno profumi (alla francese). In pieno sincretismo stilistico, insicuri come sono. Igienismo, salutismo? No, perché tutto questo eccesso fa anche male alla pelle. Ma dico io, si può essere più ecologicamente (e anche logicamente) cretini? Abbiano quel ben di dio che è il bidet, che è un perfetto, geniale, pulitore igienico specializzato, e non lo sappiano utilizzare.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E i famigerati &lt;span style="color:#000000;"&gt;pannolini&lt;/span&gt;? Dal 24 aprile al 2 maggio, 14 Paesi sono coinvolti nella Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile, un &lt;a href="http://www.ermesambiente.it/wcm/ermesambiente/eventi/2010/aprile/24_settimanapannolinolavabile.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;evento&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; di informazione e sensibilizzazione sull’alternativa eco-sostenibile al consumistico e dannosissimo "usa e getta". Tra gli aderenti e promotori della settimana un gruppo di genitori di tutta Italia che consiglia a tutti la "rivoluzione" del pannolino lavabile, e offre consulenza, assistenza e materiale informativo a enti e asili, pediatri e rivenditori. Per almeno quattro motivi:&lt;br /&gt;1. Il pannolino lavabile mette la pelle del bambino a contatto con tessuti traspiranti e assorbenti, invece quello "usa e getta" contiene varie sostanze sintetiche e composti chimici.&lt;br /&gt;2. I pannolini "usa e getta" costano, sommandoli tutti dalla nascita al vasino, 1500-3000 euro (a seconda del modello scelto), contro 150-800 euro per i pannolini lavabili.&lt;br /&gt;3. L’impatto sull’ambiente dei pannolini monouso "usa e getta" è altissimo. Si tratta di prodotti che sprecano risorse preziose (cellulosa, consumo di acqua ed energia, utilizzo di sbiancanti chimici e materie plastiche), destinati a diventare rifiuti che non si possono differenziare e che costituiscono ormai fino al 10% del totale dei rifiuti solidi urbani. In più, per degradarsi totalmente impiegano ben 500 anni.&lt;br /&gt;4. Infine, fare del pannolino lavabile un’abitudine di tutti i giorni è anche un modo per diffondere il messaggio del riutilizzo, del risparmio e dell’ambiente in genere.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Insomma, basta con "l'usa e getta" e il monouso, con la scusa consumistica della (finta) "igiene" diffusa dai produttori che ne hanno tutto l'interesse, cion l'aiuto dei soliti finti esperti prezzolati. Il mono-uso fa sempre male alla salute. Boicottiamo questo pazzesco spreco-inquinamento a livello mondiale e privilegiamo ciò che si lava e si riutilizza più volte. Acqua, sapone e asciugamano, anziché carta igienica. No ai fazzoletti di carta, no agli asciugamani di carta. E nei casi rarissimi in cui si usano prodotti di carta, questa almeno deve essere "riciclata al 100 per cento". I fazzoletti di cotone sono facilmente e comodamente lavabili, col massimo dell'igiene e il minimo dispendio energetico. Ora sono tornati anche i pannolini e pannoloni lavabili. Restano i bastoncini netta-orecchie o cotton-fioc: li abbiamo trovano perfino sulle spiagge più isolate delle isolette sperdute nel Mediterraneo. Quelli di plastica sono indistruttibili e vengono ingoiati dai pesci, come le buste di plastica. Che almeno i cotton-fioc siano tutti integralmente biodegradabili: controllare sull'etichetta e leggere il materiale con cui sono prodotti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;IMMAGINI. 1. Spreco di carta igienica. 2. Un elegante orinatoio da appartamento (Duravit, designer F.Huster). Vedrete che la fantasia femminile ne farà un vezzoso sanitario specializzato nel lavaggio di tanga, slip e reggiseni. 3. Il nostro banner per una coraggiosa campagna contro la carta igienica. Riproducetelo sui vostri siti e blog.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-9053857956039459024?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/9053857956039459024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=9053857956039459024' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/9053857956039459024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/9053857956039459024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/04/no-alla-carta-igienica-poco-igienica.html' title='No alla carta igienica poco igienica che distrugge le foreste e lascia sporchi'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/TM3kHmTw_TI/AAAAAAAACgY/xtfOyNH2QG4/s72-c/Carta+igienica+spreco+toilet+paper.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-1029636234416829428</id><published>2010-03-15T18:51:00.023+01:00</published><updated>2011-10-09T23:58:50.700+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mercato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='agricoltura biologica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='agricoltura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aflatossine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diversità biologica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogm'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='patrimonio genetico'/><title type='text'>Ogm sì, Ogm no. Che ne pensa un super-ecologista, scientista e per di più liberale?</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S557qGs8V1I/AAAAAAAACJA/wTK2a0E786w/s1600-h/Pomodoro+a+cubo.gif"&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 78%"&gt;&lt;img style="margin: 5px 20px 10px 0px; width: 131px; float: left; height: 150px; cursor: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448928562448717650" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S557qGs8V1I/AAAAAAAACJA/wTK2a0E786w/s320/Pomodoro+a+cubo.gif"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;"Che pensi degli Ogm, da nutrizionista?" mi scrive un amico liberale che so molto attento anche ai temi della libertà di mercato, non sapendo (o forse sapendolo benissimo) di mettermi in un ginepraio. Vediamo di fare una sintesi delle più importanti argomentazioni.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;A. NUTRIZIONE. Dal punto di vista nutrizionale, la composizione chimica degli alimenti Ogm è di solito uguale a quella del cibo tradizionale. Per il consumatore, a tavola, nulla cambia. Perché i ricercatori si concentrano sulle sostanze tossiche non nutrizionali, capaci di prevenire gli attacchi dei parassiti. A meno che non vogliano agire su questo o quel nutriente o antinutriente o parte d’un nutriente. La patata Ogm di recente ammessa in Europa, per esempio, è una patata molto ricca di amilopectina, un componente dell’amido che rende il tubero adattissimo a produrre collanti e altri prodotti industriali.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;Ma ci sono altri casi. Per esempio, è ovvio che i legumi tradizionali sono straricchi di fitati (sostanze chelanti che si legano ad alcuni minerali, come il calcio, riducendone l’assimilazione), antitripsine, saponine e altri principi antinutritivi. E quindi, in pratica, nel nostro organismo i legumi danno meno calcio o ferro o proteine o carboidrati di quanto riportano le tabelle nutrizionali teoriche fondate sul contenuto chimico: ecco perché nei fatti si dice che "fanno dimagrire" (v. gli Indiani e altri popoli che si nutrono di molti legumi). E’ chiaro che un fagiolo Ogm a ridotto contenuto di fitina, pur avendo la medesima composizione e dando le medesime calorie, poiché ha meno sostante antinutritive risulterebbe biologicamente "più nutriente". Però sarebbe meno anti-cancro, per dirne una, perché le sostanze antinutritive degli alimenti hanno una funzione preventiva anti-cancro. Il rischio, insomma, è che legumi Ogm o cereali Ogm privi o con ridotto contenuto di antinutrizionali sarebbero, è vero, più digeribili e nutrirebbero di più i poveri del Sud del Mondo, ma li proteggerebbero meno dalle grandi malattie degenerative (cancro, cardiovascolari, diabete, ecc).&lt;br&gt;&lt;span style="color: #ffffff"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br&gt;B. DIRITTI. La risposta complessiva sugli Ogm deve essere articolata anche sul piano della libertà di scienza e dei diritti individuali. Da liberali difensori massimi della libera ricerca scientifica, ma anche di tutti i diritti (salute, concorrenza, informazione ecc), non possiamo dire semplicemente sì o no come nel tifo calcistico o nella politica all’italiana.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;B1. SCIENZA LIBERA. Da liberali siamo ovviamente per la più ampia libertà nella ricerca scientifica. Anzi, la razionalità, la ricerca libera e la scienza sono interpretate meglio proprio dal Liberalismo.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;B2. DIRITTI INDIVIDUALI. Da liberali siamo ovviamente per la tutela dei diritti, tutti e di tutti (ripeto, non di pochissimi, ché questo si chiama privilegio), compresi quello di tutti a conoscere (perché i cittadini possano deliberare, cfr Einaudi), quello alla salute, al gusto, e anche alla varietà biologica che, si è dimostrato, giova alla salute, all’ambiente, al gusto e alla conservazione del patrimonio colturale-culturale.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;B3. CONCORRENZA E MERCATO. Da liberali siamo ovviamente per la massima concorrenza e la libertà di mercato, secondo poche regole ma precise e tassative.&lt;br&gt;&lt;span style="color: #ffffff"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br&gt;B4. DISCUSSIONE. Proprio da quest'ultimo punto possiamo cominciare la discussione, perché sono evidenti strani silenzi e una allarmante, imbarazzata, omertà da parte delle società (pochissime e in combutta tra loro: c'è oligopolio o monopolio!) che stanno dietro una parte della ricerca Ogm, che mi ricorda tristemente l'analoga reticenza sulle centrali nucleari di tanti anni fa. Ormai gli esperti parte in causa degli Ogm neanche smentiscono le voci degli oppositori. Cosicché la gente non sa. Però i ricercatori Ogm, legati ai produttori, tendono a generiche e apodittiche rassicurazioni. Senza prove né particolari.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;Strano atteggiamento questo "tutto bene" e "lasciate manovrare il manovratore" che ne sa più di voi, senza troppe spiegazioni.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;Abbiamo visto che gli Ogm non "fanno venire il cancro" o nuove "allergie", come dicevano gli stupidi allarmisti. D’accordo, l’avevamo sempre sostenuto. Perché, si sa, anche tra i no c’erano silenzi, disinformazioni e doppiezze. Infatti, alla stupidità "furba" dei filo-Ogm ad oltranza, che almeno ci guadagnano essendo legati alle industrie del settore, si è contrapposta la stupidità "ottusa", cioè senza guadagni, degli anti-Ogm per partito preso, oltre alla stupidità "furba", cioè con alti guadagni, di quelli che erano anti-Ogm per difendere le cospicue rendite di posizione dell’agricoltura "biologica" italiana, in modo sospetto "la prima in Europa".&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;Ma la domanda vera, e più allarmante per un liberale, è: ma dopotutto "perché" questi Ogm? Sono davvero utili? Ci servono? E, se sono utili, sono utili a noi tutti o ad un’infima minoranza?&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;Si parla di utilità nei Paesi sottosviluppati: probabile e sensato per le minori perdite da parassiti viste le condizioni climatiche e igieniche e la trasandatezza.&lt;br&gt;Ma le spese? I semi Ogm non danno piante fertili, che cioè producono semi che si possono riutilizzare in agricoltura. Perciò i semi andrebbero riacquistati ogni anno presso le medesime aziente oligopoliste. Solo pochissime società avrebbero la proprietà dei semi di tutto il mondo. E anche diritto su nome e copyright. Un mercato facile e senza concorrenti per miliardi di euro. Una cosa mai vista nella Storia: pane Monsanto, spaghetti Monsanto. Tutto uguale, dappertutto nel mondo. Una semplificazione terribile.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;E poi spese aumentate per i contadini meno ricchi che finora hanno ripiantato gratis i propri stessi semi... I loro prodotti agricoli, spesso di qualità, tradizionali o di nicchia (p.es un certo farro), potrebbero aumentare di prezzo enormemente e quindi farli uscire dal mercato. In compenso, profitti di monopolio per 2-3 società nel Mondo.&lt;br&gt;Si comincia a capire la speculazione?&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;E mai è stato provato che gli Ogm sono utili nei Paesi sviluppati o con agricoltura e alimenti di qualità come l'Italia. Noi venendo dalla grande civiltà Etrusco-Romana, faro della Civiltà agro-alimentare (basta dire che i broccoli furono inventati da loro) conserviamo migliaia di specie antiche rare che sparirebbero con l'omologazioone Ogm. Si vedano al riguardo i timori espressi in un precedente &lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2008/10/ogm-lallarmismo-alimentare-ha-nascosto.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc0000"&gt;articolo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; su &lt;em&gt;Ecologia Liberale&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;D'altra parte noi "ricchi" occidentali non soffriamo la fame e le carestie. Ma siamo forti di un ricco patrimonio storico-agronomico. Sarebbe una perdita secca colturale e culturale. Già adesso in Italia si vendono ovunque solo 3 o 4 varietà di mele, contro le 30-40 dell'antica Roma. E il prof Perrino del CNR dice che gli Ogm non elimineranno affatto i pesticidi. Forse andrebbero bene solo per ridurre le aflatossine nel mais...&lt;br&gt;Vale la pena tutto questo rivolgimento? Si guardi al &lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/10/grave-il-rischio-cancro-da-aflatossina.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc0000"&gt;commento&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; che &lt;em&gt;Ecologia Liberale&lt;/em&gt; ha scritto alla proposta dei cattedratici filo-Ogm.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;Io sarei tutt'al più - allo scopo di non penalizzare la ricerca - per mercati molto separati, ma... possono coesistere? I pollini volano...&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;D'altra parte, obiettano certi ricercatori Ogm, una ricerca senza enormi sbocchi commerciali non potrebbe accontentarsi di impieghi limitati. Ma chi ha detto che tutto ciò che si studia debba poi pretendere di invadere subito il Mondo tramutandosi nella più invasiva e irreversibile operazione economica della Storia? La libertà della Scienza è una cosa, la licenza di monopolio un'altra.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;Insomma, il sospetto atroce che gli Ogm non facciano venire il tumore ai bambini, ma siano come le nuove autostrade nel Sud dove c'è poca domanda cioè poco traffico, e come i Grandi Lavori, le cattedrali industriali nel deserto, utili solo a pochi cittadini (costruttori e politici corrotti loro manutengoli), comincia a prendere sempre più corpo.&lt;br&gt;Liberali, sì, certo, ma non fessi. Amanti della Scienza libera, certo, ma non delle truffe. D'altra parte non tutta la ricerca deve essere messa per forza e subito in pratica. Quindi affiliamo le armi, pronti ai sì o al no, o ad entrambi non appena ne sapremo di più. Ma ormai colpi di scena sono improbabili. Se ne sa così poco che conviene sospettare. Quando produttori e ricercatori non parlano è bruttissimo segno.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;Nella reticenza attuale siamo, dunque, per ora, per un sospettoso no. A meno che non vengano fuori, subito, dati rassicuranti e dettagliati. E non ci basta certo la prospettiva di "costi minori". Costi minori per chi? Per l'ultimo contadino o per lo speculatore industriale che non ha mai visto una pianta di fagiolo? Il povero Einaudi si rivolta nella tomba. E gli alimenti già costano pochissimo. All'ultimo piccolo produttore vengono pagati pochi centesimi. Che razza di "risparmi" intendono fare ancora i grandi produttori? Il Liberalismo non vuol dire dare soldi ai monopolisti spacciando la speculazione come "libertà della scienza". La Scienza non c'entra nulla: le conoscenze della modificazione genetica avanzata sono note da tempo.&lt;/div&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;br&gt;Finora i favorevoli hanno detto che gli Ogm sono indispensabili e sicuri, i contrari hanno detto che sono dannosissimi. Ma se, invece, gli Ogm fossero semplicemente del tutto inutili, almeno nei Paesi Occidentali, soprattutto in Italia? E se la loro dannosità derivasse proprio dalla loro inutilità?&lt;br&gt;&lt;span style="font-size: 78%"&gt;&lt;span style="color: #ffffff"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;(V. anche i precedenti articoli sugli Ogm grazie al motore di ricerca di questo blog: finestrina in alto a sn, o cliccare sui tag sotto gli articoli).&lt;/em&gt; &lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-family: verdana; color: #3333ff; font-size: 78%"&gt;IMMAGINE. Un pomodoro cubico, facile da immagazzinare. Della serie fantascientifica, ai tempi in cui gli allarmisti anti-Ogm puntavano sul terrore di massaie, maestre elementari, bambini e salutisti, parlando di cancro e mescolando fragole e zampette di coleotteri, frumento e zanne di elefante. Per loro colpa ora si passano sotto silenzio i pericoli veri degli Ogm.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-1029636234416829428?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/1029636234416829428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=1029636234416829428' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1029636234416829428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1029636234416829428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/03/ogm-si-ogm-no-che-ne-pensa-un.html' title='Ogm sì, Ogm no. Che ne pensa un super-ecologista, scientista e per di più liberale?'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S557qGs8V1I/AAAAAAAACJA/wTK2a0E786w/s72-c/Pomodoro+a+cubo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-8483095256550559914</id><published>2010-02-05T23:06:00.022+01:00</published><updated>2010-02-07T18:40:45.477+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riscaldamento globale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='effetto serra'/><title type='text'>Retromarcia globale. Dalla Groenlandia i picchi di riscaldamento dell'Antichità</title><content type='html'>&lt;p&gt;"I fisici Usa si ravvedono - intitola il proprio intervento critico il futurologo Roberto Vacca - il riscaldamento globale non è antropogenico", e perciò non sarebbe principalmente causato dall'uomo neanche il tanto temuto effetto serra. L'andamento dei picchi di calore degli ultimi 11 mila anni lo dimostrerebbe, secondo gli studi dei paleoclimatologi che lavorano sul ghiaccio e su altri reperti. Ma su &lt;em&gt;Nova&lt;/em&gt;, dove aveva pubblicato l'articolo, il&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434893580300069442" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 241px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S2ye6n3WKkI/AAAAAAAACDE/uPboWs4mYEw/s400/Riscaldamento+Groenlandia+ultimi+11+mila+anni+(grafico).jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;I valori più alti della velocità di crescita della temperatura in Groenlandia negli ultimi 11339 anni. Sono simili e in 2 casi doppi (3 e 4, nel grafico) del mezzo grado circa per secolo verificatosi negli ultimi due secoli (1 e 2). "Years BP" sta per "Anni prima del presente" (before present).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;"meteorologicamente corretto" deve essere prevalso. Fatto sta - ha commentato amaramente Vacca in un suo comunicato - che sono spariti grafico e tabella della NOAA, l'ente di paleoclimatologia che ha effettuato per anni carotaggi e studi molto sofisticati sulle temperature in Groenlandia, e il suo articolo è stato affiancato da un altro quattro volte più lungo e più convenzionale che esclude complotti, difende l'IPCC, riporta quattro grafici poco significativi, e una tabellina che rivela quello che tutti sanno, che cioè l'effetto serra non è provocato solo da CO2 anidride carbonica, ma anche da metano CH4, vapore acqueo H2O, ossido nitroso N2O e ozono O3. Grazie tante. Già che c'erano, però, potevano specificare anche la cosa più importante: che l'apporto della CO2 all'effetto serra è solo del 14%. Un altro diagramma di &lt;em&gt;Nova&lt;/em&gt; - continua Vacca - riporta l'aumento di CO2 dal 1959 al 2009, ma non evidenzia che la concentrazione di CO2 sale dopo che sale la temperatura. Insomma, sembra essere l'effetto, non la causa. Inoltre il diagramma di temperatura riportato va dal 1880 ad oggi, mentre trascura gli ultimi 11 millenni. Curiosa strategia.&lt;br /&gt;Naturalmente, visti i numerossimi fattori che interferiscono tra loro e la difficoltà della materia, è bene andarci coi piedi di piombo anche su questa contro-verità. Nel frattempo, ringraziando l'amico Vacca, ospitiamo qui con piacere il suo intervento ripristinato nella sua forma originaria e integrale (NV): &lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434891637228841330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 136px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S2ydJhXEKXI/AAAAAAAACC8/NmdrCKjidZw/s400/Aumenti+medi+temperatura+nei+millenni+passati+(Noaa).gif" border="0" /&gt; &lt;p align="left"&gt;Recentemente i "rovinografi" che vaticinano un forte ed esiziale riscaldamento globale causato dall’uomo, sono stati presi con le mani nel sacco. Lo scorso novembre 2009 un'hacker ha pubblicato una lunga serie di e-mail che P.Jones (Climatic Research Unit britannico) e M.E. Mann (Penn State University). si scambiavano negli ultimi anni in cui discutevano trucchi statistici per negare l’esistenza del periodo caldo medioevale e della piccola era glaciale (dal XV al XVIII secolo) e nascondere misure recenti di temperature calanti che contraddicevano i drammatici aumenti menzionati nei loro articoli. Si accordavano anche su come evitare che note riviste scientifiche pubblicassero lavori di scienziati che non condividevano la loro fede nell’esistenza di un surriscaldamento antropogenico dell’atmosfera. &lt;em&gt;[Si veda su questo blog l'&lt;/em&gt;&lt;a href="http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/riscaldamento-globale-hacker-da-ragione.