03 dicembre 2009

 

«Eolico conviene»? Ecco vecchi e nuovi trucchi, e finanziamenti di Stato e Regioni buttati al vento.


L'Italia, notoriamente povera di vento e poverissima di vento regolare (il solo utile ai fini dell'energia eolica), ma curiosamente prima al Mondo negli incentivi di Stato all'eolico. Che, perciò, visti, i problemi estetici-paesaggistici, economici e perfino giudiziari (corruzione di Enti locali e mafia) che sta arrecando, si conferma una fonte energetica invasiva, deturpante, costosa e alla fine inutile. Eppure, questo eolico continua a diffondersi, sia pure meno spensieratamente di prima dopo le denunce penali e i più accurati calcoli economici energetici. Come mai? E' il proverbio a rispondere: "Gatta ci cova".

Quando si parla di eolico e incentivi, in sede di comparazione internazionale, di solito ci si riferisce ai Certificati Verdi, che sono di gran lunga la forma di incentivazione più utilizzata e normalmente anche l’unica.
Da noi invece le cose funzionano diversamente. I Certificati Verdi valgono più che altrove, e ad essi si aggiungono molte altre agevolazioni che fanno dell’Italia la terra promessa per gli industriali del vento, nonostante che il nostro Paese non sia particolarmente vocato per la produzione di energia eolica (in media 1700 ore/anno, di cui effettive immesse in rete appena 1450 ore/anno, contro le oltre 2000-2800 del Nord Europa, NdR, da dati Italia Nostra). Ma i più alti incentivi d’Europa, tramite certificati verdi valutati il doppio che altrove. (oltre 160 euro a MWh ).

Perciò, la corsa a chiedere autorizzazioni per impiantare pale alte un centinaio di metri è, in realtà, una banale corsa agli incentivi e alle agevolazioni, che fanno ricchi pochi a discapito della collettività.
Vediamo in una sintetica guida di Sennuccio Del Bene, del Comitato GEO-Ambiente e Territorio di Monterotondo Marittimo, quali sono le sette fonti d’oro che attirano speculatori e multinazionali da ogni dove. Innanzitutto i


1. Certificati Verdi, soggetti per di più a compravendita. Ogni 50 MWh di energia eolica prodotta dà luogo a un certificato liberamente negoziabile sul mercato. La compravendita di certificati verdi è garantita dal Gse, il Gestore dei servizi elettrici che acquista a un prezzo predeterminato, ma più spesso i certificati vengono venduti ai produttori di energia da fonti tradizionali che per legge devono produrre una determinata quota di energia anche da fonti rinnovabili o, in alternativa, acquistare i certificati verdi. Il prezzo dei certificati era libero di fluttuare; con l’ultima Finanziaria (2008) il governo ha posto un tetto di 112,88 euro/MWh, ma ha anche prolungato da 12 a 15 anni la durata dell’incentivo.


2. Pagamento anticipato sulle "stime" della produzione futura. Su richiesta dei produttori, inoltre, il Gse (che è un ente pubblico) può anticipare il pagamento dei certificati verdi a fronte delle stime produttive per l’anno successivo, con conguaglio a fine periodo basato sui dati reali di produzione. Così capita che le stime vengano gonfiate anche del 30% (dati ufficiali Gse relativi al 2006) per ottenere pronta cassa dall’Ente soldi da impiegare o investire come più aggrada ai titolari degli impianti. Soldi pubblici che vengono dalle nostre bollette (componente Cip6) e che, in caso di fallimento di un produttore, sono difficilmente recuperabili.


3. Il trucco della "ristrutturazione", ed ecco nuovi incentivi. Inoltre, il limite di 15 anni all’incentivo è aggirabile grazie a una legge dalle maniche larghe. Basta una ristrutturazione – peraltro necessaria per le parti soggette a usura – per far risultare come "nuovo" l’impianto e far ripartire da zero il contatore degli anni (15+15!). Potrebbe bastare, ma non basta: quello dei soldi pubblici all’eolico in Italia è un vero e proprio fiume in piena. Così ai Certificati Verdi si aggiunge un quarto elemento di favore:


4. Obbligo d'acquisto dell'energia eolica da parte del Gestore elettrico. E' il burocratico "Dispacciamento prioritario". In pratica il Gse, il gestore dei servizi elettrici, è obbligato ad acquistare "sempre e subito" tutta l’elettricità prodotta da eolico, a prescindere dall’effettivo fabbisogno del sistema e dalla possibilità di acquisto di energia a prezzo inferiore – situazione tipicamente riscontrabile di notte con l’energia da nucleare. Meccanismo che obbliga il GSE a retribuire l’impresa eolica per l’energia prodotta, anche quando per ragioni tecniche non è stata immessa in rete. Per i titolari di impianti eolici ciò si traduce in una garanzia sul venduto sino all’ultimo KW prodotto, consentendo di lavorare in un mercato privo di concorrenza; invece per il Gestore di rete ciò rappresenta costi aggiuntivi, scaricati sull’utenza. Basta così? No.


5. Prezzo prefissato, altro che "mercato". Bisogna considerare che i MWh immessi in rete vengono retribuiti dal Gse a un prezzo prefissato definito di anno in anno (circa 68 €/MWh nel 2007) e che gli speculatori si avvalgono di


6. Infrastrutture a carico del Gestore della Rete, non dei produttori. Le infrastrutture necessarie al collegamento di un impianto eolico alla rete di distribuzione sono a carico del gestore della rete, cioè Terna, e non del produttore. Ma, direte voi, gli investimenti per realizzare un parco eolico sono consistenti, siamo nell’ordine delle decine di milioni di euro, e di quelli si faranno ben carico gli imprenditori dell’eolico. In effetti sarebbe così se non ci fossero anche altri favori di cui nessuno parla, come i


