18 aprile 2010

 

Toilette e sprechi energetici. No alla carta igienica che distrugge gli alberi e ci lascia tutti sporchi.

carta_igienica_euroChe cos’è, un manifesto degli sporcaccioni? No, anzi, gli sporcaccioni sono loro, siete voi, tutti quanti. Gente che fa finta di pulirsi con… della carta, ma ci pensate? Una cosa davvero orribile, disgustosa. Non verrebbe in mente a nessun marziano, credetemi. Tantomeno ai civilissimi antichi Romani, inventori delle Terme. Chi si sporcava, semmai si lavava, non si "asciugava", come si fa oggi orribilmente. Proprio vero che è dalla stanza da bagno che si vede l’intelligenza degli Uomini (con la maiuscola).
      A proposito di uomini (con la minuscola), che pensare di una Civiltà che va avanti a Ipod e Gps ma non ha ancora risolto il secolare problema delle minzioni casalinghe di noi maschi? E meno male che secondo le donne siamo i  padroni del Mondo. Inutile che ridacchiate: non è previsto nessun apparecchio specifico.
      Certo, in commercio, esiste, ma solo per scuole, caserme, conventi ed altre comunità maschili. Mai in famiglia. Incredibile, ma vero, l’orinatoio, unico insostituibile, ineliminabile, imprescindibile, essenziale, precipuo, doveroso, anzi obbligatorio strumento specializzato atto alla bisogna, non esiste in nessuna casa privata del Mondo tutto. E il maschio che volesse farlo installare dovrebbe vedersela poi con la moglie-madre-nonna-figlia, risolutamente contraria per bizzose ragioni femminili, cioè "estetiche", all'orinatoio incassato nel muro. 
      Insomma, altro che Potere dei Maschi: noi poveretti non abbiamo neanche un luogo dove fare pipì. Segno che non comandiamo un tubo, altroché. Se fosse stato utile alle donne, avreste già visto assemblee vocianti, cortei rumorosi, commissioni incazzate, movimenti estremisti, perfino partiti,"per la difesa della povera donna" cui è impedito il più elementare dei bisogni dopo il cibo. E invece? Di tutt'altra pasta, noi uomini signorilmente, appunto "virilmente", soffriamo in silenzio senza darlo a vedere...
      Quel che è certo, ad ogni modo, è che in una ideale Città di Platone o di Tommaso Campanella, saggiamente retta da maschi, vedreste in ogni casa la forma perfetta dell’orinatoio, discretamente incassato nel muro, ora anche autopulibile grazie a una cellula fotoelettrica e chiudibile per la soddisfazione estetica delle donne, che - si sa - badano solo a queste cosette, anziché fondare città, inventare filosofie e redigere Costituzioni. E che si lamentano, ignare di anatomia maschile (il prepuzio impedisce di dirigere il getto di urina dove si vuole), se bambini, giovanotti, maturi o anziani la fanno, spesso sbagliando mira, nella tazza del cesso, che è molto più in basso e quindi adatta solo a chi si siede, quindi alle donne. Tanto che molti anziani, con l’esperienza che viene dagli anni, hanno eletto giustamente a misura di maschio il lavabo. Comunque, anche dopo aver orinato, in qualunque apparecchio sanitario, c'è chi anziché lavarsi usa la carta igienica. 
      L’ipocrisia, la femminilizzazione dei valori, la crescente “politicamente corretta” svirilizzazione da cui è affetta l’Europa, specie del Centro-Nord (e che sono uno degli elementi della sua decadenza culturale e politica), arriva al punto da costringere l’uomo a orinare seduto, contraddicendo la sua storia e la sua anatomia. In pratica, sono le donne di casa o delle pulizie, e i proprietari di appartamento, a pretendere da familiari o inquilini maschi di orinare seduti come le donne, “per non sporcare”. Ma qualcuno ha mai detto a quegli ottusi che l’anatomia degli uomini è diversa da quella delle donne e che, semmai, la soluzione più logica sarebbe quella di cambiare gli assurdi e anti-fisiologici sanitari in uso, installando pratici orinatoi a parete? Ovviamente, quando ci sono stupidi o prepotenti di mezzo si arriva subito alle questioni legali e alle sentenze (finora sensate), com’è accaduto in Germania.

Il mercato della carta igienica in Europa vale 8,5 miliardi di euro ed è più o meno il 25 per cento del consumo mondiale. Ogni europeo ne consuma in media 13 kg ogni anno, con un consumo totale nell'intera Europa pari a 5,5 milioni di tonnellate, vale a dire 22 miliardi di rotoli di carta igienica. Negli Stati Uniti ogni giorno sono consumati ben 34 milioni di rotoli, per produrre i quali si distruggono ogni anno 221.000 alberi, si consuma un sacco di elettricità e di acqua, e si produce molta anidride carbonica. Un solo rotolo di carta igienica costa, secondo un blog americano, ben 680 grammi di legno, 140 litri d’acqua e 1,3 kW di elettricità (valori, questi ultimi, che sembrano un po’ eccessivi…).