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;articolo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; dedicato, corredato di grafici e dati.&lt;/em&gt; &lt;em&gt;NdR]&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;L’Istituto russo di Analisi Economiche ai primi di dicembre 2009 (v. "Rionovosta" su Google) ha denunciato che il Centro Hadley sui Cambiamenti Climatici, facente parte dell’Ufficio Meteo Britannico a Exeter, ha eliminato dalle sue basi dati fra il 60% e il 75% dei rilevamenti ricevuti dalle stazioni meteo russe. Secondo l’Istituto russo, il Centro Hadley avrebbe eliminato i dati che non indicavano aumenti di temperatura, riportando solo quelli provenienti da grandi zone cittadine influenzate da riscaldamento urbano.&lt;br /&gt;Il 20 dicembre 2009 il &lt;em&gt;Daily Telegraph&lt;/em&gt; di Londra ha pubblicato un servizio sulla fortuna accumulata da Rajendra Pachauri, presidente dell’IPCC, mediante i suoi traffici con le aziende attive nel carbon trading, il commercio di crediti e permessi per l’emissione di anidride carbonica. Ironia della sorte: i catastrofisti climatici hanno accusato (senza mai addurre prove) scienziati critici delle loro posizioni di essere pagati dai petrolieri. Iinvece proprio Pachauri, il loro capo, è stato direttore di India Oil, la più grossa azienda petrolifera indiana, e della National Thermal Power Generating Company. Pachauri è stato descritto come un guru del clima, invece è ingegnere ferroviario e ha una laurea in economia. Dal 2001 dirige il Tata Energy Research Institute (TERI) creato dal Gruppo Tata che produce acciaio, auto, energia, telecomunicazioni, e ha comprato fra l’altro Jaguar e Land Rover. TERI ha una filiale a Washington che conduce attività di lobbying su questioni di energia e ambiente, ha ottenuto contratti per rimettere a posto i disastri lasciati da Saddam durante l’invasione del Kuweit. TERI Europe gestisce un progetto sulle bio-energie, finanziato dall’Unione Europea. La TERI non pubblica bilanci, le entrate di Pachauri sono segrete.&lt;br /&gt;La Tata è attiva nel carbon trading. Pachauri ha incarichi anche da altri enti e aziende che possono trarre benefici dalle misure invocate dall’IPCC. Fra questi: ONU, Siderian (finanziaria californiana specializzata in tecnologie sostenibili), Credit Suisse, Rockefeller Foundation, Pegasus (fondi di investimento), Nordic Glitnir Bank, Indochina Sustainable Infrastructure Fund, Climate and Energy Institute dell’Università di Yale, Comitato di Consulenza Economica per il Presidente del Consiglio dei ministri indiano, Deutsche Bank, Istituto Giapponese per le Strategie Ambientali Globali, SNCF (Ferrovie dello Stato francesi). Chi è interessato, potrebbe andare a lezione di Conflitto di Interessi.&lt;br /&gt;La American Physical Society (APS) nel novembre 2007 aveva affermato: "L’emissione di gas serra dovuti ad attività umane modificano l’atmosfera e il clima terrestre. Le prove sono incontrovertibili. Il riscaldamento globale è in corso. La APS sollecita governi, università, laboratori ad appoggiare misure per ridurre l’emissione di gas serra." Ora membri autorevoli dell’APS hanno proposto di rivedere quella dichiarazione riconoscendo che "… misure e ricostruzioni di temperature terrestri indicano che quelle del XX e XXI secolo non sono eccezionali né persistenti, che i dati storici e geologici mostrano che in periodi passati le temperature erano maggiori delle attuali. Inoltre la letteratura scientifica dimostra gli effetti benefici di un aumento dell’anidride carbonica sia per le piante, sia per gli animali."&lt;br /&gt;Questo ravvedimento dei fisici americani è tardivo. Erano disponibili da tempo grafici della temperatura atmosferica degli ultimi 11 millenni elaborati dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). Il grafico seguente mostra gli aumenti della temperatura ogni 1000 anni rilevati dai carotaggi di ghiaccio profondo nella Groenlandia centrale. La tabella riporta i valori più alti della velocità di crescita della temperatura: simili e in 2 casi doppi (3 e 4, mel grafico) di quello di circa mezzo grado per secolo verificatosi negli ultimi due secoli (1 e 2, nel grafico).&lt;br /&gt;Il 22 dicembre 2009 il mensile &lt;em&gt;Spectrum&lt;/em&gt; dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers ha pubblicato sulla conferenza di Copenhagen una corrispondenza allineata sulle posizioni convenzionali dei catastrofisti. Dopo poche ore pubblicava on line duri commenti critici mio e di altri. Ora John Beddington, professore di scienze ambientali e capo dei consulenti scientifici del Governo inglese, ha condannato gli scienziati che, per non essere criticati, rifiutano di rendere noti i dati su cui basano le loro analisi. Ha ricordato che la critica è vitale per la scienza (va meditata, non soffocata) che previsioni e modelli matematici del clima sono affetti da grosse incertezze e quindi, le previsioni vanno diffuse come ipotesi e non come certezze. Sono emersi, infatti, vari passi falsi dell’IPCC. Nel 2007 annunciò che i ghiacciai ymalaiani si scioglieranno nel 2035, citando un articolo divulgativo del 1999 su &lt;em&gt;New Scientist&lt;/em&gt; che indicava la data del 2350. Ha stimato che i ghiacci artici spariranno nel 2020, ma la loro area è variabile e negli ultimi 2 anni è cresciuta. Ha dichiarato che il riscaldamento globale causa un aumento di uragani e inondazioni, citando un lavoro di R. Muir-Wood, il quale rettifica: "Mi hanno male interpretato e l’idea che le catastrofi causino danni maggiori a causa del cambiamento climatico è del tutto fuorviante." Diedero credito a queste visioni distorte anche Miliband, ministro inglese di energia e ambiente, e il Primo Ministro Brown. Molti, come loro, sono ora in imbarazzo: la bolla del riscaldamento globale si sta finalmente sgonfiando. &lt;span style="font-size:85%;"&gt;ROBERTO VACCA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-8483095256550559914?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/8483095256550559914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=8483095256550559914' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/8483095256550559914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/8483095256550559914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/02/retromarcia-globale-dalla-groenlandia-i.html' title='Retromarcia globale. Dalla Groenlandia i picchi di riscaldamento dell&apos;Antichità'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S2ye6n3WKkI/AAAAAAAACDE/uPboWs4mYEw/s72-c/Riscaldamento+Groenlandia+ultimi+11+mila+anni+(grafico).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-2129324801079927244</id><published>2010-01-29T18:14:00.013+01:00</published><updated>2010-02-04T11:52:39.972+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costume'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='leggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='caccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lobbies'/><title type='text'>Caccia senza limiti. Quindi, sarà possibile cacciare i parlamentari. O no?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S2MbN8mYYcI/AAAAAAAACA0/Q29i8D7TReo/s1600-h/Tartarino+di+Tarascona.jpg"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432215501958308290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 220px; CURSOR: hand; HEIGHT: 287px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S2MbN8mYYcI/AAAAAAAACA0/Q29i8D7TReo/s320/Tartarino+di+Tarascona.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Ieri il Senato, in Commissione Politiche Europe, ha approvato con l'emendamento del senatore PDL Giacomo Santini, una nuova &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/animali/10_gennaio_28/caccia-senato-calendario-proteste-prestigiacomo_5103fe70-0bff-11df-8679-00144f02aabe.shtml"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;em&gt;legge&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; sulla caccia (abusivamente chiamata "comunitaria", visto che stravolge le direttiva dell’Unione Europea), che liberalizza il periodo dell’attività venatoria (finora limitato dal I settembre al 31 gennaio), condizionandolo all’autonomia delle Regioni - figuriamoci - e ad un parere consultivo dell’ISPRA, l'ente scientifico sulla fauna selvatica&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt; Soltanto un emendamento aggiunto all’ultimo minuto ha permesso ai senatori di non cadere nella vergogna più totale, escludendo in pratica dalla strage i mammiferi. Ma certo i danni ci saranno. &lt;span style="color:#000000;"&gt;Se la legge fosse approvata così com’è anche dalla Camera, sarebbero colpite &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lipu.it/news/no.asp?917"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;em&gt;34 specie&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; di uccelli, alcune delle quali molto diffuse in Italia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Si aggrava, così, anziché essere sanato, lo stato di infrazione alle norme europee in cui l’Italia versa da anni. Ma questa volta c'è stato un vero e proprio "tradimento" politico e istituzionale, perché Santini era il relatore della legge Comunitaria, e perciò correttezza avrebbe voluto che si adoperasse perché le procedure di infrazione fossero risolte e non aggravate.&lt;br /&gt;Insomma, è stato un gesto irresponsabile di alcunii parlamentari del Centro-destra legati alla lobby dei cacciatori, non del Governo. L'emendamento infatti aveva avuto il parere negativo dell’ISPRA, richiesto dalla stessa Commissione, ed era stato più volte bocciato dal Governo (la ministra dell'ambiente, Prestigiacomo, era contrarissima) e da varie Commissioni parlamentari.&lt;br /&gt;Le reazioni non si sono fatte attendere. Nell’impotenza e apatia dell’opinione pubblica, distratta dalle sciocchezze della televisione e da quelle del calcio - pur essendo "anti-caccia" secondo le indagini demoscopiche almeno al 70-90 per cento - le associazioni ambientaliste e protezioniste sono giustamente insorte.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;E un ecologista liberale insorge tre volte, visto il cinismo e la furbizia levantina con cui sono state &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lipu.it/news/no.asp?919"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;em&gt;raggirate&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt; &lt;/span&gt;con improntitudine e arroganza non solo la volontà della stragrande maggioranza degli Italiani, non solo la posizione del Governo, ma le stesse direttive europee.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Santini non è solo. Altri senatori "cacciatori" del PDL , Orsi, Carrara, Asciutti e Vetrella, hanno addirittura considerato moderato il testo, perché - pensate un po' - &lt;span style="color:#000000;"&gt;"è troppo accondiscendente con gli ambientalisti". Una posizione ottusa e sottoculturale. Ci si dà la zappa sui piedi distruggendo la Natura, che è un bene essenziale di tutti, e poi la si consegna in blocco nelle mani degli avversari? Anche solo politicamente, si può essere più sprovveduti?&lt;br /&gt;Il colpo di mano anti-animali, ha mandato su tutte le furie i deputati animalisti del PDL, come Catanoso, Giammanco, Ceccacci Rubino e Mannucci, che ora aspettano il testo alla Camera dove faranno - hanno promesso - il diavolo a quattro. Speriamo. Certo che la ministra Prestigiacomo, sempre del PDL, l'ha presa come un'offesa personale, dato che i patti erano diversi.&lt;br /&gt;Che dire? E' un chiaro segnale elettorale, alla vigilia delle consultazioni regionali, alla lobby dei cacciatori. Un episodio tipico di questa classe politica, in particolare quella del Centro-destra, culturalmente e politicamente situata al livello più basso del Dopoguerra, che ormai lavora solo per i vari gruppi di pressione, non certo per i cittadini, neanche per i propri elettori.&lt;br /&gt;Del resto, basta sentirli parlare in Parlamento attraverso le dirette di Radio Radicale, e con quali profonde argomentazioni logiche! Discorsi talvolta così rozzi e insensati che non si potrebbero ascoltare neanche nel peggior bar di periferia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Intanto la battaglia si sposta alla Camera dei deputati. Sul tema riportiamo il &lt;a href="http://www.lipu.it/news/no.asp?916"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;em&gt;comunicato&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt; &lt;/span&gt;emesso dalle associazioni ambientaliste di ogni colore (NV).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Ciò che è accaduto oggi in aula del Senato ha del vergognoso nei confronti dell’Europa, che è stata bellamente raggirata, ma soprattutto della natura e dei cittadini italiani, a cui qualcuno dovrà spiegare che la caccia e i fucili vengono prima di tutto".&lt;br /&gt;E’ la dichiarazione a caldo delle associazioni all’approvazione dell’articolo 38 della legge Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione venatoria attualmente contenuti tra il 1° settembre e il 31 gennaio.&lt;br /&gt;"E’ stato ignorato il parere negativo del Ministero dell’Ambiente, che specificava come l’articolo peggiorava anziché risolvere la situazione di infrazione in cui l’Italia si trova sul tema caccia. E’ stato ignorato il parere negativo dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale che si occupa della materia. Sono stati ignorati e anzi dimenticati i pareri negativi dati dalle Commissioni competenti della Camera e dello stesso Governo, a partire dal ministro Ronchi, che aveva già bocciato un identico emendamento nel recente passato. E tutto questo per assecondare una minoranza di cacciatori non ancora contenti di poter cacciare cinque mesi all’anno, per giunta facendo ingresso nei terreni privati.&lt;br /&gt;"Il risultato è che con questo emendamento, qualora dovesse essere confermato dalla Camera, la stagione venatoria si allungherebbe ai mesi delicatissimi di febbraio e agosto, con un danno grave alla natura e l’aggravarsi del disturbo e dei rischi arrecati alle persone.&lt;br /&gt;"Per non parlare degli altri aspetti, solo apparentemente marginali, comportati da questa pessima norma: il carattere giuridico dato alla guida europea sulla caccia (con il rischio-certezza di un vero e proprio corto circuito tra norma e interpretazione e il caos giuridico che ne conseguirà) o l’assenza di qualsivoglia intervento sul grave problema delle deroghe di caccia alle specie protette.&lt;br /&gt;"Insomma una situazione disastrosa e imbarazzante, resa persino beffarda dall’approvazione di un subemendamento presentato come "soluzione" ma che non cambia di una virgola la sostanza e la gravità della norma approvata e sul quale, a leggere le ultimissime agenzie, persino il ministro Prestigiacomo dichiara di aver subito un raggiro.&lt;br /&gt;"Ora si dovrà spiegare il perché di questa incredibile scelta a quel 90% di italiani che respingono ogni idea di allungamento della stagione venatoria. E dovranno farlo in prima istanza il ministro Ronchi, che si è assunto la responsabilità di una scelta così clamorosamente sbagliata, e il Presidente Berlusconi, cui 150 associazioni di cittadini, professionisti, ambientalisti, animalisti hanno oggi chiesto invano un intervento risolutore.&lt;br /&gt;"Ma una cosa è certa. La battaglia alla Camera, per cui comincia da subito la mobilitazione, sarà epocale".&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Amici Della Terra, Animalisti Italiani, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Lac, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Memento Naturae, No Alla Caccia, Oipa, Ass.Vittime Della Caccia, Vas, Wwf Italia&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-2129324801079927244?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/2129324801079927244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=2129324801079927244' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2129324801079927244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/2129324801079927244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/01/caccia-senza-limiti-quindi-sara.html' title='Caccia senza limiti. Quindi, sarà possibile cacciare i parlamentari. O no?'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S2MbN8mYYcI/AAAAAAAACA0/Q29i8D7TReo/s72-c/Tartarino+di+Tarascona.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-7434235596229025072</id><published>2010-01-14T01:44:00.010+01:00</published><updated>2010-01-14T10:44:35.092+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costume'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aree protette'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='leggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eolico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Soldi al vento. “Su imbrogli e saccheggio del territorio indaghi l’Antimafia”</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S05pyR19cuI/AAAAAAAACAM/tccLykgkzpg/s1600-h/Mafia+ed+Eolico.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426390913532130018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S05pyR19cuI/AAAAAAAACAM/tccLykgkzpg/s320/Mafia+ed+Eolico.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'energia eolica e la mafia sono ormai collegate, come si temeva. Il maggiore motore di ricerca, Google, offre su questo binomio ben 79.800 documenti. Perfino &lt;a href="http://www.lemonde.fr/europe/article/2009/11/12/eoliennes-le-nouveau-business-plan-de-la-cosa-nostra_1266486_3214.html#ens_id=1191686"&gt;&lt;em&gt;Le Monde&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;ne ha parlato, dando risalto agli arresti di Avellino e alla vicenda &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Vigorito&lt;/span&gt;, presidente dell’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Anev&lt;/span&gt;. Dopo l'inchiesta in più puntate apparsa sul &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-sicilia/inchiesta-del-financial-times-sulla-mafia-eolica/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Financial&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Times&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; che trovate sul bellissimo sito "Via dal vento". E l’anno scorso aveva colpito la pubblica &lt;a href="http://www.zeroventiquattro.it/argomenti_long.php?long=1147"&gt;&lt;em&gt;denuncia&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di un "addetto ai lavori" delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;installazioni&lt;/span&gt; eoliche, l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;amministratore&lt;/span&gt; delegato di Maestrale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Green&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Energy&lt;/span&gt;, Carlo Durante, sulla commistione tra criminalità e i soldi facili fuori mercato delle fonti rinnovabili.&lt;br /&gt;E come sempre la nostra Italia, per l’incoscienza della sua classe politica e la corruzione di molti cittadini, viene &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;ingiustamente&lt;/span&gt; screditata all’estero. Che è forse il proposito che si nasconde nell’inconscio di quelli che sono soliti sputare sullo Stato italiano, i soliti che "si vergognano di essere italiani" per ogni futile motivo (quando invece dovrebbero vergognarsi di se stessi), dei neo-borbonici che maledicono Garibaldi e i Savoia ma non fanno nulla per cercare almeno di fare pulizia attorno a sé nelle città del nostro Sud.&lt;br /&gt;Quel che è certo, è che i vari Governi di Destra e Sinistra che con provvidenze legislative hanno puntato stoltamente sull’energia eolica in un’Italia che ha poco vento e molte bellezze montane proprio al Sud, se la sono proprio cercata. Anche uno stupido avrebbe capito che nel Sud quelle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;facilitazioni&lt;/span&gt; ad un eolico senza vento e senza redditività sarebbero state un invito a nozze per la malavita organizzata dei colletti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;bianchi&lt;/span&gt; e per i ceti parassitari che vivono alle spalle delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;amministrazioni&lt;/span&gt; locali e della para-politica. E intanto la distruzione del territorio non si è arrestata. Riportiamo la denuncia del deputato europeo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Musumeci&lt;/span&gt; così come l’ha trasmessa l’agenzia AGI:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ENERGIA: LA DESTRA, L'ANTIMAFIA INDAGHI SU EOLICO IN SICILIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"I parchi eolici in Sicilia sono stati &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;più&lt;/span&gt; utili agli speculatori che ai siciliani". Lo ha affermato nel corso di una conferenza stampa a Catania l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;eurodeputato&lt;/span&gt; Nello &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Musumeci&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;vicesegretario&lt;/span&gt; nazionale de la Destra. "Nella giornata di sabato - ha detto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Musumeci&lt;/span&gt; - abbiamo inoltrato una richiesta formale alle commissioni Antimafia nazionale e regionale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;perché&lt;/span&gt; c'e' il serio sospetto che dietro il business dell'energia eolica si nascondano interessi mafiosi. Non bisogna dimenticare, infatti, che in Sicilia il Comune di Vicari è stato sciolto per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;inquinamento&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;malavitoso&lt;/span&gt; proprio all'indomani dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;approvazione&lt;/span&gt; di un concessione per un parco eolico. E la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;magistratura&lt;/span&gt; non ha risparmiato il suo intervento anche in Calabria e in Puglia".