7. Finanziamenti di Stato e Regioni a fondo perduto e/o a tasso agevolato previsti dalla legge 488/92. ll ministero delle Attività Produttive stila annualmente delle graduatorie ed elargisce i finanziamenti che teoricamente sarebbero finalizzati a stimolare lo sviluppo locale. Negli ultimi anni sono stati concesse diverse centinaia di milioni all’eolico (470 milioni nel solo 2006). Per la parte non a fondo perduto la legge prevedeva un tasso dello 0,5%; ora l’interesse è cresciuto, ma è di gran lunga inferiore ai tassi di mercato. Questi finanziamenti statali riducono notevolmente gli oneri dell’investimento iniziale e abbattono (talvolta dimezzano) i tempi di ammortamento dell’impianto. [La recente inchiesta della magistratura che ha portato in carcere l'avv.Vigorito, presidente degli industriali del vento Anev, ha anche bloccato presso il Ministero dell'industria circa 30 milioni di euro di contributi a fondo perduto, per i quali sembra che si siano fatte "carte false", ed ha sequestrato centrali eoliche del valore di 153 milioni di euro. NdR, da comunicato di Italia Nostra]. E dove non arriva lo Stato, arrivano le Regioni, specie al Centro-Nord: nel caso dell’impianto eolico previsto a Monterotondo Marittimo la Regione Toscana ha elargito oltre 3 milioni di contributo a fondo perduto. [E conoscendo il nostro Sud, vi pare che la Sicilia, la Puglia o il Molise, irte di torri eoliche inutili e deturpanti, non le hanno finanziate gratis? Ci piacerebbe saperlo. NdR]


Conclusioni. La somma di tutti questi incentivi e agevolazioni rende purtroppo agli speculatori conveniente impiantare pale eoliche a prescindere dalla loro effettiva produttività. La conclusione, dopo la criminalità organizzata, che - guarda caso - ha scoperto l'eolico, potete
tirarla da soli.
.Per saperne di più, leggere il bel sito-web "Via dal Vento" e quello del Comitato Nazionale del Paesaggio, con i quali Ecologia Liberale ha perfetta concordanza di idee.

IMMAGINE. Il castello di Montepò a Scansano, Toscana (zona tipica del vino Morellino), deturpato vistosamente da imponenti torri eoliche.

AGGIORNATO IL 12 GENNAIO 2016

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Comments:
Complimenti, molto eauriente: mi ha chiarito alcuni dubbi.
 
Concordo col post. Solo due appunti.
1) Almeno, l'eolico è produttivo, dove c'è vento. Il solare è addirittura antieconomico e lo finanziano ugualmente. Punto due. E' sicuro che l'Italia tutta sia "povera di vento" ? Vengo da zone in cui il vento si porta via alberi, pinete e comignoli delle case...
 
Alberi, pinete, comignoli? Ma allora siamo in zone antropizzate, inadatte agli impianti. Certo, Libertyfighter, che in Italia ci sono zone di vento continuativo e forte (anche se l'Italia è il Paese delle raffiche e tempeste, poco utili da questo punto di vista), ma quello che conta è la media di vento all'anno nelle zone utili già identificate. Che sono quasi tutte sulle creste montane.
Quindi, no, proprio l'eolico, con tutta la simpatia personale che avevo-ho in teoria per questo mezzo chimicamente pulito, in Italia NON è produttivo: 1700h/a (di cui utili poco più di 1400) contro 2000-2800h/a dell'Europa del Nord, zona naturalmente vocata.
Solo gli incentivi di Stato rendono la speculazione conveniente, anzi a rischio zero! Un favore ai soliti amici. Cosa non da mercato libero ma da URSS (o Russia di Putin).
Grazie della puntualizzazione: ho aggiunto il dato sulle ore di vento nel testo.
 
povera Italia ! ora inizierà il tempo delle biomasse! e, ne vedremo delle belle.... immaginate solo in pianura Padana che bell'aria si respirerà quanto PM, quanti idricarburi policiclici aromatici... e così via. quali alternative abbiamo facciamoci quattro conti in tasca mentre alcuni magistrati fanno partire avvisi di garanzia per amministratori locali che hanno colpa di non aver protetto la salute dei cittadini facendo respirare aria inquinata con parametri superiori ai limiti di legge!
 
E nessuno parla di efficienza e razionalizzazione della produzione e dei consumi, se la parola "risparmio" dà fastidio (ma perché, poi, visto che in moneta sonante l'Italia è uno dei più grandi Paesi risparmiatori?).
Con efficaci misure anti-spreco, a parità di tenore di vita, senza alcun sacrificio, già oggi avremmo almeno il 30% di energia (senza nuove centrali) in più. Ma le proiezioni dell'ENEA per i prossimi decenni arrivano addirittura ad oltre il 70% in più. Si veda l'articolo:
http://ecologia-liberale.blogspot.com/2009/03/nuove-centrali-prima-vediamo-se.html
 
quante inesattezze... Ai limiti della buona fede. Posto che l'eolico in Italia è specchio del paese come la politica, l'industria meccanica o altro, e quindi c'è qualche caso di parco mal progettato o con macchinari scadenti, rimettiamo a posto le cifre.

In Italia (sì, in Italia) ci sono molti parchi con più di 2500 MWh per Mw installato, solo che nelle statistiche entrano anche parchi vecchi, con macchine semisperimentali, ormai abbandonati e da ristrutturare con macchine nuove. Inoltre le statistiche dividendo energia erogata per potenza installata a fine anno, considerano anche parchi attivati magari a ottobre quindi ovviamente con produzione parziale nell'anno.
Poi non esiste più da anni la possibilità tecnica né politica di finanziamenti ex legge 488.

Poi: l'eolico rimane la fonte rinnovabile con il migiore "payback energetico" di tutte, ovvero quanto ci mette la macchina a restituire l'energia spesa per produrla (mesi per l'eolico, anni per il fotovoltaico che è molto "energy intensive").

Poi: l'eolico ha il miglior rapporto tra energia prodotta per superficie utilizzata (una torre da 3 Mw produce 6000 e passa Mwh con pochi m2 di superificie occupata da base torre). Tra torre e torre si possono continuare a coltivare i campi, pascolare bestiame etc, senza incidere sui prezzi di derrate agricole come per fotovoltaico e biomasse.