      E ovviamente anche i famigerati fazzolettini di carta (l' "usa e getta", ahimé, è preso alla lettera. sono gettati per strada e sull'erba dei parchi, e perfino in montagna) e i tovaglioli e rotoli di carta da cucina, oggi molto diffusi, sono un magnifico test di intelligenza per chi li consuma.
      La carta igienica, che igienica non è affatto perché non pulisce mai bene lasciando in loco batteri fecali e disgustosi odori, distrugge alberi e intere foreste, perciò alterando addirittura il clima della Terra, visto il ruolo di equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica assolto dagli alberi.
      E, quello che è più grave, i nuovi consumi di carta igienica dei Paesi orientali, che si affacciano ora al benessere più spensierato, sono già altissimi. Fanno rabbia, perché hanno tutta l’ottusità consumista dei nuovi piccolo-borghesi. Forse la stessa che noi avevamo negli anni Trenta. Quando, appunto, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, stupidamente ancora prude, anziché importare dall'Italia i comodi ed economici ma secondo loro "imbarazzanti" bidet, si cominciò a produrre e sprecare carta igienica. Ancora oggi - sembra incredibile - si possono leggere nel Nord America articoli in cui il bidet viene descritto come oggetto "esotico" e peccaminoso..
      Quello che non è riuscito a fare neanche l’Occidente capitalistico, perché insieme con l’inquinamento e lo spreco ha prodotto almeno l’ecologia e l’autocritica anti-consumistica per ridurli o evitarli, lo faranno sicuramente l’Oriente e il Sud del Mondo. Aspettiamoci il disastro. A meno che…
      A meno che tutti, americani, inglesi, cinesi e indiani, non imparino al più presto – e già sono in enorme ritardo – a lavarsi per bene, usando invece della costosissima e poco igienica carta, acqua e sapone, mediante una delle tante geniali invenzioni della vecchia Italia: il bidet. Nome francese inventato, al solito, dagli italiani esterofili del 700, per dargli dignità e farlo accettare dalle signore Ad ogni modo, quel po’ d’acqua e di sapone, e l’uso di un apposito asciugamano, evitano insieme cattive condizioni igieniche e la distruzione ulteriore del verde. Sporcaccioni di tutto il Mondo, Fantozzi asiatici, arretrati anglosassoni, cafoni del Sud e del Nord, ravvedetevi!

E gli Italiani? Saranno forse più puliti, però sono stupidamente spreconi. Molte donne usano la carta igienica per struccarsi o per altri scopi, e la gettano anziché in un cestino nella tazza, che ai loro occhi è una specie di imbuto senza fondo, un pozzo nero dell'Universo, e tirano lo sciacquone. Questo molte volte al giorno. In un bagno medio italiano le donne e i bambini, entrambi maleducati, tirano lo sciacquone in continuazione: è un'ossessione, una mania. Al di sopra di un livello medio-basso di consumo, l'acqua - che è tutta acqua da bere - andrebbe fatta pagare 10 volte tanto. Ma la stragrande maggioranza degli Italiani, soprattutto delle Italiane, andrebbero rieducati in apposite scuole, visto che manifestano questo atteggiamento strafottente, egoistico e asociale.

      Ma per limitarsi, diciamo così, all'uso principale della carta igienica? Indovinate che fanno gli Italiani chiusi nel bagno. Prima usano la toilette paper al posto dell'acqua e del sapone (insomma, all'anglosassone), poi i meno sparagnini degli stupidi si lavano anche (all’italiana) sul bidet. Ma i più consumisti degli stupidi fanno addirittura un’intera doccia, sprecando inutilmente molte decine di litri d’acqua, quando col solo bidet basterebbe da mezzo litro ad un litro. Molte donne magari aggiungeranno profumi (alla francese). In pieno sincretismo stilistico, insicuri come sono. Igienismo, salutismo? No, perché tutto questo eccesso fa anche male alla pelle. Ma dico io, si può essere più ecologicamente (e anche logicamente) cretini? Abbiano quel ben di dio che è il bidet, che è un perfetto, geniale, pulitore igienico specializzato, e non lo sappiano utilizzare.   
      E i famigerati pannolini? Dal 24 aprile al 2 maggio, 14 Paesi sono coinvolti nella Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile, un evento di informazione e sensibilizzazione sull’alternativa eco-sostenibile al consumistico e dannosissimo "usa e getta". Tra gli aderenti e promotori della settimana un gruppo di genitori di tutta Italia che consiglia a tutti la "rivoluzione" del pannolino lavabile, e offre consulenza, assistenza e materiale informativo a enti e asili, pediatri e rivenditori. Per almeno quattro motivi:


1. Il pannolino lavabile mette la pelle del bambino a contatto con tessuti traspiranti e assorbenti, invece quello "usa e getta" contiene varie sostanze sintetiche e composti chimici.
2. I pannolini "usa e getta" costano, sommandoli tutti dalla nascita al vasino, 1500-3000 euro (a seconda del modello scelto), contro 150-800 euro per i pannolini lavabili.
3. L’impatto sull’ambiente dei pannolini monouso "usa e getta" è altissimo. Si tratta di prodotti che sprecano risorse preziose (cellulosa, consumo di acqua ed energia, utilizzo di sbiancanti chimici e materie plastiche), destinati a diventare rifiuti che non si possono differenziare e che costituiscono ormai fino al 10% del totale dei rifiuti solidi urbani. In più, per degradarsi totalmente impiegano ben 500 anni.
4. Infine, fare del pannolino lavabile un’abitudine di tutti i giorni è anche un modo per diffondere il messaggio del riutilizzo, del risparmio e dell’ambiente in genere.