&lt;br /&gt;"&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Musumeci&lt;/span&gt; ha sostenuto che "l'assenza dello strumento di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;pianificazione&lt;/span&gt; ha consentito di realizzare parchi eolici accanto a siti di valore culturale, da quelli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;riconosciuti&lt;/span&gt; dall'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Unesco&lt;/span&gt;, in provincia di Catania e di Ragusa, alla zona di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Segesta&lt;/span&gt;. Per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;privilegiare&lt;/span&gt; un interesse economico - ha proseguito - si è vanificato il paesaggio, che è un bene culturale dichiarato da tutte le leggi nazionali, ed è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;incomprensibile&lt;/span&gt; che la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;realizzazione&lt;/span&gt; dei parchi non abbia tenuto conto delle ragioni di impatto ambientale".&lt;br /&gt;"L'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;eurodeputato&lt;/span&gt; ha ricordato che "le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;universita&lt;/span&gt;' siciliane hanno consegnato il Piano richiesto dal governo regionale oltre cinque anni fa. Da allora non si è fatto nulla e, in assenza di regole, il territorio dell'Isola è stato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;saccheggiato&lt;/span&gt;". Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;vicesegretario&lt;/span&gt; nazionale de la Destra ha segnalato che "alcuni impianti non sarebbero, peraltro, collegati alla rete elettrica, e le pale girerebbero solo per lucrare i fondi europei".&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(AGI, Palermo, 19 &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;dic&lt;/span&gt;., &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Rap&lt;/span&gt;/&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Mzu&lt;/span&gt; 221430 &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;dic&lt;/span&gt; 08)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-7434235596229025072?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/7434235596229025072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=7434235596229025072' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7434235596229025072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7434235596229025072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2010/01/soldi-al-vento-su-imbrogli-e-saccheggio.html' title='Soldi al vento. “Su imbrogli e saccheggio del territorio indaghi l’Antimafia”'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S05pyR19cuI/AAAAAAAACAM/tccLykgkzpg/s72-c/Mafia+ed+Eolico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-384826297226296789</id><published>2009-12-31T17:31:00.016+01:00</published><updated>2010-01-10T11:50:17.557+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riscaldamento globale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologisti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Ripa di Meana: “Su clima, energia e salvezza della Terra stanno sbagliando”</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S0mwlFKyB2I/AAAAAAAAB_k/QPZzComCzuQ/s1600-h/global_warming_or_global_cooling.jpg"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425061377233520482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 196px; CURSOR: hand; HEIGHT: 196px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S0mwlFKyB2I/AAAAAAAAB_k/QPZzComCzuQ/s320/global_warming_or_global_cooling.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#3333ff;"&gt;L'anno si conclude con il previsto fallimento del vertice sul clima di Copenhagen, la summa di tutti gli errori sul clima e sull'ambiente secondo Carlo Ripa di Meana, presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio già commissario europeo per l'ambiente e presidente di Italia Nostra. Sul tema questo blog ospiterà prossimamente altre voci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"La Conferenza sul Clima di Copenhagen voleva salvare dal global warming gli orsi polari bianchi, ed è invece riuscita a far arrivare in Danimarca gli umani neri e incappucciati, i black bloc, che sfasciano le città storiche, concludendo così con un clamoroso fallimento. È stata una Conferenza partita male: preparata con atteggiamenti retorici e teatrali e, soprattutto, fondata su basi scientifiche controverse e manipolate, messe sotto accusa prima dell’inizio dei Lavori dai dati emersi con lo scandalo del climate-gate dell’Università dell’East Anglia, falsità confermate durante i lavori quando Al Gore, annunciando l’avanzato scongelamento del Polo Nord, ha citato una fonte che a distanza di poche ore ha smentito l’ex Vicepresidente americano di quanto gli aveva attribuito. La gestione della Conferenza da parte del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, dello stesso Al Gore, del Principe Carlo e del Consigliere del Premier Brown, Nicolas Stern, è stata demagogica e imprudente. Un forte contributo in questa direzione isterica e catastrofista è venuto anche per mesi e mesi dal Presidente Barack Obama. Così, è accaduto che una capitale europea bene organizzata è stata messa in ginocchio per dodici lunghi giorni concludendosi con un flop planetario.&lt;br /&gt;Comunque, è preferibile un fallimento ad un cattivo compromesso. Le parole di Obama hanno fatto altre volte miracoli, ma mi pare che la sua capacità di illusionismo climatico si stia riducendo: nel caso global warming, infatti, il Presidente non ha avuto dalla sua il Senato, e dunque alla fine della recita Hillary Clinton ha annunciato cento miliardi di dollari ai paesi più poveri per abbattere le loro emissioni. Questa decisione priva di altri impegni fermi e vincolanti degli Stati Uniti si iscrive ancora nella politica dei doni salva coscienza che tentano, in questo caso, di occultare gli altri mancati impegni degli USA. Il problema non si risolve certo così. Non sono infatti le emissioni CO2 dei paesi emergenti a costituire il maggior problema. Se si vuole abbattere l’inquinamento antropico del pianeta bisogna cominciare col farlo negli USA, in Cina e, a seguire, in India, in Messico, in Brasile.&lt;br /&gt;La Conferenza ha svelato molte cose importanti di cui si dovrà tener conto. Prima di tutto è emerso che non è all’ordine del giorno la fine della civiltà industriale basata sul carbone, che include la siderurgia, la metalmeccanica, la petrolchimica. La società contemporanea carbon-free non è pronta. Il potere politico, è un’altra constatazione dopo la Conferenza di Copenhagen, non ha imboccato la strada del nucleare che è il modo diretto, piaccia o no, per ridurre il CO2. Eloquente a tale proposito il silenzio della grande Russia nucleare. Si è inoltre visto che la green industry a oggi è molto esile: lo constatiamo con una punta di ironia proprio nel momento in cui ci propongono, con incorreggibile retorica, una nuova generazione di biciclette con pedalata assistita, messa a punto da un italiano negli Stati Uniti. Si deve riconoscere da parte di osservatori onesti e realisti che non si vive di reti digitali intelligenti, le smart grid, peraltro costosissime, che dovrebbero sostituire tutti gli elettrocondotti, le grandi reti energetiche, ecc. . Non basta che l’Enel abbia delle tecnologie per chiudere nelle miniere dismesse il CO2 in eccesso per parlare di una consistente green industry italiana.&lt;br /&gt;La Conferenza di Copenhagen è nata su attese sviluppate in modo abnorme nelle opinioni pubbliche che, sulla base di una cattiva cultura e di dati scientifici manipolati per scolpire nel bronzo che l’uomo sta alterando il clima producendo il riscaldamento globale, e che a tal fine occorrono misure autoritarie e spese sovrumane per evitare l’Apocalisse, si attendevano la palingenesi onusiana. Al Gore e Ban Ki-moon hanno già proposto di fare un nuovo summit a fine 2010 in Messico, preceduto da un incontro preparatorio a Bonn verso la metà del 2010. Anche lì, a Bonn e poi in Messico, si rischia di non concludere alcunché di efficace e reale, se non verrà rimossa la premessa, oggi ancora indiscutibile, che è alla base della teoria del global warming: è l’uomo che governa il clima e che solo lo può modificare. Se si vuol fare davvero qualcosa per sbloccare lo stallo in cui la grande impostura climatica ha paralizzato le Nazioni Unite, come abbiamo visto a Copenhagen quando decine di migliaia di giovani giunti da tutto il mondo hanno vissuto la frustrazione dello scacco, e l’inutilità degli scontri ripetuti contro la polizia secondo il piano dei black bloc, si deve, credo, compiere uno scrupoloso approfondimento scientifico del problema, senza più consegnarci agli apocalittici di professione. Abbiamo veramente bisogno prima di tutto di buona scienza e non del piagnisteo, per giunta violento, come a Copenhagen, sulla ingiustizia economica come capro espiatorio di tutti i problemi. In questo quadro fatto di dure realtà l’Europa deve ripensare a chi affidarsi: non può continuare a mettersi nelle mani delle lobby apocalittiche che serrano il Primo Ministro Gordon Brown, con il maturo Principe ereditario, gli enarchi a Parigi, Legambiente, Greenpeace e Rifkin a Roma. Così si crea solo frustrazione, temporanea retorica e nulla di fatto.&lt;br /&gt;In Italia, ad esempio, una opinione diversa esiste e si è rafforzata nel 2009, ma molti non la conoscono per il silenzio, non innocente, di una parte della Comunicazione ufficiale. Parole di verità, invece, hanno scritto in particolare Il Foglio e Liberal. Le analisi del Centro Bruno Leoni hanno offerto una consistente e accuratissima argomentazione contro gli scenari estremi dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change). Ci sono poi illustri scienziati e grandi divulgatori, come Antonino Zichichi, Franco Prodi, Franco Battaglia, Folco Quilici, che hanno anche loro detto e scritto parole pesate e autorevoli. Anche nel mondo politico non sono mancate posizioni scettiche e propositive. Scettiche verso i pareri adottati a maggioranza dall’IPCC e intrisi di previsioni catastrofiche, grandi città sommerse, i Poli geografici liquefatti, la fine dell’ecosistema. Basti pensare alla posizione, molto critica, assunta autorevolmente dal Presidente della Commissione Ambiente del Senato, Antonio d’Alì. Lo stesso Governo italiano è apparso tra i meno demagogici e dogmatici dell’Unione Europea: penso ad alcune obiezioni che all’inizio dell’anno 2009 vennero dal Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo e dallo stesso Presidente Berlusconi. Ciononostante, però, l’Italia a Copenhagen non ha giocato alcun ruolo. Non ha pesato.&lt;br /&gt;Vorrei ricordare, poi, che sull’eolico (la carta preferita dalle lobby italiane per le energie rinnovabili) è scoppiato uno scandalo sovranazionale. Basti leggere l’Herald Tribune americano di lunedì 14 dicembre, dove si racconta in prima pagina che al seguito delle rinnovabili arrivano le frodi. E si citano i paesi dove sono avvenute prima che altrove queste illegalità: l’Italia guida il gruppo che comprende la Spagna e il Portogallo.&lt;br /&gt;Non si può continuare a percorrere piste sbagliate. Ci si romperà la testa. Segnalo che il Presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klauss ha impostato con chiarezza il problema che ci attende, tra i maggiori del futuro, in materia di energia e clima. Quel parere merita di essere studiato.&lt;br /&gt;L’Italia dovrebbe prepararsi ad una stagione di accertamento della verità scientifica affrontando il grande inganno che finora ha dominato la scena ufficiale. Dall’Italia dovrebbe venire una valutazione veritiera delle potenzialità della green economy, che al momento non sono quelle della sua supposta chimerica "travolgente espansione". Prima di Copenhagen alcuni di noi in Italia volevano organizzare, a Volterra, un incontro che ponesse la questione del futuro climatico e energetico del pianeta in modo diverso. Sì, volevamo invitare Vaclav Klauss, uomini politici aperti e problematici, come d’Alì, Casini, Bondi e Granata, numerosi grandi scienziati e tutti coloro che a livello internazionale non vogliono affidarsi solo alle vulgate terrorizzanti promosse anche da interessi non innocenti delle lobby economiche. Quel Convegno avrebbe dovuto riaprire le pregiudiziali scientifiche dell’IPCC, contestandone, dove vi sono, gli errori. Qualcuno ha pensato che non ce l’avremmo fatta a mettere in discussione i presupposti scientifici manipolati del Vertice sul clima, sostenuti ideologicamente e politicamente, senza riserve da una maggioranza dei paesi partecipanti. I fatti hanno dimostrato che avremmo fatto bene a organizzare quel Convegno, anche se è molto faticoso e stressante chiamare un incontro internazionale in controtendenza, libero, indipendente, razionale. Rimango del parere che quello che non abbiamo fatto sarà bene fare in vista delle due tappe di Bonn e del Messico, dopo Copenhagen. La grande impostura è visibile a occhio nudo. Lo stallo egualmente. Ma i molti profeti dell’apocalisse, quelli naif e quelli del business, ci riproveranno. Sarebbe bene che questa volta fossero piegati dalla conoscenza e dalla razionalità.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;CARLO RIPA DI MEANA, esponente di Italia Nostra, presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#3333ff;"&gt;Un documento anticonformista e di buon senso, questo, che Ecologia Liberale in larga parte potrebbe condividere, se non ci fossero lodi o citazioni immeritate per alcuni scienziati, divulgatori e politici. E perché, poi, cercare personaggi da proscenio? La scienza anonima non basta? (NV)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-384826297226296789?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/384826297226296789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=384826297226296789' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/384826297226296789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/384826297226296789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/ripa-di-meana-su-clima-energia-e.html' title='Ripa di Meana: “Su clima, energia e salvezza della Terra stanno sbagliando”'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/S0mwlFKyB2I/AAAAAAAAB_k/QPZzComCzuQ/s72-c/global_warming_or_global_cooling.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-6404553392349084480</id><published>2009-12-28T14:10:00.024+01:00</published><updated>2010-09-09T22:48:21.792+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riscaldamento globale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='effetto serra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali'/><title type='text'>T’amo, o pio bove, ma consumi cereali e legumi, ed emetti troppo metano</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Szqiyc7fx3I/AAAAAAAAB-s/n63a7zvDXTI/s1600-h/Metano+emesso+da+bue+(foto+colori).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420824089136711538" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 167px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Szqiyc7fx3I/AAAAAAAAB-s/n63a7zvDXTI/s320/Metano+emesso+da+bue+(foto+colori).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C’è chi ancora ritiene una "leggenda metropolitana" che la maggior quota dell’inquinamento da parte dei cosiddetti "gas serra", in particolare il metano CH4 (circa 20 volte più inquinante dell’anidride carbonica CO2), sia imputabile alle attività agricole di zootecnia e di trattamento del letame. Ebbene, le tabelle qui riportate, di fonte diversa, lo confermano in modo pieno, anche in confronto ad altre attività inquinanti come trattamento di rifiuti, trasporto e produzione di generi alimentari, risicoltura ecc. &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tra le fonti agricole altamente inquinanti la prima è l’emissione di gas metano per fermentazioni enteriche, cioè intestinali, di bovini, caprini e ovini, allevati dall’uomo moderno. Oltretutto a costi altissimi, anche nutrizionali: sorgo, soia ed altri legumi e cereali – tutti possibili alimenti diretti per l’uomo, ad altissimo potere energetico e calorico – sono sprecati per alimentare animali da carne o da latte, cibi dal bassissimo potere energetico, ma dall'alto valore aggiunto economico.&lt;br /&gt;Ecco due tra le tante tabelle che mostrano la quantità vulcanica – non ridete – del gas intestinale metano CH4 degli animali da allevamento (bovini, ovini, caprini ecc). La prima è stata da me rielaborata da un’apposita pubblicazione agricola del Governo degli Stati Uniti (citata sotto la tabella), la seconda tratta dallo &lt;a href="http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/fulltext/117979629/PDFSTART?CRETRY=1&amp;amp;SRETRY=0"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;studio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; del giapponese Ogino et al. su Animal Science Journal. Ma un mio &lt;a href="http://love-lacto-ovo-vegetarian.blogspot.com/2009/12/la-carne-inquina-e-costa-ma-gli.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;articolo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; su un altro blog illustra vari aspetti ecologici ed economici dell'allevamento di animali. &lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;m&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420452516285215234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 244px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SzlQ2EMNcgI/AAAAAAAAB-c/1tw-XAIRCuI/s400/Emissioni+metano+in+agricoltura+Usa+(tabella+1990-2007).gif" border="0" /&gt;In quella governativa americana si vede benissimo che la zootecnia (183 su 190) è responsabile dell'emissione di quasi tutto il metano liberato nell'atmosfera negli Stati Uniti. Il grafico giapponese conferma questo primato, che del resto è un indice diffuso in tutto il mondo, comparandolo con le emissioni prodotte dalla produzione e trasporto di alimenti (feed) e dal trattamento dei rifiuti (waste), che per lo più producono non metano ma anidride carbonica CO2 e ossido nitroso N2O.&lt;br /&gt;La situazione, quindi, è davvero incresciosa, tanto più perché legata ad un'attività non davvero essenziale per la vita umana, tesa com'è a produrre solo carne e latticini, che depaupera i raccolti di granaglie e legumi di tutto il Mondo.&lt;br /&gt;Ed ecco, perciò, gli scienziati farsi in quattro per cercare qualche soluzione addomesticata che salvi - è il caso di dirlo - capra e cavoli, senza modificare il modello di sviluppo alimentare oggi imposto come "moderno". Anziché pensare a rieducare la gente a consumare la metà della metà, almeno, dell’inutile carne e dei troppo grassi formaggi, oltretutto entrambi collegati epidemiologicamente a morti da malattie cardiovascolari e tumorali, che fa l’illogica intelligenza umana? Studia e ristudia, trova che l’aglio, ben noto antibatterico, è una bestia nera per i batteri del colon responsabili delle fermentazioni che producono gas metano. Quindi: aggiungiamo aglio in abbondanza al mangime degli animali e, miracolo, le emissioni sono diminuite del 50%, come mostra uno &lt;a href="http://www.howstuffworks.com/framed.htm?parent=mammals/methane-cow.htm&amp;amp;url=http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/wales/mid_/6288012.stm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;studio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; inglese. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SzjD5ExwnVI/AAAAAAAAB-M/HD8bVVWXXTw/s1600-h/Inquinamento+metano+per+emissioni+animali+(Ogino+2007)+copia.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420297536842800466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 319px; CURSOR: hand; HEIGHT: 260px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SzjD5ExwnVI/AAAAAAAAB-M/HD8bVVWXXTw/s320/Inquinamento+metano+per+emissioni+animali+(Ogino+2007)+copia.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Naturale: per gli inglesi l’aglio è un cibo da animali o, peggio, da francesi, russi e italiani. Peccato che non si rendano conto che il latte acquisterà il gusto dell’aglio, che è la ragione per cui le mamme che allattano sono pregate di non mangiarlo, se non vogliono disgustare e far digiunare il lattante, ancora inadatto ai sapori adulti. Senza queste controindicazioni è invece l'origano, che è stato sperimentato con successo (riduce il metano del 40% e aumenta perfino la produzione di latte) in uno &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_settembre_09/bovini-metano-origano_d53e34c2-bc39-11df-8260-00144f02aabe.shtml"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;studio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; americano.&lt;br /&gt;Intanto questo blog viene in soccorso del pio bove, costretto dagli allevamenti insensati a produrre decine di litri al giorno pro capite di flatulenze di metano CH4 e una lava inarrestabile di letame, che a sua volta attaccato da batteri fermenta producendo metano. Aumentando sicuramente la fame nel mondo, e forse la temperatura media sulla Terra.