Poi: l'eolico è perfettamente riciclabile a fine vita, al contrario dei pannelli FV che sono rifiuti speciali difficili da smaltire.

Poi: 1 Mw eolico produce 2000Mwh (media "vera" sulle nuove installazioni) contro 1200Mwh Fv, costa la metà e non ha l'1% di decadimento di prestazioni/anno "fisiologico" come Fv, quindi tra 20 anni (posta una manutenzione normale) produrrà ancora 2000Mwh mentre Fv solo l'80% di 1200Mwh.

L'eolico è ad oggi ancora un prodotto europeo che da lavoro ad europei, mentre Fv arriva al 90% dalla Cina con tre viti tirate in Germania per mettere "made in Germany".

Il valore dei Cv è determinato dal libero scambio tra chi è obbligato a comprarli per raggiungere la quota di legge di rinnovabili sul totale prodotto e chi produce rinnovabili, non è per nulla garantito (ha fluttuato tra 120/Mwh anni fa giù fino a 60€/Mwh l'anno scorso).

L'energia per impianti sopra 1Mw di potenza deve essere venduta al prezzo di borsa della zona dove si trova l'impianto, senza alcun vantaggio rispetto a una turbogas (zona Nord media 2009 = 55€/Mwh ad esempio).

L'anticipo sui Cv puì essere concesso da Gse solo a fronte di fideiussione del proprietario impianto, e questo anche per impianti già in attività da anni. Misura esageratamente cautelativa presa in risposta a qualche episodio di sovrastima accaduto in passato, assolutamente marginale rispetto al totale.

Potrei andare avanti, a basta informarsi anche da soli al di fuori delle inesattezze "politiche" di Italia Nostra (per esempio guardando il sito di Legambiente) per capire chi ci marcia.
Negli altri paesi, le isole stanno guardando all'eolico per raggiungere il 40% di rinnovabili imposto dalla Ue, in Italia vanno ancora TUTTE avanti a centrali a gasolio portato da littorine, che se una si ribalta davanti alle coste di Lipari é una tragedia (ma a nessun eco-ambientalista anti-eolico sembra che importi granchè). Cercare l'esempio dell'isola spagnola di Hierro alle Canarie per un esempio di come un'isola puì diventare 100% rinnovabile. L'eolico su isole di notte potrebbe produrre anche acqua potabile per osmosi inversa e idrogeno per i traghetti che vanno e vengono e per gli autobus dei trasporti insulari, per una vera difesa del patrimonio ambientale, e invece stiamo a sentire Italia Nostra e stiamo a guardare le chiazze di gasolio in mare e di catrame sulle spiagge di Pantelleria.
 
A Luca Salvi. Quante fandonie. A chi giova lo sappiamo bene. Ma che mi viene a cianciare di "efficienza" energetica dell'eolico se le pale in Italia restano ferme per mancanza di vento.... Anche a Scansano, quelle famigerate proprio vicino al Castello, che deturpano orribilmente, sono spessissimo ferme, come denuncia uno scienziato della zona.
Ma mi faccia il piacere, altro che payback... Payback solo per gli speculatori arraffoni amici dei politici, semmai... E infatti, a proposito di "pay", solo sull'eolico poteva crescere ed esplodere lo scandalo che ha portato il presidente degli industriali eolici Anev in carcere.
Altro che efficienza. Codice penale!
E poi se lo metta in testa: l'eolico nato per le grandi pianure ventose e poco popolate del nord Europa, in Italia finisce solo sui monti a ridosso dei quali ci sono paesi bellissimi. Non lo sa che siamo un Paese montano, e che abbiamo i migliori paesaggi d'Europa? Che sono l'unica nostra ricchezza? Ma, si sa, l'opportunità e il buonsenso sono tipici delle persone intelligenti. Perciò lei mi sembra non so se furbamente ottuso o ottusamente furbo: vorrebbe mettere le enormi torri DETURPANTI E INAMOVIBILI (costa troppo caro smantellarle, altro che stupidaggine dinonesta del "riciclabile") perfino sulla cima del Cervino?
 
Uno studioso di economia che lavora degli Stati Uniti, ma è originario del luogo, lancia un appello contro le orribili, deturpanti e soprattutto INUTILI (se non ai loro installatori) torri eoliche di Scansano, (vedi foto sopra l'articolo) sul suo sito http://tinyurl.com/ydfccdx
Altro che l'efficienza teorica del sistema provata in laboratorio degli ottusi propagandisti...
I cretini con i soldi di tutti noi vendono delle "efficientissime" Ferrari col serbatorio per la benzina bucato...
 
L'anonimo (forse un dirigente di Legambiente o uno sviluppatore eolico, o magari entrambe le cose?) del quinto commento racconta un sacco di balle:

>In Italia (sì, in Italia) ci sono molti parchi con più di 2500 MWh per Mw installato

Falso. Il 95% degli impianti in Italia produce meno di 2500 ore equivalenti. solo una dozzina (su 250) centrali eoliche produce più di 2500 ore.

>Inoltre le statistiche dividendo energia erogata per potenza installata a fine anno, considerano anche parchi attivati magari a ottobre quindi ovviamente con produzione parziale nell'anno.

