14 luglio 2008

 

Le bugie dell’eolico. Il caso Scansano: i dati reali ben diversi dalla propaganda

Si sono fatte letteralmente carte false pur di poter lucrare sui finanziamenti di Stato dei cosiddetti "Certificati Verdi". "Verdi"? Se imitiamo le etimologie paradossali e improbabili di Varrone ("lucus a non lucendo", bosco nel senso che non c'è luce), allora in questo caso "verde" vorrebbe dire che il verde viene distrutto e sostituito da strade e cemento. Grazie,Varrone. Se proprio si voleva nascondere la provenienza dal defunto omonimo Partito, che gravi responsabilità ha nella devastazione del territorio italiano del Centro-Sud con le finte centrali elettriche a vento, si è però caduti nella gaffe di citare il colore del dollaro...
Dunque, si fanno carte false, si truccano i dati di ore di funzionamento e redditività, pur di guadagnare i finanziamenti dello Stato concessi con manica larga in uno scandaloso protezionistico trattamento di favore che deve cessare. Evviva il liberismo economico, che va bene solo quando riguarda gli altri...
Le ditte produttrici e i gestori dell'eolico hanno tutto l'interesse a pompare le previsioni di produzione elettrica. Così accade che i dati sbandierati alla stampa e di fronte alle autorità di Governo vengano poi smentiti dai rendiconti economici, di gran lunga inferiori. Perché, si sa, ideologia o no, propaganda o no, i consigli di amministrazione vogliono i dati veri. Il fenomeno, che se coinvolgesse per ipotesi una piccola cooperativa di provincia porterebbe alla revoca immediata della concessione statale, salva la riserva di azione civile e penale, perché gonfiare i dati per ottenere più soldi verrebbe visto dal Ministero poco meno che come una truffa, passa invece sotto silenzio oggi in Italia quando sono in ballo le grosse aziende elettriche e le concessionarie, magari straniere, che si sono gettate a capofitto sulla comoda speculazione "protetta" e garantita dallo Stato.
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Il caso degli impianti eolici di Piani Alti a Scansano (Toscana) è in esempio tra tanti, come denuncia l'ottimo Messaggero Eolico di Grosseto (vedi tabella), che rivela in un dettagliato articolo le differenze imbarazzanti tra cifre propalate e la cruda realtà, che vede in media le previsioni diminuite di un terzo, con una punta davvero scandalosa del 90 per cento in meno per i dati del fabbisogno.
Per consultare l'ultimo numero (e anche tutti i precedenti) del Messaggero Eolico, si veda al colonnino di destra del sito del Comitato Nazionale del Paesaggio http://www.cnp-online.it/. che combatte da anni - dati alla mano - la devastazione del paesaggio e il regime vizioso di sovvenzioni ufficiali e "mazzette" sottobanco che sta dietro lo strano boom affaristico dell'industria del vento, in un Paese come l'Italia che di vento ne ha davvero poco. Non meraviglia che industriali e gestori facciano a gomitate per impiantare nuovi siti, visti gli stratosferici guadagni assicurati per legge. Meraviglia invece che un'associazione ambientalista come Legambiente abbia sposato senza il minimo dubbio una tecnologia che sta rovinando l'unico patrimonio che ha l'Italia del Centro-sud: la bellezza dei panorami, i selvaggi crinali degli Appennini, i villaggi ancora intatti di collina e montagna. Italia Nostra l'ha capito subito, come anche il CAI. Il Wwf comincia a capirlo e già è capace di importanti distinguo. Manca Legambiente.

Comments:
E' tragico leggere commenti di chi vuole accendere il forno elettrico a caa senza domandarsi che cosa sta bruciando per godersi la praticità a cui siamo abituati...
Le energie rinnovabili hanno un immenso difetto (tutte!) sono IRREGOLARI. Un anno può essere più o meno ventoso (come piovoso del resto) e nessuno lo garantisce.
Il patrimonio ambientale è importante ma non si può bloccare tutto!
Ricordatevi che l'eolico è, forse, l'unica tecnologia veramente rinnovabile nel senso che se dovessimo trovare nuove fonti si va lì si smonta e si manda tutto al riciclo!
Immagino che voi siate fan del fotovoltaico che prende sovvenzioni di 8-10 volte superiori al Certificato Verde e poi del silicio che faremo fra 20 anni???
Il sist certificato verde non è un aiuto statale ma un prezzo che paga chi produce inquinando ed è legato alla produzione effettiva!Non alle stime!
Quindi se anche qualcuno avesse sbagliato i conti ci rimette di tasca propria (Endesa nello specifico).
Tanto dovevo...
 
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