&lt;br /&gt;Vorremmo aiutarlo a fuggire e a guadagnare la libertà, il pio bove, in attesa che non lo facciano più riprodurre e smantellino almeno i due terzi degli allevamenti. Perciò, questo blog vi propone un menù alternativo e politicamente corretto, saporito, sano e per niente generatore di CH4, né indirettamente, né direttamente, nonostante le leggende metropolitane (rièccole) che generalizzano i problemi di chi non mangia mai legumi o è malato di colite spastica: un bel piatto di ceci con crostini all’aglio. Due cibi così buoni, perché dobbiamo sprecarli per gli animali? &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-6404553392349084480?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/6404553392349084480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=6404553392349084480' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6404553392349084480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6404553392349084480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/tamo-un-po-meno-anzi-troppo-o-pio-bove.html' title='T’amo, o pio bove, ma consumi cereali e legumi, ed emetti troppo metano'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Szqiyc7fx3I/AAAAAAAAB-s/n63a7zvDXTI/s72-c/Metano+emesso+da+bue+(foto+colori).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-5732231977114156643</id><published>2009-12-17T12:11:00.007+01:00</published><updated>2009-12-17T16:14:13.411+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costume'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='leggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>Una volta tanto d’accordo col Vaticano: il Belpaese e l’ignoranza degli Italiani</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SyoVl5PdCSI/AAAAAAAAB7s/TqDFinJ8JQo/s1600-h/Abusivismo,+albergo+sulla+spiaggia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416165242631424290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SyoVl5PdCSI/AAAAAAAAB7s/TqDFinJ8JQo/s320/Abusivismo,+albergo+sulla+spiaggia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non sarà una famosa testata, d’accordo, ma il sito &lt;a href="http://www.affaritaliani.it/"&gt;Affari Italiani&lt;/a&gt;, come altri blog e siti sul web, non è certo fatto e scritto peggio del Corriere della Sera, ex "grande quotidiano", o della Repubblica, che invece grande non è mai stata, ormai decaduti a tabloid popolari pieni di pubblicità, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;tv&lt;/span&gt;, calcio, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;pettegolezzo&lt;/span&gt; politico, cronaca nera, scandali, titoli sbagliati ed errori d’italiano. Però l’intervista di un ex dirigente dei musei di Firenze, poi ministro dei Beni Culturali e ora direttore dei Musei Vaticani, è di quelle che lasciano il segno. Solo il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;provincialismo&lt;/span&gt; snob e l’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;inadeguatezza&lt;/span&gt; dei giornalisti italioti, per lo più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;raccomandati&lt;/span&gt;, a cui fa comodo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;considerarsi&lt;/span&gt; "giornalisti che fanno opinione", lo ha fatto passare sotto silenzio.&lt;br /&gt;E’ la prima volta che una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;dichiarazione&lt;/span&gt;, una posizione proveniente dal Vaticano, ci trova d’accordo. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Paolucci&lt;/span&gt; spara duramente contro l’ottusità degli Italiani e, lo si arguisce, anche della classe politica che dovrebbe governarli ed educarli, ma che – aggiungiamo noi – è spesso peggiore del peggiore popolino. Avete ascoltato a Radio Radicale i discorsi dal vivo di deputati o senatori? In alcuni casi fanno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;rabbrividire&lt;/span&gt; dalla vergogna: parlano e ragionano molto meglio certi baristi e meccanici di nostra conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Paolucci&lt;/span&gt; collega &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;sapientemente&lt;/span&gt; la crisi di affluenza dei musei al decadimento del Paesaggio italiano, che in fin dei conti è l’immagine dell’Italia nel mondo, la cartolina illustrata che dovrebbe invogliare i turisti a "visitare l’Italia" e quindi "anche" i suoi musei. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Ragionamento&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;ineccepibile&lt;/span&gt;, perché chi si muove dall’Arkansas o dal Giappone non pensa d’istinto ai musei italiani, ma all’Italia in sé, anzi, ad una certa immagine dell’Italia che gli è stata tramandata dai grandi viaggiatori dell’Ottocento.&lt;br /&gt;E invece, l’Italia, ormai è brutta, sempre più brutta, altro che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Belpaese&lt;/span&gt;. Perché i turisti dovrebbero accorrervi? Il territorio è devastato come in poche aree in Europa. Periferie squallide? Certo, ma le periferie in Italia cominciano dai Centri storici. Spesso sono brutte e da abbattere anche le "periferie" costruite nel Novecento. Roma, per dirne una, è una città brutta, bruttissima. Appena si esce dalle mura Aureliane, per esempio da Porta del Popolo, o da Porta Pia o da Porta &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Capena&lt;/span&gt; o da Porta San Pancrazio. Uno si gode la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;scenografica&lt;/span&gt; piazza del Popolo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Valadier&lt;/span&gt;, varca la Porta e subito è immerso nella bruttezza dell’orrido piazzale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Flaminio&lt;/span&gt;. Possibile che nessun &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;amministratore&lt;/span&gt; o politico lo noti?&lt;br /&gt;Ma, soprattutto se torniamo in treno dal Nord Europa, stringe il cuore nel vedere le campagne italiane. Come i dolci declivi, i poggi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;meravigliosi&lt;/span&gt; e i filari di alberi sono maltrattati dagli unici &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;frequentatori&lt;/span&gt; e padroni della campagna: i contadini.&lt;br /&gt;Abbiamo in Italia una natura &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;addomesticata&lt;/span&gt; (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;ché&lt;/span&gt; tale è la campagna) governata da agricoltori per bisogno o fatalità, spesso senza alcuna passione, rozzi e ignoranti, ottusi nella loro pigrizia, incapacità e parsimonia. E non sia scusa la passata o presente povertà. Quando si trattava non di acquistare materiali edilizi costosi, ma di utilizzare col proprio lavoro le ottime pietre del campo per costruire le case coloniche, come in tutti i Paesi d’Europa, il contadino italiano medio, per pigrizia e mancanza di modelli di riferimento, tirava su alla bell’e meglio delle mura degne di una stalla, non di una casa. Che differenza con gli avi Etruschi e Romani, le cui case, anche quelle agricole, destarono la meraviglia dei barbari invasori che ancora abitavano capanne di legno e argilla cruda. Ma che distanza oggi con le belle e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;raffinate&lt;/span&gt; case rustiche di Gran Bretagna, Germania, Francia, che pure hanno paesaggi naturali molto inferiori ai nostri.&lt;br /&gt;L’Italia vista dal treno è tutta un’orribile sequela di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;gabbiotti&lt;/span&gt; per gli animali fatti di cartoni, vetri, armadi abbandonati, letti e brande. Nei campi troneggiano ovunque bianche, oscene, vasche da bagno smaltate, adibite a fontanili per gli animali. Con tutte le pietre a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;disposizione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E se ci si inoltra nei campi – una vergogna per la patria di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Columella&lt;/span&gt;, Catone e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Leon&lt;/span&gt; Battista &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Alberti&lt;/span&gt; – non c’è più il nobile legno, che pure abbonda in Italia, Paese tra i più ricchi di vegetazione e di boschi. Ma ovunque, regnano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;incontrastati&lt;/span&gt; come in Africa, i materiali di riporto, i rifiuti: lamiere di ferro, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;ondulex&lt;/span&gt;, amianto, gli squallidi mattoni di cemento cavo del Terzo Mondo, e la plastica, tanta plastica, d’ogni forma, consistenza e colore.&lt;br /&gt;Una vergogna. Un degrado materiale che nasconde un più profondo degrado &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;intellettuale&lt;/span&gt; e morale, che coinvolge i Governi, il Parlamento, la classe politica, la scuola (l'incultura degli insegnanti italiani è unica: basta vedere o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;intervistare&lt;/span&gt; gli alunni) e le famiglie.&lt;br /&gt;Ha ragione, quindi, il direttore dei Musei Vaticani (nell'&lt;a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/paolucci_musei_vaticani041209.html"&gt;intervista &lt;/a&gt;su Affari Italiani): perfino la crisi del turismo deriva dall’ignoranza diffusa degli italiani che si riflette sulla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;devastazione&lt;/span&gt; del territorio e dell’ambiente. La stessa ignoranza che fa preferire perfino agli abitanti degli oscuri villaggi un viaggio all’estero (Canarie, Maldive, Grecia ecc) piuttosto che nella bella Italia, che non conoscono. Tanto è vero che usano tutti come falsa scusa i presunti "alti prezzi" del turismo in Italia. E così si fanno spellare in Grecia e altrove, dove si spende ancora di più, e senza le bellezze, le comodità e le gentilezze a cui siamo abituati. (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;NV&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La crisi colpisce anche i Musei Vaticani.&lt;br /&gt;IL DIRETTORE: "ABBIAMO SPUTTANATO IL PAESAGGIO" &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;di Fabio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Carosi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Crolla la domanda di cultura, in particolare di musei, con una forte diminuzione di visitatori soprattutto nel sud Italia. Ma le maggiori &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;preoccupazioni&lt;/span&gt; sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;complessivamente&lt;/span&gt; per l’offerta turistica italiana a causa del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Belpaese&lt;/span&gt; che non c’è più. "Le colpe? Un ambiente devastato e un’ignoranza che ci porta ad andare all’estero ignorando i nostri musei civici".&lt;br /&gt;Dalla poltrona comoda anche se &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;delicatissima&lt;/span&gt; di direttore dei Musei Vaticani, Antonio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;Paolucci&lt;/span&gt;, in esclusiva per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;Affaritaliani&lt;/span&gt;, denuncia la crisi del sistema museale nostrano, alle prese con un vistoso calo di visitatori. E di introiti. Per il professor &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Paolucci&lt;/span&gt;, già &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;sovrintendente&lt;/span&gt; del Polo Museale fiorentino e ministro tecnico dei Beni Culturali del governo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;Dini&lt;/span&gt;, la crisi ha cause ben evidenti che vanno dalla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;cementificazione&lt;/span&gt; del paesaggio, alla costruzione delle città con "orrende periferie", sino alla scarsa cultura degli italiani, transitando anche per quel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;vizietto&lt;/span&gt; italico di truffare i turisti.&lt;br /&gt;Apre con i dati di casa: "A fronte di un calo del 10-12 per cento riferito dal nostro Ministero, i Musei Vaticani tengono botta. Nel 2008 abbiamo chiuso con 4 milioni e 444mila visitatori, quest’anno chiuderemo al 31 dicembre con 4milioni e 250 mila. Ciò significa 2 milioni di euro di incassi in meno tra biglietti e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;merchandising&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Per il direttore del più importante museo d’Italia (anche se protetto dalle mura dell’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;extraterritorialità&lt;/span&gt;), la colpa della crisi è tutta italiana: "Abbiamo sputtanato il paesaggio – dice senza mezzi termini – &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;trasformando&lt;/span&gt; le città in orrende periferie e rincorrendo la concorrenza con l’estero. Dobbiamo invece inseguire un turismo che esca dal classico "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;turisdotto&lt;/span&gt;", cioè l’oleodotto nel quale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;vengoni&lt;/span&gt; infilati i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;tursiti&lt;/span&gt;, spediti tra Firenze, Roma e Pompei. Dobbiamo andare a Empoli, a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;Castelfranco&lt;/span&gt; Veneto, a Belluno a Vicenza e poi a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;Todi&lt;/span&gt; e a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;Narni&lt;/span&gt;. Siamo ancora salvi perché esiste lo stereotipo di vacanze romane".&lt;br /&gt;Quindi la profezia: "La colpa del declino è degli italiani – spiega il professore – se avessero fatto come in Svizzera con efficienza e servizi saremo al primo posto. Invece siamo condannati al declino, perché prima o poi lo stereotipo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_56"&gt;Belpaese&lt;/span&gt; finirà".&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_57"&gt;Paolucci&lt;/span&gt; conclude con un consiglio: "Bisogna tornare a Pasolini e agli Scritti Corsari e diventare sanamente reazionari, convincendo la gente che sono ignoranti e che devono curare la loro ignoranza".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-5732231977114156643?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/5732231977114156643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=5732231977114156643' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5732231977114156643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5732231977114156643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/una-volta-tanto-daccordo-col-vaticano.html' title='Una volta tanto d’accordo col Vaticano: il Belpaese e l’ignoranza degli Italiani'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SyoVl5PdCSI/AAAAAAAAB7s/TqDFinJ8JQo/s72-c/Abusivismo,+albergo+sulla+spiaggia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-3150407954063337446</id><published>2009-12-15T23:38:00.005+01:00</published><updated>2009-12-20T00:50:09.858+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie alternative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>Nel 2020, a costi pazzeschi, se tutto va bene, sarà nucleare il 4,5% dell’energia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SygS6ip3ZvI/AAAAAAAAB7k/Kwnp2weVhdY/s1600-h/Centrale+nucleare.jpg"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415599348857136882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 262px; CURSOR: hand; HEIGHT: 173px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SygS6ip3ZvI/AAAAAAAAB7k/Kwnp2weVhdY/s320/Centrale+nucleare.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;MA L'ATOMO CONVIENE DAVVERO?&lt;br /&gt;di Emma Bonino ed Elisabetta Zamparutti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Il Sole 24 Ore, 13 dicembre 2009&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Le prevedibili polemiche sui siti nucleari e la convocazione a breve da parte del governo di tutte le imprese "interessate" al settore, ci spingono a riproporre alcuni quesiti di fondo che non hanno avuto risposte convincenti, insieme à problemi rimasti insoluti. E ci portano a farlo proprio su un giornale "nuclearista" perché il confronto è utile tra chi ha maturato opinioni diverse.&lt;br /&gt;Ripetiamo la domanda che abbiamo posto nel 2008: in termini di costi/benefici, conviene al nostro paese costruire centrali nucleari impegnando nei prossimi anni 25/30 miliardi per soddisfare, ben che vada a partire dal 2020 il 25% dei` consumi elettrici attuali che corrispondono solo a circa il 4,5% dei consumi finali di energia? Non esiste altro modo per raggiungere e persino superare lo stesso obiettivo?&lt;br /&gt;Una recente valutazione dell'Enea evidenzia che le uniche opzioni tecnologiche con benefici sociali netti o con costi minimi sono quelle riconducibili al miglioramento dell'efficienza energetica nell'industria, nel terziario, nel trasporto, nell'edilizia residenziale e nella produzione e trasmissione di elettricità. Secondo quanto affermato in questo studio, nel solo settore dell'elettricità, si potrebbero evitare 73 twh di energia elettrica, pari al 21,6% dei consumi finali lordi del 2008 (337,6 twh). Questo enorme potenziale di risparmio energetico al 2020 corrisponde alla produzione elettrica di circa 8 grandi centrali nucleari.&lt;br /&gt;Siamo convinte che sia molto importante continuare ad usare risorse pubbliche per potenziare i nostri centri di ricerca e partecipare a programmi internazionali in questo campo. Ma intanto il rapporto dell'Enea ci dà un'indicazione univoca: le misure di efficienza energetica sono immediatamente praticabili, consentono di guadagnare tempo laddove le innovazioni non sono ancora mature in termini di prestazioni e di costi, e permettono di operare scelte strategiche in modo più consapevole e calibrato alle vere esigenze del nostro paese.&lt;br /&gt;In modo acritico ci viene continuamente riproposto l'esempio francese, nonostante notizie d'oltralpe definiscano un "fiasco industriale" il nucleare francese. Quello, per intenderci, che dovremmo realizzare, incentrato sul reattore Epr. "Non si sa se riusciremo a costruirlo, né a che prezzo potrà essere realizzato: dai 3 miliardi di euro si è passati ai 5 e si evoca la cifra di 6 o 7 miliardi", riassumeva pochi giorni fa un dirigente di Edf dalle colonne del giornale francese Mediapart.fr.&lt;br /&gt;Il produttore Areva ha dovuto ammettere che il cantiere finlandese ha già prodotto 2,7 miliardi di perdite destinate a crescere e superare così il prezzo di vendita (3 miliardi) del reattore stesso. Così come ha dovuto riconoscere ritardi tali da far entrare in servizio l'ERP nel 2012 nonostante le previsioni iniziali parlassero del 2009. E il vicepresidente della compagnia elettrica finlandese Tvo, Timo Rajala, dalle pagine di Les Echos si è sentito in obbligo di rispedire al mittente le accuse di essere all'origine dei ritardi, affermando che "il progetto ha richiesto troppo tempo... Noi non vogliamo pagare i costi che si sono resi necessari per ricerca e sviluppo". Più discretamente, Edf ha annunciato il rinvio di almeno un anno della messa in servizio dell'ERP di Flamanville.&lt;br /&gt;Ma soprattutto la Francia non ha risolto con il nucleare la dipendenza da fonti fossili, se consideriamo che consuma pro-capite più petrolio della Germania. E se è vero che nelle ore morte, quando è in una situazione di sovraccapacità, ci vende energia elettrica, è altrettanto vero che nelle ore di punta la compra appunto dalla stessa Germania.&lt;br /&gt;Per non parlare dell'avvertimento pesante lanciato dalle tre autorità per la sicurezza nucleare francese, finlandese e inglese. In un comunicato congiunto hanno rilevato la necessità di rafforzare il sistema di sicurezza dell'ERP perché "nel modo in cui è stato originariamente proposto dai licenziatari e da Areva, non osserva il principio d`indipendenza" tra i sistemi di sicurezza e quelli di controllo, che costituisce un principio basilare della sicurezza, e hanno chiesto una revisione completa del sistema. Sostanzialmente hanno detto: "Così non va". E non è difficile immaginare quanto sia costata all'autorità francese muovere una pubblica critica a quello che viene considerato un simbolo della grandeur francese.&lt;br /&gt;Né molto diversa pare la situazione di quell'altra tecnologia che potrebbe trovare attuazione in Italia, il reattore AP1000 dell'americana Westinghouse: il 27 novembre la direzione Sanità e Sicurezza britannica (Hse) ha avvertito che potrebbe non approvare il progetto se non risponderà alle riserve espresse in tema di sicurezza. Per cultura e prassi politica radicale non siamo affette dalla sindrome Nimby o da psicosi catastrofiste, ma le alternative esistono, come ha proposto la stessa Enea: efficienza energetica, energie alternative, ricerca.&lt;br /&gt;Sicché ripetiamo la domanda: il nucleare conviene? Risolve?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-3150407954063337446?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/3150407954063337446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=3150407954063337446' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3150407954063337446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3150407954063337446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/nel-2010-costi-pazzeschi-se-tutto-va.html' title='Nel 2020, a costi pazzeschi, se tutto va bene, sarà nucleare il 4,5% dell’energia'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SygS6ip3ZvI/AAAAAAAAB7k/Kwnp2weVhdY/s72-c/Centrale+nucleare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-7621441549935233077</id><published>2009-12-13T11:21:00.010+01:00</published><updated>2009-12-13T13:23:54.865+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costume'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='città'/><title type='text'>Roma, corrotta da politici, commercianti, cittadini e turisti, diventa virtuosa?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SyTUilQ1QiI/AAAAAAAAB7c/aFcIgoR0BBI/s1600-h/Campidoglio+a+tinte+fosche300x200.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414686342589530658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SyTUilQ1QiI/AAAAAAAAB7c/aFcIgoR0BBI/s320/Campidoglio+a+tinte+fosche300x200.