Falso le statistiche sulla produttività dal GSE considerano correttamente le centrali entrate in produzione nel corso dell'anno e danno una produzione di 1.735 ore equivalenti ovvero un rendimento inferiore al 20%

>nelle statistiche entrano anche parchi vecchi, con macchine semisperimentali, ormai abbandonati e da ristrutturare con macchine nuove

Le centrali vecchie producono di più di quelle nuove perché poste nei siti migliori anche se con macchine meno efficienti: gli impianti più produttivi nel 2008 sono stati quelli installati nel 2001 e nel 2003 che hanno produttività largamente superiori a quelli installati nel 2005-06-07

>Poi: l'eolico rimane la fonte rinnovabile con il migiore "payback energetico" di tutte

Falso idroelettrico e geotermico hanno un ritorno energetico migliore

>Poi: l'eolico ha il miglior rapporto tra energia prodotta per superficie utilizzata (una torre da 3 Mw produce 6000 e passa Mwh con pochi m2 di superificie occupata da base torre)

Falso: bisogna considerare tutto l'insieme delle opere accessorie: viabilità d'accesso, piazzole, stazioni di trasformazione linee elettriche. Si arriva ad una occupazione di suolo non molto diversa dal fotovoltaico se la centrale eolica è realizzata in zona non già disturbata e montuosa (come accade quasi sempre). Bisogna anche considerare gli sbancamenti e il rischio di dissesto idrogeologico che portano le invasive fondazioni delle torri. Le torri eoliche emettono un rumore di circa 100 decibel rendeno una zona di almeno 400 metri attorno non utilizzabile per qualsiasi uso residenziale e problematica per gli animali.
 
>Poi: l'eolico è perfettamente riciclabile a fine vita, al contrario dei pannelli FV che sono rifiuti speciali difficili da smaltire

Falso: anche molti materiali utilizzati nella costruzione degli aerogeneratori sono rifiuti speciali. In particolare le eliche fatte di materiali sintetici e molti componenti del generatore.

I plinti di cemento non vengono rimossi e le garanzie fornite per la rimozione del resto sono del tutto insufficienti visto la dimensione delle imprese che li costruisce.

>Poi: 1 Mw eolico produce 2000Mwh (media "vera" sulle nuove installazioni) contro 1200Mwh Fv, costa la metà e non ha l'1% di decadimento di prestazioni/anno "fisiologico" come Fv, quindi tra 20 anni (posta una manutenzione normale) produrrà ancora 2000Mwh mentre Fv solo l'80% di 1200Mwh.

Falso: moltissimi nuovi impianti hanno una produttività teorica di 1800-1700 ore che si traduce in una produttività reale ben minore.

Inoltre gli aerogeneratori hanno bisogno di molta più manutenzione del fotovoltaico con un costo crescente negli anni, sono sottoposti a fulmini ed incidenti di vario genere essendo composti di parti sempre in movimento.

>L'eolico è ad oggi ancora un prodotto europeo che da lavoro ad europei, mentre Fv arriva al 90% dalla Cina con tre viti tirate in Germania per mettere "made in Germany"

Falso: l'industria eolica si sta spostando in Cina, Vestas ultimamente chiude impianti in DK per aprirne in Cina e come lei molte altre aziende.

>Il valore dei Cv è determinato dal libero scambio tra chi è obbligato a comprarli per raggiungere la quota di legge di rinnovabili sul totale prodotto e chi produce rinnovabili, non è per nulla garantito (ha fluttuato tra 120/Mwh anni fa giù fino a 60€/Mwh l'anno scorso)

Falso: il fatto che ci sia un acquirente di ultima istanza che compra CV ad un prezzo garantito fa si che in realtà il prezzo dei CV sia un prezzo amministrato. Le aziende eoliche quotate difatti in bilancio inseriscono il prezzo di riferimento del GSE, non il prezzo di borsa. l CV è comunque un bene fittizio e il suo prezzo dipende in ultima istanza dalla percentuale d'obbligo fissata dal Governo. E' quindi una tassa sui consumatori di elettricità sotto altro nome.
inoltre è aumentato il periodo per cui i i CV sono attribuiti passando dagli iniziali 8 anni ai 15 anni attuali, per cui l'incentivo rimane uguale.

>L'anticipo sui Cv puì essere concesso da Gse solo a fronte di fideiussione del proprietario impianto, e questo anche per impianti già in attività da anni. Misura esageratamente cautelativa presa in risposta a qualche episodio di sovrastima accaduto in passato, assolutamente marginale rispetto al totale.

Falso la sovrastima non è marginale ma di oltre il 10%: oltretutto non si capisce il motivo di questa fonte occulta di finanziamento che non esiste per gli impianti in conto energia.

>L'energia per impianti sopra 1Mw di potenza deve essere venduta al prezzo di borsa della zona dove si trova l'impianto, senza alcun vantaggio rispetto a una turbogas (zona Nord media 2009 = 55€/Mwh ad esempio)

Falso vedi art 13. comma 3 legge 387/03 ultimo 91€ MWh

I dati vengono dal rapporto sull'energia eolica del GSE e dal bollettino sui CV
 
"Via dal vento", bravissimi. E coraggiosi. Consiglio a tutti il vostro bel sito (già linkato alla fine dell'articolo)
 
Rispndo al gentile anonimo di Viadalvento, non sono nè di Legambiente nè uno sviluppatore, solo una persona dotata di buon senso che non gradisce apparire con nome e cognome in pubblico.
"di buon senso" significa semplicemente non dire di no a tutto e poi pretendere che il condizionatore di casa funzioni a suon di peti.
Ma forse l'anonimo di viadalvento gradirebbe una centrale nucleare davanti a casa, oppure 6 ettari di fotovoltaico al posto di una singola turbina eolica da 3Mw, con un costo di 12 milioni di € contro solo 5 per l'eolico, e con un costo x la collettività pari a 0,40€/kWh (incentivo fv) contro 0,08 (cv eolico).
Comunque, caro viadalvento raccontapalle (per risponderti con la tua stessa arroganza, dettata forse da rabbia per le mie (ovvie per chi sa) contestazioni, rispondo punto per punto:

>In Italia (sì, in Italia) ci sono molti parchi con più di 2500 MWh per Mw installato

>>Falso. Il 95% degli impianti in Italia produce meno di 2500 ore
equivalenti. solo una dozzina (su 250) centrali eoliche produce più di 2500 ore.

>>> ho sbagliato a scrivere, intendevo molti sopra le 2000 ore. Certo, se facessero fare i parchi eolici dove andrebbero fatti, ce ne sarebbero molti anche sopra le 2500. Ma sulle isole nooooooo... Mai... Meglio i generatori a gasolio o ettari di fotovoltaico, che invece che 2000 MWh/MWp fanno 1200MWh/MWp...