Insomma, basta con "l'usa e getta" e il monouso, con la scusa consumistica della (finta) "igiene" diffusa dai produttori che ne hanno tutto l'interesse, con l'aiuto dei soliti finti esperti prezzolati. Il mono-uso fa sempre male alla salute. Boicottiamo questo pazzesco spreco-inquinamento a livello mondiale e privilegiamo ciò che si lava e si riutilizza più volte. Acqua, sapone e asciugamano, anziché carta igienica. No ai fazzoletti di carta, no agli asciugamani di carta. E nei casi rarissimi in cui si usano prodotti di carta, questa almeno deve essere "riciclata al 100 per cento". I fazzoletti di cotone sono facilmente e comodamente lavabili, col massimo dell'igiene e il minimo dispendio energetico. Ora sono tornati anche i pannolini e pannoloni lavabili. Restano i bastoncini netta-orecchie o cotton-fico: li abbiamo trovano perfino sulle spiagge più isolate delle isolette sperdute nel Mediterraneo. Quelli di plastica sono indistruttibili e vengono ingoiati dai pesci, come le buste di plastica. Che almeno i cotton-fico siano tutti integralmente biodegradabili: controllare sull'etichetta e leggere il materiale con cui sono prodotti.


IMMAGINI. 1. Spreco di carta igienica. 2. Un elegante orinatoio da appartamento (Duravi, designer FA.Hester). Vedrete che la fantasia femminile ne farà un vezzoso sanitario specializzato nel lavaggio di tanga, slip e reggiseni. 3. Il nostro banner per una coraggiosa campagna contro la carta igienica. Riproducetelo sui vostri siti e blog.

AGGIORNATO IL 2 MARZO 2017

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Comments:
Ah, ah, ah, molto ben assestato, caro mio! Mi hai fatto pensare a certe mie amiche che non ti dico, si meritano tutta la tua satira. Le ammazzerei! Senza carta igienica non potrebbero vivere. Con la carta igienica ci fanno di tutto, e chissà perché la gettano sempre e solo nella tazza del bagno. E subito, dio non voglia che un velo di cellulosa deturpi lo specchio d'acqua in cui si rispecchia la casalinga media, tirano l'acqua. Uno spreco pazzesco.
Grande Nico.
 
Sono sconcertata! Non avevo mai capito quale intimo dramma sconvolgesse i poveri maschi umani, straziati dall'assenza di un luogo ove svolgere con le dovute comodità le loro funzioni idrauliche ;))

E tuttora una domanda impertinente e inopportuna mi attanaglia: ma dopo aver fatto la cacca il vero ecologista si pulisce col dito?

Scherzi a parte, concordo in pieno che spesso si spreca carta igienica, cioè alberi, in quantità e per usi non giustificati.

Io personalmente compro solo quella 100% carta riciclata e utilizzo solo la quantità strettamente necessaria, laddove il dito o l'asciugamano ne uscirebbero sconfitti...invece dopo una breve pipì (da seduta) a volte in effetti può bastare un buon bidet...sempre che non abbia il ciclo, che allora per tamponare i disastri non basta neanche deforestare l'Amazzonia ;)))
 
Semedisesamo, sono lieto che la Rivelazione del sottaciuto a lungo (falsa superiorità da "noblegge oblige"?) dramma maschile abbia commosso il sensibile animo femminile, che - è noto - si muove solo verso i "deboli", cioè quando il maschio è visto come perdente...:-)
Sull'altro tema, credimi, ho visto donne dai 4 ai 90 anni (ma con un climax statistico verso i 20-40) gettare ripetutamente pezzettini di carta igienica da strucco seguiti ogni volta da un tiro di sciacquone da 6-20 litri.
Sù, fanciulle, non è sporcizia un po' di carta, di sola carta semitrasparente nel water: prendete esempio dal sindaco di Londra. Aspettare che si sporchi davvero per dare acqua! Per sporcizia si intende solo presenza di batteri!
Solo questo accorgimento, che non intacca minimamente la qualità della vita, eliminerebbe la penuria d'acqua in certe zone d'Italia.
E la carta igienica (e tovagliolini) si potrebbero ridurre da subito del 30-60%. Usando le spesso inattive... lavatrici.
La carte riciclate sono un male minore, certo, però ci mettono molto tempo a degradarsi.
Non metto bocca sul tuo ciclo, che dipingi come una specie di catastrofe tra Diluvio Universale, tsunami indonesiano e passaggio ebraico del Mar Rosso...:-)
 
:)))
 
Grandioso, pungente, interessantissimo post.
 
E' vero, confesso, noi donne sprechiamo troppa acqua in bagno.
 
Perfetto e coraggioso.
 
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