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Anche le pulci hanno la tosse. Roma, capitale mondiale delle cartacce per terra e delle bottiglie sui muretti, dei parchi devastati e abbandonati, degli alberi tagliati dal Servizio Giardini, ma soprattutto capitale delle auto parcheggiate in seconda e terza fila, con i vigili urbani meno vigili e meno urbani al mondo, città mediorientale in tutto, per traffico, incapacità, disorganizzazione e assenza del Comune (qualunque sia il partito al governo, sia chiaro), e ancor più per mentalità e strafottenza dei suoi cittadini, una capitale con una metropolitana ridicola e con i grossi autoveicoli Suv che pretendono di passare indisturbati perfino nei vicoli del Centro storico, dove i pedoni non riescono ad attraversare neanche sulle strisce e rischiano la vita ogni giorno senza che nessuno li difenda, una città gestita direttamente dalle lobbies dei commercianti (che a Roma sono davvero i più ottusi al mondo, visto che si oppongono a qualunque riforma, sia pur timida), ebbene una città così pretende ora di diventare una metropoli moderna e anglosassone, anzi addirittura una città virtuosa in ecologia?&lt;br /&gt;Non è credibile. Neanche se chi scrive fosse chiamato come consulente con pieni poteri. Il Comune di Roma non è riuscito neanche a creare banali cordoli in muratura, perciò non attraversabili, per difendere e rendere più veloce il percorso degli autobus principali, figuriamoci se potrebbe fare le cose fantasmagoriche che ora propone, e che ricordano tanto le sparate pubblicitarie delle città del Nord Italia dove regna Legambiente.&lt;br /&gt;Il sindaco di Roma, Alemanno, è "di destra" mentre Legambiente e Verdi sono "di sinistra"? Ma figuriamoci, non c'è differenza: sono tutti politici. Infatti dai buoni propositi dati in pasto alla stampa si capisce subito che se nella burocrazia romana e tra i politici del Comune non si fa una selezione radicale, del "Decalogo" di buoni propositi pubblicitari ben poco o nulla all'atto pratico si trasferirà in comportamenti reali nel cittadino e negli enti comunali.&lt;br /&gt;Invece, serve un cambiamento profondo e generalizzato nella vita della città e nel comportamento dei romani.&lt;br /&gt;Qui siamo solo ai soliti proclami a cui la politica italiana ci ha abituato. Oppure alle piccole misure laterali che non sfiorano il nocciolo del problema: il no alle auto private nel Centro storico. Vi ricordate la "benzina verde", cancerogena, che ha sostituito - invero per decisioni statali ed europee, ma l'analogia è significativa - quella al piombo che cancerogena non era? Avete presente i cassonetti per la raccolta differenziata che dovevano farsi perdonare la loro pesante antiesteticità con un vantaggio reale in termini di ambiente? Ecco, cose così.&lt;br /&gt;Sembra quasi di leggere gli annunci di Legambiente di qualche anno fa: tutti "riciclo" e abbattimento delle polveri sottili e niente sostanza pratica di vita quotidiana.&lt;br /&gt;Insomma, Destra e Sinistra si guardano bene dal toccare il vero punto focale: eliminare le auto dai centri storici e reprimere duramente le soste vietate. Dopodiché il resto verrebbe da sé: i cittadini sarebbero "costretti" a riorganizzare la loro vita quotidiana. Dovrebbero prendere metropolitana e bus come fanno a New York, Londra e Parigi. Dall'avvocato alla signora-bene. Ammesso che a Roma esistano signore-bene.&lt;br /&gt;Costretti. Economicamente, s'intende, perché noi siamo liberali. Perché 200 euro al giorno di multa reale, effettiva, sicura, fermano chiunque, perfino i riottosi, viziatissimi e anarchici romani. E perché anche un solo euro al giorno pagato da chi, non residente, entra all'interno del Raccordo anulare sono pur sempre qualcosa. Roma non può essere la città aperta a tutti: con le migliaia di pullman che bloccano il traffico perché invitati o attratti dal Vaticano, Stato estero che deve pur pagare il disturbo e i danni che arreca ai cittadini romani. Roma non può essere impunemente raggiunta da torme di turisti italiani e stranieri indisciplinati e sporcaccioni. Questi costi altissimi i romani consapevoli sono stuufi di pagarli.&lt;br /&gt;Altro che CO2 e bottiglie di vetro: a Roma bisogna fare una vera e propria rivoluzione impopolare. Il sindaco, qualunque sia, deve desiderare di essere cacciato a furor di popolo. Deve dispiacere a commercianti, professionisti, automobilisti e impiegati dello Stato. Solo così saremo abbastanza sicuri che sta facendo gli interessi della città. Un nuovo Nathan. Altro che. Ed ecco l'articolo che ha originato il nostro commento, del bravo e incolpevole Francesco Amorosino della Newsletter Nanni editore, che presenta l'ambizioso programma capitolino (NV)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;COPENHAGEN: ROMA PUNTA AD ESSERE CAPITALE VERDE D'EUROPA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Con un ambizioso piano all'insegna dell'efficienza energetica e delle rinnovabili, la città abbraccia la causa ambientale in vista di una prossima 'terza rivoluzione industriale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Roma capitale energetica d'Europa. È ancora presto per dirsi, ma è questo l'obiettivo del sindaco Gianni Alemanno, che vuole fare della sua città un simbolo della rivoluzione ecologica. Fonti rinnovabili, efficienza energetica, architettura sostenibile, trasporti puliti: sono solo alcuni dei punti di un &lt;a href="javascript:void(window.open(" resizable="yes,location=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,status=yes,toolbar=yes,fullscreen=no,dependent=no'))&amp;quot;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Decalogo per la città di Roma&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;studiato insieme all'economista e ambientalista Jeremy Rifkin dopo il 'Workshop for a third industrial revolution' di Roma poco prima dell'inizio della Conferenza sul clima di Copenhagen. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E proprio al vertice internazionale promosso dalle Nazioni Unite, il Comune di Roma, ma anche la Provincia con la presenza del presidente Nicola Zingaretti, illusteranno le buone pratiche già avviate e i progetti futuri. A Copenhagen. però, Roma si è classificata quattordicesima nell'European Green City Index, la classifica delle città più ecosostenibili stilata dall'Economist Intelligence Unit per conto della Siemens.&lt;br /&gt;La Capitale è a metà graduatoria tra le 30 grandi città Europee analizzate, in vetta proprio Copenhagen, seguita da Stoccolma e Oslo, mentre a chiudere la lista c'è Kiev. La ricerca si è concentrata su otto settori, emissioni di anidride carbonica, energia, trasporti, acqua, qualità dell'aria, rifiuti e utilizzo della terra, costruzioni e politiche ambientali. Molto bene Roma per quanto riguarda 'emissioni di anidride carbonica' ed 'energia', dove infila due settimi posti, male nelle altre categorie, dove non arrivare mai nella top ten, fermandosi addirittura al diciottesimo posto per quanto riguarda i trasporti, al diciannovesimo per l'acqua e al diciassettesimo per la gestione dei rifiuti e la qualità dell'aria.&lt;br /&gt;Adesso, però, per Roma è tempo di cominciare quella che Rifkin ha definito "la terza rivoluzione industriale", ovvero "un piano di sviluppo economico abbinato a un piano di sviluppo energetico". Per questo il Comune ha preparato un Masterplan, una serie di azioni concrete su energia e ambiente da attuare nell'immediato futuro. Primo punto del decalogo è la riduzione delle emissioni di gas serra, che va attuata, ed è il secondo punto, tramite l'efficienza energetica, con l'obiettivo di ridurre, ad esempio, del 50% i consumi elettrici e dell'80% i consumi termici delle scuole romane grazie all'istallazione di pannelli solari e fotovoltaici, e promuovendo le fonti rinnovabili (terzo punto).&lt;br /&gt;Importante anche la promozione di un'architettura e una urbanistica sostenibili, con l'adozione di sistemi efficienti di conversione e uso dell'energia nelle attività produttive, mentre si scommette sullo sviluppo della tecnologia a base di idrogeno. Il Comune, infatti, vuole istallare nel giro di un anno dieci stazioni per la distribuzione di idrogeno e metano per autoveicoli utilizzando i finanziamenti della comunità europea, oltre a estendere l'infrastruttura per la ricarica delle auto elettriche.&lt;br /&gt;Proprio per promuovere l'efficienza, inoltre, si favoriranno delle 'smart grids', reti intelligenti che sfruttano il principio dell'auto-consumo e della messa in distribuzione solo dell'energia autoprodotta che sia in eccedenza rispetto all'autoconsumo, da utilizzarsi nei più vicini centri di domanda, in modo da minimizzare problemi e dispersioni. Verranno, inoltre, l'attivati 100mila punti luce Led entro il 2020, verrò creato un impianto a cogenerazione all'ospedale Sant'Andrea, un nuovo stadio a zero emissioni e una rete energetica condivisa allìuniversità La Sapienza.&lt;br /&gt;Il settimo punto è rendere più efficienti e puliti i trasporti pubblici, favorendo il 'car sharing' e il 'car pooling', e iniziative che combinano il trasporto pubblico con la bicicletta, mentre l'ottavo proponimento è la creazione di 'isole dell’energia' per settori come ospedali, uffici, scuole, strutture ricettive, fabbriche, case, ville, per i quali si svilupperanno delle 'matrici' in modo da facilitarne e accelerarne l'accesso alle nuove tecnologie energetiche. Tutto questo deve avvenire, ovviamente, anche in un'ottica di sviluppo economico e crescita occupazionale (nono punto), per garantire a Roma una posizione di città attenta ai temi della sostenibilità energetica e ambientale a livello internazionale (decimo punto).&lt;br /&gt;"Vogliamo inviare il messaggio che Roma si mette alla testa di un nuovo modello di sviluppo ambientale ed energetico - ha detto il sindaco Alemanno - perché non si tratta solo di prendere degli impegni astratti, ma di comprendere che bisogna realizzare un nuovo modello di sviluppo che porterà posti di lavoro, innovazione tecnologica, e renderà Roma più competitiva a livello economico.&lt;br /&gt;Da questo punto di vista il sindaco si è impegnato anche ad ampliare il verde della Capitale, come avvenuto pochi giorni fa, quando ha partecipato a 'Roma per Copenaghen', l'intervento di forestazione urbana avviato da Legambiente in cui sono stati piantati cento alberi presso il Pratone delle Valli all'interno del Parco dell'Aniene, che diventeranno mille entro febbraio, in modo da compensare parte delle emissioni di anidride carbonica della città.&lt;br /&gt;L'iniziativa dell'amministrazione capitolina è una vera rivoluzione nel panorama italiano e, se gestita nel migliore dei modi, potrebbe davvero diventare un modello per il resto del continente. Ad Alemanno sono andati, ad esempio, anche i complimenti del quotidiano economico Financial Times, evidenziando che Roma è la prima capitale europea a mettere in campo un piano del genere. Ora bisogna passare dalle parole ai fatti e far sì che davvero si possa parlare di una 'terza rivoluzione industriale' e non una delle tante operazione verdi di facciata sparite dopo i vertici internazionali" (Francesco Amorosino). &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-7621441549935233077?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/7621441549935233077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=7621441549935233077' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7621441549935233077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7621441549935233077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/roma-capitale-corrotta-da-politici.html' title='Roma, corrotta da politici, commercianti, cittadini e turisti, diventa virtuosa?'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SyTUilQ1QiI/AAAAAAAAB7c/aFcIgoR0BBI/s72-c/Campidoglio+a+tinte+fosche300x200.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-354077897080415177</id><published>2009-12-09T16:37:00.005+01:00</published><updated>2009-12-09T16:57:57.844+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='epidemiologia'/><title type='text'>Meno biodiversità, e le malattie vecchie e nuove si globalizzano come epidemie</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sx_GrKk9-3I/AAAAAAAAB7U/ZSiisRni9AM/s1600-h/Lyme+malattia+da+zecche+in+Italia+1983-1995.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413263721998711666" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 227px; CURSOR: hand; HEIGHT: 260px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sx_GrKk9-3I/AAAAAAAAB7U/ZSiisRni9AM/s320/Lyme+malattia+da+zecche+in+Italia+1983-1995.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;Casi di malattia di Lyme, trasmessa dalle zecche (1983-1985): quasi tutti (976) nel Triveneto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Rischiamo di ammalarci della malattia di Lyme, e non solo, per colpa della nostra trasandatezza ecologica. La Nemesi che ci tocca per avere per troppo tempo maltrattato la Terra? Ma sì, in fondo le zecche ci mordono e succhiano il sangue, trasmettendoci i batteri terribili, "per conto dell'ecosistema".&lt;br /&gt;Uno studio collega l'emergenza di nuove malattie e la diffusione globale di malattie un tempo locali ai cambiamenti nella biodiversità e al declino e all'estinzione delle specie. Lo riporta l'ultimo numero della newsletter &lt;a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1341283"&gt;Scienze online&lt;/a&gt;. La distruzione e la perdita di biodiversità, trainata dal rimpiazzamento delle specie locali con specie esotiche, dalla deforestazione, dalla globalizzazione dei trasporti e da altri cambiamenti ambientali può aumentare l'incidenza e la diffusione delle malattie infettive fra gli uomini. E' questa la conclusione a cui è giunto uno studio condotto da ricercatori dell'Università del Vermont e della Environmental Protection Agency pubblicato sulla rivista "BioScience" (Biodiversity Loss Affects Global Disease Ecology). "Una quantità di nuove malattie sta emergendo e quelle che un tempo erano locali stanno diventando globali. Malattie come il West Nile Virus si sono diffuse in tutto il mondo molto rapidamente"; osserva Joe Roman, uno degli autori. Questa non è la prima volta che l'uomo deve fronteggiare una raffica di nuove malattie. Già il passaggio dalla caccia all'agricoltura, la domesticazione e la creazione di insediamenti stabili portarono a una prima "transizione epidemiologica". Una successiva fu dettata dalla Rivoluzione industriale, con un declino delle malattie infettive e l'aumento di tumori e allergie. Ora, dicono gli autori, siamo di fronte ancora una volta a una fase di questo tipo. "Questo è il primo lavoro che collega l'attuale transizione epidemiologica ai cambiamenti nella biodiversità e al declino e all'estinzione delle specie", osserva Montira Pongsiri, dell'EPA. "Molte persone hanno lavorato su questo argomento in relazione a singole malattie - dal West Nile virus alla malaria, dalla schistosomiasi agli hantavirus - ma nessuno ha raccolto tutti questi studi e li ha messi a confronto. Noi abbiamo analizzato tutti questi studi e mostrato che l'emergere o il riemergere di molte malattie è legato alla perdita di biodiversità. Guardando da un punto di vista più ampio a questo problema possiamo dire che non si tratta affatto di casi specifici. Sta accadendo qualcosa a scala globale", ha detto la Pongsiri. "Non stiamo dicendo che la perdita di biodiversità sia il fattore primario di tutte queste malattie emergenti, ma è evidente che ha un ruolo importante", ha detto Roman. "Prendiamo il caso della malattia di Lyme, trasmessa da zecche infettate dal batterio Borrelia burgdorferi", spiega la Pongsiri. "La zecca riceve il batterio solitamente succhiando il sangue di piccoli animali, negli Stati Uniti soprattutto da un piccolo roditore, il peromisco dai piedi bianchi. Storicamente la malattia era rara molto probabilmente perché c'era una vasta gamma di mammiferi differenti. La zecca si alimentava di molte di esse, ma dato che molte sono un ospite poco adatto al batterio solo poche zecche la trasmettevano all'uomo. La frammentazione e riduzione delle foreste e dei boschi ha portato a un drastico declino del numero di mammiferi e al prosperare del peromisco. Così, quanto più si diffonde il peromisco nei boschi, tanto maggiore è la probabilità che la zecca sia infetta e quindi di essere morsi proprio da una zecca infetta".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-354077897080415177?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/354077897080415177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=354077897080415177' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/354077897080415177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/354077897080415177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/meno-biodiversita-e-le-malattie-vecchie.html' title='Meno biodiversità, e le malattie vecchie e nuove si globalizzano come epidemie'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sx_GrKk9-3I/AAAAAAAAB7U/ZSiisRni9AM/s72-c/Lyme+malattia+da+zecche+in+Italia+1983-1995.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-5229617888941230167</id><published>2009-12-06T23:16:00.020+01:00</published><updated>2009-12-09T00:10:21.614+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riscaldamento globale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costume'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca'/><title type='text'>Riscaldamento globale. Hacker dà ragione ai negazionisti contro i catastrofisti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sx59p0GwHWI/AAAAAAAAB7E/amQBO8pxfNs/s1600-h/Temperature+Usa++e+tendenza+1895-2009+(grafico).gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412901959460986210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 271px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sx59p0GwHWI/AAAAAAAAB7E/amQBO8pxfNs/s400/Temperature+Usa++e+tendenza+1895-2009+(grafico).gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#3333ff;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Il grafico (&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;cliccarvi sopra per ingrandirlo&lt;/span&gt;) pubblicato su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.worldclimatereport.com/index.php/2009/11/09/another-normal-year-for-us-temperatures/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;World Climate Report&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#3333ff;"&gt;mostra la tendenza sostanzialmente orizzontale delle temperature negli Stati Uniti dal 1895 al 2009. In basso il contestato grafico IPCC delle temperature ricostruite dell'ultimo millennio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;COME RISCALDARE UN MONDO CHE FORSE SI STA RAFFREDDANDO&lt;br /&gt;Gianfranco Bangone, Il Riformista, 25 novembre 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;Fuga di notizie. Finiscono in rete migliaia di mail trafugate da un server dell'Università dell'East Anglia. A leggerle sembrerebbe che i dati sul global warming siano stati “addomesticati” o quantomeno che siano stati ignorati («dieci anni con temperature relativamente stabili») quelli che non lo confermavano. Un migliaio di mail vengono trafugate da un server dell'Università della East Anglia e finiscono in rete. È la corrispondenza fra alcuni ricercatori che hanno contribuito a provare l'aumento delle temperature degli ultimi decenni e il loro lavoro è alla base dei Rapporti dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i mutamenti climatici.&lt;br /&gt;Nelle mail rese pubbliche c'è di tutto: espedienti per aggiustare i dati che confermino il riscaldamento, proposte per minare la credibilità dei propri avversari e occultare i dati più scomodi.&lt;br /&gt;Il grafico che vedete in questa pagina &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;[v. sotto, cliccare per ingrandirlo]&lt;/span&gt; è forse il più famoso di tuttii tempi e si è meritato il nome di “hockey stick” (o mazza da hockey). Rappresenta i valori di temperatura dell’ultimo millennio ed è la prova più citata a sostegno della tesi sul contributo delle attività antropiche al riscaldamento globale. La ricostruzione è stata pubblicata nel 1998 e gli autori sono tre climatologi: Michael Mann, Raymond Bradley e Malcom Hughes. Il grafico assume un significato politico assoluto nel 2001 quando diventa l’architrave del terzo Rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i mutamenti climatici (Ipcc), oltre a figurare in centinaia di documenti istituzionali e politici che sostengono la necessità di tagliare drasticamente le emissioni di gas serra.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413003548552093698" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 282px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sx7aDE9gYAI/AAAAAAAAB7M/9q4IEFOHhy0/s400/Temperature+ultimo+Millennio+(grafico+IPCC+contestato).jpg" border="0" /&gt;Va precisato che l’andamento delle temperature indicate nel grafico è una ricostruzione che utilizza varie fonti di dati: misuriamo le temperature a partiredal 1850, per cui per ricostruire quelle precedenti si è dovuto ricorrere ai cosiddetti proxy, ovvero a temperature ricavate dagli anelli degli alberi o a microrganismi contenuti nei sedimenti lacustri e marini. Ma al di là dei tecnicismi, resta il fatto che la ricostruzione di Mann e colleghi dimostra un andamento pressoché piatto delle temperature fra l’anno 1000 e gli inizi del secolo scorso, dopo di che sale inesorabilmente con una curva molto ripida. È quindi un segno evidente che le attività umane sono responsabili, attraverso le emissioni di gas di serra, di questo precipitoso aumento. Da un punto di vista strettamente politico è la pezza d’appoggio scientifica che giustifica il Protocollo di Kyoto e qualsiasi altro programma di mitigazione seguirà.