>Inoltre le statistiche dividendo energia erogata per potenza
installata a fine anno, considerano anche parchi attivati magari a
ottobre quindi ovviamente con produzione parziale nell'anno.

Falso le statistiche sulla produttività dal GSE considerano
correttamente le centrali entrate in produzione nel corso dell'anno e
danno una produzione di 1.735 ore equivalenti ovvero un rendimento
inferiore al 20%

>>> sei falso tu, le statistiche fanno un calcolo brutale "produzione/potenza installata a fine anno", come è ovvio. E comunque (anche se fosse, cosa che non è) sarebbero sempre molte di più delle 1200 ore di un fotovoltaico a "inizio carriera" (che poi scendono a 1000 dopo 20 anni)

>nelle statistiche entrano anche parchi vecchi, con macchine
semisperimentali, ormai abbandonati e da ristrutturare con macchine
nuove

Le centrali vecchie producono di più di quelle nuove perché poste nei
siti migliori anche se con macchine meno efficienti: gli impianti più
produttivi nel 2008 sono stati quelli installati nel 2001 e nel 2003
che hanno produttività largamente superiori a quelli installati nel
2005-06-07

>>> menti sapendo di mentire... Basta guardare le statistiche sulla crescita negli anni delle ore equivalenti medie. E anche la semplice logica suggerisce che le macchine nuove, molto più alte e potenti (grazie al maggior diametro), producono di più delle vecchie con moltiplicatore di giri, più basse al mozzo e di minore diametro.

>Poi: l'eolico rimane la fonte rinnovabile con il migiore "payback
energetico" di tutte

Falso idroelettrico e geotermico hanno un ritorno energetico migliore

>>> grazie, intendevo le nuove rinnovabili, dato che purtroppo di idroelettrico o geotermico su larga scala non se ne può più fare. Comunque implicitamente mi dai ragione, il Fv ha un payback energetico 10 volte superiore all'eolico.
 
>Poi: l'eolico ha il miglior rapporto tra energia prodotta per superficie utilizzata (una torre da 3 Mw produce 6000 e passa Mwh con pochi m2 di superificie occupata da base torre)
"Falso: bisogna considerare tutto l'insieme delle opere accessorie: viabilità d'accesso, piazzole, stazioni di trasformazione linee elettriche. Si arriva ad una occupazione di suolo non molto diversa dal fotovoltaico se la centrale eolica è realizzata in zona non già disturbata e montuosa (come accade quasi sempre). Bisogna anche considerare gli sbancamenti e il rischio di dissesto idrogeologico che portano le invasive fondazioni delle torri. Le torri eoliche emettono un rumore di circa 100 decibel rendeno una zona di almeno 400 metri attorno non utilizzabile per qualsiasi uso residenziale e problematica per gli animali."

>>> falsissimo. Intanto la rumorosità in valore assoluto non ha senso, vale solo il delta sul rumore di fondo in zona. E 100dB sono quelli di un aereo in decollo! Eolico = meno di 70dB. So per certo di un parco dove una coppia di falchi ha nidificato a meno di 50m dalla turbina, e i nati stanno benissimo. Per 20Mw, considerando piazzola da 20x20 (post ripristini, basta per manutenzione), sono 400x20 = 8000m2, meno di un ettaro. Sottostaz alta tensione = 1000m2. Tot 1 ettaro. 20mW di Fv = 40 ettari!! E non rispondere che 20Mw di geotermico teoricamente occupano meno spazio, lo so, purtroppo non ce n'è.

>Poi: l'eolico è perfettamente riciclabile a fine vita, al contrario dei pannelli FV che sono rifiuti speciali difficili da smaltire

"Falso: anche molti materiali utilizzati nella costruzione degli aerogeneratori sono rifiuti speciali. In particolare le eliche fatte di materiali sintetici e molti componenti del generatore. I plinti di cemento non vengono rimossi e le garanzie fornite per la rimozione del resto sono del tutto insufficienti visto la dimensione delle imprese che li costruisce."

>>> a rifalsissimo: nessuno è così cretino da buttare in discarica una pala, si ripara con vetroresina anche dopo 30 anni. E comunque parliamo (tenendo conto di qualcosa del generatore) di un 5% contro il 95% del Fv. Infine, la fideiussione che si rilascia copre acnhe rimozione plinti, e deve essere rilasciata a prescindere da dimensione azienda. Informati meglio.

>Poi: 1 Mw eolico produce 2000Mwh (media "vera" sulle nuove installazioni) contro 1200Mwh Fv, costa la metà e non ha l'1% di decadimento di prestazioni/anno "fisiologico" come Fv, quindi tra 20 anni (posta una manutenzione normale) produrrà ancora 2000Mwh mentre Fv solo l'80% di 1200Mwh.

"Falso: moltissimi nuovi impianti hanno una produttività teorica di 1800-1700 ore che si traduce in una produttività reale ben minore. Inoltre gli aerogeneratori hanno bisogno di molta più manutenzione del fotovoltaico con un costo crescente negli anni, sono sottoposti a fulmini ed incidenti di vario genere essendo composti di parti sempre in movimento."

>>> embè? La manutenzione, a cura del proprietario, è un costo necessario che riduce gli utili nell'eolico, ma mantiene la produttività ai livelli iniziali. Nel Fv non c'è manutenzione che possa limitare il decadimento fisico delle prestazioni. Ah, per inciso, se fosse vero che c'è qualcuno che fa impianti eolici con meno di 1700 ore, oggi, con l'energia a 50€ e Cv a 85, sarebbe fallito in partenza, dato che non sta economicamente in piedi.
 
>L'eolico è ad oggi ancora un prodotto europeo che da lavoro ad europei, mentre Fv arriva al 90% dalla Cina con tre viti tirate in Germania per mettere "made in Germany"

"Falso: l'industria eolica si sta spostando in Cina, Vestas ultimamente chiude impianti in DK per aprirne in Cina e come lei molte altre aziende."

>>> sei in malafede: Vestas va in Cina perchè hanno in programma di di installare 50.000MW di eolico nei prossimi tre anni, mica possono esportare dalla Danimarca. Ci vanno anche tutti gli altri, mentre noi italiani furbissimi anche grazie alle falsità contro l'eolico di quelli come te, di sicuro non attiriamo produzioni (e posti di lavoro) in un settore in crescita. Ma certo, che ci importa?

>Il valore dei Cv è determinato dal libero scambio tra chi è obbligato a comprarli per raggiungere la quota di legge di rinnovabili sul totale prodotto e chi produce rinnovabili, non è per nulla garantito (ha fluttuato tra 120/Mwh anni fa giù fino a 60€/Mwh l'anno scorso)

"Falso: il fatto che ci sia un acquirente di ultima istanza che compra CV ad un prezzo garantito fa si che in realtà il prezzo dei CV sia un prezzo amministrato. Le aziende eoliche quotate difatti in bilancio inseriscono il prezzo di riferimento del GSE, non il prezzo di borsa. l CV è comunque un bene fittizio e il suo prezzo dipende in ultima istanza dalla percentuale d'obbligo fissata dal Governo. E' quindi una tassa sui consumatori di elettricità sotto altro nome. inoltre è aumentato il periodo per cui i i CV sono attribuiti passando dagli iniziali 8 anni ai 15 anni attuali, per cui l'incentivo rimane uguale."

>>> appunto. Quindi? Vorresti togliere l'obbligo ai produttori di energia "sporca"? Ma che mondo vorresti, tu? Vuoi il carbone "pulito"? Il "nucleare sicuro" con ancora tra i piedi le scorie del 1980? Vuoi 3800Mw di eolico installati in Italia sostituiti da 10mila ettari di fotovoltaico (e forse non basterebbero a produrre la stessa energia pulita)? Ma sai quanti sono 10mila ettari? Sono 100 km quadrati di pannelli FV, per un costo triplo rispetto all'eolico!!! L'eolico in Italia costa un po' di più che in Germania perchè un iter autorizzativo dura 5 anni contro 1 anno in Germania o Spagna, e questo iter è infinito anche per la disinformazione che fai tu, caro viadalvento.
 
>L'anticipo sui Cv puì essere concesso da Gse solo a fronte di fideiussione del proprietario impianto, e questo anche per impianti già in attività da anni. Misura esageratamente cautelativa presa in risposta a qualche episodio di sovrastima accaduto in passato, assolutamente marginale rispetto al totale.

"Falso la sovrastima non è marginale ma di oltre il 10%: oltretutto non si capisce il motivo di questa fonte occulta di finanziamento che non esiste per gli impianti in conto energia."

>>> gli impianti in conto energia (=FOTOVOLTAICO) possono essere finanziati dalle banche ANCHE al 100% perchè la tariffa incentivante è FISSA! L'eolico prende energia (a mercato) e Cv (a mercato) e quindi le banche coprono al massimo il 70% del costo! Se anche l'eolico avesse una tariffa fissa di 0,40€/kWh nessuno avrebbe bisogno di finanziarsi vendendo CV a preventivo, stanne pur certo.

>L'energia per impianti sopra 1Mw di potenza deve essere venduta al prezzo di borsa della zona dove si trova l'impianto, senza alcun vantaggio rispetto a una turbogas (zona Nord media 2009 = 55€/Mwh ad esempio)

"Falso vedi art 13. comma 3 legge 387/03 ultimo 91€ MWh. I dati vengono dal rapporto sull'energia eolica del GSE e dal bollettino sui CV"

>>> Falsissimo. Qualsiasi impianto eolico sopra 1MW prende il prezzo ZONALE, l'articolo della legge 387/03 cui fai riferimento è per impianti "di potenza nominale inferiore a 10 MVA", vedere il comma B. Quindi un impianto in zona Nord da 1,1MW ad esempio prende 55€/MWh per l'energia come una centrale a carbone, più il certificato verde.

Come mi sembra chiaro, o c'è malafede o ignoranza in buona fede.
 
PS a Nico Valerio: Scansano è un parco mal progettato e mal costruito, con macchine poco produttive.
Sapete che esistono anche nell'eolico macchine buone e meno buone?
Così come nel fotovoltaico, nelle automobili, e - ovviamente - negli uomini che le costruiscono?

Scansano, è vero, è un parco progettato male. E allora?

Per un impianto idroelettrico mal progettato dobbiamo mettere in croce l'idroelettrico in toto?

Vorrei chiarire: sono d'accordo nel permettere solo parchi eolici sopra le 1800 ore equivalenti.
Sono d'accordo che anche nell'eolico (come nel fotovoltaico, nel nucleare, e persino tra i produttori di formaggi) esistono imprenditori seri e meno seri, parchi ben progettati e mal progettati.
E allora?

L'Italia è bella, sì, ma ci sono crinali persi fra i monti dove i paesini nei pressi sono abbandonati dai giovani perchè non esiste più una opportunità di lavoro, non ci sono servizi perchè i comuni non hanno più una lira, e i pochi vecchi rimasti non hanno nessuna assistenza per lo stesso motivo. E a volte l'eolico da quelle risorse che servono a tenere in piedi ciò che lo stato abbandona a se stesso e permette una vita dignitosa in comuni dimenticati dell'appennino.

Nessuno propone di piantare una turbina eolica sul Cervino, ma in Austria hanno installato una turbina accanto alle poste da sci a 2000 metri per alimentare con energia pulita gli impianti di risalita.
Vogliamo parlarne oppure è tabù anche questo?
Preferibile andare a sciare senza vedere un mulino a vento, ma con energia prodotta da una bella centrale a carbone, eh?

E nelle nostre belle isole, insisto: meglio dieci mulini a vento sul crinale, nelle zone industriali, oppure le emissioni delle centrali a gasolio, le navi cisterne che arrivano nei porti rischiando un disastro ecologico ogni volta che sbarcano il combustibile?