&lt;br /&gt;La controversia sulla solidità di questa ricostruzione inizia nel 2003 quando un consulente minerario canadese, Stephen McIntyre, la sfida apertamente sostenendo che è viziata da artefatti dovuti a calcoli sbagliati e a dati inaffidabili. Negli anni che seguono si scatenerà un intenso dibattito con decine di lavori pubblicati pro o contro, contesa destinata a restare nell’ambito degli addetti ai lavori. Si occuperanno del caso molte istituzioni accademiche fra cui il National Research Council e la National Academy of Sciences statunitense, oltre a un sottocomitato del Senato americano ed associazioni disciplinari. Il gruppo originario del 1998 nel frattempo recluta altri ricercatori, viene ribattezzato “The Team” e diventa l’anima “tecnica” del gruppo di esperti dell’Ipcc che realizza la parte scientifica del rapporto redatto ogni quattro anni dall’agenzia dell’Onu. Insomma parliamo di climatologi sulla cresta dell’onda che pubblicano su riviste a grande fattore di impatto e hanno un peso notevolissimo anche nell’influenzare le politiche nazionali sulla mitigazione del clima.&lt;br /&gt;Ora però la credibilità di questo gruppo è duramente messa alla prova dalla pubblicazione di un migliaio di mail, che un hacker avrebbe trafugato dal server dell’Università della East Anglia in Gran Bretagna. Anche se l’ipotesi più probabile è che sia stato un ricercatore del gruppo, e non un hacker, a trafugare la documentazione. Il materiale “piratato” è stato appoggiato su un server russo dove generalmente il popolo della rete si collega per scaricare gratuitamente programmi craccati.&lt;br /&gt;Più di mille mail sono oggi disponibili e alcune lasciano sospettare una vera e propria cospirazione per minare la credibilità delle riviste che hanno pubblicato i lavori degli avversari. In un primo momento queste mail sono state definite apocrife, ma siccome potevano diventare un boomerang molti ricercatori chiamati in causa hanno preferito ammettere che sono vere.&lt;br /&gt;È noto da diversi anni, ad esempio, che la temperatura in questo momento non è in crescita, così un ricercatore scrive in una mail: «Sì, non è molto più alta del 1998 e tutto questo mi preoccupa… c’è la possibilità di avere davanti un periodo lungo una decina d’anni con temperature relativamente stabili… forse posso tagliare gli ultimi punti sulla curva prima del mio intervento».&lt;br /&gt;Nel 2008 il solito McIntyre inoltra una domanda utilizzando il Freedom Information Act, un provvedimento che garantisce il libero accesso a dati governativi o istituzionali se non attengono alla sicurezza nazionale. La notizia si sparge e immediatamente dopo c’è un fitto scambio di missive in cui si chiede di cancellare la corrispondenza sull’argomento.&lt;br /&gt;Ma questo è il meno, le mail più preoccupanti - e sonodecine - sono quelle che indicano i modi per aggiustare i dati che non convergono con l’interpretazione del Team.&lt;br /&gt;Questa patata bollente arriva in una fase abbastanza delicata: da una parte manca poco al meeting di Copenaghen dove si discuterà di un Kyoto II che ha già un bel po’ di guai, dall’altra diversi gruppi scientifici stanno lavorando al prossimo rapporto dell’Ipcc dove non si potranno truccare le carte come in passato.&lt;br /&gt;Un altro nodo sarà il comportamento delle riviste scientifiche che hanno pubblicato i lavori “addomesticati” e che ora riceveranno non poche contestazioni.&lt;br /&gt;Lo scandalo è certamente di enorme portata perché solleva molti dubbi sull’onesta scientifica del gruppo più influente del settore, ma siccome questi ricercatori hanno lavorato con finanziamenti pubblici c’è anche il rischio che si apra una inchiesta federale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Scienziati "negazionisti" contro "catastrofisti"&lt;br /&gt;«SUL CLIMA DATI FALSIFICATIi»&lt;br /&gt;HACKER SCOPRE I TRUCCHI DEGLI SCIENZIATI&lt;br /&gt;Paolo Valentino, Corriere della Sera, 22 novembre 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Gli scet&amp;shy;tici sul riscaldamento del cli&amp;shy;ma sono in piena euforia. Convinti di aver colto con le mani nella marmellata i profe&amp;shy;ti di sciagure e gli sciamani del global warming. In pieno negoziato per non far fallire il vertice di dicembre a Co&amp;shy;penhagen, lo scandalo dei da&amp;shy;ti ritoccati rivelato ieri dal New York Times fa riesplode&amp;shy;re la disputa pubblica sui dan&amp;shy;ni veri o presunti causati dai gas serra alla sostenibilità cli&amp;shy;matica del pianeta. Gridano alla truffa i negazionisti, ri&amp;shy;spondono con uguale vee&amp;shy;menza i teorici della responsa&amp;shy;bilità umana, invocando l’enorme quantità di dati a so&amp;shy;stegno delle lo&amp;shy;ro tesi. Qualche dub&amp;shy;bio sulla qualità della ricerca ri&amp;shy;mane. Soprat&amp;shy;tutto ora, che centinaia di e-mail, rubate da pirati telema&amp;shy;tici dai compu&amp;shy;ter della Univer&amp;shy;sity of East An&amp;shy;glia, in Gran Bretagna, rivela&amp;shy;no che autorevo&amp;shy;li ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combatte&amp;shy;re gli argomenti degli scetti&amp;shy;ci, concordando vere e pro&amp;shy;prie strategie di comunicazio&amp;shy;ne per convincere l’opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferi&amp;shy;menti derisori e insulti perso&amp;shy;nali a quanti mettono in dub&amp;shy;bio la tesi del global war&amp;shy;ming, che uno degli autori delle mail definisce «idioti». «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomi&amp;shy;co », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Micha&amp;shy;els, un esperto climatico che da tempo accusa il fronte del surriscaldamento di non pro&amp;shy;durre prove certe e dati con&amp;shy;vincenti a sostegno delle tesi catastrofiste.&lt;br /&gt;LA SCOPERTA - La scoperta dell’incursione è avvenuta martedì scorso, dopo che gli hackers erano penetrati nel server di un al&amp;shy;tro sito, un blog gestito dallo scienziato della Nasa Gavin Schmidt, dove hanno comin&amp;shy;ciato a scaricare i file degli scambi di posta elettronica tra questi e gli studiosi di East Anglia. Due giorni dopo, le prime mail hanno comin&amp;shy;ciato ad essere pubblicate su The Air Vent, un sito dedicato agli argomenti degli scettici. La polizia ha aperto un’indagi&amp;shy;ne, anche se i primi dubbi sul&amp;shy;l’autenticità della posta sono stati sciolti dagli stessi scien&amp;shy;ziati anglo-americani, che hanno confermato di essere gli autori. «Il fatto è che in questo mo&amp;shy;mento non possiamo dare una spiegazione alla mancan&amp;shy;za di riscaldamento ed è una finzione che non possiamo permetterci», scriveva poco più di un mese fa Kevin Tren&amp;shy;berth, del National Center for Atmospheric Research di Boulder, in Colorado, in una discussione sulle recenti va&amp;shy;riazioni atipiche della tempe&amp;shy;ratura. Ancora, nel 1999, Phil Jones, ricercatore della Clima&amp;shy;te Unit a East Anglia, ammet&amp;shy;teva in un messaggio al colle&amp;shy;ga Michael Mann, della Penn&amp;shy;sylvania State University, di aver usato un «trick», un ac&amp;shy;corgimento per «nascondere il declino» registrato in alcu&amp;shy;ne serie di temperature dal 1981 in poi.&lt;br /&gt;GIUSTIFICAZIONI - Mann ha cercato di sminuire il significato del termine trick, spiegando che è parola spesso usata dagli scienziati per riferirsi a «un buon modo di risolvere un de&amp;shy;terminato problema» e non indica una manipolazione. Nel caso specifico, erano in discussione due serie di dati, una che mostrava gli effetti delle variazioni di temperatu&amp;shy;ra sui cerchi dei tronchi degli alberi, l’altra che considerava l’andamento delle temperatu&amp;shy;re atmosferiche negli ultimi 100 anni. Nel caso dei cerchi degli alberi, l’aumento della temperatura non è più dimo&amp;shy;strato dal 1960 in poi, mentre i termometri hanno continua&amp;shy;to a farlo fino a oggi. Mann ha ammesso che i dati degli alberi non sono stati più im&amp;shy;piegati per individuare la va&amp;shy;riazioni, ma che «questo non è mai stato un segreto». Secondo Trenberth, le e-mail in realtà mostrano «l’integrità sostanziale della nostra ricerca». Ma per Patri&amp;shy;ck Michaels, lo scandalo rive&amp;shy;la l’atteggiamento fondamen&amp;shy;talista dei teorici del global warming, «pronti a violare le regole, pur di screditare e danneggiare seriamente la re&amp;shy;putazione di chi vuole solo un onesto dibattito scientifi&amp;shy;co ».&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Una "bomba" riportata da molti giornali in tutto il mondo, ma nelle pagine interne, cosicché il largo pubblico l'ha persa. Sul &lt;a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Global_Warming:_guardate_il_dito#body"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;blog&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;di giovani economisti italiani negli Usa sono riportati alcuni grafici. Ed e&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;cco i siti &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.climatemonitor.it/?p=5388"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Climate Monitor&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8370282.stm"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;BBC News&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3890"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Il Foglio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;, e i blog degli scienziati "scettici" &lt;/span&gt;&lt;a href="http://wattsupwiththat.com/2009/11/27/uea-climate-scientist-possible-that-i-p-c-c-has-run-its-course/"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Watts &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.minnesotansforglobalwarming.com/m4gw/"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Beauregard&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;. Per un quadro complessivo di un problema così dibattuto si veda anche la voce di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Wikipedia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-5229617888941230167?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/5229617888941230167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=5229617888941230167' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5229617888941230167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5229617888941230167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/riscaldamento-globale-hacker-da-ragione.html' title='Riscaldamento globale. Hacker dà ragione ai negazionisti contro i catastrofisti'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sx59p0GwHWI/AAAAAAAAB7E/amQBO8pxfNs/s72-c/Temperature+Usa++e+tendenza+1895-2009+(grafico).gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-7131708854845365757</id><published>2009-12-03T13:08:00.019+01:00</published><updated>2009-12-08T23:02:50.655+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eolico'/><title type='text'>Eolico. Ecco i trucchi e i finanziamenti di Stato e Regioni buttati al vento</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SxexUFqK1lI/AAAAAAAAB60/0_mefge676s/s1600-h/Torri+eoliche+dietro+castello+MontepÃ²+a+Scansano+(Toscana)(part).jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410988435983488594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 223px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SxexUFqK1lI/AAAAAAAAB60/0_mefge676s/s320/Torri+eoliche+dietro+castello+Montep%C3%B2+a+Scansano+(Toscana)(part).jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#3333ff;"&gt;L'Italia, povera di vento, prima al Mondo negli incentivi di Stato all'eolico inutile, costoso e deturpante. Come dice il proverbio? "Gatta ci cova". Qui accanto, il castello di Montepo' a Scansano, Toscana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di eolico e incentivi, in sede di comparazione internazionale, di solito ci si riferisce ai Certificati Verdi, che sono di gran lunga la forma di incentivazione più utilizzata e normalmente anche l’unica.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Da noi invece le cose funzionano diversamente.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; I Certificati Verdi &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;valgono più che altrove&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, e ad essi si aggiungono &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;molte altre agevolazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che fanno dell’Italia la &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;terra promessa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; per gli industriali del vento, nonostante che il nostro Paese non sia particolarmente vocato per la produzione di energia eolica (in media 1700 ore/anno, di cui effettive immesse in rete &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;appena 1450 ore/anno&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, contro le oltre 2000-2800 del Nord Europa, NdR, da dati Italia Nostra). Ma i più alti incentivi d’Europa, tramite certificati verdi valutati il doppio che altrove. (oltre 160 euro a MWh ).&lt;br /&gt;Perciò, la corsa a chiedere autorizzazioni per impiantare pale alte un centinaio di metri è, in realtà, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;una banale corsa agli incentivi e alle agevolazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, che fanno ricchi pochi a discapito della collettività.&lt;br /&gt;Vediamo in &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;una sintetica guida&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; di Sennuccio Del Bene, del Comitato GEO-Ambiente e Territorio di Monterotondo Marittimo, quali sono le sette fonti d’oro che attirano speculatori e multinazionali da ogni dove. Innanzitutto i&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;1. Certificati Verdi, soggetti per di più a compravendita&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Ogni 50 MWh di energia eolica prodotta dà luogo a un certificato liberamente negoziabile sul mercato. La compravendita di certificati verdi è garantita dal Gse, il Gestore dei servizi elettrici che acquista a un prezzo predeterminato, ma più spesso &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;i certificati vengono venduti ai produttori di energia da fonti tradizionali&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che per legge devono produrre una determinata quota di energia anche da fonti rinnovabili o, in alternativa, acquistare i certificati verdi. Il prezzo dei certificati era libero di fluttuare; con l’ultima Finanziaria (2008) il governo ha posto un tetto di 112,88 euro/MWh, ma ha anche &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;prolungato da 12 a 15 anni la durata dell’incentivo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;2. Pagamento anticipato sulle "stime" della produzione futura.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Su richiesta dei produttori, inoltre, il Gse (che è un ente pubblico) può anticipare il pagamento dei certificati verdi a fronte delle stime produttive per l’anno successivo, con conguaglio a fine periodo basato sui dati reali di produzione. Così capita che le stime vengano gonfiate anche del 30% (dati ufficiali Gse relativi al 2006) per ottenere pronta cassa dall’Ente soldi da impiegare o investire come più aggrada ai titolari degli impianti. &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Soldi pubblici che vengono dalle nostre bollette&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (componente Cip6) e che, in caso di fallimento di un produttore, sono difficilmente recuperabili.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;3. Il trucco della "ristrutturazione", ed ecco nuovi incentivi.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Inoltre, il limite di 15 anni all’incentivo è aggirabile grazie a una legge dalle maniche larghe. Basta una ristrutturazione – peraltro necessaria per le parti soggette a usura – per &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;far risultare come "nuovo" l’impianto e far ripartire da zero il contatore&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; degli anni (15+15!). Potrebbe bastare, ma non basta: quello dei soldi pubblici all’eolico in Italia è un vero e proprio fiume in piena. Così ai Certificati Verdi si aggiunge un quarto elemento di favore:&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;4. Obbligo d'acquisto dell'energia eolica da parte del Gestore elettrico.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;E' il burocratico "Dispacciamento prioritario". In pratica il Gse, il gestore dei servizi elettrici, è obbligato&lt;/span&gt; ad acquistare "sempre e subito" tutta l’elettricità prodotta da eolico, a prescindere dall’effettivo fabbisogno del sistema e dalla possibilità di acquisto di energia a prezzo inferiore – situazione tipicamente riscontrabile di notte con l’energia da nucleare. Meccanismo che &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;obbliga il GSE a retribuire l’impresa eolica per l’energia prodotta, anche quando per ragioni tecniche non è stata immessa in rete.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Per i titolari di impianti eolici ciò si traduce in una &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;garanzia sul venduto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; sino all’ultimo KW prodotto, consentendo di lavorare in un mercato privo di concorrenza; invece per il Gestore di rete ciò rappresenta costi aggiuntivi, scaricati sull’utenza. Basta così? No.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;5. Prezzo prefissato, altro che "mercato".&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Bisogna considerare che i MWh immessi in rete vengono retribuiti dal Gse a un prezzo prefissato definito di anno in anno (circa 68 €/MWh nel 2007) e che gli speculatori si avvalgono di&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;6. Infrastrutture a carico del Gestore della Rete, non dei produttori.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Le infrastrutture necessarie al collegamento di un impianto eolico alla rete di distribuzione sono a carico del gestore della rete, cioè Terna, e non del produttore. Ma, direte voi, gli investimenti per realizzare un parco eolico sono consistenti, siamo nell’ordine delle decine di milioni di euro, e di quelli si faranno ben carico gli imprenditori dell’eolico. In effetti sarebbe così se non ci fossero anche &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;altri favori di cui nessuno parla&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, come i&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;7. Finanziamenti di Stato e Regioni a fondo perduto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e/o a tasso agevolato previsti dalla legge 488/92. ll ministero delle Attività Produttive stila annualmente delle graduatorie ed elargisce i finanziamenti che teoricamente sarebbero finalizzati a stimolare lo sviluppo locale. Negli ultimi anni sono stati concesse diverse centinaia di milioni all’eolico (470 milioni nel solo 2006). Per la parte non a fondo perduto la legge prevedeva un tasso dello 0,5%; ora l’interesse è cresciuto, ma è di gran lunga inferiore ai tassi di mercato. Questi finanziamenti statali riducono notevolmente gli oneri dell’investimento iniziale e abbattono (talvolta dimezzano) i tempi di ammortamento dell’impianto. [La recente &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;inchiesta deella magistratura&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che ha portato in carcere l'avv. Vigorito, presidente degli industriali del vento Anev, ha anche &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;bloccato&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; presso il Ministero dell'industria circa 30 milioni di euro di contributi a fondo perduto, per i quali sembra che si siano fatte "carte false", ed ha &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;sequestrato centrali eoliche&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; del valore di 153 milioni di euro. NdR, da comunicato di Italia Nostra]. E dove non arriva lo Stato, arrivano le Regioni, specie al Centro-Nord: nel caso dell’impianto eolico previsto a Monterotondo Marittimo &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;strong&gt;la Regione Toscana ha elargito oltre 3 milioni di contributo a fondo perduto.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;[E conoscendo il nostro Sud, vi pare che la &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Sicilia, la Puglia o il Molise&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, irte di torri eoliche inutili e deturpanti, non le hanno finanziate gratis? Ci piacerebbe saperlo. NdR]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Conclusioni&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt; La somma di tutti questi incentivi e agevolazioni &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;rende conveniente impiantare pale eoliche a prescindere dalla loro effettiva produttività. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;La conclusione potete tirarla da soli.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Per saperne di più, leggere il bel sito-web &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.viadalvento.org/"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;"Via dal Vento"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt; e quello del &lt;a href="http://www.comitatonazionalepaesaggio.it/"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Comitato Nazionale del Paesaggio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;, con i quali Ecologia Liberale ha perfetta concordanza di idee.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-7131708854845365757?