Rispondete!

Cosa fareste, voi, in concreto, per raggiungere un obiettivo minimo del 40% di rinnovabili sulle isole così come indicato dall'Unione Europea (logicamente, dato che sono "bacini naturali di energia rinnovabile")?
Le coprireste di pannelli solari?
Che vanno benissimo, per carità, sui tetti degli alberghi e delle case, ma per una produzione industriale con la poca superficie disponibile che c'è...
 
Intanto chiariamo alcune cose:

1) L'eolico non è una fonte sostituiva di nucleare o carbone: l'energia elettrica serve anche quando non c'è vento e serve in modo controllabile, quindi l'eolico non è una fonte adatta per soddisfare il fabbisogno elettrico, difatti si fa solo ci sono gli incentivi (e se esiste l'obbligo d'acquisto dell'elettricità), anche nei paesi più ventosi.
Quindi le domande del genere "Ma allora preferite il nucleare?" sono solo un trucchetto psicologico e non hanno alcun fondamento logico. Questo è dimostrato ampiamente dall'esperienza dei paesi che hanno investito nell'eolico che hanno continuato a costruire centrali fossili.
2)Il fotovoltaico presenta gli stessi problemi di impatto paesaggistico dell'eolico, come si sta vedendo nel sud italia, è una tecnologia con molti difetti (il principale è il costo). Fortunatamente la risorsa sole è distribuita meglio (da noi) rispetto alla risorsa vento: le zone ventose sono quasi sempre di grande pregio naturale e paesaggistico (crinali, coste isole, ecc.) quelle assolate no.
3) Se la UE o il protocollo di Kyoto o pinco pallino fissa degli obbiettivi assurdi non mi sento in dovere di proporre delle alternative per realizzarli. Se la UE mi dice di buttarmi dalla finestra non lo faccio di certo.
 
Nel dettaglio:

ho sbagliato a scrivere, intendevo molti sopra le 2000 ore.

Comodo!!!!

Certo, se facessero fare i parchi eolici dove andrebbero fatti, ce ne sarebbero molti anche sopra le 2500. Ma sulle isole nooooooo...

Le isole italiane (Sicilia e Sardegna) sono zeppe di centrali eoliche con il 37% della potenza eolica nazionale. Il problema è che per mettercene di più bisogna fare i cavi (naturalmente pagati da noi) che portano l'energia in eccesso sul continente.

sei falso tu, le statistiche fanno un calcolo brutale "produzione/potenza installata a fine anno", come è ovvio.
>menti sapendo di mentire... Basta guardare le statistiche sulla crescita negli anni delle ore equivalenti medie


Il GSE ha fatto i conti depurando i dati per togliere le distorsioni derivanti dall'entrata in servizio nel corso dell'anno (considerando solo gli impianti già in servizio a dicembre 2006.
Le statistiche dicono il contrario ovvero che gli impianti più produttivi sono quelli in funzione nel 2001 e nel 2003:

"Il grafico descrive le ore di utilizzazione nel 2008 degli impianti eolici in Italia classificati secondo anno di entrata in esercizio. Nonostante i progressi della tecnologia, le ore di utilizzazione non sono aumentate, molto probabilmente a causa delle caratteristiche dei siti disponibili per i nuovi impianti. La performance migliore si registra per il 2001 con 1.979 ore calcolate su 27 impianti istallati, seguito dal 2003 con 1.921 ore per 11 impianti. Solo 1.440 ore di utilizzazione per i 37 impianti del 2007 pur a fronte di una potenza istallata, pari a 810 MW, maggiore di quella di ogni altro anno.
Infine è stato escluso dalla trattazione il 2008, perché le ore di utilizzazione dei 39 nuovi impianti istallati sono influenzati dal mese di entrata in esercizio."GSE - L’eolico.Dati Statistici al 31 dicembre 2008" pag. 10. Che le ore di funzionamento siano più di quelle del fotovoltaico è una magra soddisfazione.
 
la semplice logica suggerisce che le macchine nuove, molto più alte e potenti (grazie al maggior diametro), producono di più delle vecchie con moltiplicatore di giri, più basse al mozzo e di minore diametro.

Se le metti nello stesso sito, indubbiamente. Se le metti in un sito dove tira meno vento è tutto da vedere.

la rumorosità in valore assoluto non ha senso

Questa è una bestialità: i limiti di legge sono in primis in valore assoluto e secondariamente in differenziale.

E 100dB sono quelli di un aereo in decollo! Eolico = meno di 70dB

Aereo in decollo > 140 db

Vestas V90 2MW Livello di potenza sonora (individuato in corrispondenza della velocità nominale del vento, sulla base delle caratteristiche tecniche fornite dal costruttore) pari a LW = 103,3 dB(A)

ovvero il livello di un utensile con un motore a scoppio a quattro tempi (tipo pompa) o di un trattore

vale solo il delta sul rumore di fondo in zona

Qua casca l'asino: le centrali eoliche sono localizzate quasi sempre in zone rurali con un livello di rumore residuo notturno che può scendere sotto i 30 db (ovvero quasi il silenzio) il che fa sì che il rumore dell'eolico sia particolarmente impattante (mentre lo sarebbe molto meno in zone antropizzate)
So per certo di un parco dove una coppia di falchi ha nidificato a meno di 50m dalla turbina,
Il disturbo del rumore antropico sulla fauna è una cosa ampiamente studiata e verificata. Certo ci sono alcune specie a cui la presenza dell'uomo e dei suoi manufatti non da fastidio, ma per ovvi motivi nono sono quelle più minacciate. Le specie più vulnerabili rifuggono dai rumori e dalla presenza dell'uomo. Non bisogna essere dei geni per capirlo. Come pure è ampiamente provata la morte per collisione e il disturbo provocato dagli impianti eolici sull'avifauna e in particolare sui rapaci.

Per 20Mw, considerando piazzola da 20x20 (post ripristini, basta per manutenzione), sono 400x20 = 8000m2, meno di un ettaro. Sottostaz alta tensione = 1000m2. Tot 1 ettaro.

Dimentichi: deforestazione, cemento, micropali, strade d'accesso con relativi tornanti, sbancamenti selvaggi, dissesto idrogeologico in un paese franoso, inquinamento della risorsa idrica , camion e gru invasive, movimenti terra, e tutto quello che porta con sè la realizzazione di una centrale eolica. E le piazzole non vengono mai ripristinate.

nessuno è così cretino da buttare in discarica una pala, si ripara con vetroresina anche dopo 30 anni.
E che ne sai tu di cosa succederà tra 30 anni? E allora perché qualcuno dovrebbe buttare un pannello PV?
In teoria tutto si ricicla, in pratica rimarranno lì, come sono rimasti molti impianti degli anni 90 non più funzionanti.
la fideiussione che si rilascia copre acnhe rimozione plinti
 
I progetti prevedono di lasciare lì i plinti gettandoci sopra uno strato di terra. E' l'interpretazione dell'obbligo di ripristino totale dei luoghi che da l'industria eolica. E le fideiussioni sono per importi ridicoli.
La manutenzione, a cura del proprietario, è un costo necessario che riduce gli utili nell'eolico, ma mantiene la produttività ai livelli iniziali.
Non è vero perché la manutenzione e i guasti riducono inevitabilmente anche la produttività aumentando il fermo macchina. Una volta finiti i 15 anni dei CV gli impianti saranno abbandonati.
se fosse vero che c'è qualcuno che fa impianti eolici con meno di 1700 ore, oggi, con l'energia a 50€ e Cv a 85, sarebbe fallito in partenza, dato che non sta economicamente in piedi.

Visto che la produttività media come già spiegato è di 1700 ore e che esistono centrali che producono 2.000 ore e oltre esistono centrali che producono meno di 1700 ore per pura logica matematica. Nello specifico secondo il GSE solo il 38% degli impianti produce più di 1800 ore.
Vestas va in Cina perchè hanno in programma di di installare 50.000MW di eolico nei prossimi tre anni, mica possono esportare dalla Danimarca. Ci vanno anche tutti gli altri, mentre noi italiani furbissimi anche grazie alle falsità contro l'eolico di quelli come te, di sicuro non attiriamo produzioni (e posti di lavoro) in un settore in crescita. Ma certo, che ci importa?
Vanno in Cina perché costa meno produrre pale eoliche in Cina, non certo per l'opposizione all'eolico e se se ne fregano dei lavoratori danesi perché dovrebbero preoccuparsi di quelli italiani?
Il valore dei Cv ... non è per nulla garantito (ha fluttuato tra 120/Mwh anni fa giù fino a 60€/Mwh l'anno scorso)
Dimentichi di dire che nel frattempo il periodo di incentivazione è aumentato di tre anni...
Il valore non è garantito, ma non esiste il rischi di invenduto e la determinazione del prezzo da parte del GSE fa si che non convenga venderli a prezzi che si discostano dalla media... altro che mercato, altro che rischio d'impresa, è un mercato del tutto fittizio... su cui peraltro se ne combinano di tutti i colori (come finte vendite a prezzi bassissimi)
un iter autorizzativo dura 5 anni contro 1 anno in Germania o Spagna, e questo iter è infinito anche per la disinformazione che fai tu, caro viadalvento
Per fare qualsiasi cosa in Italia ci vuole il triplo del tempo che in qualsiasi altro paese, è inutile che facciate del vittimismo: si tratta di una condizione comune a qualsiasi imprenditore, non solo ai parassiti delle pale eoliche
 
le banche coprono al massimo il 70% del costo!
A parte che anche se fosse così non sarebbe affatto poco, la realtà è che le società eoliche hanno un capitale sociale bassissimo, quasi sempre ai minimi di Legge. Quindi chi mette i soldi? forse la mafia.
Qualsiasi impianto eolico sopra 1MW prende il prezzo ZONALE
A parte che se anche fosse così non si capisce perché prendi a riferimento i prezzi del nord che sono più bassi e dove non ci sono impianti eolici invece di quelli del sud dove ci sono gli impianti e i prezzi sono più alti, l'articolo non dice solo così ma dice anche:
Per quanto concerne l'energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza inferiore a 10 MVA, nonche' da impianti di potenza qualsiasi alimentati dalle fonti rinnovabili eolica , solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice ed idraulica, limitatamente, per quest'ultima fonte, agli impianti ad acqua fluente ...

Quindi l'energia eolica di qualsiasi potenza rientra nelle modalità d'acquisto fissate dall'AEEG con la delibera 34/05 e prende il prezzo fissato annualmente dall'AEEG (a meno che non opti per il mercato, cosa improbabile).

Per un impianto idroelettrico mal progettato dobbiamo mettere in croce l'idroelettrico in toto?

L'eolico di cui si dicute è quello che abbiamo, di Scansano (e centinaia di altri casi simili), degli intrallazzi di Vigorito e della mafia, non l'eolico ideale che esiste solo nelle fantasie

E a volte l'eolico da quelle risorse che servono a tenere in piedi ciò che lo stato abbandona a se stesso e permette una vita dignitosa in comuni dimenticati dell'appennino.

Ma dove, ma quando? con il 3% dei proventi (se va bene)? in compenso permette una vita ben più che dignitosa a mafiosi ed intrallazzatori vari ( i cosidetti sviluppatori) che se ottengono l'autorizzazione unica si sistemano per tutta la vita...
 
Il 6.o commento era di un certo "Luca Salvi" filo-eolico che mi ha inomdato poi di altri commenti tutti favorevoli all'industria eolica. Nel 7.o commento infatti lo cito nella mia risposta (e poi gli ha detto il fatto suo con dati precisi Via dal Vento). Ora però, vado a rileggere e non c'è più traccia del nome: solo "Anonimo". E' il coraggio a quattro zampe di quelli dell'eolico. Molte cose si capiscono con la psicologia...
 
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