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/7131708854845365757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=7131708854845365757' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7131708854845365757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7131708854845365757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/12/eolico-allitaliana-ecco-trucchi-e.html' title='Eolico. Ecco i trucchi e i finanziamenti di Stato e Regioni buttati al vento'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SxexUFqK1lI/AAAAAAAAB60/0_mefge676s/s72-c/Torri+eoliche+dietro+castello+Montep%C3%B2+a+Scansano+(Toscana)(part).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-3397012679479659925</id><published>2009-10-13T22:08:00.011+02:00</published><updated>2010-03-15T19:39:01.270+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='agricoltura biologica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='agricoltura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aflatossine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogm'/><title type='text'>Grave il rischio cancro da aflatossina in agricoltura. "La soluzione? E’ ogm"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/StUDmz2AN-I/AAAAAAAAB3s/R-Y8quybPbk/s1600-h/Mais+pannocchia+(disegno+colori+stilizzato).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392220094132664290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 167px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/StUDmz2AN-I/AAAAAAAAB3s/R-Y8quybPbk/s200/Mais+pannocchia+(disegno+colori+stilizzato).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il rischio di aflatossine, le micotossine altamente cancerogene (fegato) prodotte da funghi del genere &lt;em&gt;Fusarium&lt;/em&gt; presenti soprattutto sulle pannocchie di mais in campo aperto, sulle spighe di cereali e nei silos di granaglie non ben refrigerati, si fa sempre più grave. E, quello che è più grave per i salutisti, riguarda ancora di più i vegetali coltivati col metodo "biologico". Molti sono convinti che queste tossine siano presenti solo sui semi e chicchi importati dall'estremo Oriente, ma non è così. Purtroppo colonizzano anche i nostri campi agricoli. Perciò riportiamo l'articolo-appello che il 9 novembre 2004 tre super-esperti, Giorgio Poli (preside della facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Milano), Francesco Sala (docente di Botanica, Università di Milano) e Luigi Bonizzi (docente di Microbiologia Veterinaria, Università di Padova), pubblicarono sul &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;. Pur rendendoci conto che l'articolo tende alla introduzione degli Ogm. Proprio adesso che, dopo anni di nostra posizione teoricamente favorevole in base al principio liberale di totale libertà della ricerca, eravamo diventati contrari, almeno all'opportunità, per motivi economici, ecologici, agronomico-sociali e anche di varietà biologica (sui campi e a tavola).&lt;span style="color:#000000;"&gt; Ora le preoccupazioni tossicologiche sembrano riportare l'ago della bilancia al centro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Facciamo notare, però, che non ci risulta che in Italia il tasso di tumori al fegato (organo bersaglio dell'aflatossina B1) sia preoccupante come in estremo Oriente. Segno che l'abbondanza di verdure e frutta nella nostra dieta, che in Oriente si sognano, ha effetti protettivi dalle aflatossine. Vale la pena per un rischio grave, certo, ma per fortuna sotto controllo e ancora limitato, sconvolgere l'intera agricoltura con una scelta da cui non si potrà mai più tornare indietro, distruggendo centinaia di varietà antiche che ancora sopravvivono (le coltivazioni Ogm sono molto pervasive) e obbligando i contadini marginali o poveri ad acquistare sementi nuove ad ogni raccolto dall'oligopolio delle ditte proprietarie? Il "nostro" Adam Smith non ha detto che la libertà, il benessere e la felicità dei cittadini stanno tutti nei redditi, anzi nelle rendite di posizione monopolistica, di una o due società di genetica agricola. D'accordo, saremo cinici liberali, ma possibile che 60 milioni di consumatori valgono meno di 10 consiglieri d'amministrazione? Insomma, l'ombra della speculazione d'un monopolio appare così forte che il "non detto", il silenzio sui tanti aspetti negativi, acquista contorni inquietanti e introduce nella faccenda - esso sì - elementi oscuri e irrazionali. I famigerati "bugiardini" acclusi ai farmaci sono degli esempi di trasparenza e obiettività scientifica al confronto con la reticenza e la propaganda a senso unico dei propugnatori ad ogni costo degli Ogm. (NV)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Emergenza aflatossine: migliaia di tonnellate di latte sequestrato e distrutto in Italia. Un argomento che per alcune settimane, nell'autunno 2003, ha occupato i giornali e preoccupato gli operatori della filiera agroalimentare e che oggi è tornato alla ribalta in occasione della proposta di legge Alemanno sugli OGM. Ma cosa c'è di vero? Dobbiamo veramente preoccuparci?&lt;br /&gt;L'anno scorso furono rinvenute nel latte sostanze tossiche e cancerogene (micotossine), prodotte da funghi parassiti che colonizzano gli alimenti. Le più pericolose, le Aflatossine, sono prodotte dal fungo Aspergillus flavus e si accumulano soprattutto nel mais e nelle noccioline. L'aflatossina B1 è l'epatocancerogeno più potente che si conosca, tanto che l'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) la posiziona nella più alta categoria di rischio.&lt;br /&gt;In condizioni favorevoli le micotossine sono prodotte da funghi nelle piante infestate in pieno campo o in una qualunque delle fasi di produzione e di trasformazione del prodotto alimentare derivato. Oltre a provocare perdite produttive e scadimento della qualità, i funghi contaminano i semi con le micotossine. Le particolari condizioni climatiche dell'annata 2003, ma anche del 1999, avevano creato le condizioni favorevoli all'infestazione da funghi del mais, utilizzato nell'alimentazione dei bovini, e quindi al rinvenimento delle micotossine nel latte.&lt;br /&gt;E' stato dimostrato che l'accumulo di tossine fungine nelle piante e nel chicco di mais è direttamente correlato con il livello di infestazione con insetti; soprattutto con la piralide, il nemico dichiarato del mais. Le larve di questo insetto scavano gallerie nel fusto debilitando la pianta e bloccandone la crescita. Ma spesso l'insetto trasporta sul suo corpo anche spore fungine. Queste trovano un ambiente di sviluppo favorevole nelle piante debilitate dalla piralide stessa; è un evento molto simile a quanto succede negli individui debilitati da malattie organiche che risultano più recettivi alle infezioni. Il risultato è che la crescita della pianta si blocca ed il fusto e le pannocchie del mais si coprono di una evidente ragnatela di ife fungine, produttrici di tossine cancerogene. Queste, mangiate dagli animali, si accumulano nel latte e nella carne e costituiscono un pericolo reale e scientificamente dimostrato con cui probabilmente, abbiamo sempre convissuto. Oggi la scienza ci ha chiarito come queste sostanze compaiano negli alimenti, che effetti abbiano sul nostro organismo e, anche, ci offre le metodologie per riconoscerle e per evitarle.&lt;br /&gt;La prima strada per eliminare le tossine cancerogene dal mais è rappresentata dai controlli: gli Istituti Zooprofilattici effettuano le analisi di campioni di latte e provvedono affinché il latte contaminato venga distrutto. Purtroppo però non tutto il latte consumato nel nostro Paese viene sottoposto ai controlli, e grossi interrogativi riguardano anche il latte in polvere.&lt;br /&gt;Nel mais tradizionale l'infezione è controllata, anche se solo parzialmente, con insetticidi. Ma i dati scientifici dicono che ciò non elimina del tutto il rischio aflatossine: una recente ricerca condotta presso l'Università Cattolica di Piacenza, per esempio, ha evidenziato concentrazioni di aflatossine preoccupanti in oltre il 18% dei campioni di mais analizzati. La situazione si fa ancor più critica nelle coltivazioni "biologiche", dove è vietato l'uso di insetticidi di sintesi. Questi vengono sostituiti con un batterio che produce una proteina insetticida, la quale non è tuttavia altrettanto efficace nel controllo della piralide. I dati di analisi rivelano infatti in queste coltivazioni il record della presenza di micotossine cancerogene.&lt;br /&gt;Lo stesso discorso vale anche per il latte: recenti ricerche pubblicate dall'Istituto Zooprofilattico di Brescia hanno evidenziato che molti dei campioni di latte di stalla analizzati presentano alte contaminazioni da aflatossine, e questo è vero soprattutto per il "latte biologico". E ciò è ancor più preoccupante se si considera che il problema aflatossine non è limitato a polenta e latte, ma è allargato a tutte quelle colture che non siano sufficientemente protette dalle infezioni fungine, come, ad esempio, la vite e l'olivo.&lt;br /&gt;Uno studio pubblicato dall'International Service for the Acquisition of Agri-Biotech Applications (Isaaa) indica la soluzione al problema aflatossine nell'adozione del mais Bt: si tratta di un mais Ogm che, in seguito all'introduzione di un gene esogeno, resiste naturalmente all'infezione da parte di un insetto parassita. È infatti dotato di un insetticida interno che impedisce la sopravvivenza della piralide nel fusto, e quindi dei funghi ad essa associati. La pianta cresce sana, non necessita di insetticidi e risulta, alle analisi, contenere, in media, 5-10 volte meno tossine rispetto al mais tradizionale. Purtroppo però questo mais, coltivato da più di 10 anni nei campi di mais di molti paesi del mondo, ricade nella categoria delle piante Ogm, e quindi per legge è escluso dalle nostre mense e dai nostri mangimi, mentre, paradossalmente, quello biologico è reso obbligatorio negli asili e nelle scuole di molte Regioni.&lt;br /&gt;La ricerca scientifica, come abbiamo visto, ci dimostra che non è sempre vero che i prodotti biologici siano più salubri, rispettosi dell'ambiente e privi di residui chimici. I dati scientifici stanno facendo chiarezza sui rischi e i benefici dell'agricoltura biologica, dell'agricoltura convenzionale e di quella biotecnologia. Solo la scienza, al di sopra degli interessi economici di parte, ci può aiutare a sviluppare un'alimentazione sempre più sana: è dunque importante tenerne conto".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-3397012679479659925?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/3397012679479659925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=3397012679479659925' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3397012679479659925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/3397012679479659925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/10/grave-il-rischio-cancro-da-aflatossina.html' title='Grave il rischio cancro da aflatossina in agricoltura. &quot;La soluzione? E’ ogm&quot;'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/StUDmz2AN-I/AAAAAAAAB3s/R-Y8quybPbk/s72-c/Mais+pannocchia+(disegno+colori+stilizzato).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-7792349189483926356</id><published>2009-10-06T10:53:00.006+02:00</published><updated>2009-10-14T00:56:54.809+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documentari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spettacolo'/><title type='text'>Ambiente e cinema. I nostri discendenti la chiameranno "L’èra degli stupidi"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/StUE4TlnkLI/AAAAAAAAB30/PFUsvUio7jY/s1600-h/SiccitÃ"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392221494223278258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 181px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/StUE4TlnkLI/AAAAAAAAB30/PFUsvUio7jY/s200/Siccit%C3%A0+e+un+lago+in+Sicilia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#3333ff;"&gt;Siccità. Resti di un lago in Sicilia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;In futuro i sopravvissuti alla catastrofe ecologica si chiederanno con rabbia e amarezza come mai i loro bisnonni non si erano accorti di niente. Anzi, quel che è peggio, ricorderanno che gli scienziati avevano avvertito da almeno 60 anni, ma Governi, amministratori locali e cittadini "vivevano e si comportavano come se nulla fosse". Tempi bui, in cui l’ecologia era una materia scolastica, come la letteratura o il latino, ma non pratica quotidiana.&lt;br /&gt;"Era l’Era degli stupidi". Come sul Titanic che sta per affondare la gente continua a ballare al suono d’una orchestrina, gli uomini di oggi non vogliono sapere. Vivere in un eterno, infantile presente è la scappatoia psicologica per allontanare dalla propria mente doveri, responsabilità e previsioni razionali. Se toccherà, sarà un problema dei figli dei nostri figli. Sul tema si apre a Torino un interessante festival di film e documentari, come riferisce il &lt;em&gt;Corriere della sera&lt;/em&gt;. (NV)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Festival "Cinema-Ambiente" dall’8 al 13 ottobre a Torino&lt;br /&gt;AMIANTO, RIFIUTI: ECCO LA NOSTRA TERRA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lo sfruttamento delle risorse, il traffico e la mobilità sostenibile, la gestione dei rifiuti, il riscaldamento climatico, la bioetica. Si parla di questo e altro a &lt;a href="http://www.cinemambiente.it/"&gt;CinemAmbiente&lt;/a&gt;, dall’8 al 13 ottobre a Torino. Nato dodici anni fa su iniziativa del Museo Nazionale del Cinema, il festival torna con un programma reso sempre più attuale dai continui allarmi sulla cattiva salute del nostro pianeta.&lt;br /&gt;Delle tre sezioni principali, il Concorso internazionale documentari vede in giuria Martin Atkin, in rappresentanza del Wwf, e la conduttrice di Report Milena Gabanelli. Tra le opere in gara, &lt;a href="http://www.ageofstupid.net/"&gt;"The Age of Stupid"&lt;/a&gt;, la docu-fiction di Fanny Armstrong ambientata nel 2055, in cui l’attore Pete Postlethwaite ("Nel nome del padre", "I soliti sospetti") veste i panni di un uomo che vive in un mondo ormai devastato e riguarda vecchi filmati chiedendosi "Perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?". E ancora, "Automat", un no secco del ceco Martin Macerek alle strapotere delle macchine che rendono la sua Praga invivibile. E "Recipes For Disaster", con cui il regista John Webster e la sua famiglia dimostrano come si possa rinunciare all’automobile o alla plastica per ridurre i consumi energetici e l’emissione di CO2 nell’atmosfera. "Il crescente afflusso di pubblico, il nuovo progetto di distribuzione web per le scuole e la proposta di oltre cento film selezionati tra un migliaio - dichiara il direttore della rassegna Gaetano Capizzi - sono le premesse tutte positive dell’edizione di quest’anno". Edizione che, come le precedenti, ospiterà molti cortometraggi, tra cui "Homegrown Revolution", manifesto anti-Ogm incentrato sulla trasformazione della casa del regista losangelino Jules Dervaes in una fattoria urbana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-7792349189483926356?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/7792349189483926356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=7792349189483926356' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7792349189483926356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/7792349189483926356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/10/ambiente-e-cinema-i-nostri-discendenti.html' title='Ambiente e cinema. I nostri discendenti la chiameranno &quot;L’èra degli stupidi&quot;'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/StUE4TlnkLI/AAAAAAAAB30/PFUsvUio7jY/s72-c/Siccit%C3%A0+e+un+lago+in+Sicilia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-929696197786363943</id><published>2009-09-23T11:56:00.004+02:00</published><updated>2009-09-24T01:24:23.143+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mercato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitalismo'/><title type='text'>Era ora: il capitalismo riscopre il valore dell’ambiente. Almeno per gli eredi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SrnwEZ9mqjI/AAAAAAAAB3M/E6yT35umY_U/s1600-h/Capitalista+(vignetta+disegno+b-n).jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384598787977554482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 171px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SrnwEZ9mqjI/AAAAAAAAB3M/E6yT35umY_U/s200/Capitalista+(vignetta+disegno+b-n).jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#3333ff;"&gt; Le vignette satiriche anticapitalistiche non tenevano conto che l'inquinamento sarebbe stato in futuro un costo altissimo per la società, per i consumatori e quindi per gli stessi produttori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il presidente Obama sta ribaltando la posizione degli Stati Uniti sul clima e l’ecologia, sia all’interno del Paese con il rilancio delle energie pulite e il no agli sprechi, sia all’esterno, nei programmi e accordi internazionali di salvaguardia dell’ambiente (si veda l’articolo precedente).&lt;br /&gt;Certo, i conservatori americani daranno battaglia e faranno ostruzionismo in Parlamento. Ma moralmente, economicamente e storicamente, hanno già perso.&lt;br /&gt;I conservatori passano per "super-capitalisti cattivi", loro stessi amano atteggiarsi a eroi negativi dei film sul Far West. Teorizzano con autoironia e cinismo che per quanto criminali fossero i pistoleri delle nuove terre dell’Ovest, dopo tante sparatorie e uccisioni, avranno pur dovuto trovare tra loro un qualche &lt;em&gt;gentlemen&lt;/em&gt; &lt;em&gt;agreement&lt;/em&gt;, un complesso di regole di convivenza, cioè di mercato. Ecco, appunto, la parabola sulle regole, fondamentale per il capitalismo, come anche per il liberalismo.&lt;br /&gt;Ma le idee e il comportamento della Destra degli Stati Uniti (senza contare le loro teorie economiche ridicolizzate dalla caduta di Wall Street) dimostrano che loro in realtà, come contadini dell’èra pre-capitalistica, di regole di convivenza non vogliono sapere. Quel "&lt;em&gt;gentlemen&lt;/em&gt;" (si fa per dire) &lt;em&gt;agreement&lt;/em&gt; non lo hanno mai trovato, e neppure lo cercano. La loro incomprensione del principio di interconnessione dei problemi, vera e propria "ecologia del pensiero", li porta a negare l’importanza dell’ambiente, della limitatezza delle risorse naturali della Terra. Il loro negazionismo dell’influenza umana sull’ecologia, sull’inquinamento e sul clima è simile a quello di coloro che sostengono che l’Olocausto non c’è mai stato, che l’Uomo in realtà non ha mai messo piede sulla Luna, e che si stava meglio negli Stati del sud dove c’era lo schiavismo. Che è come dire che nel Sud-Italia si viveva meglio sotto i Borboni.&lt;br /&gt;Strano, ripeto, perché il capitalismo nacque da persone intelligenti, positive, moderniste, progressiste, oggi diremmo perfino "di sinistra", almeno come mentalità, visto che si opponevano ai privilegi, alle rendite parassitarie e ai monopoli di clero, aristocrazia e Stati. Insomma, il capitalismo interpretato dai conservatori – ma, attenzione, non dai liberali, che di queste cose si intendono meglio – è una cosa un po’ ottusa che fa a pugni col capitalismo vero. Che, direbbe Croce d’accordo con Einaudi (cfr. "Lezioni di politica sociale"), o è liberale o non è. Cioè sarebbe solo privilegio di pochi.&lt;br /&gt;Il capitalismo è modernista, e quindi capisce che l’ecologia non solo esiste, ma ha un altissimo valore. Mentre i conservatori che abusivamente lo interpretano sono tradizionalisti &lt;em&gt;Anciene Régime&lt;/em&gt;. Il Medioevo dell’ignoranza, della sicumera, dell’egoismo ottuso, che finisce poi per ritorcersi contro. "Io ho il mio raccolto. Non mi interessa se produco a costi crescenti per via degli sprechi, se nel mio campo sterpaglie, cattivo concime, pietre e detriti impediranno a mio figlio di fare altrettanti guadagni, tantomeno m’interessa quello che accade nel campo del vicino. Penso all’oggi, non al domani". Ecco, questa è la contraddizione del capitalismo, che è fondato sul pensiero e sulla "speculazione", termine filosofico che sta per raffigurazione di scenari, proiezioni nel futuro, immaginazione creatrice, fantasia. Fosse nato da queste persone e da questa grettezza di corta visuale, il capitalismo non sarebbe mai nato.&lt;br /&gt;Quindi sbagliano i conservatori al di là e al di qua dell’Atlantico che negano l’ecologia, a cominciare dall’influenza delle attività umane sull’ambiente. L’ecologia non è il diavolo, cioè una "cosa di sinistra", come dicono loro. E’ vero, la Sinistra ha cercato di monopolizzarla e usarla a fini politici. Ma ad inventarla sono stati scienziati neutrali, e i suoi primi divulgatori sono stati, anzi, dei liberali.&lt;br /&gt;Altro che "ecologia anticapitalistica", come vanno cianciando gli ultraconservatori più ottusi. Da quando esiste il capitalismo, mai una generazione ha consumato in modo più stupido e inutile i beni, la terra, l’ambiente stesso in cui vive, come quella contemporanea. E il buffo è che lo spreco, l’inquinamento, la distruzione di risorse, avviene – a sentir loro – in nome del capitalismo. Come se la sporcizia, la distruzione della Natura, la cementificazione del suolo in presenza di milioni di stanze vuote e inutilizzate, i rifiuti inutili, la plastica anziché il vetro o il cartone, la mania di imballaggi più voluminosi dello stesso contenuto e difficili da eliminare, le discariche fatte confluire nei torrenti, i rifiuti gettati in mare, la spinta pubblicitaria allo spreco e al consumo inutile (dal rasoio usa-e-getta alle luci stand-by degli apparecchi elettronici), i prodotti durevoli costruiti apposta per durare poco, le emissioni dalle ciminiere che ricadono prima di tutto sugli stessi operatori, gli additivi e i processi inutili o tossici che colpiscono allo stesso modo produttori e consumatori, operai e dirigenti di azienda, e mille altri esempi, non fossero un altissimo costo diretto e indiretto, ma un effimero vantaggio che dà l’illusione del profitto e che impoverisce le future generazioni. A cominciare dagli eredi delle imprese capitalistiche. Che impresa, che mercato, che ambiente, che cibo, si troveranno i figli dei capitalisti? Anche loro malediranno i padri?.&lt;br /&gt;Insomma, l’anti-ecologia e il consumismo si ritorcono contro un certo capitalismo da operetta, che essendo senza regole certe non è storicamente fondato, né razionale, né perciò liberale. Ricordiamoci sempre che "esser liberi, significa dipendere solo dalle leggi", come scriveva Voltaire. Senza regole, dunque, non esiste libertà, ma solo prepotenza, privilegi di pochi, perché la libertà è caratterizzata dai limiti, visto che esistono anche le libertà degli altri. L’ecologia, perciò, che tanto ha a che fare con il concetto di limite, è una discreta parafrasi del liberalismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-929696197786363943?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/929696197786363943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=929696197786363943' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/929696197786363943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/929696197786363943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/09/era-ora-il-capitalismo-riscopre-il.html' title='Era ora: il capitalismo riscopre il valore dell’ambiente. Almeno per gli eredi'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SrnwEZ9mqjI/AAAAAAAAB3M/E6yT35umY_U/s72-c/Capitalista+(vignetta+disegno+b-n).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-6108685680410415077</id><published>2009-09-23T11:32:00.006+02:00</published><updated>2009-09-23T11:40:51.336+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riscaldamento globale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><title type='text'>Stati Uniti e Cina cominciano ad ammettere i propri errori sull’ambiente</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SrnshnOYA3I/AAAAAAAAB3E/fMAee3MpnO4/s1600-h/Inquinamento+industriale+in+Cina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384594891707253618" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 160px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SrnshnOYA3I/AAAAAAAAB3E/fMAee3MpnO4/s200/Inquinamento+industriale+in+Cina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;Inquinamento industriale selvaggio in Cina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="left"&gt;IL PRESIDENTE OBAMA - "La minaccia è grave, urgente e crescente: se non agiremo rischiamo di consegnare alle future generazioni una catastrofe irreversibile". Il presidente americano Barack Obama lancia l'allarme sul futuro del pianeta da New York, dove è in corso il summit dell'Onu sul clima: "Il tempo rimasto per correre ai ripari sta per scadere" – riferisce il Corriere della Sera – "La sicurezza e la stabilità di tutte le nazioni e di tutti i popoli sono a rischio". Obama non nasconde che un nuovo accordo sul clima, anche se possibile, "non sarà facile". "Non ci facciamo illusioni, la parte più dura del lavoro resta ancora da fare in vista di Copenaghen - ha detto il presidente americano -. Anche gli Stati Uniti hanno fatto poco, ma questo è un nuovo giorno, questa è una nuova era e posso dire con orgoglio che gli Stati Uniti hanno fatto di più per l’energia pulita e per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera negli ultimi otto mesi che in qualsiasi altro periodo della storia". Quindi ha invitato anche i Paesi emergenti coma la Cina e l'India "a fare la loro parte, adottando misure vigorose".&lt;br /&gt;CINA, MEGLIO TARDI CHE MAI: "RIDUZIONE DI CO2" - E proprio la Cina, come atteso, ha lanciato un segnale positivo. Il presidente Hu Jintao ha detto che il Paese intende ridurre le emissioni di anidride carbonica per ogni unità di prodotto nazionale lordo di un "margine notevole" entro il 2020. Davanti a una platea di oltre cento leader mondiali, Hu ha precisato che il suo governo sta portando avanti enormi sforzi e che continuerà ad agire "con determinazione": ha parlato di un importante aumento della superficie boschiva, di tecnologie eco-sostenibili e di un aumento del 15% della quota di energia non fossile nel totale del consumo grazie a uno "sviluppo vigoroso" delle energie rinnovabili e nucleare. Ad oggi la Cina è considerata il Paese maggiormente responsabile dell'inquinamento globale dell'atmosfera assieme agli Usa: ai due Paesi è riconducibile il 40% delle emissioni di Co2. Il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama, dicendosi in totale accordo con il "Green New Deal" di Obama, ha ricordato che il suo Paese intende ridurre del 25% le emissioni di gas serra entro il 2020.&lt;br /&gt;SENTI CHI PARLA. ORA ANCHE LE PULCI HANNO LA TOSSE - L'incontro al Palazzo di Vetro è stato aperto dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che ha rimproverato la comunità internazionale per la "lentezza glaciale" dei negoziati verso un nuovo trattato che sostituisca il protocollo di Kyoto nel 2013. "Abbiamo meno di dieci anni per evitare gli scenari peggiori - ha detto Ban di ritorno da una missione al Polo Nord -. Sull'Artico i ghiacci potrebbero sparire entro il 2030 e le conseguenze sarebbero sentite dai popoli di ogni continente". Il cambiamento climatico colpisce soprattutto i Paesi meno sviluppati e in particolare l'Africa, dove "il cambiamento climatico minaccia di cancellare anni di sviluppo, destabilizzando Stati e rovesciando governi". Ban ha lanciato un appello ai Paesi industrializzati, invitandoli "a fare il primo passo", perché così "altri adotteranno misure audaci". Il nuovo trattato deve includere "obiettivi per la riduzione di emissioni entro il 2020 e supporto finanziario e tecnologico" ai Paesi in via di sviluppo. Un fallimento alla conferenza sul clima di Copenaghen di dicembre, ha concluso, sarebbe "moralmente ingiustificabile, economicamente miope e politicamente avventato".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-6108685680410415077?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/6108685680410415077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=6108685680410415077' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6108685680410415077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/6108685680410415077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/09/stati-uniti-e-cina-cominciano-ad.html' title='Stati Uniti e Cina cominciano ad ammettere i propri errori sull’ambiente'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SrnshnOYA3I/AAAAAAAAB3E/fMAee3MpnO4/s72-c/Inquinamento+industriale+in+Cina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-5342811200913055152</id><published>2009-08-29T16:05:00.014+02:00</published><updated>2009-08-30T18:17:18.540+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fauna protetta'/><title type='text'>Lupo italiano. Sulle Alpi gli allevatori ottusi lo vogliono sterminare di nuovo</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SplFa1u8sFI/AAAAAAAAB2k/2HVaAMYKdNw/s1600-h/Lupo+italiano+(dis.+Armando+Ambrogio).jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375403957646307410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 140px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SplFa1u8sFI/AAAAAAAAB2k/2HVaAMYKdNw/s200/Lupo+italiano+(dis.+Armando+Ambrogio).jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;Lupo italiano (dis. A. Ambrogio)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;d&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;.&lt;/span&gt;"Anche nella Natura, come nella Chicago degli anni 20, &lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;law&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;and&lt;/span&gt; order&lt;/em&gt; ci vuole, legge e ordine, perdinci", leggeremo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;prossimamente&lt;/span&gt;, chissà, in un editoriale dei direttori di &lt;em&gt;Libero, Foglio &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Giornale&lt;/em&gt;, a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;menabò&lt;/span&gt; unificati.&lt;br /&gt;La lamentela corale viene stavolta dai contadini della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Coldiretti&lt;/span&gt; e dagli allevatori di montagna dell'alto Cuneese. "Ormai c'è troppa criminalità in giro per le valli alpine, devono essersi detti alcuni di quegli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;intelligentoni&lt;/span&gt; per cui la provincia italiana va famosa. Siamo al punto - dicono e, purtroppo, pensano - che oggi non si può più lasciar al pascolo libero una vacca giovane, magari un po' zoppa, che il lupo l'aggredisce. E dove siamo, nella giungla? Il Governo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Berlusconi&lt;/span&gt; ci aveva promesso sicurezza, ma a quanto pare i cinghiali scorrazzano liberamente per i nostri campi, e i lupi hanno l'ardire di spingersi fin attorno alle malghe. Senza ritegno. E che, ora i pastori dovrebbero addirittura riprendere a difendere greggi e armenti come hanno fatto per millenni fino al 1900 &lt;em&gt;[anno in cui l'ottusa caccia dei valligiani fece estinguere il lupo nelle Alpi]&lt;/em&gt;? Le ronde, le ronde, ci vogliono. Per carità, noi non siamo fascisti, reazionari, noi siamo "liberali" &lt;em&gt;[lo dicono tutti, quindi possono benissimo averlo detto anche i pastori e i valligiani del Cuneese, antica provincia liberale, che infatti ha il bravo Costa come presidente]&lt;/em&gt;, ma certo ci vuole più controllo, e se il lupo e il cinghiale non vogliono mettersi in testa di rispettare la legge e l'ordine, se non mostreranno in futuro di conoscere codice civile e codice penale, e di rispettare la proprietà privata, saranno guai seri per loro. Altro che immigrati, la repressione sarà durissima. Siamo già in contatto con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Gasparri&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Calderoli&lt;/span&gt;. Alle armi, alle armi, le ronde, le ronde!"&lt;br /&gt;Be', ci siamo un po' divertiti con la satira, ma le lamentele contro il lupo, proprio adesso che è ritornato dopo 100 anni sulle Alpi (quelle contro i cinghiali erano già note), e la bellicosa e ridicola proposta delle "ronde anti-animali", sono proprio vere, come riporta un &lt;a href="http://www.corriere.it/animali/09_agosto_28/lupi_cinghiali_ronde_alpeggi_coldiretti_wwf_5b4a5908-93b7-11de-8445-00144f02aabc.shtml"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;articolo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; del &lt;em&gt;Corriere&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Che dire? Saranno secoli di disturbi neurologici dovuti ad un'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;alimentazione&lt;/span&gt; carente di vitamine B (eccesso di polenta), fatto sta che le proposte più balzane, le sciocchezze più grosse, finora appannaggio delle assolate pianure dell'estremo Sud ("Troppo sole, troppo sole", scriveva Pirandello), ormai provengono dalle vallate &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;verdeggianti&lt;/span&gt; e irrigue del remoto Nord ("Troppa acqua, troppa acqua". O forse troppo alcol?). I due estremi d'Italia ormai se la battono in quanto a idiozia diffusa, facendo apparire come d'incanto i più &lt;em&gt;goji&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;strulli&lt;/em&gt; del Centro come i più savi. Immaginate che cosa accadrebbe se &lt;em&gt;l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;idiot&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;du&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;village&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; salisse su un palco e tentasse di convincere i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;concittadini&lt;/span&gt;. Be', ci manca poco. E le mattane della Lega sono solo una parte, la punta dell'iceberg, e almeno hanno la finalità della propaganda, ma il grosso viene dal popolo, così, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;spontaneamente&lt;/span&gt;, e com'è tipico della vera stupidità, senza nessun vantaggio personale, tanto è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;controproducente&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ovviamente tutti si sono scagliati contro l'insana proposta di ricacciare il lupo, animale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;supeprotetto&lt;/span&gt; finalmente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;ripopolatosi&lt;/span&gt; in Italia (la sottospecie &lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Canis&lt;/span&gt; lupus &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;italicus&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; conta ormai più di 500 individui, evviva), che torna ad occupare la casella trofica vuota del grande predatore. Preoccupa, però, l'incultura ecologica di chi vive a contatto con la Natura, come allevatori di alta montagna e contadini. Si capisce che ormai sono disabituati alla Natura vera e alle sue ovvie piccole leggi, come anche ai suoi normali "fastidi" quotidiani, dopo averla distrutta e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;antropizzata&lt;/span&gt; da un secolo. Ma quel che è più grave è che spesso non sanno distinguere i branchi di cani randagi dai lupi, che di rado in Italia formano comunità numerose, per la scarsità di prede di grande taglia, come i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;cervidi&lt;/span&gt;. Un lupo deve mangiare circa 2-3 chili di carne al giorno, il che vuol dire che deve cacciare piccoli animali almeno ogni tre giorni. Invece , i cani &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;rinselvatichiti&lt;/span&gt; si avvicinano di preferenza alle discariche e alle periferie dei villaggi, come le volpi.&lt;br /&gt;La funzione del lupo è più importante &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;ecologicamente&lt;/span&gt; di quella della volpe, perché seleziona le prede meno abili o malate, rafforzando le specie selvatiche di piccola e media taglia, in quanto gli individui che si salvano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;regolarmente&lt;/span&gt; dai suoi attacchi, e che perciò faranno più figli, sono i più forti.&lt;br /&gt;Strano, infine, che la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Coldiretti&lt;/span&gt;, dopo tutto quello che è successo nei decenni scorsi, gridi ancora "Al lupo, al lupo!". In passato l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;associazione&lt;/span&gt; aveva collaborato attivamente con gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;ambientalisti&lt;/span&gt; per contrastare i privilegi dei cacciatori, che in Italia possono per legge entrare nei fondi agricoli privati, a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;meno &lt;/span&gt;che non siano protetti con alti e costosi steccati. Ma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;evidentemente&lt;/span&gt; era solo una difesa di interessi di categoria. E se invece gli agricoltori italiani guardassero, una volta tanto, al di là del proprio naso, anziché gridare infantilmente "Al lupo, al lupo"? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-5342811200913055152?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/5342811200913055152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=5342811200913055152' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5342811200913055152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/5342811200913055152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/08/lupo-italiano-sulle-alpi-gli-allevatori.html' title='Lupo italiano. Sulle Alpi gli allevatori ottusi lo vogliono sterminare di nuovo'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/SplFa1u8sFI/AAAAAAAAB2k/2HVaAMYKdNw/s72-c/Lupo+italiano+(dis.+Armando+Ambrogio).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35540982.post-1438693456849036497</id><published>2009-07-16T23:21:00.009+02:00</published><updated>2009-07-17T00:09:02.143+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aree protette'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='personaggi'/><title type='text'>Alda Croce. Oltre all’archivio del padre, tre passioni: paesaggio, arte e animali</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sl-jO7aeDMI/AAAAAAAAB1U/J_iehhu5jog/s1600-h/Alda+Croce.jpg"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5359181558456388802" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 136px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sl-jO7aeDMI/AAAAAAAAB1U/J_iehhu5jog/s200/Alda+Croce.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;E' bello sapere che la custode più esperta, fedele e rigorosa delle opere di Benedetto Croce, la figlia Alda, è stata anche una tenace sostenitrice dell'integrità del Paesaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Il paesaggio, il culto dell’estetica e della bellezza, le battaglie civili per l’ambiente, in tempi in cui quasi nessuno se ne occupava, e a nessuno era ancora venuto in mente di confonderli con la politica e di farne una professione ben retribuita, fosse pure con un seggio in Parlamento, hanno accomunato nei decenni la famiglia Croce, confermando il legame inscindibile (da molti negato, per ignoranza) tra Liberalismo e Ambiente.&lt;br /&gt;Infatti, solo chi conosce il valore della libertà, e per le varie libertà particolari è capace di entusiasmarsi e battersi, si sforza poi di ricercare e far riconoscere i più diversi e nuovi diritti di libertà, primo tra tutti quello di vivere in armonia con il Paesaggio e con l’ambiente circostante, che poi è il diritto stesso alla vita. Primum vivere, è il presupposto di ogni uomo libero.&lt;br /&gt;Il filosofo, "don Benedetto", fu il propugnatore del primo parco nazionale in Italia, quello d’Abruzzo, iniziato come illuminata donazione di alcuni proprietari organizzata in ente privato. La figlia Elena fu nel 1955 tra i fondatori delle benemerita associazione Italia Nostra, accanto ad altri esponenti delle cultura liberale. Ma anche la seconda figlia di Croce, Alda, "vestale" e curatrice del grande Archivio, delle ristampe e delle edizioni postume del padre, l'unica indiscussa conoscitrice di biografia e aneddoti, e perfino dell'illegibile scrittura del filosofo, scomparsa a 91 anni l’11 luglio 2009, aveva il paesaggio, l’arte, la natura e gli animali nel cuore.&lt;br /&gt;"Promotrice di battaglie civili per la difesa dell'ambiente, per la messa in salvo di monumenti e palazzi napoletani, e per la protezione degli animali – ha scritto il quotidiano napoletano Il Mattino - è stata una protagonista centrale e discreta della cultura italiana del Novecento e della vita culturale della sua città. Nel corso della sua vita ha ricevuto anche il Premio Cortese per la cultura e per l'ambiente"."Da lei ho tratto esempio, è stata l'ispiratrice di molte delle cose che ho scritto", ha dichiarato lo storico Piero Craveri, figlio di Elena Croce. "Ho vissuto con lei 25 anni - ha detto - Alda è stata una donna colta, con una profonda formazione umanistica". "Mi univa a lei - ha aggiunto - anche l'impegno per la difesa dell'ambiente e del paesaggio". "Dopo mia madre - ha concluso - è stata l'esperienza familiare più profonda che abbia avuto".&lt;br /&gt;Fu liberale, certo, ed anzi con qualche simpatia radicale. "Ma il suo impegno politico più forte fu quello per l'ambiente, il paesaggio, i beni culturali, l'ecologia", ha scritto Giuseppe Galasso sul Corriere della Sera del 13 luglio. "In questo campo ebbe per decenni una presenza ininterrotta quanto meritoria e apprezzata, continuando il filo della tradizione a cui era legata. Per suo conto, più che modesta, era spartana. Le sue prodigalità erano per i suoi innumerevoli gatti, e per segrete e sorprendenti opere benefiche".&lt;br /&gt;Alda Croce si era battuta a lungo per la sua città. Ambientalista impegnata, aveva fondato un Comitato per la difesa del centro storico cittadino, che poi anche per suo merito fu riconosciuto come Patrimonio dall’Unesco. Tra le sue campagne quella per la salvaguardia della Costiera amalfitana e l’abbattimento del "mostro di Fuenti". "Con il suo grande interesse per la tutela del paesaggio e dei beni storico-artistici della città", ha ricordato il Presidente dell’Istituto per Studi Filosofici, Gerardo Marotta, convinse il Governatore della regione ad acquisire Palazzo Penne per procedere alla sua ristrutturazione ". "È stata una guida per quanti come lei avevano a cuore i problemi di Napoli e del suo centro storico", spiega Mario De Cunzo, e la ricorda con rimpianto anche il presidente di Italia Nostra, Guido Donatone: "Per decenni Alda è stata membro e animatrice del direttivo della nostra associazione".&lt;br /&gt;"Fu in fondo l'eroina di una doppia battaglia, quella crociana e quella civile della cultura e dei suoi beni e dei suoi valori. Due battaglie combattute entrambe all'insegna del più strenuo disinteresse, e non come cause particolari, ma come legate alle ragioni superiori della storia e della civiltà. Le dobbiamo tutti qualcosa", ha concluso Galasso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35540982-1438693456849036497?l=ecologia-liberale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/feeds/1438693456849036497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35540982&amp;postID=1438693456849036497' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1438693456849036497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35540982/posts/default/1438693456849036497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/07/alda-croce-oltre-allarchivio-del-padre.html' title='Alda Croce. Oltre all’archivio del padre, tre passioni: paesaggio, arte e animali'/><author><name>Nico Valerio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7cvblEK9n1s/Sl-jO7aeDMI/AAAAAAAAB1U/J_iehhu5jog/s72-c/Alda+Croce.j
